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Sviluppo: dopo 4 mesi l’assessore risponde.

Dovremmo ringraziare l’assessore Martino, responsabile per il comune di Orvieto delle aree Sviluppo, Cultura, Commercio, Artigianato, Grandi Eventi e Marketing Territoriale?

La dottoressa Martino ci ha risposto ad una interrogazione a Lei nota sin dal 20 ottobre scorso e concernente sui piani di rilancio del distretto industriale di Fontanelle di Bardano. Dopo 4 mesi pieni finalmente ci ha risposto; sappia l’Assessore che mentre ci pensava la storica Tione è fallita, mentre meditava Electrosys, azienda i cui strumenti hanno permesso il Nobel italiano al CERN, passava di mano al proprio diretto (ex) concorrente, che le lavoratrici ex Sphera ed Mmanifatture si sono federate in cooperativa e l’opzione che avevamo lanciato sul il centro fisico d’Italia è stata utilizzata prima dai privati ed infine se ne è appropriata la più sveglia giunta di Narni.

cultura-3Assessore, responsabile anche dell’impalpabile comparto cultura, si informi che negli stessi mesi si perdeva, pignorato via dalla città, il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane. Era possibile intervenire? In presenza di un assessorato capace noi diciamo di si pensando all’accesso ai fondi dell’Art Bonus. In assenza di una politica culturale purtroppo non ne siamo stati protagonisti, anzi siamo, come Comune di Oriveto, risultati lassisti ed incapaci di attrarre risorse aggiuntive al settore  culturale, neanche per interventi di manutenzione, protezione, restauro di beni culturali. Eppure quel dispositivo (ancora attivo per la programmazione 2016) permette anche di consentire ad un numero di soggetti più ampio, pubblico e privato, di decidere quali investimenti finanziare. Ma un piano, sia pure sommario, non ci è mai stato presentato.

Almeno è stata richiesta la partecipazione della “filantropia” come ultima chanche? L’Art Conservation Project di Bank of America ha un plafond interessante per sostenere gli sforzi dei piccoli borghi come il nostro, e non è certo l’unico fondo interessato all’arte italiana non “mainstream”, non sotto i riflettori della ribalta come Pompei o i musei Fiorentini. Nossignori, quella dell’assessorato è una politica per noi troppo misteriosa ma i risultati ad oggi, per fare una metafora calcistica, sono da esonero dell’allenatore.

Che dire dell’impostazione del Marketing Territoriale e la sua ricaduta al comparto turistico? Oppure della situazione del commercio, sia al dettaglio che le grandi e medie superfici? Quali iniziative per i nostri artigiani? Quali grandi eventi sono attesi? Il Sindaco è stato persino costretto a ricorrere a deleghe ulteriori per gestire le iniziative come Expo, Slow Food ed Aree Interne, ed è stato costretto ad agire in prima persona per partecipare come Capitale Italiana della Cultura, con la città di Todi, al bando del ministero.

Caro Assessore Martino stia serena, oggi non le porremo interrogazioni, si risponda da sola se merita di rimanere al Suo posto.

Microcredito ad Orvieto

Dopo il fallimento del Microcredito in Comune con la mozione Tardani, invischiata dalla maggioranza e dagli emendamenti della lista Gnagnarini che hanno imposto un periodo di attesa “interlocutorio” immotivato e non specificato, finalmente si volta pagina.

Il Microcredito a 5 Stelle di cui si è tanto parlato è divenuto attivo anche nella città del Corpus Domini. I problemi burocratici, dovuti a dati inesatti presenti sulle pagine dei consulenti del lavoro, che ricordiamo essere esterne al Blog del MoVimento, sono stati segnalati e sono stati superati: abbiamo provveduto a mettere in contatto diretto i professionisti orvietani i neoimprenditori interessati a quest’opportunità.

microcredito25milaeuro

Ricordiamo infatti che dal prossimo aprile sarà possibile effettuare nei “Clicca Day”, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, le richieste di accesso ai fondi fino a un massimo di 25.000 Euro (35.000 in casi specifici), ma che sarà necessario avere ben predisposta la documentazione richiesta che, volendo, sarà predisposta col sostegno gratuito dei consulenti del lavoro locali.

