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Grave errore non ascoltare commercianti orvietani

Grosso errore ascoltare i commercianti orvietani.
Esemplare la vicenda del bando per il Belvedere, TOTALMENTE disertato dagli imprenditori orvietani nonostante la base d’asta risibile di meno di 500 euro al mese per un locale attrezzato come bar pizzeria, con parcheggio autobus, spazia all’aperto, panorama, accessi per disabili, sale interne, depositi, persino un montacarichi, oltre ad un centro informazioni turistiche UFFICIALE posto all’interno. Che dire poi dell’assenza di un piano per il commercio al centro storico, lacuna ormai evidente durante il periodo Pasquale che è il vero avvio di stagione, con tutti quei discorsi sul “Centro Commerciale Naturale” ampiamente disattesi.
I commercianti ritengono di non essere stati consultati e coinvolti a sufficienza. Da parte nostra osserviamo che l’assessorato al commercio ed allo sviluppo economico della città non ha preso in considerazione di convocare il quadro strategico di valorizzazione cittadino (QSV) per ascoltare le esigenze dei dettaglianti del territorio. I social network diverso con le lamentele di questi ultimi i quali, ricordiamo, sono in prima linea per sostenere che la città turistica ed accogliere visitatori da ogni parte del mondo.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroA questo punto la capogruppo del M5S, Lucia Vergaglia, ha richiesto la convocazione del quadro strategico di valorizzazione subito dopo le festività pasquali. Troviamo necessario un chiaro confronto pubblico, ai sensi della legge regionale 12 del 2008, almeno per mettere nero su bianco le esigenze percepite e le proposte illustrate dei commercianti stessi.

I QSV sono atti di programmazione in senso lato o meglio processi ciclici nell’ambito dei quali devono ricondursi in modo organico e coordinato i vari interventi ed iniziative che, da parte pubblica e dei privati, tendono alla rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei centri storici: non si tratta di un ulteriore strumento urbanistico, né di un piano commerciale o di un programma di sviluppo sociale, ma di una progettualità strategica che deve individuare obiettivi e finalità condivise, in un’ottica di sviluppo nel lungo periodo e la cui realizzazione concreta è demandata non solo al momento pubblico, ma anche ai privati, alle componenti e formazioni sociali coinvolte in prima persona e a tal fine corresponsabilizzate.
In altri comuni della regione, pensiamo ad esempio Assisi, il quadro strategico di valorizzazione ha permesso di influire sulla politica commerciale della città in maniera molto incisiva.

Era 1926 quando l’economista Keynes scriveva il suo famoso saggio ” la fine del lassismo”, ma qui ad Orvieto sembriamo ancora lontani da aggiungere un simile obiettivo ed ancora una volta ci chiediamo se le persone delegate hai problemi del commercio e dello sviluppo economico fiamma in grado di assolvere questa importante funzione.
Cogliamo l’occasione per ricordare AI membri della maggioranza che la scrivente forza politica ha già più volte richiesto l’attivazione di un tavolo sul commercio. In particolare sulle regole del commercio visto che attualmente si lavora assolutamente in maniera borderline superando quando possibile ogni regola scritta ed etica e trasformando le attività commerciali che dovrebbero essere sul mercato in pure posizioni di rendita.

Il compito della politica è governare, il suo ruolo principale infatti dai che il quadro completo di regole e di indirizzi nel quale i singoli operatori di mercato possano liberamente agire.

Basta quiescienza rimbocchiamoci le maniche e torniamo tutti a lavorare.

