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Capodanno senza “li botti”!

No, non è il solito invito a non sparare fuochi di artificio l’ultimo dell’anno.

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Dopo mesi in cui la maggioranza ci ha raccontato de “li botti” che avremmo dovuto sentire, di questi cambiamenti radicali, epocali, di queste grandiose novità siamo davvero delusi. Avevano promesso grandi cose ma invece ecco com’è andata. Continua a leggere Capodanno senza “li botti”!

Buoni propositi (comunali) 2015

Il 2014 volge al termine.

E’ stato un anno strano, come alta e strana può essere la nostra Orvieto, con le sue contraddizioni tra la Rupe e l’anello che la circonda dallo scalo, a Ciconia, a La Svolta, a Sferracavallo ed all’Arcone, e poi la città estesa con le sue anime e personalità così varie da Fossatello a Benano, dalla Rocca a Sugano, Da Fontanelle di Bardano che con Canale o con Torre San Severo nulla sente di avere in Comune fino laggiù ai confini lacustri di Corbara che furono dei Montemarte.

Tante voci, accenti che cambiano inflessione, origini antichissime e lontane tra loro oggi tutte assieme a concorrere alla vita cittadina, a portare esigenze e proposte di cui tutti noi dobbiamo farci interpreti e latori. Così eccoci al termine del 2014 che, come dovrebbero fare tutti gli adulti al posto dei bambini a scuola, presentiamo i buoni propositi per l’anno che verrà.

buoni-propositi12Per l’anno che verrà chiediamo lavoro e politiche del lavoro, un serio investimento nella riqualificazione energetica ed estetica degli edifici di pubblico utilizzo esistenti da solo darebbe reddito a più lavoratori di 5 o 10 complanari, per l’anno che verrà sostegno alle nostre imprese ed a chi investe qui superando i paletti degli interessi di pochi che deprimono le opportunità di tutti, per l’anno che verrà è necessario sviluppo soprattutto a Bardano e nella filiera dei turismi che facciano centralità ad Orvieto, per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro, per l’anno che verrà  più partecipazione fattiva non a chiacchiere con un serio ripensamento dei Consigli di Zona e della rete comunale, per l’anno che verrà vogliamo turismo che decida di rimanere, visitare i monumenti e le aree naturalistiche, paesaggistiche e dia un senso ai troppi pochi biglietti di PAAO e Necropoli, per l’anno che verrà le piazze debbono essere vissute, non sepolte dalle lamiere delle auto di pochi soliti noti, vissute significa che non siano vuote ma ci sia un vero calendario degli eventi di piazza, dei mercati generali e di quelli tematici, per l’anno che verrà le questioni di acqua e tariffe simboliche a favore dei cittadini in difficoltà deve essere prioritaria, per l’anno che verrà le ciclabili dovranno entrare nell’agenda della mobilità e della viabilità, così come la preclusione di via della Stazione ai pedoni, per l’anno che verrà i gemellaggi, a partire da quello con Avignone, dovranno tornare ad essere una roba viva e vitale stanti i tanti fondi a disposizione di imprese, enti ed associazioni che abbiano partner nelle città gemellate, per l’anno che verrà l’uso dei fondi europei, soprattutto quelli diretti che non dipendono da ministeri e regione, deve raggiungere la media delle regioni del nord, per l’anno che verrà la sicurezza idrogeologica e del territorio vogliamo sia un punto di riferimento e non diluita tra “patti” e “conferenze di servizio”, per l’anno che verrà gli alloggi pubblici messi a disposizione dovranno essere pubblicizzati anche attraverso le scuole ed i media, per l’anno che verrà i beni pubblici dovranno essere sempre più accessibili con sempre meno barriere architettoniche, per l’anno che verrà la mobilità dovrà essere sempre più favorevole dai parcheggi  con biglietti ed abbonamenti che coprano entrambi, per l’anno che verrà le scritte WiFi pubblico come quelle nelle piazze turistiche non dovranno essere una beffa ma funzionare, per l’anno che verrà noi ci saremo, sosterremo ogni seria iniziativa a favore dei cittadini e denunceremo ogni inefficienza ed ogni tentativo di danneggiare la comunità, per l’anno che verrà, infine, chiediamo a tutte le forze politiche locali di concorrere alla salvaguardia della cittadinanza e del territorio, non siamo a Terni dove tra menzogne, ruberie ed avvelenamenti i tavoli si devono far saltare ed in questo il M5S è in prima linea. Qui siamo ad Orvieto dove con lavoro, onestà, olio di gomito e lungimiranza c’è tanto da poter fare in positivo ed anche in questo, per l’anno che verrà, il M5S sarà in prima linea.

