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Folk negato a Francesco Guccini

OGGI IL COMUNE PROPONE IL FOLK FESTIVAL COME MANIFESTAZIONE CULTURALE DIFFUSA ATTRAVERSO LA “TEMA” RICALCANDO LA NOSTRA PROPOSTA DEL 2014, CHE PERÒ RESPINSERO SONORAMENTE

Abbiamo perso anni e nel frattempo altri competitori si sono fatti spazio e ci hanno letteralmente surclassati, su tutti vale l’esempio di Civita di Bagnoregio.

Adesso si tenta gli insegnamenti dell’ultimo giro prima delle elezioni ed ecco che il Folk Festival assume l’aspetto culturale a 360° che avevamo proposto a nostra volta quando presenta Vamo l’idea forte della cittadinanza onoraria a Francesco Guccini indiscusso punto di riferimento di questo genere e studioso delle tradizioni popolari. Anche il voler essere positivi a tutti i costi ed il nostro ormai consueto virgolettato “L’importante è che si faccia” assume nei giorni dedicati a questa manifestazione più un valore formale che sostanziale perché questo è uno di quei momenti in cui ci brucia di rabbia quello che è successo in quegli anni per la pura volontà politica di dire No al Movimento 5 Stelle. Qui di seguito il resoconto di cosa abbiamo dovuto dire al maestro Guccini quando lo abbiamo incontrato.

Correva il 2014. Il sostegno compatto della stampa, la sorpresa e la gioia dei cittadini più giovani e le posizioni ovvie dei più provinciali «che c’azzecca Guccini co’ Orvieto?» hanno accompagnato un tentativo, una proposta del M5S di offrire le chiavi della città del Folk Festival all’uomo, all’autore che incarna il Folk italiano. Un tentativo respinto in modo compatto da tutte le forze politiche, di maggioranza ed opposizione. Abbiamo perso tutti, non ci ha guadagnato nessuno e la cultura cittadina continua a cristallizzarsi in un immobilismo privo di stimoli e proposte nuove. Come preannunciato avremmo chiuso questa vicenda informando di persona l’autore e riportando le sue parole, il suo pensiero. Ne abbiamo appena avuto occasione e sarà per molti una doccia fredda, speriamo che possa essere anche una benefica sveglia.

Qui il racconto di quest’incontro, breve ed incredibile.

Francesco Guccini presentava il suo ultimo libro un una piovosa Viterbo, a pochi chilometri da noi.

Come sempre quando c’è Guccini il luogo giusto dell’evento è facile da individuare, basta seguire la folla. Noi non eravamo li per la presentazione ma per il breve appuntamento che l’artista ci aveva dato dietro le quinte del palco, separati dal pubblico solo dal sipario. Pochi minuti per parlare della proposta per la sua cittadinanza onoraria presentata dal MoVimento 5 Stelle e respinta dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

L’incredulità sul suo volto, mentre sottovoce snocciolava i nomi dei comuni che invece hanno voluto attribuirla, il dolore nel ricordare origini orvietane del vecchio manager, il fastidio nel sentire che dal Pd è arrivata la bocciatura. No non ha fatto spallucce, come noi Francesco Guccini si è sentito colpito. Sorpreso e colpito. Ha chiesto semplicemente «Ma perché no?» Come potevamo parlare delle patetiche scuse dal Pd di un regolamento in lavorazione, un regolamento che a distanza di tanti mesi non solo non ha avuto luce, ma evidentemente era solo la facciata dietro cui si sono voluti nascondere dalla maggioranza, un regolamento per il quale in tutto questo tempo nessun atto è stato mai presentato. Non potevamo ed abbiamo risposto che pensavamo fossero solo motivi politici, avversi al presentatore della proposta.

«Questa è l’Italia, la cultura è in ostaggio e quando si può fare qualcosa c’è sempre il bilancino degli interessi delle parti e questo fa malissimo al nostro paese. Un riconoscimento come questo avrebbe portato attenzione e fari, gli scrittori ne avrebbero scritto, gli autori fatto canzoni già solo per il fatto che avevate riconosciuto l’opera di Francesco»

Questo il tenore di commenti che intanto facevano attorno a noi i volontari di Caffeina Cultura, una manifestazione Culturale con la C maiuscola che, purtroppo, Orvieto neanche se la sogna, troppo impegnata a guardarsi l’ombelico ed a mantenere quell’appeal di città alta e strana che all’epoca del grand tour aveva un senso ma che oggi suona soltanto di vecchiume e noia ripetitiva, come quelle signore radical chic troppo in là con gli anni.