Il Crescendo nella Spending Review

Oggi in Conferenza Stato-Città il governo presenta il temibile piano di tagli per oltre due miliardi di Euro. Ad Orvieto, comune già in predissesto, l’assessore Gnagnarini non ha ancora presentato il bilancio preventivo probabilmente anche per questo motivo, per avere chiarezza su trasferimenti e risorse a disposizione. Non c’è nulla di male in questo se nel frattempo, con prudenza si fossero attivate tutte quelle buone pratiche di resilienza e fund rising che tanti osservatori titolati, e le forze politiche come il M5S, stimolano da anni.

spending reviewPurtroppo degli annunci di rivoluzionarie gestioni della cosa pubblica Gnagnarini è passato al piccolo cabotaggio in pochi mesi, e dopo gli stop-and-go dovuti ai tanti problemi tecnici (Sito internet, software per la tari ecc…) e le scelte, da noi combattute, di svalutare il nostro patrimonio mettendo nei bandi prezzi da saldo in tempi contingentati, non solo non abbiamo svoltato ma l’Assessore stesso, che era costantemente presente sui media locali, sembra ormai scomparso.

In questa situazione s’innestano anche le aziende a vario titolo “partecipate” dal Comune, con gli enti territoriali, le Università (e fondazioni universitarie quindi, crediamo, anche il CSCO) che proprio oggi devono inviare alla Corte dei conti i propri «piani di razionalizzazione» ai sensi del cosiddetto piano Cottarella.

E veniamo al problema grosso: il consorzio Crescendo.

Ente dallo scopo sociale di promozione e sviluppo delle attività produttive il consorzio, amministrato nel tempo da noti politici regionali, si è avviluppato in una serie di investimenti fallimentari tali che i soci nel 2013 ne hanno dichiarato la liquidazione. Ovviamente non è così semplice, per liquidarlo vanno appianati i debiti. Chi paga?

Infatti l’ente esiste ancora pur essendo, nella gestione, commissariato dalla partecipata della Regione “Sviluppumbria”. Contemporaneamente era già finito sotto la lente dell’allora commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli e nelle analisi fatte da un giornale certamente non ascrivibile al M5S (La Repubblica) risulta una delle dieci realtà partecipate peggiori d’Italia in termini di ritorno dell’investimento (ROI).

Sicuramente la scure dei tagli arriverà pesante e, se non abbiamo consegnato una nostra controproposta fornendo gli adeguati piani di razionalizzazione, calerà dall’alto senza possibilità di alcun controllo da parte nostra.

Il nostro compito, come forza di minoranza, è quello di pungolare, proporre, controllare e denunciare e noi del MoVimento lo chiamiamo #FiatoSulCollo; nella giornata odierna intendiamo controllare e verificare se le iniziative per renderci resilienti alla Spending Review sono state portate a buon fine o se dobbiamo attenderci tagli indiscriminati a giustificare manovre lacrime e sangue da parte dell’Amministrazione e dall’Assessore competente, il dott. Gnagnarini, che in tal senso formalmente interroghiamo.

Di seguito il testo dell’interrogazione… Continua a leggere Il Crescendo nella Spending Review

Art Bonus assente ad Orvieto

Era da poco insediata la nuova amministrazione con maggioranza Pd, Sel e lista civica “Per Andare Avanti con Germani Sindaco” (PAA) e già si cominciava col valzer delle inaugurazioni con la campagna di scavi a Campo della Fiera, diretta dalla Prof.ssa Simonetta Stopponi, ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Perugia.

Il 28 luglio infatti Catiuscia Marini Presidente della Regione Umbria, Franco Moriconi Magnifico Rettore dell’Università di Perugia, Mario Tosti Direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue, Letterature e Civiltà antiche e moderne dell’Ateneo perugino, Francesco Scoppola, Direttore Regionale dei Beni Culturali dell’Umbria, il Sindaco Giuseppe Germani, l’Assessore alla Cultura Vincenzina Anna Maria Martino e Vincenzo Fumi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, istituto sponsor delle ricerche archeologiche, hanno visitato gli scavi e, tra l’altro, affrontato la questione dell’Art Bonus, e di tali interventi anche il sito ufficiale del Comune di Orvieto ne presenta testimonianza.