Buon 2015

#FiatoSulCollo natalizio

Il Natale torna nell’agenda degli eventi orvietani. FINALMENTE!

Inizialmente questa dell’attenzione agli eventi natalizi, del #FiatoSulCollo, portato avanti dal MoVimento e da pochi sparuti operatori del turismo e della cultura era stata liquidata come polemica sterile.

Inizialmente le categorie professionali della catena dell’incoming parevano distratte e disinteressate e gli stessi cittadini non capivano perché non si dovesse semplicemente chiudere i battenti il nel periodo natalizio in attesa di Umbria Jazz Winter.

foresi nataleIl tempo però è galantuomo, lentamente si è fatta avanti l’idea di vivere la città, ci si è misurati con eventi che vengono da lontano e con il senso stesso dell’Amministrazione di una città, che è al tempo stesso al servizio della cittadinanza tutta ma pure faro, punto di riferimento, a che si aggreghino le forze propulsive dell’energia economica e lavorativa e di quella del terzo settore assieme ai tanti cittadini che contribuiscono a rendere Orvieto viva e vitale.

Così dopo aver rotto le balle per bene, oltre ad aver lanciato proposte (ampiamente saccheggiate dalla Giunta come quella della mobilità pubblica gratuita), finalmente ci godiamo (anche sull’App) il ritorno di aventi ed aperture straordinarie natalizie .

Restiamo sul filo della polemica ricordando che se si partiva per tempo le avremmo anche potuto pubblicizzare, distribuire sulle tante piattaforme d’incoming turistico (oltre all’App locale) per coinvolgere anche partner e sponsor; tuttavia è meglio del previsto niente,  va bene così.

Questo è il nostro primo Natale, al secondo ci arriveremo preparati e partiremo da subito con proposte “saccheggiabili” e con la chiara idea che di prenderci qualche merito non è necessario, l’importante è Orvieto, i suoi cittadini ed il suo territorio.

Buon Natale, godetevi la città che da quest’anno non è più chiusa per ferie.

L’APP di Natale… 2015

Come ogni natale sotto l’albero ci sono i pacchi dono, come ogni natale alcune confezioni sono molto più belle del contenuto, si sa.

Succede anche qui ad Orvieto con la presentazione della nuova App di Natale del progetto InOrvieto, il progetto di promozione territoriale finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e attuato con un protocollo di intesa tra Fondazione CRO, Comune di Orvieto e la società orvietana Akebia che si occupa del lato “tecnico”. I contenuti invece sono curati da Orvieto Arte – Cultura – Sviluppo – Società strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto.

app eventi orvietani

La qualità del prodotto non si discute, del resto Fabrizio Caccavello dell’Akebia, che cura la parte tech, è uno degli esperti di interfacce utente più noti della regione ed è uno stimato professionista del web. Lo staff è sicuramente all’altezza della cura redazionale dei testi e delle immagini.

App di Natale SENZA il Natale?
App di Natale SENZA il Natale?

Quindi non possiamo sicuramente addebitare a loro questo problemino che abbiamo riscontrato, assieme a tutti coloro che hanno voluto provare questo nuovo servizio.