Spiace dirlo ma dai tempi di Giorgio Scerbanenco nessuno scrive più storie importanti ambientate nella nostra città, dai tempi di Nino Manfredi il cinema ci evita, passa per caso giusto qualche episodio di una breve fiction. Ci difendiamo con la musica, Jazz e Folk, ma l’Amministrazione in questo non ha meriti e la politica, pigra e lassista, ha perso l’ennesima occasione rinunciando ad accogliere il più importante FolkMan d’Europa tra i suoi concittadini.

Alla fine per l’artista si alza un ennesimo sipario di molti ancora che verranno, noi ci ritiriamo come dei fans, con il suo autografo, ma non su un disco, sullo “strillone” del giornale che raccontava quanta superbia inutile possa aver peccato chi, soprattutto di sinistra, siede in Consiglio.

Accattonaggio forzato. Coinvolgere il terzo settore

ABBIAMO DEPOSITATA DA OLTRE UN MESE LA PROPOSTA DI COINVOLGERE IL TERZO SETTORE NELLA QUESTIONE DELL’ACCATTONAGGIO. C’È PIÙ DI UNA EVIDENZA RICHIAMATA ANCHE IN ATTI PUBBLICI DI ASPETTI SUI QUALI È GIUSTO E DOVEROSO INTERVENIRE.

La questione ad Orvieto è nota ed è stata oggetto di numerosi interventi in sede comunale. Al netto delle posizioni più becere il problema è effettivamente sentito dalla popolazione la risposta che può dare un comune è in realtà minimale.

Le risposte di pancia come le ordinanze che vietano l’accattonaggio non rientrano tra le buone pratiche perché si basano sull’autonomia regolatoria che i comuni hanno la quale non è una forza superiore a quella della legge o della Costituzione che non impediscono la richiesta di denaro. E dal punto di vista dell’ordinamento legale quindi si può risolvere al massimo in un sistema di multe a danno dei cittadini che passano monete agli accattoni nel territorio comunale. Secondo noi colpire i cittadini non è esattamente una cosa intelligente.

In altre città si è arrivati alla revoca anzi di molte di queste ordinanze ma nel frattempo ha colpito quella parte , tra le più sensibili e fragili, della nostra popolazione che agisce nella convinzione di fare del bene.

In questa zona d’ombra però si sono infiltrati dei veri e propri “professionisti”, delle organizzazioni che lucrano sulla mancanza di regole certe e che, dove esistono queste condizioni, prosperano anche grazie a forme ascrivibili al caporalato ed alla forzatura. Noi non sappiamo per la mancanza delle denunce e quindi di atti giudiziari Seat Orvieto ci sia una vera e propria situazione di organizzazione dedita alle pratiche di accattonaggio forzato. Tuttavia il dubbio c’è, e molti segnali puntano esattamente in quella direzione.

Cosa può fare un comune in questi casi? Ovviamente stimolare l’attenzione delle forze dell’ordine per indagare il profili che sembrano quantomeno sospetti. È questo il nostro sindaco giornali non solo dice di averlo fatto ma rivendica un vero e proprio dossier sul fenomeno del quale, a suo dire, è a conoscenza di tutti i personaggi coinvolti.

Senza alcuna sottolineazione etica su tale tipo di informazioni e su come vengono conservate Vogliamo però capire le motivazioni di tali personaggi e se rappresentano una vera e propria organizzazione che opera economicamente sul nostro territorio. Perché delle due l’una: o stiamo parlando di tanti singoli che si muovono per coincidenza insieme e sempre per coincidenza si auto assegnano delle singole piazze di accattonaggio Oppure stiamo parlando appunto di una organizzazione e di persone che ne vengono coinvolte.

Sulla base di questo abbiamo presentato una nostra proposta per la nostra zona sociale e per avere una contezza del fenomeno proprio dal punto di vista dei risvolti economici e delle eventuali pratiche di caporalato e di forzatura in cui le persone coinvolte subiscono forme coercitive per partecipare la raccolta economica a danno luogo e dei cittadini proprietari più caritatevoli nonché dell’immagine della città e del valore economico delle nostre imprese soprattutto commerciali.