Dal 31 maggio scorso infatti lo Stato introduce “strumenti concreti ed operativi per sostenere il patrimonio culturale e rilanciare il settore turistico”.

ART-BONUSCon il cosiddetto Art Bonus, infatti, sarà detraibile il 65% delle donazioni che le singole persone e le imprese faranno in favore di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche, teatri e fondazioni lirico sinfoniche. A fronte di ciò ci saremmo aspettati un massiccio investimento da parte del Comune, e soprattutto dell’Assessore competente, quello alla Cultura cioè la dott.ssa Martino, nella sensibilizzazione all’utilizzo di questo strumento, con incontri pubblici, la presentazione di un elenco di opere meritevoli (penso al Museo delle Maioliche che già versava in gravi difficoltà) e fare leva sulle tante istituzioni che avrebbero potuto partecipare e contribuire. Questo oltre all’evidente necessità di impostare, assieme al competente Assessore Vincenti, iniziative atte a sostenere il nostro patrimonio attraverso il Cofinanziamento Europeo. Inutile ricordare le tante mozioni ed interrogazioni depositate in tal senso da parte della minoranza in Consiglio, in larga parte bocciate o, semplicemente, inevase.
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Ritirare subito il Bando per il Belvedere

Ad Orvieto il Belvedere è un’area dal notevole potenziale che avevamo attenzionato con una serie di iniziative a cui l’amministrazione ha risposto in modo non proprio entusiasmante.

Ora finalmente c’è un bando di gara per l’assegnazione della nuova gestione, una cosa a cui qui non eravamo più abituati. Abbiamo subito pensato “ben venga l’iniziativa” salvo ricrederci in pochissimi minuti.

Due considerazioni su tutte:

  1. Dal punto di vista politico la base d’asta di 417 euro al mese per un bar ristorante dotato di parcheggio autobus con vista sul più bel panorama cittadino ci sembra ridicola, sarà congrua al valore catastale nominale ma è assolutamente fuori mercato ed è potenzialmente una concorrenza sleale ai privati che investendo nel mattone lo offrono in fitto ai professionisti della ristorazione. Entrambe le categorie di cittadini, meglio precisarlo, pagano fior di tasse e sono la prima accoglienza turistica;  questa nostra cittadina è magnifica anche grazie al loro contributo, per favore portiamo il dovuto rispetto.
  2. La delibera di giunta in forza della quale viene espresso il bando è datata nel futuro, il 3 aprile 2015, un errore puramente formale, ma grave in quanto lede l’accesso alle informazioni del cittadino che volesse andare a pescare la delibera senza usare la macchina del tempo.

bando errato belvedereGi errori formali capitano, ma causano costosi ricorsi quindi chiediamo all’Amministrazione di procedere al ritiro in autotutela del bando e, auspichiamo, prima di riproporlo con questi numeri vogliamo ricordare all’assessore al patrimonio, dott. Gnagnarini, che 417 euro al mese non risanano il bilancio, un eventuale causa milionaria dovuta a problemi successivi al certificato di agibilità di un decennio fa sventolatoci in faccia in risposta alla nostra interrogazione, e non allegato nella documentazione in albo pretorio, invece lo affosserebbero definitivamente a vantaggio di un privato.

Auspichiamo quindi la doverosa cura nel trattare codesta delicata faccenda, e ci rendiamo disponibili in Consiglio a sostenere iniziative non superficiali per la risoluzione del caso, ma prima di tutto dovete ritirare subito quel bando sbagliato.

Pari opportunità: primi confronti

Prevista dallo Statuto cittadino di Orvieto, la Commissione Pari Opportunità, è finalmente riuscita a partire grazia anche alla forte pressione del M5S portata avanti con caparbietà sin dal giorno dell’insediamento di Germani. Siamo stati i primi a porre il tema, e gli unici fino allo scorso novembre quando siamo riusciti a superare le barriere della logica partitica facendo prevalere il tema istituzionale.