Il M5S Orvieto ha attivato la casella civica microcredito@orvietocivica.com per dare informazioni sia ai professionisti che vogliono essere inseriti nel circuito che per i cittadini che necessitino di accedere al credito. Inoltre è stato attivato nel portale di Orvieto 5 Stelle un’ulteriore area informativa all’indirizzo http://www.orvieto5stelle.com/microcredito/.

In momenti di crisi come questo è fondamentale che queste informazioni vengano fatte giungere ai nostri concittadini con tutti i canali a disposizione, istituzionali e privati, e che venga rimessa in moto quell’economia reale che crea sviluppo e lavoro.

Teniamo infine a precisare che questo strumento di garanzia e sostegno all’impresa non pregiudica la successiva partecipazione a bandi comunitari od a finanziamenti europei diretti e che, quindi, le imprese valide che riusciranno a mantenersi sul mercato potranno poi liberamente crescere senza trovarsi vincoli successivi.Questo è decisamente un punto a favore per chi ha buone idee e crede nell’innovazione, soprattutto per quelle giovani imprese che non possono, per mancanza di massa critica o di brevetti esclusivi, accedere da subito ai bandi StartUp.

Noi restiamo a disposizione per ogni chiarimento ma vi invitiamo prima a consultare la nostra pagina dedicata al Microcredito.

menù microcredito

Ritirare subito il Bando per il Belvedere

Ad Orvieto il Belvedere è un’area dal notevole potenziale che avevamo attenzionato con una serie di iniziative a cui l’amministrazione ha risposto in modo non proprio entusiasmante.

Ora finalmente c’è un bando di gara per l’assegnazione della nuova gestione, una cosa a cui qui non eravamo più abituati. Abbiamo subito pensato “ben venga l’iniziativa” salvo ricrederci in pochissimi minuti.

Due considerazioni su tutte:

  1. Dal punto di vista politico la base d’asta di 417 euro al mese per un bar ristorante dotato di parcheggio autobus con vista sul più bel panorama cittadino ci sembra ridicola, sarà congrua al valore catastale nominale ma è assolutamente fuori mercato ed è potenzialmente una concorrenza sleale ai privati che investendo nel mattone lo offrono in fitto ai professionisti della ristorazione. Entrambe le categorie di cittadini, meglio precisarlo, pagano fior di tasse e sono la prima accoglienza turistica;  questa nostra cittadina è magnifica anche grazie al loro contributo, per favore portiamo il dovuto rispetto.
  2. La delibera di giunta in forza della quale viene espresso il bando è datata nel futuro, il 3 aprile 2015, un errore puramente formale, ma grave in quanto lede l’accesso alle informazioni del cittadino che volesse andare a pescare la delibera senza usare la macchina del tempo.

bando errato belvedereGi errori formali capitano, ma causano costosi ricorsi quindi chiediamo all’Amministrazione di procedere al ritiro in autotutela del bando e, auspichiamo, prima di riproporlo con questi numeri vogliamo ricordare all’assessore al patrimonio, dott. Gnagnarini, che 417 euro al mese non risanano il bilancio, un eventuale causa milionaria dovuta a problemi successivi al certificato di agibilità di un decennio fa sventolatoci in faccia in risposta alla nostra interrogazione, e non allegato nella documentazione in albo pretorio, invece lo affosserebbero definitivamente a vantaggio di un privato.

Auspichiamo quindi la doverosa cura nel trattare codesta delicata faccenda, e ci rendiamo disponibili in Consiglio a sostenere iniziative non superficiali per la risoluzione del caso, ma prima di tutto dovete ritirare subito quel bando sbagliato.

Pari opportunità: primi confronti

Prevista dallo Statuto cittadino di Orvieto, la Commissione Pari Opportunità, è finalmente riuscita a partire grazia anche alla forte pressione del M5S portata avanti con caparbietà sin dal giorno dell’insediamento di Germani. Siamo stati i primi a porre il tema, e gli unici fino allo scorso novembre quando siamo riusciti a superare le barriere della logica partitica facendo prevalere il tema istituzionale.