Si passa direttamente da 23 al 26, la Vigilia di Natale ed il giorno di Natale semplicemente non ci sono, non esistono nel calendario degli eventi orvietani sviluppato da questo pubblico servizio.

Non è colpa del realizzatore, e neanche la scelta della data di lancio dell’iniziativa è colpa loro. Purtroppo capita spesso in Italia di curare più la forma della sostanza ed eccoci qui, con un’app nuova di zecca, presentata per gli eventi natalizi, senza eventi natalizi.

Forse gli italiani si sono ormai abituati a questi modi di fare ma i tanti stranieri presenti proprio no, e quelli si che dopo scrivono le recensioni avvelenate su tripadvisor dannegginado la reputazione turistica dell’intero comprensorio. Eppure sarebbe bastato presentare uno o due eventi proprio nei giorni più critici, quelli in cui tanti orvietani rientrano in città dal lavoro fuori ed in cui tanti orvietani non andranno sulla neve (che manca) o in vacanza che c’è crisi.

Il M5S sono mesi che esorta l’Amministrazione in tal senso, tante le rassicurazioni e poi finisce tutto in cavalleria con l’annuncio, l’app ed il flop. Sarà per la prossima volta, per Natale 2015

Scale Mobili: Interrogazione a Vincenti

L’Assessore Vincenti è solo l’ultimo degli amministratori che deve confrontarsi con il decennale problema della mobilità verticale, della Scale Mobili, non è certamente colpa sua l’annoso ed attuale disservizio ma ci tocca chiamare in causa lui.

Chiediamo notizie sullo stato di inefficienza e sui progetti per mettere in grado gli apparati di funzionare senza questi blocchi e queste figuracce continue, anzi chiediamo anche si si stia puntando sul miglioramento approfittando dei tanti fondi europei messi a disposizione in tal senso.

sensore scale mobili

Del resto di vedere le “Scale Immobili” davvero non ne possiamo più.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione: Continua a leggere Scale Mobili: Interrogazione a Vincenti

Fuori dall’Euro

Si parte sabato qui ad Orvieto con le iniziative per dare agli Italiani la possibilità di scelta se restare o meno nell’Euro.

Raccolta Firme. Qui ad Orvieto abbiamo depositato la richiesta in Comune per gli spazi sotto i portici tra Corso Cavour e Piazza della Repubblica, per i primi seggi di raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sulla permanenza nell’Euro che non è un semplice referendum consultivo ma lo strumento con cui è davvero possibile uscire dall’Euro. Nei prossimi mesi faremo base a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo e da marzo 2015 anche nelle frazioni dell’anello esterno di Orvieto (Colonnetta di Prodo, Fontanelle di Bardano, Rocca Ripisena, Sugano, Torre San Severo, Canale) e sosterremo le attività dei comuni limitrofi (Allerona, Ficulle, Fabro, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo ecc…). Inoltre la raccolta continuerà presso la nostra sede (Sportello dei Diritti, Piazza XXIX n.23 – 05018, Orvieto) dove sarà sempre possibile firmare per i prossimi sei mesi.

fuori dall'euroIl M5S è una forza euroscettica non antieuropeista. Siamo una delle forze politiche più attive nel coniugare territori ed Europa e tuttavia veniamo descritti come antieuropeisti come se ce l’avessimo contro i francesi o gli inglesi: non è così!
Abbiamo necessità di poter riguadagnare sovranità monetaria per poter competere con gli altri, per noi l’Euro negli anni si è dimostrata una zavorra da aver liquidato in pochissimi anni conquiste sociali ed industriali ottenute con mezzo secolo di impegno e sacrificio. La libera circolazione in Europa, le istituzioni sovranazionali non sono in discussione, i risultati in termini di comunità l’Europa li ha avuti e li apprezziamo. Questo è il punto: senza l’Euro c’era la Comunità Europea, con l’Euro c’è l’Unione Europea, a noi piace molto il termine “comunità” per quello che rappresentava e dovrebbe rappresentare ancora oggi per degli stati sovrani.