Tale proposta prevede l’intervento del terzo settore, in coordinamento con il comune, per fare luce su questa vicenda ed offrire un momento di ascolto ed una proposta di uscita proprio a coloro che ne sono più direttamente coinvolti e che sono il braccio operativo di questo insistente accattonaggio.

Tra gli operatori del terzo settore auspichiamo anche la presenza delle stesse associazioni caritatevoli la cui esperienza reputiamo fondamentale.

Dumping alberghiero

I PREOCCUPANTI DATI SULL’EVASIONE FISCALE NEL COMPARTO DELL’ACCOGLIENZA NEL VICINO LAZIO PROSPETTANO UNA DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO A SFAVORE DEI NOSTRI OPERATORI.

Per ora è solo un sospetto giustificato dall’analisi sommaria delle notizie e dal fatto che, come forze politiche, siamo tutti attenzionando il fenomeno della evasione localizzata nel territorio orvietano e quindi stiamo mettendo in regola quei nostri operatori che non rispettano le discipline formali e sostanziali della fiscalità nel campo della accoglienza. Anzi nell’ultimo consiglio comunale c’è stato un acceso dibattito proprio su questo tema ma in relazione a un numero non elevato di casi desumibile dal fatto che stiamo parlando di cifre comunque ridotte.

Diversa pare essere la situazione del vicino Lazio che nelle indagini della Guardia di Finanza risulta strutturalmente meno disciplinato dei nostri territori. Tecnicamente questo Delta, cioè questa differenza tra le imposizioni e la capacità di recuperarle nelle due regioni e nei territori , rappresenta una distorsione del mercato della accoglienza turistica , una stortura che lede alla concorrenza tra operatori economici. Di base sarebbe compito dello Stato intervenire in questi casi ma come comune non possiamo lavarsene le mani e lasciare da soli i nostri operatori e quindi quantomeno dobbiamo portare l’attenzione, ed il dibattito, su tale questione e fare in modo che nel patto di amicizia tra le città di Orvieto, Bolsena e Bagnoregio questo del massimo equilibrio fiscale tra gli operatori del turismo, della ristorazione e dell’accoglienza diventi un punto di qualità forte e che eviti la creazione di condizioni di dumping a a sfavore delle nostre imprese.

Diversamente si rischierebbe una gara al ribasso che deprimerebbe l’economia di questo comparto importante per i nostri territori.

Le sedi di discussione per i rappresentanti del comune ad Orvieto sono essenzialmente tre:

  1. La Giunta del Sindaco
  2. Il Consiglio comunale
  3. La Consulta per lo sviluppo economico.

Da parte nostra la questione la porteremo in consulta ed eventualmente dalla consulta la trasferiamo al Consiglio comunale però ripetiamo ancora, se fosse il caso, che la questione va dibattuta ed analizzata dato che non si tratta di certezze ma di scenari che, comunque, vanno affrontati e conosciuti nel dettaglio. Per questo non vogliamo che tale questione resti come la polvere sotto il tappeto a cui ci ha abituato un certo modo di amministrare degli ultimi 10 anni. Sopratutto perché poi i nodi vengono al pettine.

Siccità. Richiesto l’avvio degli anticipi PAC.

A CAUSA DELLA SICCITÀ VA ANTICIPATA LA PAC DA PARTE DELLA UE. È IL TERZO ANNO SICCITOSO DI FILA, OCCORRE UNA GESTIONE SANA DELLE ACQUE.

C’è una vera emergenza siccità in tutta Europa ed il 2018 è il terzo anno consecutivo in cui il caldo tropicale sta creando grossi problemi e disagi in tutta l’Italia.


Il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo, a contrasto dell’emergenza siccità che ha colpito l’Italia nel secondo semestre 2017 e nel primo del 2018, ha chiesto il via libera alla Commissione europea per autorizzare l’erogazione degli anticipi dei fondi Ue della politica comune, a favore delle imprese agricole che operano nelle aree rurali più colpite.

In particolare, spiega una nota del Ministero, l’anticipo fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito dello sviluppo rurale. In base al rapporto di monitoraggio sui fenomeni siccitosi, presentato dal Crea lo scorso 10 agosto, è emersa, infatti, nel semestre agosto 2017-gennaio 2018, “una situazione di generale criticità a livello nazionale in quasi tutte le Province italiane, a causa delle temperature particolarmente elevate e assenza di precipitazioni”. Noi eravamo già sul pezzo sia con azioni informative che politiche.