L’attivazione di questo strumento democratico, da anni fermo con le 4 frecce, in attesa di una scossa nei temi dei diritti e delle priorità sociali, è arrivata a fine 2014 e ci sono stati già i primi incontri in Consiglio, e con l’Assessore competente, con le prime bozze di un’agenda operativa e la scelta di iniziare il confronto con le realtà associative della nostra Zona Locale.

vittoria-pari-opportunitàTecnicamente la Commissione è paritaria tra maggioranza ed opposizione ed è composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ed è il luogo deputato al confronto, a differenza dell’Assessorato alle Pari Opportunità che è l’organismo operativo finale. Come tutte le commissioni avrà poteri specifici e capacità d’iniziativa, farà attività d’ascolto e di decodifica delle esigenze, e riporterà al Consiglio ed agli organi di Giunta i risultati utili e le necessità d’intervento. Tuttavia in questa fase gli uffici lavoreranno tutti assieme per riconnettere quanto negli anni è andato in ordine sparso, con tanti interventi frutto più della buona volontà dei singoli che di una politica vera e propria. Dal 2000, in Europa, vige “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato” (Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 23).

Per rendere vero questo principio sono stati messi a disposizione tanti strumenti democratici, anche al livello comunale, che però stentano ancora ad attivarsi, proprio come è successo qui ad Orvieto. Questi organismi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna – uomo) e come tali vanno necessariamente attivati ed utilizzati.

Il Comune di Orvieto è anche il capofila dei comuni della Zona Sociale 12 in cui era attivo il “Tavolo istituzionale per le Politiche di Genere e le Pari Opportunità” ed il 5 marzo si riparte proprio da quella iniziativa assieme alle tante associazioni impegnate sul territorio, con un pensiero all’avvicinarsi alla ricorrenza dell’otto marzo ed avendo ben chiaro che il governo, al di là delle belle parole, avendo scelto di abolire il ministero alle Pari Opportunità non ritenga prioritari questi temi e che quindi si debba partire dal basso per puntare al raggiungimento di una società etica e giusta.

Temi che in questa città il M5S ha portato all’attenzione immediatamente, sin da primo giorno del nostro insediamento, coinvolgendo tutte le forze rappresentate senza alcuna preclusione, in quello spirito paritario che dovrebbe essere alla radice dell’azione politica sana. Solo così, infatti, si potrà avere un confronto paritario con le associazioni ed i cittadini tutti.

vittoria-pari-opportunità1Tuttavia non dimentichiamo che le Pari Opportunità non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, puntano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, raza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità e questo è il solco nel quale porteremo il nostro contributo.

In tal senso il M5S proporrà e sosterrà un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.

Noi ci siamo, Voi restate sintonizzati…

Centro d’Italia: Narni ci sorpassa

Dobbiamo tornare ancora sulla proposta di Sviluppo per il distretto industriale di Bardano, Centro del Made in Italy, presentata dal M5S e bocciata dalla maggioranza con parole sprezzanti e squalificanti.

In breve la nostra proposta tendeva a costo pressoché nullo di trasformare la peculiarità che, secondo uno studio internazionale, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano insista il centro fisico d’Italia. La cosa sarebbe avvenuta in due semplici passaggi:

  1. L’apposizione di una pietra miliare come atto ufficiale dell’amministrazione e del Sindaco (che è anche ufficiale di Stato) che riconosceva il centro fisico dell’Italia.
  2. Impegnare l’assessorato alla Sviluppo ed al Marketing Territoriale ad agganciare a quest’atto ufficiale una strategia di sviluppo del distretto basata sulla ricerca di finanziamenti europei diretti ed indiretti.

Siamo stati quasi presi in giro, si è detto che una domanda così semplice non fosse chiara per gli avvocati della lista Gnagnarini mentre per il Pd era semplicemente una proposta “sarcastica”. Una bocciatura senza appello.

