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CicloStile a 5 Stelle

In sede Orvieto 5 Stelle (piazza XXIX marzo n. 23, Orvieto) e negli infopoint troverete il nostro “ciclostile” a 5 Stelle. Questo è l’altisonante nome della nostra rivista a fotocopie, il posto dove raccogliamo notizie ed approfondimenti sulle nostre attività.

ciclostile

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Il “DE” davanti alla parola crescita

Nei nostri programmi locali, innanzitutto nella cosidetta Carta di Firenze, compare spesso la parola Sviluppo e talvolta la parola DeCrescita. Sulla base di questo termine ci accusano di tutto, di volere un’imbarbarimento dell’economia, un ritorno al medioevo di certa letteratura e, peggio, c’è chi effettivamente propone robe simili dicendo di parlare a nome del MoVimento 5 Stelle. Questa è una sciocchezza. Non fatevi mai infinocchiare da quei cialtroni che dicono di parlare a nome del MoVimento proponendo confini, tasse ed il ritorno al baratto, noi siamo per lo sviluppo, per il benessere comune e per l’Italia.

Al M5S usiamo il termine DeCrescita perchè la crescita del PIL comprende tutto il negativo dello sviluppo; il PIL cresce quando lo stato espropria la terra e consuma il suolo, cresce quando l’E-45 diventa a pagamento, il PIL cresce quando si spendono soldi utili per comprare i bombardieri, il PIL cresce quando bisonga intervenire in amergenza per un disastro annunciato, il PIL cresce quando dobbiamo fare la manutenzione ad una strada provinciale fatta male e piena di buche, e cresce ancora quando la manutenzione è fatta male e bisogna rifarla; il PIL comprende la dipendenza dal petrolio, include gli aumenti dei costi dovuti alla cattiva finanza ed è gonfiata da ogni errore od incuria che costi qualcosa nell’essere rimesso a posto; infine comprende i costi sprechi voluti ed ottenuti nel pubblico e nel privato dal malaffare, dalla corruzione e dalla criminalità. invertire la rotta

La “crescita” col “DE” davanti, invece, non viene registrata nel PIL. Ciò perchè riqualificare il consumo energetico di edifici statali e privati riduce i consumi, quindi il PIL si abbassa mentre i soldi restano in tasca e non finiscono nella prossima tassa. A noi piace la Crescita e lo Sviluppo, non lo spreco. Lo spreco per noi è spregio dei cittadini, ed il nostro PIL ne è pieno.

Non fatevi infinocchiare: quando mettiamo il “DE” davanti è perchè noi vogliamo la crescita del benessere di tutti, in spregio allo spreco ed a quei pochi che ci si arricchiscono.

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Sardegna: la risposta del M5S a catastrofi presenti e future

Riportiamo dalla Commissione Ambiente (Gruppo M5S, Camera dei Deputati)

E’ una roulette russa.

Adesso è toccato alla Sardegna, una settimana fa alle Marche. Prima ancora alla Toscana e al Veneto. E tra una settimana a chi toccherà? E quella successiva?

Il clima è cambiato, dobbiamo capire che ciò che anni fa era un evento meteo straordinario, adesso è divenuto ordinario. Il problema è già noto in tutta la sua drammaticità: l’82% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico (frane ed alluvioni).
Il MoVimento 5 Stelle alla camera ha iniziato a lavorare a questo problema fin da subito.
Mettendo in rete le competenze dei portavoce in Commissione Ambiente (geologi, ingegneri, architetti), e interfacciandosi con esperti, tecnici, professori universitari, ricercatori, professionisti, amministratori, sono state individuate delle risposte concrete e sono state tradotte in mozioni e proposte di legge.
Le altre forze politiche si riempiono la bocca di vuote parole dopo il minuto di silenzio. Il governo non agisce (solo 30 Milioni stanziati per la prevenzione su tutta Italia).
collage1IL MOVIMENTO 5 STELLE PROPONE DELLE SOLUZIONI in cui si punta sulla prevenzione e su una corretta gestione del territorio da parte di privati e di enti territoriali:

    • Proposta di legge sullo svincolo del patto di stabilità per le spese degli enti territoriali relative a ripristino, previsione e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico (Spesso gli enti territoriali hanno in cassa fondi per intervenire adeguatamente e mettere in sicurezza il territorio per far fronte a vecchie e future emergenze ambientali. La prevenzione e la messa in sicurezza del territorio sono fondamentali per limitare l’impatto delle calamità naturali).
    • Proposta di legge “geobonus” (agevolazioni fiscali per chi investe in sicurezza del territorio e difesa del suolo).
    • Proposta di legge per “Limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche” (Proposta per lo stop all’uso di questi prodotti lungo le strade, carrarecce, etc, visto che questa pratica porta al deterioramento del tappeto erboso naturale e conseguentemente ad erosione, dilavamento e franamento del terreno sulle sedi stradali)

Euro, Economia, Imprese e M5S

Sentiamo la necessità di scrivere questa guida “for Dummies”, facile facile per venire incontro alle capacità mentali dimostrate da chi ci vuol far passare per quello che non siamo.

bg_for_dummiesCome MoVimento nasciamo dal basso e dalla “rete”, siamo per nostra natura più vicini alle realtà della piccola e media impresa che alla grande impresa multinazionale od all’ex partecipata statale in cui vigono le regole dei cosiddetti “rapporti industriali” ovvero quella consorteria in cui sindacati e federazioni di potenti decidono il destino dei dipendenti, dell’indotto fatto anche di piccolissimi imprenditori e cooperative, e delle ricadute sul tessuto sociale di un territorio con le sue famiglie, piccole realtà di socialità, associazioni, enti culturali, borghi…

Il fallimento di questo sistema di potere, di logica delle delocalizzazioni, il suo sistema di incentivi e di “ammortizzatori sociali” è da tempo ben radicato nella consapevolezza di tutti noi. Il sistema unico dei media cosidetti mainstream (stampa e sistema radiotelevisivo), sistema che assorbe pacchi di miliardi di euro in termini di finanziamenti pubblici a vario titolo come pubblicità di stato, canoni, finanziamenti alla stampa (quelli per i quali facemmo il V-Day II del 25 Aprile 2008) cerca disperatamente per farci passare per dei sempliciotti anti-europei. Non è contro l’Europa o l’Euro che ce l’abbiamo, ma è l’Europa del Mes e del FIscal Compact che è contro i cittadini, l’Europa che i nostri partiti teconocrati hanno voluto e votato.

Spiacente che da quella parte non ci abbiate capito nulla. In programma Europeo avremo la rinegoziazione del debito e la gestione del cambio (Euro a due velocità per tutti i paesi dell’Europa del sud) ed abbiamo già portato, in quello delle politiche 2013, il referendum sull’Euro, ovvero il dare la parola ai cittadini.

Siamo espressione dei nostri tempi, del loro arricchirsi a scapito degli altri e del sistema che hanno creato foraggiando i “partiti tradizionali” ed è per questo che parteciperemo (e vinceremo) alle Elezioni Europee nell’interesse dei cittadini ITALIANI!

Semplice, no?

I problemi del “Bando Affitti” 2013

Dobbiamo ammettere la nostra delusione,

Nella prossima convocazione del consiglio comunale, il cui ordine del giorno è “question time”, non c’è traccia delle nostre proposte. Un’altra occasione persa. Si parlerà di cose nobili come le iniziative sui caduti in guerre inutili o di cose importanti come le alienazioni di immobili e la commissione urbanistica (argomenti che solleticano maggiormente le cosiddette “caste”) e naturalmente del bilancio.

Avremmo voluto che si parlasse anche di cose più immediatamente e direttamente alla portata dei cittadini, per esempio delle gravi lacune del nuovo “Bando per l’assegnazione dei contributi del fondo nazionale per la locazione (art. 11 della legge 9 dicembre 1998 n. 431)”.