Ora ricordiamo tutti i mass media che la scorsa estate si sono concentrati sul caso della siccità di Roma ed il problema della carenza idrica è tutt’altro che risolto, lo confermano i dati raccolti dagli Osservatori per la Crisi Idrica aperti nei sette Distretti di Bacino Idrografico esistenti in Italia.

E’ fondamentale ricordarci anche il dato fornito dall’Ocse secondo il quale ‘Nonostante le notevoli carenze di dati sul prelievo idrico interno” l’Italia, pur prelevando circa il 30% delle risorse idriche rinnovabili disponibili, sia a livelli di stress idrico medio alto.

Come nazione e come produttori di qualità un punto di non ritorno, dobbiamo immediatamente adottare una visione strategica per una sana gestione dell’acqua partendo dai territori, quindi anche qui ad Orvieto

LA PAURA DEL VUOTO

VENIAMO DA LUNGHI ANNI IN CUI ESPERTI A GETTONE, INTELLETTUALI SCHIERATI E MEDIA LEGATI AI PARTITI HANNO PROVATO A SPAVENTARE CHI SI AVVICINA AL M5S

Prima gli insulti e l’irrisione. Subito dopo sono seguiti gli attacchi tematici che coinvolgeranno le singole parole di un singolo cittadino che si professava del movimento per fare di tutta l’erba un fascio ed accusare di avere la stessa posizione politica su temi importanti. E poi ancora quei falli da rigore che consistono nell’isolare delle frasi dal contesto ed attribuire loro un significato contrario al l senso originale.

Ma noi col sorriso siamo andati avanti e col sorriso abbiamo corso in lungo il largo per l’Italia proponendo un’alternativa.

Abbiamo avuto successo, siamo arrivati primi nonostante la legge elettorale fatta per affossarci, ma non abbiamo fatto cappotto e quindi abbiamo proposto un contratto di governo per affrontare dei temi che comunemente si sarebbe dovuto sentire urgenti, concreti ed importanti. Con Roberto Fico questa proposta è stata fatta al Partito Democratico ed è stata accolta dalla delegazione parlamentare salvo poi essere smentita dal segretario Matteo Renzi, si sarebbe partiti in quel caso dai temi sociali. A seguire la proposta è stata fatta alla Lega il cui gruppo di lavoro ed il cui segretario, Matteo Salvini, hanno operato in sintonia senza smentirsi l’uno con l’altro e la storia la conoscete. Ci sono i nostri temi all’interno del contratto di governo e la nostra capacità operativa. Siamo presenti in tutti gli scenari e stiamo facendo cose che erano state, nei fatti, definite impossibili.

Eppure quegli intellettuali schierati, quegli esperti a gettone e quegli organi di partito che sono alcuni media mainstream godono ancora di ottima salute e sono presenti H24 , a Reti unificate, a pontificare sul fatto che ancora una volta l’Italia stia facendo un balzo nel vuoto in una da loro annunciata assenza di programmi e di proposte che invece ci sono e sono stati pubblicati, e vengono discussi con trasparenza ed anticipati via social dai protagonisti della politica.

Nel nostro piccolo di compagine a 5 stelle del territorio orvietano abbiamo subito, ed ancora subiamo lo stesso tipo di aggressione. E sappiamo bene che aumenterà in vista delle elezioni. Sì dirà che non abbiamo mai governato e che non abbiamo le competenze tecniche e l’esperienza per gestire un comune e che quindi sostenerci è un salto nel vuoto. Eppure il livello di proposta prodotta in questi anni ed il fatto che tutte le forze politiche In molti casi abbiano dovuto convergere sulle scelte indicate da Lucia Vergaglia urla con forza che in realtà siamo attrezzatissimi per governare. Diciamocela tutta: Forse la paura di certi esponenti di partito o vecchi volponi delle nostre latitudini orvietane è proprio quella che sapremo governare dimostrando di essere meglio di molti di loro. Ed oltre a questo abbiamo le mani così libere da non doverci piegare ai diktat di segreteria e neppure ad una malintesa morale di partito che impedisce certe decisioni necessarie, ad esempio perché troppo o troppo poco liberiste.