Campus VetryaCi siamo infuriati per lo schiaffo e per lo spregio col quale la maggioranza, mentre Tione ed Electrosys esalavano gli ultimi respiri, gettava alle ortiche un’opportunità. Alla propaganda secondo cui la nostra proposta era quella di mettere semplicemente un cartello abbiamo risposto direttamente da Bruxelles con le parole dei nostri europrogettisti identificando la concreta opportunità di un Cluster d’innovazione focalizzato sulle tecnologie indossabili, il cosiddetto wearable, coinvolgendo imprese, il vicino campus ed il CSCO. Abbiamo su questo sin da ottobre interrogato l’assessore competente, dottoressa Martino, e solo giovedì in Commissione di Garanzia ci hanno detto che a breve, forse, la riceveremo. Intanto la parte politica, la lista “Per andare Avanti”, sui social si vantava che avrebbero fatto cose ben più grandi e che ci avrebbero fatto sentire “li botti” entro Natale, e naturalmente anche questo è stato un traguardo disatteso. Nel frattempo gli imprenditori locali hanno preso la palla al balzo e si sono lanciati a capofitto nella valorizzazione del proprio business usando esattamente gli stessi nostri argomenti ed attivando (con gli olandesi) da subito quel che a noi osservatori un peletto smaliziati sembra proprio una partnership internazionale, che è propedeutica ai finanziamenti europei diretti.

Infine arriviamo a Narni.

La Giunta del Comune famoso in tutto il mondo per aver tratto valore dalle serie anglosassone di film e letterarie di “Cronache di Narnia” si è trovata uno studio geografico che indica presso di loro il centro esatto d’Italia.

A differenza dei nostri, loro, non hanno perso tempo, nessun lassismo, come si suol dire: pronti, via!

narni centro d'italia

Hanno approvato l’apposizione di segnaletica attestante la presenza del centro d’Italia ed hanno immediatamente avviato, attraverso il loro assessore Giombolini, visibilmente presente e proattivo, i contatti europei per il riconoscimento e per le pratiche di finanziamento di progetti. Chi ben comincia è a metà dell’opera, infatti se siamo quiescenti la situazione si fossilizzerà ed in Europa qual vantaggio competitivo che poteva essere l’avere la prima attestazione andrà a loro. E questo potrebbe mettere in crisi anche i progetti dei nostri imprenditori. Come si dice: la legge, anche quella europea, non aiuta chi dorme.

Noi siamo furiosi ed anche questo chiederemo, il 12 marzo prossimo, in sede d’interpellanza al Sindaco dell’operato dell’assessore Martino e, soprattutto, sui progetti del Comune per il distretto di Bardano. Ma la cosa è grave, gravissima, ed è un brutto segnale sulla possibilità di fare una politica almeno decente per il territorio.

Ripristinare la Fontana di San Zero

Intorno alla rupe tufacea su cui Orvieto ha il suo centro storico si snodano camminamenti e strade carrabili che convergono alle porte principali della città attraversando, come in un viaggio nel tempo, le diverse epoche in cui l’urbe si è sviluppata e le tante tracce che hanno lasciato ormai integrate nel corpo vivo del nostro territorio. Alcuni sono monumenti noti, altri non sono segnalati e sono meno noti, avvolti dagli arbusti e ricordati solo dai cittadini più anziani o quelli che per scelta o per ventura vivono li nei pressi.

Scendendo dalla fortezza Albornoz ed attraversando la porta soliana rivolta all’alba si raggiunge l’anello della rupe, tratto stradale di valenza storico-turistica su cui il Comune ha nel tempo investito tanto e sulla manutenzione del quale abbiamo avuto diversi confronti a distanza con il direttore del PAAO Bizzarri, da qui poi parte la via della Fontana di San Zero, ennesimo gioiellino orvietano in stato di completo abbandono, non segnalata neanche da un misero cartello, non inserita nei percorsi da valorizzare che tanti enti, a lungo foraggiati con fondi pubblici, avrebbero nella loro responsabilità di fare in concorrenza con il Comune.

cartolina fontana di san zeroOra quest’area “potrebbe” ricadere nel nuovo contratto di collaborazione ed amministrazione condivisa tra Comune ed enti afferenti (Da poco attivato sui sentieri “Sasso Tagliato” in direzione Sugano e “Selciata dei Cappucini” che porta alle tombe etrusche di Porano).

