Incontro associazione nazionale tartufai

SIAMO STATI IN LAZIO ALL’INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE TARTUFAI. IN ALTRE REGIONI QUESTO COMPARTO È UN PUNTO DI FORZA DEL TERRITORIO MENTRE DA NOI NON È COSÌ.

Va detto che come Movimento 5 Stelle incontriamo tutti e ci confrontiamo con tutti su tutti gli argomenti. Va anche chiarito che siamo al corrente delle polemiche da parte dell’ex maggioranza che sono nate dalla assegnazione degli spazi a locali esponenti e gruppi di tartufai e che aspettiamo anche noi le risposte del Sindaco su tale argomento però questo non ci deve bloccare dal guardare avanti sullo sviluppo di una tematica che non solo è attrattiva per il nostro territorio ma che rappresenta un fattore di penetrazione in altri mercati che sono alla continua ricerca di peculiarità italiane come appunto questo tipo di prodotto raccolto.

Confronti a margine dell'incontro Nazionale tartufai
Tartufai con Lucia Vergaglia M5S

A seguito dell’incontro sono emerse una serie di problematiche, e mancanze, delle leggi attuali e delle norme locali e regionali tali che promuoveremo proprio da Orvieto una serie di interventi di livello regionale e di tutela dei nostri prodotti.

Come al solito concludiamo dicendo “Scusate se è ma siamo ancora all’opposizione”

Stop fontane abbandonate

INDECOROSO L’ABBANDONO DI QUEI FONTANILI UNA VOLTA GUIZZANTI DI PESCI ROSSI NELL’ACQUA IN MOVIMENTO. METAFORA DI UNA CITTÀ SEMPRE PIÙ TRISTE E SPENTA.

C’erano una volta e ora non ci sono più gli specchi d’acqua in cui i pesci rossi si avvicinavano e saltavano quasi fuori a cercare le mollichine gettate dai bambini. Alla Fortezza Albornoz, a Fontana secca e nei giardini di piazza Angelo da Orvieto la scena era quasi quotidiana. Invece dalla gelata del 2013 i pescetti sono quasi del tutto scomparsi ed anche le fontane hanno smesso di godere di buona salute.

Qualcuno ha paventato una questione economica con sempre meno acqua o addirittura disseccarsi i nostri Fontanili , parte del Decoro urbano e del piacere di goderci certe parti della città in cui il lento fluire dell’acqua accompagnava momenti di tranquillità al posto del rombare delle auto. Eppure fu proprio il MoVimento 5 Stelle di orvieto, durante la campagna elettorale, a proporre di rendere a circuito chiuso le nostre fontane in modo da contenerne i costi e per metterci una gestione più oculata della risorsa idrica.

Invece come capita sovente si è preferito il lassismo dell’abbandono, ad esempio ai giardini di piazza Angelo da Orvieto, al posto dell’ impegno di aver cura dei beni pubblici. Eppure non abbiamo ridotto il personale impegnato che a questo punto viene pagato per dover seguire meno cose, certamente meno Fontanili.

Football americano. Una scommessa vinta.

NATA DA UNA NOSTRA PROPOSTA A FIRMA ALBERTO TAVANI QUELLA DEL RILANCIO DEL VINCE LOMBARDI CON IL FOOTBALL È STATA UNA SCOMMESSA VINTA.

Il prossimo weekend, Castel Giorgio tornerà ad essere il centro del Football americano italiano, con l’evento che di fatto chiude ufficialmente la stagione agonistica 2017-2018 dedicata al tackle. In campo al Vince Lombardi stadium sabato 21 luglio, alle ore 21.00, le stelle del Campionato di Terza Divisione, mentre domenica 22 luglio alle 18.00 sarà la volta della Seconda Divisione, entrambe le sfide con la formula ‘Nord contro Sud” in collaborazione tra il Comune di Castel Giorgio, la FIDAF e sede del MUFA, il Museo del Football Americano italiano che durante il weekend aprirà gratuitamente.