Purtroppo capiamo il timore di molti cittadini perché vengono da anni di promesse non mantenute, di impoverimento generalizzato e di una nazione che da quinta potenza economica mondiale si trova in uno stato di crisi permanente.
E capiamo il disorientamento quando i nostri volti nuovi e normali vengono messi all’indice da quegli esperti, Da quegli intellettuali e da quegli uomini di partito famosi ed in servizio da oltre 20 anni con accuse contrarie alla verità di voler impoverire ulteriormente tutti quanti noi.

Però la verità è semplice: quegli esperti, quegli intellettuali e quegli uomini di partito erano presenti Quando è cominciata la crisi, hanno fatto parte delle compagini che hanno a vario titolo sostenuto Monti e la Fornero, gran parte di loro ha partecipato alla svendita della banca d’Italia e nel piccolo della città di Orvieto si sono alternati al governo in questi ultimi anni tra Swap e predissesto, tra partecipate sanguisuga e chiusura di fabbriche e tribunale. La verità è che bisogna guardare i fatti ed i risultati concreti nel bene e nel male così come al governo nazionale anche nel locale.

E l’unico salto nel vuoto sarebbe, anzi è certamente, il ripetere gli errori del passato.

Due parole sul Governo Conte

DI SOLITO CI CONCENTRIAMO SULLE QUESTIONI TERRITORIALI E CITTADINE MA È GIUSTO ANCHE GUARDARE AL GOVERNO.

Ammettiamolo. Prima della presentazione pubblica dei candidati del uninominale il professor Conte non lo conoscevamo tra noi tranne, per questioni di lavoro, la nostra portavoce a Lucia Vergaglia che collaborava con un collega dello stesso professore, il professor Raffaele Manfrellotti, alla cattedra di diritto pubblico. Ed anche in questo caso si trattava di conoscenze superficiali e legate all’ambito tecnico-scientifico.

Detto questo siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi e colpiti dalla sua capacità di non essere coinvolto in polemiche e dalla silenziosa efficacia del suo modo di gestire le attività di governo. Un governo che nasce su un contratto con dei limiti ben specifici e che avrebbero potuto essere portato avanti, con altre tematiche, con altre forze se la Lega non fosse stata disponibile o se fossero state disponibili per davvero così come avevano segnalato a Roberto Fico nel suo incarico, appena prima che Renzi consegnasse alla rete il suo “altolà dei popcorn”.

Comunque per la parte del contratto che contiene il nostro programma l’attività dei nostri ministri, intendiamo quelli M5S, sta procedendo spedita nonostante il fuoco di fila di una certa stampa che non coglie l’occasione per tentare di mettere in contraddizione ogni singolo capoverso. Se ci fate caso i ministri in quota Lega non subiscono lo stesso trattamento. E quindi ai nostri va il plauso ed il rispetto che si sono guadagnati sul campo.

Prossimamente in particolare che dovremmo avere a che fare direttamente col ministro Bonafede, che vedete qui nella foto a Orvieto durante un comizio con Lucia Vergaglia, per affrontare due questioni importanti che riguardano i presidi di giustizia locali come il Tribunale che fu soppresso durante il periodo in cui amministrava Concina, e poi per una nuova proposta che presenteremo a breve.

Ma torniamo al Governo nella sua interezza. Con il professor Conte ci siamo ritagliati un importante spazio internazionale ed abbiamo sconfigurato l’asse Berlino-Parigi che ci teneva in Scacco da troppo tempo. Ovviamente nessuno ha la bacchetta magica e ci vorrà del tempo per recuperare quel prestigio e quella prosperità che avevamo quando eravamo la quinta potenza economica mondiale con la nostra “liretta” e le aziende “troppo piccole per competere sul piano internazionale”. Tuttavia i passi in avanti sono innegabili e quindi al netto della simpatia personale che pure il professore ti scuote va detto chiaramente che come governo sta perdendo decisamente bene proprio sul piano dove eravamo considerati più deboli perché meno inseriti nella rete di relazioni di quel famoso nuovo ordine mondiale che tanti svantaggi ci ha portato dall’inizio della crisi soprattutto.

Quindi a lui, ed a tutta la squadra, i nostri complimenti e ringraziamenti. Sappiamo che prossimamente potrebbero esserci dei momenti tempestosi ma sappiamo anche che sapranno e sapremo affrontarli insieme Chissà che poi in futuro non ci sarà un Conte bis questa volta monocolore.

Ad Astra.

Azzardo. Un primo passo concreto.