L’attivazione di questo strumento democratico, da anni fermo con le 4 frecce, in attesa di una scossa nei temi dei diritti e delle priorità sociali, è arrivata a fine 2014 e ci sono stati già i primi incontri in Consiglio, e con l’Assessore competente, con le prime bozze di un’agenda operativa e la scelta di iniziare il confronto con le realtà associative della nostra Zona Locale.

vittoria-pari-opportunitàTecnicamente la Commissione è paritaria tra maggioranza ed opposizione ed è composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ed è il luogo deputato al confronto, a differenza dell’Assessorato alle Pari Opportunità che è l’organismo operativo finale. Come tutte le commissioni avrà poteri specifici e capacità d’iniziativa, farà attività d’ascolto e di decodifica delle esigenze, e riporterà al Consiglio ed agli organi di Giunta i risultati utili e le necessità d’intervento. Tuttavia in questa fase gli uffici lavoreranno tutti assieme per riconnettere quanto negli anni è andato in ordine sparso, con tanti interventi frutto più della buona volontà dei singoli che di una politica vera e propria. Dal 2000, in Europa, vige “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato” (Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 23).

Per rendere vero questo principio sono stati messi a disposizione tanti strumenti democratici, anche al livello comunale, che però stentano ancora ad attivarsi, proprio come è successo qui ad Orvieto. Questi organismi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna – uomo) e come tali vanno necessariamente attivati ed utilizzati.

Il Comune di Orvieto è anche il capofila dei comuni della Zona Sociale 12 in cui era attivo il “Tavolo istituzionale per le Politiche di Genere e le Pari Opportunità” ed il 5 marzo si riparte proprio da quella iniziativa assieme alle tante associazioni impegnate sul territorio, con un pensiero all’avvicinarsi alla ricorrenza dell’otto marzo ed avendo ben chiaro che il governo, al di là delle belle parole, avendo scelto di abolire il ministero alle Pari Opportunità non ritenga prioritari questi temi e che quindi si debba partire dal basso per puntare al raggiungimento di una società etica e giusta.

Temi che in questa città il M5S ha portato all’attenzione immediatamente, sin da primo giorno del nostro insediamento, coinvolgendo tutte le forze rappresentate senza alcuna preclusione, in quello spirito paritario che dovrebbe essere alla radice dell’azione politica sana. Solo così, infatti, si potrà avere un confronto paritario con le associazioni ed i cittadini tutti.

vittoria-pari-opportunità1Tuttavia non dimentichiamo che le Pari Opportunità non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, puntano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, raza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità e questo è il solco nel quale porteremo il nostro contributo.

In tal senso il M5S proporrà e sosterrà un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.

Noi ci siamo, Voi restate sintonizzati…

Centro d’Italia: Narni ci sorpassa

Dobbiamo tornare ancora sulla proposta di Sviluppo per il distretto industriale di Bardano, Centro del Made in Italy, presentata dal M5S e bocciata dalla maggioranza con parole sprezzanti e squalificanti.

In breve la nostra proposta tendeva a costo pressoché nullo di trasformare la peculiarità che, secondo uno studio internazionale, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano insista il centro fisico d’Italia. La cosa sarebbe avvenuta in due semplici passaggi:

  1. L’apposizione di una pietra miliare come atto ufficiale dell’amministrazione e del Sindaco (che è anche ufficiale di Stato) che riconosceva il centro fisico dell’Italia.
  2. Impegnare l’assessorato alla Sviluppo ed al Marketing Territoriale ad agganciare a quest’atto ufficiale una strategia di sviluppo del distretto basata sulla ricerca di finanziamenti europei diretti ed indiretti.

Siamo stati quasi presi in giro, si è detto che una domanda così semplice non fosse chiara per gli avvocati della lista Gnagnarini mentre per il Pd era semplicemente una proposta “sarcastica”. Una bocciatura senza appello.