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Mozione Orvieto Plastic Free

RACCOGLIAMO LA SFIDA DEL MINISTRO DALL’AMBIENTE E LA SOLLECITAZIONE DI #CITTASLOW PER LIBERARE LE NOSTRE CITTÀ DALLA PLASTICA.

Una mozione per rendere Orvieto città Plastic free è stata depositata da Lucia Vergaglia del MoVimento 5 Stelle e sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale.

La Plastic free Challenge (#PFC) è una iniziativa ambientalista sostenuta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa che chiede a tutti gli enti pubblici di mobilitarsi e fare a meno della plastica usa e getta. Inoltre in questi giorni le città appartenenti al movimento cittaslow International, su iniziativa del Presidente dell’associazione e sindaco della città di Pollica dottor Stefano Pisani, stanno lanciando a loro volta iniziative per liberare dalla plastica i borghi ed i territori più belli, non solo d’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre la causa ambientale come motore di un nuovo sviluppo sostenibile e come segno di rispetto per i beni comuni e pertanto, a prima firma Lucia Vergaglia, è stata depositata in Comune una mozione per rendere Orvieto Plastic free entro pochi mesi.

Qui di seguito il commento della capogruppo M5S:

«Chi meglio di noi che viviamo in una delle città più belle immaginabili, circondati da una natura fiorente, ma all’ombra di una discarica tra le più grandi del centro Italia, può capire l’importanza della tematica ambientale? Lunghi decenni di consumismo hanno abituato le generazioni alle logiche del usa e getta che nel passato non esistevano ed il cui peso diventa palese anche solo guardando gli interi calanchi riempiti e poi coperti da ciò che abbiamo buttato soltanto in questi ultimi anni. Peraltro ad un costo economico elevatissimo. E vi è di più: l’utilizzo delle plastiche usa e getta, che in Italia si stima in un numero difficilmente immaginabile, quasi centoventimila tonnellate l’anno, è un vero e proprio schiaffo al buon senso ed all’intelligenza data la semplice considerazione che il principale vantaggio delle plastiche è la loro resistenza allo scorrere del tempo, la loro durevolezza, e costruire tale materiale durevole, non biodegradabile, ciò che deve essere immediatamente buttato e decomposto significa voler saturare le discariche e stressare i sistemi di riciclo.

È arrivato il momento di sterzare con atti concreti partendo dal divieto per l’utilizzo sui nostri territori di questi materiali usa e getta a partire dalle plastiche di piattini e bicchierini in attesa di normative stringenti relative ai materiali utilizzati nella produzione di prodotti non recuperabili oppure riutilizzabili. Questo è un compito alla portata immediata di una amministrazione che, Come si è visto nelle altre città slow, può agire anche per ordinanza sindacale o per scelta e deliberazione consiliare come noi proponiamo in questo caso. Naturalmente però il criterio non deve essere punitivo e basta ma deve accompagnare i cittadini e gli operatori economici in modo da ottenere i massimi risultati senza vessare nessuno. Diamo quindi indicazioni per un periodo di elaborazione della regolamentazione e di informazione ai cittadini , ed a seguire un ulteriore periodo per l’esaurimento delle scorte di magazzino dei nostri operatori economici in modo da non arrecare loro alcun nocumento.

Già nel medio periodo la somma di alcuni provvedimenti, il cosiddetto combinato disposto, come ad esempio il divieto di utilizzo dei prodotti usa e getta, la promozione dell’utilizzo con il vuoto a rendere , le norme anti spreco già attive nelle mense e nel reso delle merci di chi opera nel mercato alimentare potranno da un lato alleggerire di qualche costa i cittadini e dall’altra a rendere Orvieto un esempio di decoro e pulizia concreta e non solo apparente come invece rischia di essere.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

M5S sulla crisi della Libreria dei Sette.

IMBARAZZANTE VALZER DELLE RESPONSABILITÀ DI UNA AMMINISTRAZIONE CONFUSA CHE NON DA MARGINI A CHI PORTA VALORE IN CITTÀ.