Uno stato di confusione che non agevola i cittadini nel fare segnalazioni ed osservazioni alla pubblica amministrazione che non capiscono bene a chi tocchi fare le cose ed a chi rivolgersi. Non vorremmo infatti che si torni al fenomeno burocratico del rimpallo di competenze, sarebbe proprio il contrario di quello che ci serve.

Quindi pubblicamente denunciamo l’incuria a San Zero, il non aver considerato il bene degno di una targa, un riconoscimento, una valorizzazione o una qualunque indicazione in questi anni e nel chiedere più attenzione per quella strada. Ma non ci fermiamo qui.

Noi pensiamo infatti che l’amministrazione condivisa tra cittadini e Comune possa funzionare molto bene e permettere oltre alla valorizzazione dei tanti beni, spesso sottovalutati o dimenticati,  del nostro territorio anche una concreta partecipazione dei cittadini. Questo a patto che siano informati, invitati a far parte di questo processo.

Per chiarire la vicenda e contemporaneamente valorizzare la Fontana di San Zero il M5S Orvietano ha depositato un’interrogazione a firma Vergaglia destinata a Giuseppe Germani. Abbiamo chiesto al Sindaco di riferire sul funzionamento concreto di questi accordi di amministrazione condivisa dei quali, la Fontana di San Zero, potrebbe essere il banco di prova.

Cartolina dalle fonti Tione

Nei quasi trecento chilometri quadrati del territorio orvietano ci sono tantissime meraviglie ed aree speciali e suggestive che in altri luoghi sarebbero attrazioni turistiche grandemente pubblicizzate e valorizzate.

Ad esempio il percorso bianco che porta alle fonti Tione, e le fonti stesse, sono sicuramente un punto di riferimento per gli orvietani, e non solo, che amano la natura ed il paesaggio, il birdwatching o semplicemente passeggiare. Una zona pulita e fuori dai circuiti turistici tradizionali, una di quelle piccole sicurezze che diamo per scontato.

Le cose però sono cambiate da quando gli stabilimenti Tione hanno chiuso, e con loro si è interrotto il flusso costante dell’acqua sorgiva anche alle fontanelle pubbliche di Sugano. Così in molti hanno cominciato a raccogliere l’acqua direttamente in sorgente, con auto grandi per riempire molte cassette di bottiglie, od addirittura con camioncini, in quella piccola oasi.

Le conseguenze sono evidenti, il muretto a valle della sorgente lesionato dai paracarri, le reti divelte, falò per riscaldarsi ed asciugarsi, rifiuti e bottiglie rotte. Insomma una situazione di degrado iniziale che potrebbe peggiorare rapidamente se non si trova una soluzione. Una brutta cartolina dalla nostra città, ennesima conseguenza di una crisi più grande che ha impatti e strascichi anche dove i presunti esperti meno se lo aspettano, ma dove qualunque anziano delle frazioni o le massaie od i bambini lo darebbero per scontato.

cartolina dalle fonti TioneGià in settimana scorsa abbiamo depositato un’interrogazione all’Assessore Croce, ViceSindaco di Orvieto e titolare della delega agli Affari Legali del Comune, un’interrogazione relativa ai nostri diritti sull’acqua sorgiva data in concessione a Tione srl nel momento in cui la parte d’uso pubblico non viene più fornita. Abbiamo già segnalato la situazione ai vigili e denunciamo pubblicamente lo stato di abbandono dell’area della sorgente e ne chiediamo un minimo di ripristino ed attenzione.