Campus VetryaCi siamo infuriati per lo schiaffo e per lo spregio col quale la maggioranza, mentre Tione ed Electrosys esalavano gli ultimi respiri, gettava alle ortiche un’opportunità. Alla propaganda secondo cui la nostra proposta era quella di mettere semplicemente un cartello abbiamo risposto direttamente da Bruxelles con le parole dei nostri europrogettisti identificando la concreta opportunità di un Cluster d’innovazione focalizzato sulle tecnologie indossabili, il cosiddetto wearable, coinvolgendo imprese, il vicino campus ed il CSCO. Abbiamo su questo sin da ottobre interrogato l’assessore competente, dottoressa Martino, e solo giovedì in Commissione di Garanzia ci hanno detto che a breve, forse, la riceveremo. Intanto la parte politica, la lista “Per andare Avanti”, sui social si vantava che avrebbero fatto cose ben più grandi e che ci avrebbero fatto sentire “li botti” entro Natale, e naturalmente anche questo è stato un traguardo disatteso. Nel frattempo gli imprenditori locali hanno preso la palla al balzo e si sono lanciati a capofitto nella valorizzazione del proprio business usando esattamente gli stessi nostri argomenti ed attivando (con gli olandesi) da subito quel che a noi osservatori un peletto smaliziati sembra proprio una partnership internazionale, che è propedeutica ai finanziamenti europei diretti.

Infine arriviamo a Narni.

La Giunta del Comune famoso in tutto il mondo per aver tratto valore dalle serie anglosassone di film e letterarie di “Cronache di Narnia” si è trovata uno studio geografico che indica presso di loro il centro esatto d’Italia.

A differenza dei nostri, loro, non hanno perso tempo, nessun lassismo, come si suol dire: pronti, via!

narni centro d'italia

Hanno approvato l’apposizione di segnaletica attestante la presenza del centro d’Italia ed hanno immediatamente avviato, attraverso il loro assessore Giombolini, visibilmente presente e proattivo, i contatti europei per il riconoscimento e per le pratiche di finanziamento di progetti. Chi ben comincia è a metà dell’opera, infatti se siamo quiescenti la situazione si fossilizzerà ed in Europa qual vantaggio competitivo che poteva essere l’avere la prima attestazione andrà a loro. E questo potrebbe mettere in crisi anche i progetti dei nostri imprenditori. Come si dice: la legge, anche quella europea, non aiuta chi dorme.

Noi siamo furiosi ed anche questo chiederemo, il 12 marzo prossimo, in sede d’interpellanza al Sindaco dell’operato dell’assessore Martino e, soprattutto, sui progetti del Comune per il distretto di Bardano. Ma la cosa è grave, gravissima, ed è un brutto segnale sulla possibilità di fare una politica almeno decente per il territorio.

Guccini: ennesima occasione persa.

Alla fine ci fu l’incontro, breve ed incredibile.

Francesco Guccini presentava il suo ultimo libro un una piovosa Viterbo, a pochi chilometri da noi.

Come sempre quando c’è Guccini il luogo giusto dell’evento è facile da individuare, basta seguire la folla. Noi non eravamo li per la presentazione ma per il breve appuntamento che l’artista ci aveva dato dietro le quinte del palco, separati dal pubblico solo dal sipario. Pochi minuti per parlare della proposta per la sua cittadinanza onoraria presentata dal MoVimento 5 Stelle e respinta dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

collage guccini viterboL’incredulità sul suo volto, mentre sottovoce snocciolava i nomi dei comuni che invece hanno voluto attribuirla, il dolore nel ricordare origini orvietane del vecchio manager, il fastidio nel sentire che dal Pd è arrivata la bocciatura. No non ha fatto spallucce, come noi Francesco Guccini si è sentito colpito. Sorpreso e colpito. Ha chiesto semplicemente «Ma perchè no?» Come potevamo parlare delle patetiche scuse dal Pd di un regolamento in lavorazione, un regolamento che a distanza di tanti mesi non solo non ha avuto luce, ma evidentemente era solo la facciata dietro cui si sono voluti nascondere dalla maggioranza, un regolamento per il quale in tutto questo tempo nessun atto è stato mai presentato. Non potevamo ed abbiamo risposto che pensavamo fossero solo motivi politici, avversi al presentatore della proposta.

«Questa è l’Italia, la cultura è in ostaggio e quando si può fare qualcosa c’è sempre il bilancino degli interessi delle parti e questo fa malissimo al nostro paese. Un riconoscimento come questo avrebbe portato attenzione e fari, gli scrittori ne avrebbero scritto, gli autori fatto canzoni già solo per il fatto che avevate riconosciuto l’opera di Francesco»

Questo il tenore di commenti che intanto facevano attorno a noi i volontari di Caffeina Cultura, una manifestazione Culturale con la C maiuscola che, purtroppo, Orvieto neanche se la sogna, troppo impegnata a guardarsi l’ombelico ed a mantenere quell’appeal di città alta e strana che all’epoca del grand tour aveva un senso ma che oggi suona soltanto di vecchiume e noia ripetitiva, come quelle signore radical chic troppo in là con gli anni.