Aperta nel 1922 la storica libreria rischia la chiusura entro questa estate e sono già partite le lettere di licenziamento. il titolare Riccardo Campino da tempo pressa l’Amministrazione per ottenere un aggiornamento dei canoni oppure la possibilità di trasformare in Caffè Letterario la propria struttura che è ospitata nello storico palazzo dei Sette , centro esatto della Città di Orvieto.

L’ex assessore al bilancio del Comune, in un extra petitum, ha dato in passato il parere non richiesto alla proprietà della libreria di intervenire sui costi anche del personale, ristrutturando così il proprio bilancio in maniera maggiormente sostenibile anche se a scapito di servizio e qualità che, leggiamo all’interno della documentazione prodotta dall’ufficio cultura del comune di Orvieto, ha dignità però di centro culturale cittadino. In questo caso tale ristrutturazione, che poi vuol dire licenziare almeno parte del personale, va a danno degli interessi della città , e non ci vuole un genio per capire che questo specifico tipo di librerie ospitate negli spazi di prestigio delle città d’arte e turistica rappresentano, a volte nel l’inconsapevolezza di amministratori e cittadini, una parte di servizi pubblici considerati essenziali e quindi parte del dovere delle amministrazioni. Su questo va infatti doverosamente fatto un approfondimento: è compito dei comuni promuovere la crescita culturale di cittadini e territorio, una parte delle nostre tasse serve proprio a questo e dovrebbe essere portata avanti per cui una politica atta a favorire proprio le attività culturali , non nella parte commerciale ma nell’insieme di quelle iniziative che le fanno da corollario come ad esempio gli eventi e le attività a ricaduta diffusa magari fatte assieme alle scuole. Ma non solo: in una città il cui indice di vecchiaia è elevatissimo un presidio attrattivo per le giovani copie con i figli o per quei segmenti di persone che amano il commercio di vicinato al posto degli acquisti online e dei centri commerciali è un elemento su cui, in tema di sviluppo economico, vanno anche fatte delle valutazioni piuttosto che rifugiarsi in un lassismo in tempi di crisi inconcludente se non dannoso. E’ paradossale infatti che mentre lo stesso Comune approccia la destinazione del Palazzo del Popolo, ribattezzato Palazzo dei Congressi, per un pugno di spiccioli e mentre mette a bando il Belvedere, con la sua infrastruttura tra cucina, montacarichi e forni dal valore di centinaia di migliaia di Euro a poco più di trecento al mese, non prenda neanche in considerazione il confronto con la storica libreria.

Qui di seguito le parole della capogruppo Lucia Vergaglia.

«Come Movimento 5 Stelle siamo in prima linea nello specifico caso della richiesta di un confronto con la proprietà della Libreria dei Sette e la conferenza dei capigruppo, espressione politica della cittadinanza, abbiamo dato la nostra disponibilità così come almeno un altro capogruppo dell’opposizione. E questa disponibilità l’abbiamo ribadita anche durante il confronto per decidere se mettere o meno all’ordine del giorno della prossima riunione tale tematica. Purtroppo siamo rimasti soli e la maggioranza che oggi il sindaco Germani, sbagliando, convoca in una riunione di partito confondendo quindi il proprio ruolo istituzionale con quello di Capo politico, invece non ha dato il proprio assenso. A questo punto siamo noi a dover richiamare l’amministrazione chiedendo l’immediata convocazione della recentemente approvata consulta per lo sviluppo economico, fortemente voluta dall’attuale assessore al commercio Cotigni. In alternativa a questo per noi lo strumento previsto dalla legge regionale il Qsv che però l’amministrazione Germani ha smesso di convocare quando si è vista regolarmente mettere in minoranza. Così come abbiamo ribadito quando siamo stati gli unici ad opporci alla proposta Cotigni, che vediamo come una tardiva duplicazione ma che adesso che è stata approvata abbiamo non solo il diritto ma il dovere di chiedere che diventi uno strumento fattivo e non l’ennesimo poltronificio pre elettorale e prenda di petto la soluzione dei problemi. Insomma meno chiacchiere e più responsabilità da parte di chi è in maggioranza e di chi è al governo della città. Aggiungo, nel caso in cui fosse necessario, che il MoVimento 5 Stelle non intende lavarsene le mani e personalmente sono a disposizione per presiedere al tavolo di confronto in seno al quale vorrei portare le seguenti considerazioni:

  • Corretta Risposta alla Crisi: la crisi la subiscono anche le altre realtà commerciali in edifici privati. Non si deve incorrere in slealtà verso chi opera appunto nel mercato privato ed in tale senso ricordo che è stato approvata una risoluzione di previsione di sgravi IMU per favorire la calmierazione degli affitti degli immobili ad uso commerciale. Quindi il nostro comune riconosce la crisi del commercio e la necessità di abbassare i canoni nel privato, nel rispetto degli equilibri di bilancio. Sarebbe contraddittorio, oltre che ingiusto, non prevederlo quando la proprietà è pubblica.
  • Evitare Rischi legali: il Comune quasi regala il Palazzo del Popolo ed il Belvedere, nonostante siano immobili di pregio, con delle caratteristiche uniche e dotati di strumentazioni ed impianti costosi, al tempo stesso rifiuta il confronto economico per i soli spazi della Libreria. Anche questa palese “dissonanza cognitiva” sfiora la contraddittorietà dell’azione amministrativa e, pertanto, in punta di diritto espone l’Amministrazione ed i dirigenti al rischio di difendersi civilmente al Tribunale di Terni persino in un possibile coinvolgimento in solido durante le possibili vertenze con i lavoratori.
  • Limitare le perdità di opportunità: il grosso della clientela della storica libreria, comprendendone tutte le articolazioni che vanno dal “Giardino di carta” alla Mondadori ospitata nelle sale degli Archi oltre al negozio fronte strada non è il pubblico dei 350 euro annui per famiglia di volumi scolastici ma quello dei lettori e delle famiglie con bambini. Entrambi i gruppi non hanno realtà concorrenti paragonabili sul territorio e pertanto potrebbero ridurre i propri passaggi al centro storico con un impatto sensibile sugli introiti comunali tra parcheggio o trasporto, ed ovviamente al commercio di prossimità. Marcatamente più sensibile nei periodi meno turistici. Tale questione di perdite di opportunità andava stimata carte alla mano prima di rinunciare al confronto.
  • Proporre progetti alternativi: il Palazzo dei Sette nel suo complesso necessita di un rilancio e di una connessione diretta con la città che non si limiti al puro commercio e ne sfrutti al massimo ogni potenzialità. La proposta dell’ufficio cultura, poi ritirata dal Sindaco, comprendeva alcuni costi nascosti come quelli di Standard Facility Management per l’adeguamento a struttura museale, ex Art. 150 D.L. 112/98 comma 6, relativa ai criteri tecnico-scientifici e gli standard minimi da osservare nell’esercizio delle attività, in modo da garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni, la loro sicurezza e la prevenzione dei rischi che se ottemperate a norma potrebbero raggiungere cifre ragguardevoli anche stimabili in un milione di Euro. A fronte di una mancanza di un piano finanziario dettagliato e sostenibile occorrerà quindi garantire sul tavolo la presenza di alternative.
  • Avviare un periodo transitorio: siamo a fine consiliatura ed i cittadini dovranno pronunciarsi anche sulla validità delle proposte per il commercio e per il centro storico da valorizzare dei prossimi candidati. Non è neanche corretto avviare quindi adesso nuovi progetti che ingessino o, peggio, vengano aboliti a giugno 2019. Il confronto deve vertere sul superamento della crisi, sulla transitorietà dell’intervento pubblico e sul lasciare ogni opportunità al prossimo governo cittadino per quanto concerne Palazzo dei Sette. Non si deve cogliere una crisi per motivi di propaganda o prendere in ostaggio i destini dei lavoratori. Si può predisporre una strategia pluriennale, ma intanto va affrontato il problema dando la risposta positiva per superare il periodo negativo. Non è il momento di fingere piani a lungo termine che in 4 anni non sono neanche stati presi in considerazione od immaginati, figuriamoci progettati..