Premesso che avendo visionato il bando, incontrato il personale del locale URP ed approfondito la questione con i responsabili dell’Ufficio Casa del Comune di Orvieto abbiamo rilevato una criticità che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’amministrazione cittadina: Le famiglie che ricevono reddito da lavoro autonomo, qualunque esso sia, sono letteralmente escluse da tale bando. Tale osservazione è riportata altresì nelle note esplicative al bando stesso. Al di la della componente tecnico burocratica per una tale scelta ricordiamo che la crisi profonda colpisce prima e più profondamente i cosiddetti autonomi che chi ha la certezza di uno stipendio o di una pensione; abbiamo addirittura dei casi in città di autonomi che, pur avendo lavorato, a volte per crediti inesigibili, chiuderanno con saldo negativo e reddito zero l’annata e si troveranno nell’impossibilità di accedere a tali fondi.affitti e soldi

Altri comuni hanno agito diversamente dalla nostra amministrazione, pensiamo a Casamassima (stessi abitanti di Orvieto) che prevede l’accesso a tali fondi ad autonomi, a parità di fasce di reddito, che abbiano pargoli, anziani o persone con disabilità nel nucleo familiare, oppure Ossi (maggiormente illuminata) che invece tende ad equiparare come riportiamo testualmente: “le diverse tipologie di reddito (da lavoro dipendente, autonomo, pensione o altra natura) concorrono alla composizione del reddito complessivo in eguale misura)”.

Essendo attualmente forza extraconsiliare (fuori del consiglio comunale) siamo intervenuti come potevamo: abbiamo richiesto criteri meglio ordinati ed aderenti all’attuale “geografia lavorativa” in cui è il reddito, non il tipo di contratto, a segnare le opportunità od il disagio sociale in cui versano individui e famiglie. Continua a leggere I problemi del “Bando Affitti” 2013

PMI e crisi nell’era digitale

Non possiamo che sposare e sponsorizzare la proposta di Paolo Caputo che abbiamo avuto ospite lo scorso maggio qui ad Orvieto in un interessante “Laboratorio di Economia Possibilista” al nostro Palazzo dei Sette.

Paolo Caputo
Paolo Caputo

PMI e crisi: reagire si deve, reagire è possibile…nell’era digitale.
I media annunciano un ulteriore inasprimento fiscale, oltre un miliardo di tasse in più alla PMI. Questa politica incrementa il fenomeno della evasione di sopravvivenza, delle prestazioni scadenti per ridurre i costi, delle insolvenze bancarie, della ricerca di vie di uscita nel sommerso, di ulteriore accelerazione della mortalità del tessuto imprenditoriale tipico italiano.
Le PMI possono e devono reagire alla crisi; esse avvertono nell’immediato che è causata dal crollo dei consumi, dalla concorrenza cinese interna e da quella importata dal capillare neomercantilismo “brandista” nostrano, dalla ipertrofica tassazione.
Si fanno dibattiti, ottime o pessime ripetute parole, con hostess e buffet, si parla ma non si propone nulla se non lamentose richieste di detassare oppure richieste di avere fondi pubblici o finanziamenti bancari.
Prevale ancora la tendenza ad aspettare o cercare l’intervento dal pubblico, iniziative queste che fanno bene al terziario dei servizi di consulenza e alle strutture partecipate che prendono gli appalti istruttori, ma spesso finiscono solo per aggravare le situazioni dei “veri” imprenditori che le seguono a causa dei ritardi nella erogazione e i farraginosi meccanismi burocratico – istruttori.
Oppure si attendono i grandi piani di una fantomatica reindustrializzazione calata dall’alto o ancor di più ipotesi molto belle della nascita della imponente green economy politicamente imposta.
E nella attesa l’economia reale del mercato muore.
Allora bisogna agire dal basso.
Certamente esistono modalità di reazione possibili che non sono state prese in grande considerazione per le peculiarità individualistiche dei nostri imprenditori, come ad esempio la costruzione di reti di impresa (in tutte le loro potenzialità e diverse finalità).
Alla base si deve riprendere la vocazione italiana alla “fatica” alla capacità dei nostri genitori (o nonni) di “saper fare molto e di qualità con poco”, di rinunciare oggi per il futuro.
Stanno finalmente prendendo forma, sporadicamente, iniziative dal basso come i gruppi di acquisto popolare, l’azionariato popolare, la raccolta fondi popolare, i consorzi PMI di produttori per la vendita diretta. Continua a leggere PMI e crisi nell’era digitale