LA LOTTA AL GIOCO ILLEGALE E PATOLOGICO È COMINCIATA.

La stretta nel settore del gioco d’azzardo che tanti problemi ha portato ai nostri territori è finalmente cominciato. Viene previsto, innanzitutto, che dal 2020, “slot” e “videolottery” dovranno essere dotati obbligatoriamente di lettori di tessera sanitaria allo scopo di non consentire il gioco ai minorenni, con sanzioni di 10mila euro per ogni apparecchiatura non a norma.

Inoltre, slot machine, gratta e vinci e lotterie istantanee riporteranno la scritta “il gioco nuoce gravemente alla salute“, mentre potranno adottare il logo “no slot” gli esercizi che rinunciano a tale attività.

A questi temi si possono e devono aggiungere le attività che può mettere in campo l’amministrazione comunale e l’osservatorio delle nuove dipendenze di cui fa parte anche la nostra portavoce Lucia Vergaglia

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore da domenica 12 agosto la legge di conversione del decreto dignità che ha ricevuto il via libera definitivo dal Senato nei giorni scorsi.

Il testo, nella sua ultima versione, ribadisce la centralità dei temi già presenti nel decreto leggeiniziale e fortemente voluti dal nostro MOVIMENTO e dal Governo del Cambiamento, seppur con alcune modifiche decise in sede parlamentare, e vara diverse misure destinate ad incidere nei più svariati settori: dal lavoro al fisco, passando per il settore dell’azzardo, tema per il quale abbiamo presentato già diverse proposte all’interno della struttura dedicata dell’osservatorio e nuove dipendenze del comune di Orvieto.

Siamo certi che vista la nuova normativa e la più diffusa consapevolezza che quello del azzardo sia un problema reale da affrontare rapidamente anche in quest’ultimo scorcio di consiliatura si troverà il modo di gettare le basi per una Orvieto che sia più attenta alle fragilità dei propri cittadini e disponga in maniera consapevole il sistema regolatorio e quello degli incentivi in modo da litigare ancora di più queste problematiche

Giornata mondiale della gioventù 2018

UNA GIOVENTÙ A CUI HANNO RUBATO SOGNI E PROSPETTIVE. ANCORA UNA VOLTA ANCHE IN QUESTA DATA LA NOSTRA CITTÀ NON HA POTUTO RENDERE VIVA QUESTA GIORNATA

Il 17 Dicembre 1999, con la Risoluzione 54/120, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha avallato la Raccomandazione emessa dalla Conferenza Mondiale dei Ministri Responsabili per la Gioventù (Lisbona, 8-12 Agosto 1998) affinché il 12 Agosto venisse dichiarato la Giornata Internazionale della Gioventù.
Background
Nel 1985, le Nazioni Unite hanno celebrato il primo Anno Internazionale della Gioventù. Nel suo decimo anniversario, l’Assemblea Generale ha adottato il Programma Mondiale d’Azione per la Gioventù, che ha disposto la creazione di una struttura politica e delle linee guida per l’azione nazionale ed il supporto internazionale, al fine di migliorare la situazione dei giovani.
15 sono le aree principali considerate dall’Assemblea Generale:
Educazione
Lavoro
Fame e indigenza
Salute
Ambiente
Abuso di droga
Delinquenza giovanile
Attività svolte nel tempo libero
Ragazze e giovani donne
Partecipazione
Globalizzazione
Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
HIV/AIDS
Gioventù e guerra
Rapporti intergenerazionali
Oggi, il Programma Mondiale d’Azione per la Gioventù gioca un ruolo rilevante nello sviluppo dei giovani. Esso si concentra sulle misure che vanno a rafforzare le capacità delle Nazioni nel settore dello sviluppo giovanile, e ad accrescere la qualità e la quantità delle opportunità disponibili per essi, al fine di raggiungere una loro partecipazione all’interno della società , che risulti piena, efficace e costruttiva.
Tale Programma costituisce, per le Nazioni Unite, un punto fondamentale riguardo alla tematica della Gioventù. Esso vuole intraprendere una serie di attività per promuovere lo sviluppo giovanile, compreso il sostegno al processo decisionale intergovernativo, la condotta di una ricerca analitica e, l’aumento dell’efficacia del lavoro delle Nazioni Unite nel settore dello sviluppo giovanile attraverso una più stretta collaborazione ed una comunicazione attiva tra gli enti delle Nazioni Unite, in particolare tramite la rete di Inter-Agenzie per lo Sviluppo della Gioventù.