Al netto di queste che sono le considerazioni su come agire assieme a chi sta subendo la crisi va la mia personale e la nostra solidarietà ai dipendenti dell’azienda in crisi che insieme a tante altre realtà commerciali, cooperative ed industriali si vedono mettere a rischio concreto di licenziamento e questo è un dramma che non solo loro e le loro famiglie ma tutto il nostro territorio non può più permettersi.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle Orvieto

In efficienza della spesa pubblica nazionale e locale

SPESA PUBBLICA VS. EFFICENZA

Quadro desolante non per la capacità di spesa in termini quantitativi ma in termini qualitativi, di efficacia e di efficienza. Come al solito l’Italia è fanalino di coda.

Efficienza della spesa pubblica italiana confrontata ad altri paesi

Non sono quindi gli investimenti che mancano alla loro capacità di raggiungere un qualsivoglia scopo. Il fatto che gli schemi di bilancio comunale siano ad esempio cambiati e adesso si ragiona in termini di “missioni” e “programmi” avrebbe dovuto e potuto dare una spinta positiva almeno qui negli enti locali però Il fatto stesso che potete osservare nei nostri comuni dare delle deleghe assessorili che non hanno rispondenza all’interno degli obiettivi delle macchine comunali e degli schemi di bilancio, senza scendere troppo nel tecnico, vi dovrebbe far capire che non sono neanche le leggi oppure le tecniche amministrative ad essere sbagliate ma piuttosto lo sono le volontà di chi amministra a favorire il quadro attuale. E non va bene.

Dal 2019 si deve cambiare tutto.

Consulta per lo sviluppo economico

COMMERCIO E SVUOTAMENTO DEL CENTRO

Avevamo lanciato una serie di proposte che avrebbero potuto influenzare positivamente il commercio al centro storico, cioè in quel posto dove adesso disperatamente si cerca di piazzare beni pubblici, quelli che chiamano asset, a prezzi di saldo.
Ce ne hanno dette di ogni ed hanno bocciato persino queste tre proposte.

– incoraggiare i proprietari dei locali sfitti ad applicare canoni calmierati, garantendone il pagamento attraverso le cooperative fidi delle Associazioni di categoria;

– agevolare l’uso temporaneo di propri locali per realizzare mostre ed esposizioni di immagini promozionali della Città quali infopoint diffuso, o incentivare una rete di temporary shop da attivare soprattutto in occasione di eventi di richiamo (UJW, Umbria Folk Festival, Giubileo ecc…) per offrire agli imprenditori la possibilità di provare nuove idee a costi accessibili;

– valutare l’opportunità di predisporre una politica atta a contrastare e prevenire comportamenti anche omissivi, che determinino il depauperamento del patrimonio collettivo prevenendo quelle situazioni generali di incuria e degrado che deteriorino la buona vivibilità urbana e la qualità della vita civile.

Cioè hanno respinto la garanzia economica, la possibilità di diffondere moltiplicare il valore degli eventi nel corso del tempo ed iniziativa di decoro urbano che coinvolgesse anche i privati.

Non sappiamo se hanno poche idee ma confuse oppure se proprio una questione culturali per la quale questo tipo di iniziative sono da respingere e basta.
Poi però magari fanno la, rullo di tamburi, consulta per lo sviluppo economico…
A noi sembra tardi ma come sempre, come nel Qsv, non ci tiriamo indietro.
Leggete ⬇️⬇️⬇️
http://www.comune.orvieto.tr.it/notizie/non-approvato-odg-su-svuotamento-centro-storico

Tribunale europeo dei brevetti. Inizia la fase 2.

CON LA DICHIARAZIONE DI GIUNTA INIZIA LA FASE DUE DEL PROGETTO PER PORTARE AD ORVIETO UN PRESTIGIOSO ENTE COMUNITARIO: IL TRIBUNALE UNIFICATO DEI BREVETTI.