Basta Spreco di cibo ad Orvieto

Il MoVimento 5 Stelle della città di Orvieto ha depositato in Comune una proposta atta a ridurre gli sprechi di cibo ed i costi di gestione della differenziata attivando un circuito virtuoso: si tratta della metodica dei “Mercati dell’ultimo minuto”, ovvero al riutilizzo di beni normalmente destinati al ciclo rifiuti e sottratti alla necessità dei bisognosi.

sprecoPremesso che l’articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, recepita dal Governo italiano nel dicembre 2010, indica espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, quali azioni in cima alla gerarchia da adottare nella gestione dei rifiuti stessi; in questo senso sorgono le molteplici iniziative di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo di vita dei beni e soprattutto riutilizzo per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Considerando poi il periodo di grave crisi che vede sempre più famiglie in difficoltà e dato che abbiamo sul nostro territorio numerosi enti ed attività legate all’alimentare ed alla ristorazione come bar, ristoranti, take away, mense aziendali e delle scuole (nell’ultimo incontro relativo a queste ultime al viceSindaco Tardani è stata posta la questione spreco del cibo non utilizzato), oltre che supermercati e, da pochissimo, l’Ipercoop, possiamo dire che sono molte le fonti i cui prodotti in eccesso vanno ai rifiuti, e si tratta di ciò che per altri sarebbe “grazia di Dio”. Un autentico peccato!

Proposta di Stop allo spreco di cibo e creazione di mercato dell''ultimo minuto M5S Orvieto (Silvio Torre)
Proposta “antispreco” M5S Orvieto

In ordine a questa situazione il M5S di Orvieto ha depositato una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee: proponiamo la creazione di un “Mercato dell’ultimo minuto” orvietano.

Si tratta di creare un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva, nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri destinati al macero. Continua a leggere Basta Spreco di cibo ad Orvieto

12 novembre, primo anniversario.

Un anno fa Orvieto fu sommersa dalle acque del Paglia allo scalo, come un castello di sabbia in riva al mare.

Per fortuna, buona stella od un intervento da lassù nessuno ci ha lasciato la pelle. Pronti, istantaneamente gli orvietani hanno affrontato il disastro e ricostruito le attività, ripulito le case, recuperato e salvato i beni. Gli angeli del fango sono stati su tutti i giornali, sulla televisione, su internet, nelle parole dei preti dal pulpito, nei discorsi dei politici. E’ passato un anno, con i soldi degli interventi si è fatto qualcosa? Cosa? La complanare, la fondazione dell’iper? Il comitato 12 novembre oggi manifesterà in un evento chiamato “le code di Paglia” ricordando le promesse (molte) non mantenute (sempre molte) e denunciando lassismi e male gestioni.

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Noi denunciamo altro; ancora una volta noi denunciamo che il disastro era annunciato da tempo e che questo non è servito a nulla, noi denunciamo che le istituzioni, governate da Pd e/o Pdl con le loro varie declinazioni da due facce della stessa medaglia, alla politica locale ed alla cittadinanza proprio non hanno voluto prestare orecchio. I nostri politici locali non hanno saputo farsi ascoltare dove le decisioni si prendono davvero, a Roma.

Intanto lerci più che mai affaristi ed antagonisti d’oggi che erano della partita il giorno prima tentano di fare il colpaccio urlando e sbraitando contro la nuova Coop nata nelle aree dell’alluvione. Porca miseria c’era gente del Pd in una manifestazione anti Coop contro un centro commerciale approvato dalla loro giunta in un’area da loro giudicata corretta per la Coop; e poi quelli che sono del Pd e fanno un evento intitolato “La Coop non siamo noi” fanno davvero ridere. E la copertura politica della Coop chi è? Berlusconi? Ridicoli, patetici… incredibili. Ma chi vi sta ancora d’appresso?

Ad Orvieto ci chiediamo che farete dopo? Le darete la colpa della chiusura dei negozi del centro? Quelli con i cartelli cedesi, vendesi e fittasi ormai sbiancati da sole ed intemperie per tanto è il tempo che ci stanno.

Intanto con le vostre facce sempre uguali, con cartelli e manifesti stampati dalla tipografia solita delle elezioni, ancora una volta a sperare nel peggio per ritagliarvi uno spazio… all’asciutto, ma solo per voi.