Purtroppo alcune cose le possiamo fare, per le altre occorre l’interessamento dell’Amministrazione ed un certo esercizio politico e civico per non essere semplicemente reattivi al governo dell’emergenza, agli stimoli delle caste, ma proiettati alla crescita sostenibile ed allo sviluppo, vicini ai cittadini ed alla comunità. Ben venga quindi il Sindaco che incontra le persone dopo il sorgere di un problema,  ma noi ricordiamo anche che “prevenire è meglio che curare”

A seguire il testo dell’interrogazione all’assessore Croce: Continua a leggere Cartolina dalle fonti Tione

Guccini: ennesima occasione persa.

Alla fine ci fu l’incontro, breve ed incredibile.

Francesco Guccini presentava il suo ultimo libro un una piovosa Viterbo, a pochi chilometri da noi.

Come sempre quando c’è Guccini il luogo giusto dell’evento è facile da individuare, basta seguire la folla. Noi non eravamo li per la presentazione ma per il breve appuntamento che l’artista ci aveva dato dietro le quinte del palco, separati dal pubblico solo dal sipario. Pochi minuti per parlare della proposta per la sua cittadinanza onoraria presentata dal MoVimento 5 Stelle e respinta dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

collage guccini viterboL’incredulità sul suo volto, mentre sottovoce snocciolava i nomi dei comuni che invece hanno voluto attribuirla, il dolore nel ricordare origini orvietane del vecchio manager, il fastidio nel sentire che dal Pd è arrivata la bocciatura. No non ha fatto spallucce, come noi Francesco Guccini si è sentito colpito. Sorpreso e colpito. Ha chiesto semplicemente «Ma perchè no?» Come potevamo parlare delle patetiche scuse dal Pd di un regolamento in lavorazione, un regolamento che a distanza di tanti mesi non solo non ha avuto luce, ma evidentemente era solo la facciata dietro cui si sono voluti nascondere dalla maggioranza, un regolamento per il quale in tutto questo tempo nessun atto è stato mai presentato. Non potevamo ed abbiamo risposto che pensavamo fossero solo motivi politici, avversi al presentatore della proposta.

«Questa è l’Italia, la cultura è in ostaggio e quando si può fare qualcosa c’è sempre il bilancino degli interessi delle parti e questo fa malissimo al nostro paese. Un riconoscimento come questo avrebbe portato attenzione e fari, gli scrittori ne avrebbero scritto, gli autori fatto canzoni già solo per il fatto che avevate riconosciuto l’opera di Francesco»

Questo il tenore di commenti che intanto facevano attorno a noi i volontari di Caffeina Cultura, una manifestazione Culturale con la C maiuscola che, purtroppo, Orvieto neanche se la sogna, troppo impegnata a guardarsi l’ombelico ed a mantenere quell’appeal di città alta e strana che all’epoca del grand tour aveva un senso ma che oggi suona soltanto di vecchiume e noia ripetitiva, come quelle signore radical chic troppo in là con gli anni.

Spiace dirlo ma dai tempi di Giorgio Scerbanenco nessuno scrive più storie importanti ambientate nella nostra città, dai tempi di Nino Manfredi il cinema ci evita, passa per caso giusto qualche episodio di una breve fiction. Ci difendiamo con la musica, Jazz e Folk, ma l’Amministrazione in questo non ha meriti e la politica, pigra e lassista, ha perso l’ennesima occasione rinunciando ad accogliere il più importante FolkMan d’Europa tra i suoi concittadini.

Alla fine per l’artista si alza un ennesimo sipario di molti ancora che verranno, noi ci ritiriamo come dei fans, con il suo autografo, ma non su un disco, sullo “strillone” del giornale che raccontava quanta superbia inutile possa aver peccato chi, soprattutto di sinistra, siede in Consiglio.

cittadinanza negata guccini (autografata)

Scintille sulle Aree Interne

Quella della strategia “Aree interne” su cui ha costruito larga parte del programma elettorale l’attuale sindaco, Giuseppe Germani, è uno di quei temi che dovrebbero essere sentiti e gestiti trasversalmente.