Tutto nasce dalla proposta in chiave brexit della Movimento 5 Stelle Orvieto: proporre la ex caserma Piave come sede del prestigioso Tribunale unificato dei brevetti, previsto a Londra. Lucia Vergaglia in approvazione un ordine del giorno con tale obiettivo in consiglio comunale nell’ottobre del 2016 ottenendo la larghissima maggioranza e l’interessamento degli europarlamentari pentastellati.

Qui di seguito il comunicato ufficiale del comune di Orvieto che potete trovare anche qui: Continua a leggere Tribunale europeo dei brevetti. Inizia la fase 2.

I temi della politica cittadina

I TEMI DELLA POLITICA CITTADINA

I temi della politica cittadina non sono soltanto le buche nell’asfalto, il decoro urbano che manca oppure la protesta perché il sindaco ha fatto la scelta di una cravatta di un colore piuttosto che di un altro.
lucia-dal-palcoI temi della politica cittadina dovrebbero partire dalla emergenziale situazione del gioco d’azzardo con i suoi 800 e passa euro giocati all’anno da ogni singolo abitante di Orvieto Inclusi i neonati. Dal dramma lavoro assolutamente ignorato a destra, con l’eccezione di qualche sporadica incursione nel mondo della piccola e media impresa, ed inutilmente propagandato a sinistra il campagna elettorale salvo poi assistere alla chiusura di aziende, anzi di interi comparti industriali, senza poi fattivamente intervenire e neanche predisporre le condizioni migliori di intervento perché, ad esempio, le aree interne e neppure il completamento della complanare puntano in direzione di una politica di insediamento produttivo che sarebbe notoriamente meglio servita , ma questo gli imprenditori lo sanno bene, dall’eventuale uscita autostradale Orvieto Nord. E le altre emergenze sociali? Un piano casa esiste? Continua a leggere I temi della politica cittadina

Giornata della popolazione

POLITICHE PER LA FAMIGLIA E PARI OPPORTUNITÀ ASSENTI INGIUSTIFICATE ANCHE NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POPOLAZIONE.

La Giornata delle Nazioni Unite della popolazione mondiale ogni anno viene celebrata l’11 luglio per riaffermare il diritto umano di pianificare per una famiglia. Essa incoraggia attività , eventi e informazioni per contribuire a rendere questo diritto una realtà in tutto il mondo.

Come prima interrogazione all’atto dell’insediamento Movimento 5 Stelle Orvieto a posto la questione di una commissione pari opportunità all’interno del comune nel quale i cittadini avrebbero potuto trovare risposte, informazione e proposte che riguardano anche tutti questi aspetti familiari sui quali e attraverso i quali si contribuisce allo sviluppo della società civile nella quale tutti noi viviamo. È tutto invece diventa un luogo di scontro invece che di confronto tra le diverse sensibilità politiche presenti nelle istituzioni comunali e questo ha letteralmente impedito che avesse un senso positivo e fattivo. Che in qualche modo contribuisce al benessere della popolazione della quale oggi ricorre un importante momento di attenzione da parte delle Nazioni Unite che, tra l’altro, nel loro programma mettono a disposizione una quantità di Fondi e l’accesso a progetti che un territorio come quello di Orvieto (che ha un indice di vecchiaia oltre il 2,4 e cioè presenta oltre due anziani e mezzo per ogni under 14, ed i giovani che forma li vede praticamente tutti andar via) ha un inespresso, inascoltato e disperato bisogno.

Pari opportunità

Nel dettaglio la Giornata Mondiale della Popolazione mira ad aumentare la consapevolezza della gente su questioni demografiche diverse, quali l’importanza della pianificazione familiare, tra cui la parità di genere, la povertà , la salute materna e diritti umani. La giornata si celebra in tutto il mondo da gruppi d’affari, organizzazioni comunitarie e gli individui in molti modi.

Il 2018 segna infatti il 50° anniversario della Conferenza internazionale sui diritti umani del 1968: per la prima volta la pianificazione familiare è stata definita un diritto umano.