Noi che guardiamo al futuro…

Gli Italiani (noi) sono sempre stati famosi per fare molto con poco, e quel molto di gran qualità e con stile inimitabile. Gli orvietani (noi) sono un popolo dalla storia lunghissima che per tignosa caparbietà ha sempre superato ogni prova. Quelli del M5S (noi) sono gente che ha tanto da imparare, ha imparato tanto, sa che imparerà ancora ma nel frattempo si da da fare in un mondo dove tutti stanno mollando, dove tutti si arrendono e mettono la testa sotto la sabbia. Noi stiamo a testa alta, consapevoli dei problemi dell’oggi ma con lo sguardo diritto nel domani.imparareOggi il mito delle grandi produzioni, sponsorizzato tutt’ora dai sindacati e da certa industria che vivono di cassa integrazione e potere sulla falsa rappresentazione sociale del “proletariato” o peggio della “classe operaia”, è finalmente impoloso. Le aree industriali prive di visione e capacità di stare al passo, di fare molto e di qualità piuttosto che troppo e di basso livello, sono dei deserti postatomici, da film di zombies. Ed i distretti residenziali e commerciali, ed i loro indotti, che le circondavano sono alla canna del gas.

Il MoVimento 5 Stelle ha portato una gran quantità di proposte orientate allo sviluppo, e prima ancora molte proposte di decrescita atte a scongiurare l’imminente crisi; proposte inascoltate ed inesorabile, alla fine, la crisi è arrivata. Qui ad Orvieto, tra chi spera in interventi statali, chi spera in un nuovo protezionismo ed intanto non contingenta le produzioni, chi prega per un puro protezionismo economico col ritorno alla lira (tutto da guadagnare per i turisti) e chi, richiamando le istanze di rinnovamento incarnate dai cittadini a 5 stelle, propone, invece di guardare al futuro, sciocche “comuni agricole” e “barattopoli” in stile new age, noi del MoVimento 5 Stelle lavoriamo per il futuro.

Ferme restando le ambizioni di rinnovamento nazionale legate al programma del 2013 oggi, ed ora, pensiamo ai nostri territori.

Qui ad Orvieto abbiamo la forza e la potenzialità per dare vita ad una comunità economica che dia lavoro di qualità, che permetta di fare impresa con stile e capacità italiane, tigna e caparbietà tipicamente orvietane e spirito giovane, orientato all’innovazione, alla bellezza ed a quel contagio tra i linguaggi che è tipico delle dinamiche di queste generazioni.

Presenteremo quindi una serie di soluzioni che guardino al periodo 2014-2019 come laboratorio di arte, cultura, scienza, tecnica, impresa e coraggio… si coraggio, quello che è mancato nella società dei tagli, nell’Italia delle tasse e nell’Europa delle burocrazie.

Chi ci ha descritti come dei no global fuori tempo massimo o non ci ha capito niente o è in malafede.

Nasciamo dalla rete e dal basso, per uscire da questo buio, per tornare a guardare alle stelle.

Silvio Torre, Orvieto

Reddito di cittadinanza

Una ventata d’aria dopo il tanfo di proposte vecchie e cialtrone,

La crisi morde forte, le aziende chiudono e le persone e le aggregazioni sociali, a partire dalla famiglia, perdono la possibilità di pianificare il futuro. Il MoVimento 5 Stelle invece di accettare le logiche di taglio alla spesa e di fiscalità opprimente nei confronti dei più deboli porta in parlamento una vera e propria inversione di rotta, che strappa la leva del comando ai Marchionne ed a quei sindacati che non tutelano nessuno. Il cittadino sarà al centro, punto.

“Il Reddito di cittadinanza nasce dal basso e in Rete. La proposta sarà messa in discussione con tutti i 90.000 iscritti certificati al MoVimento 5 Stelle tramite l’applicazione online attiva da due settimane. Decine di migliaia di cittadini potranno avanzare proposte, critiche e modifiche migliorando la legge. Dopo questo processo di discussione democratica e diretta dal basso e in Rete, la legge sul Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente depositata in Parlamento da parte dei portavoce M5S.” M5S Camera e Senato

sistema 5 stelle - reddito di cittadinanza
sistema 5 stelle – reddito di cittadinanza

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