Sabato 13 l’inizio della raccolta referendaria per una legge di iniziativa popolare, un istituto di Democrazia Diretta che è nel DNA del MoVimento: l’iniziativa per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Sarà una legge di livello costituzionale, cioè di pari grado delle nostra Costituzione Repubblicana, e quindi con capacità d’azione sui trattati internazionali. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Ovviamente contiamo di raccoglierne molte di più e, così, invieremo un segnale chiaro : non è soltanto il M5S a chiedere il referendum per l’uscita dall’euro, ma i cittadini italiani tutti. Dovranno assumersi la responsabilità politica d’ignorare una tale richiesta, e senza più alibi dove potranno mai candidarsi?

L’obiettivo vero è superare il milione di firme. Una volta depositata la legge di iniziativa popolare, a maggio 2015, i nostri portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Se approvata, la legge costituzionale che indice il referendum, considerati i tempi tecnici, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita dall’euro con il referendum consultivo.

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Un processo lungo che permetterà di informare e sensibilizzare le persone che ancora non conoscono a fondo il problema. Nel 1989, non si fece una buona informazione, anzi Prodi disse: “lavoreremo la metà e guadagneremo il doppio”, altri stati hanno fatto scelte diverse e lasciato la libertà sull’Euro ai propri cittadini, come è giusto che sia. Continua a leggere Fuori dall’Euro

#FondiAmo

La vera partita dello sviluppo e del futuro di città e regione passa per i fondi europei: tutti sanno che ci sono e sono disponibili, non bisogna aspettare che calino dall’altro, ma qui ad Orvieto sono assenti ingiustificati.

Siamo nuovamente a Bruxelles per il #FondiAmo. La portavoce M5S di Orvieto, Lucia Vergaglia, partecipa allo startup dell’iniziativa. Il nostro obbiettivo è che il Comune attivi una serie di attività per intercettarne una quantità giusta per i punti strategici dell’azione amministrativa e che i cittadini possano essere sostenuti dal Comune per cercare a loro volta di accedere ai cosiddetti Finanziamenti Diretti (quelli che non passano per Stato e Regione). Noi ci siamo.

FondAmo

Stay tuned, restate sintonizzati e diffidate dalle imitazioni.

Investire sul Natale

E’ ormai definitiva la resa natalizia.

Orvieto, città turistica, non solo non riesce a capitalizzare le vacanze natalizie e l’intero periodo delle feste di Natale, ma si eclissa completamente dai calendari ufficiali di eventi nei giorni del 24 e 25. Persino il vicino borgo di Porano ufficializza  in calendario quelle iniziative che danno il senso di comunità e vicinanza che questo periodo dovrebbe evocare.

Il quadro, al netto delle polemiche e delle imboscate politiche, è chiaro e definito: per anni è mancata una strategia per il turismo nella stagione fredda e ci si è adagiati sul maxievento Umbria Jazz Winter.

Ormai è quasi un mese che abbiamo gettato questo grido d’allarme, ammonendo che in simili condizioni siamo deboli nelle trattative istituzionali con l’organizzazione del maxievento da cui dipende il successo dell’intera stagione in regime di monopolio. E che siamo esposti al rischio di un acquisto dell’evento da parte di altre città. Facevamo l’esempio di Spoleto che è perfettamente in grado di gestire grandi eventi e che già ha “scippato” a Gubbio la fiction Don Matteo, ricavandone introiti notevoli sul turismo mentre è invece di questi giorni il giallo sullo strano sbaglio della prestigiosa rivista del Touring Club, punto di riferimento del turismo informato, che darebbe Umbria Jazz Winter a Perugia. Aggiungiamoci che i consulenti del comune sono stati estremamente chiari dichiarando che Orvieto sta scomparendo dal quadro delle destinazioni turistiche. I campanelli d’allarme ci sono tutti, non ascoltarli e far finta di niente è una scelta legittima, per noi non condivisibile ma legittima.  Tuttavia è una scelta che va fatta in piena coscienza sapendo che poi con quanto ne conseguirà bisognerà poi convivere.