Art Default

ZERO RISULTATI NELLA RICERCA DI MECENATI COME PURTROPPO ERA NELLE VALUTAZIONI DI LUCIA VERGAGLIA, CAPOGRUPPO M5S:«SIAMO AL DEFAULT DELLA POLITICA CULTURALE CITTADINA CERTIFICATO NERO SU BIANCO. AVEVAMO CHIESTO UN CAMBIO DI ROTTA, INDICATO I CORRETTIVI E PURTROPPO NON CHI HANNO ASCOLTATO. PURTROPPO L’ALTERNANZA NON È BASTATA, OCCORRE UN CAMBIO RADICALE.».

Purtroppo non è una sorpresa l’assenza di Orvieto da questa importante fonte di risorse per la tutela dei tanti beni culturali che sono uno dei valori di riferimento della nostra comunità ed uno dei principali attrattori per il territorio.
A suo tempo il M5S arrivò a chiedere le dimissioni dell’Assessore alla cultura per la propria mancanza di iniziativa e, conseguentemente, di risultati su tali tematiche. Oggi purtroppo la conferma che non si può raccogliere ciò che non si è voluto o saputo seminare attraverso una campagna comunicazionale fatta con le fotocopie in bianco e nero dal contenuto irriconoscibile e sicuramente non degno di essere un esempio di promozione. Questi insignificanti volantini, con lo stemma del Comune di Orvieto solo sul retro ( e data la pochezza dei contenuti e soprattutto l’assenza di qualsiasi grafica accattivante, forse è un bene ) ancora si trovano ad esempio su un banchetto semi nascosto presso la biglietteria della Torre del Moro, e sbagliando totalmente target chiedendo incomprensibilmente di esser protagonisti di questi meccanismi di mecenatismo avvantaggiato da agevolazioni fiscali come l’Art Bonus non ai capitani d’industria oppure attraverso una campagna social mirata ai potenziali investitori, ma ai bimbi delle scuole del territorio. Da questo punto di vista la scelta di un ciclostile tipografico similare ad un avviso di iscrizione ad una gita scolastica appare inconsapevolmente ironica. Più che di Art Bonus possiamo parlare di Art Default, di fallimento della politica culturale.
Qui di seguito il commento della capogruppo del Movimento, l’avvocato Lucia Vergaglia. Continua a leggere Art Default

Ricorsi al Tar. Tutti convergono sulla posizione M5S

BEN TRE RICORSI CONTRO L’ESPANSIONE DELLA DISCARICA CONVERGONO SULLA POSIZIONE INDICATA DA VERGAGLIA. IL COMUNE PARTECIPA PORTANDO TRA I MOTIVI AGGIUNTI LA NUOVA RISERVA UNESCO. SENZA IL M5S PROBABILMENTE SAREBBE STATO IMPOSSIBILE.

Tutti ricordano che sono due mesi fa se il PD che le destre volevano defenestrare sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e che solo il MoVimento 5 Stelle , con la portavoce Lucia vergaglia, ha ricordato che con l’arrivo del commissario non si sarebbe potuto agire legalmente contro l’espansione della discarica, opponendosi di fatto a questa manovra di Palazzo per le elezioni anticipate. A quanto pare i nostri motivi erano più che validi visto che non c’è un singolo ricorso ma ce ne sono ben tre.

Non sappiamo quanto il nostro esempio abbia contribuito a questa mobilitazione generale, a questo risveglio in cui le associazioni ambientaliste hanno deciso di intervenire fattivamente. Tuttavia sappiamo che anche la politica ha abbandonato i toni di fine maggio ed è intervenuta con molti partiti sulle medesime nostre posizioni. Questo noi lo consideriamo un successo della capacità della nostra portavoce di trascinare sui temi concreti l’azione politica piuttosto che sulla contrapposizione ideologica ed, in subordine, affermiamo senza tema di smentita che la situazione odierna in cui c’è una grandissima convergenza a tutela del territorio assolutamente Lucia Vergaglia ed il MoVimento 5 Stelle tra i punti di riferimento.

“Siamo contenti ma non intendiamo dormire sugli Allori ed accontentarci. È necessario che la prossima amministrazione non abbia alcun dubbio o titubanza quando si parla di ambiente E di interessi del territorio. (Lucia Vergaglia M5S)