Aree interne fa parte del complesso sistema di programmazione comunitaria che sono conosciuti come fondi europei indiretti, cioè quelle attività i cui i contributi vengono erogati in funzione di bandi gestiti da enti pubblici nazionali come le regioni. Questo inoltre è un caso speciale perchè, senza scendere nei particolari, può essere attivato solo se risponde ad una progettazione come effettuata da molti enti proponenti. Ora immaginate una ventina di comuni, di diverso colore politico, che di solito ci mettono già molto tempo a rispolvere le loro diatribe interne tra le proprie rispettive maggioranze ed opposizioni, accordarsi per unire le forze in funzione di un obbiettivo condiviso. Difficile, no?

Ecco noi pensiamo di no. Lucia Vergaglia, consigliere di opposizione, del M5S, qui ad Orvieto ha provato ad esordire di fronte all’assise dei sindaci dei territori da Città della Pieve a Giove, ed in direzione di Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, dicendo proprio questo: «Nonostante la campagna elettorale incombente è indispensabile agire come si fa tra enti nei finanziamenti Europei “diretti”, quelli che necessitano di partner in tre o più nazioni. Si stabiliscono temi comuni e si lavora assieme. Anche le opposizioni saranno della partita in spirito costruttivo e collaborativo tanto più che anche dove non c’è questa varietà di sensibilità non sempre si riesce a completare nei tempi la spesa dei fondi europei, come nel caso della programmazione 2007-2013.». Piccata ed immediata la risposta della Marini. «L’Umbria ha speso tutto, sono le regioni del Sud che non sono state in grado di fare i progetti.» in direzione della Vergaglia, che è napoletana, e che ha sorriso «Sarò molto lieta di essere smentita, nei fatti».

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Clima arroventato da periodo elettorale, ci rendiamo tutti conto, ma i fatti sono che poche ore prima l’Assessore Bracco, anch’egli del Pd come la Marini presentando il DAP (Documento Annuale di Programmazione) spiegava che solo nel 2015, ed oltre alla fine della legislatura, ci sarà la chiusura degli interventi della programmazione 2007-2013 (cioè oltre due anni dopo il termine ufficiale) e solo dopo questa chiusura avremo l’avvio della fase attuativa della programmazione comunitaria 2014-2020. In pratica i fondi disponibili dal 2014 vedranno i bandi per la regione Umbria nel 2016.

L’avvocato Vergaglia non si è lasciata distrarre ed ha esposto una prima proposta di metodo da elaborate in condivisione tra i tanti partecipanti ad Aree Interne: «I responsabili della regione sono stati molto eleganti a spiegarci che questa di “Aree Interne” non è il classico finanziamento quanto piuttosto un sostegno in più rispetto a quello che normalmente i vari bandi propongono, un tessuto connettivo tra le molte iniziative che potranno venire e che potranno godere anche di altre forme dirette ed indirette di finanziamenti europei. A questo punto osservo che nei nostri comuni non vi sono professionalità in grado di cogliere l’ampiezza dell’opportunità e credo che si debba ricorrere a quei professionisti noti come “Europrogettisti”. La mia proposta è di fare fronte comune e di utilizzare lo stesso gruppo di tecnici per sostenere, praticamente ed efficacemente, le decisioni di indirizzo che potremo prendere assieme nei modi che nei prossimi incontri sceglieremo.»

Il dibattito è proseguito, con tante proposte ed i primi indirizzi di obbiettivi, ma la cosa importante è che si parte, e che c’è una scadenza; il 30 settembre o saremo pronti od altri lo saranno al posto nostro altre regioni e non ci saranno scuse, nessuna maggioranza potrà mai dire che la nostra opposizione ha ostacolato questo processo di sviluppo sulla cui trasparenza, naturalmente, vigileremo.