Il documento finale, noto come il Proclama di Teheran, stabilisce il diritto di uomini e donne di scegliere liberamente e in modo responsabile se, quando e quanto spesso avere figli. Decidere il proprio futuro in questo senso è un diritto umano fondamentale del quale dovrebbero poter avvalersi tutti gli individui.

La Conferenza ha adottato la Risoluzione XVIII, intitolata “Aspetti dei diritti umani nella pianificazione familiare”, che è strettamente legata al rispetto della dignità e del valore dell’essere umano e allo status della donna per quanto concerne l’accesso alla pianificazione familiare.

Il diritto umano alla pianificazione sostiene i seguenti principi:

  1. Non-discriminazione: le informazioni e i servizi riguardanti la pianificazione familiare non possono essere limitati su basi discriminatorie.
  2. Disponibilità e accessibilità: i paesi devono accertarsi che i servizi di pianificazione familiare siano accessibili a tutti.
  3. Accettabilità: informazioni e servizi di contraccezione devo essere forniti nel rispetto degli standard medici e culturali.
  4. Buona qualità: le informazioni relative alla pianificazione familiare devono essere comunicate chiaramente ed essere scientificamente accurate.
  5. Scelta informata: ogni persona deve essere messa in condizione di compiere le proprie scelte riproduttive in piena autonomia e senza coercizioni.
  6. Privacy e confidenzialità: il diritto alla privacy deve essere garantito per tutti coloro che richiedono informazioni e servizi riguardanti la pianificazione familiare.
  7. Partecipazione: i paesi hanno l’obbligo di assicurare la partecipazione attiva e informata degli individui nelle decisioni che li riguardano, incluse le questioni sanitarie.
  8. Responsabilità: i sistemi medici, educativi, i leader e i decisori politici devono essere responsabili verso le persone che servono, nello sforzo di realizzare il diritto umano alla pianificazione familiare.

Pari opportunità

Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (United Nations Population Fund, UNFPA) supporta molti aspetti della pianificazione familiare volontaria: l’accesso alla contraccezione, la formazione di personale specialistico sanitario che possa consigliare adeguatamente le coppie e la promozione dell’educazione sessuale nelle scuole.

La pianificazione familiare riveste un ruolo fondamentale nell’eliminazione della povertà e nel promuovere lo sviluppo. In primo luogo, essa contribuisce all’emancipazione della donna.. Nel momento in cui le donne sono però messe nella condizione di scegliere in modo autonomo se e quando avere figli, hanno maggiori possibilità di completare gli studi e di conseguenza aspettative di sostentamento più alte. Attraverso una pianificazione consapevole e informata si possono dunque accrescere la sicurezza economica e il benessere delle famiglie.

Secondo il rapporto diffuso nel 2018 dal Forum Parlamentare Europeo sulla Popolazione e lo Sviluppo (European Parlamentary Forum on Population and Development, EPF), in Europa il 43% delle gravidanze non è pianificato. Ciò mostra come, a fronte di un adeguato accesso alla contraccezione, la pianificazione familiare resta ancora prerogativa di una fascia ristretta di donne. Ed al tempo stesso in Italia accade anche l’opposto in cui piuttosto si rinuncia a famiglia e figli con un trend sempre più preoccupante. Occorre quindi declinare sul territorio quelle che sono le iniziative e le politiche rilevanti nate su scala internazionale. Purtroppo al di là di tante belle parole e di proclami spesso ideologici non possiamo non registrare l’assenza di ogni tipo di iniziativa e di totale lassismo di chi avrebbe la responsabilità di agire mentre invece preferisce navigare a vista e ripetere ciò che fino ad oggi non ha funzionato demandando ad uffici o appaltando ad enti esterni in uno stanco ripetersi di cose già viste.

《Noi non avremmo lasciato inascoltato un tale appello. E come diciamo nel Movimento 5 Stelle “nessuno deve rimanere indietro”, tantomeno le famiglie.》 Lucia Vergaglia, capogruppo M5S

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