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Altri luoghi, in questa regione nelle regioni confinanti e nel resto d’Italia, hanno fatto della capacità di diversificare l’offerta e destagionalizzare il turismo punti di forza tali da riuscire addirittura a crescere nonostante la crisi. Continua a leggere Investire sul Natale

Imu Agricola

Anche ad Orvieto gli effetti deleteri del pasiccio con l’Imu sui terreni agricoli.
Il problema nasce dal fatto che la “riforma” dell’#IMUAGRICOLA è partita dalla coda, cioè dall’esigenza di trovare in qualche modo i 350 milioni già scritti nel decreto sul bonus Irpef.
imu terreni agricoliL’assurda tassa, per eliminare la quale sono pronti emendamenti #M5S alla #leggestabilità e che è incostituzionale nella sua formulazione, può essere soppressa grazie agli emendamenti dei parlamentari #M5S della Commissione Agricoltura; l’introduzione dell’IMU rurale che gli agricoltori dovrebbero onorare il prossimo 16 dicembre (con un probabile rinvio all’anno prossimo) sta destando scompiglio nell’intero settore primario.

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Nuova linfa al CSCO

Il Centro Studi della Città di Orvieto è da tempo in difficoltà economica e gestionale.

cscoNon staremo qui, oggi, a ripercorrere le alterne vicende che hanno portato questa struttura, una Fondazione di Partecipazione voluta dal nostro Comune, alla situazione attuale. Ci interessa, come sempre, intanto cercare di mettere in sicurezza il bene, i lavoratori e l’indotto e per farlo, da forza di minoranza quale siamo, proponiamo, argomentandole, soluzioni e descriviamo sommariamente i mezzi per raggiungerle; non siamo noi che possiamo dire ai dirigenti del Comune e delle partecipate come operare, ne possiamo stabilire la direzione operativa che è della giunta. Noi facciamo la proposta politica ed in questo caso la includiamo in un atto d’indirizzo raccomandandone la presa in carico da parte dell’Amministrazione, se avremo il beneplacito della maggior parte dei consiglieri.

«Le fondazioni che hanno successo, che cioè producono un buon servizio alla collettività nel rispetto delle intenzioni dei fondatori, debbono potersi valere di almeno due fattori: una fonte autonoma e stabile di reddito (generalmente, ma non esclusivamente, di fonte patrimoniale); l’esistenza di un consenso di fondo sostanziale sugli obiettivi istituzionali e sulle modalità di perseguirli all’interno degli organi di governo e controllo. In mancanza di queste due caratterizzazioni le fondazioni rischiano di vivere una vita grama e di produrre assai più problemi di quanti non riescano a risolverne» (Fonte: monitoraggio del settore in Italia da parte del Centro di documentazione sulle fondazioni della Fondazione Agnelli).

Sulla base di queste considerazioni abbiamo proposto al Consiglio un Ordine del Giorno atto a raccomandare l’aggiunta formale di un nuovo dipartimento nell’alveo formativo del CSCO da dedicare alla formazione continua obbligatoria degli ordini professionali. Gli ordini infatti sono tenuti alla formazione dei propri associati sulle novità normative e dello stato dell’arte. Per fare un esempio l’Avvocatura orvietana, più di cento iscritti, a breve dovrà adeguarsi ai livelli di formazione ed alle metodiche previste dall’avvocatura ternana con cui si sta per fondere. Portare queste ore di formazione obbligatoria e continua, come quelle degli altri ordini professionali, all’interno del CSCO permetterà di mantenere la centralità professionale sul territorio con le relative positive ricadute e rappresenterà parte di quella fonte stabile ed autonoma di reddito per il Centro rivalutandone le potenzialità e ravvivando le iniziative di Orvieto Città degli Studi da tempo trascurate.

Qui di seguito l’Ordine del Giorno Continua a leggere Nuova linfa al CSCO