Spiace dirlo ma dai tempi di Giorgio Scerbanenco nessuno scrive più storie importanti ambientate nella nostra città, dai tempi di Nino Manfredi il cinema ci evita, passa per caso giusto qualche episodio di una breve fiction. Ci difendiamo con la musica, Jazz e Folk, ma l’Amministrazione in questo non ha meriti e la politica, pigra e lassista, ha perso l’ennesima occasione rinunciando ad accogliere il più importante FolkMan d’Europa tra i suoi concittadini.

Alla fine per l’artista si alza un ennesimo sipario di molti ancora che verranno, noi ci ritiriamo come dei fans, con il suo autografo, ma non su un disco, sullo “strillone” del giornale che raccontava quanta superbia inutile possa aver peccato chi, soprattutto di sinistra, siede in Consiglio.

cittadinanza negata guccini (autografata)

Taglio uffici postali: il M5S non sta a guardare

Dai territori abbiamo sollecitato una presa di posizione importante dei nostri portavoce sulla possibile chiusura il 13 aprile prossimo di alcuni uffici postali, tra cui quello di Sugano, ed il ridimensionamento di altri.

Come forza politica locale non stiamo con le mani in mano aspettando i tweet da Firenze o le telefonate da Arcore, piuttosto il contrario, è dal basso che si chiede ai nostri eletti di portare la nostra voce. Ringraziamo per la rapidità i cittadini a 5 stelle Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella sapendo che la questione non finirà qui e che continueremo a far sentire il nostro fiato sul collo dei responsabili di Poste Italiane. Nei prossimi giorni cerchiamo di interessare anche le altre istituzioni e nel prossimo Consiglio Comunale interpelleremo il Sindaco sulle iniziative possibili ulteriori.

gallinellaciprini

Tagli uffici postali, deputato Gallinella: “Schema irricevibile, la società ritiri il piano”

Il parlamentare umbro insieme alla collega 5stelle Ciprini ha presentato interrogazione al ministro Guidi

 Anche i deputati 5stelle Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini si mobilitano contro la chiusura degli uffici postali in Umbria chiamando direttamente in causa il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Destinataria di una interrogazione a risposta scritta, già depositata a Montecitorio per fermare il piano di Poste.

“Il piano di Poste non è ricevibile – sottolinea il deputato Gallinella – Gli uffici postali umbri interessati dalla razionalizzazione sono dislocati per lo più in piccole frazioni o comuni già scarsamente popolati in cui l’ufficio postale è punto di riferimento dei cittadini, in particolare degli anziani i quali, anche a seguito delle diverse disposizioni introdotte negli anni scorsi dal Governo Monti, hanno stabilito un rapporto privilegiato con Poste Italiane per la gestione, l’accredito e la riscossione delle pensioni. Non lamentiamoci poi se alcune zone, impoverite di servizi essenziali, si spopolano”.

Per i parlamentari Gallinella e Ciprini, oltre al disservizio, la razionalizzazione potrebbe ripercuotersi anche sui livelli occupazionali. “L’Umbria – continua Gallinella – che ha perso 11 punti di Pil tra il 2008 e il 2012 rispetto ai 7 persi dall’Italia e che registra nel biennio 2013 e 2014 il fallimento di 481 imprese, non può permettersi una ulteriore emorragia di posti di lavoro. La mission di Poste Italiane, come si legge sul portale web, è di adottare e promuovere valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder. Ci aspettiamo – conclude Gallinella – che la presidente Luisa Todini e la società si comportino di conseguenza e ritirino il piano così formulato”.

La questione Coop deve entrare in Consiglio

Non più tardi del 2 febbraio ultimo scorso il nostro appello al Comune per risolvere il problema della licenze Coop di Orvieto Scalo. 

Infatti questo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari. In special modo ad Orvieto Scalo la situazione di fatto punta ad un monopolio della Coop che va per la proprietà di SuperConti, possiede le attività del negozio Coop di piazza del Commercio e dell’Iper “La Porta di Orvieto”. Insomma sembra una vera e propria dimostrazione della posizione dominante per la quale l’antitrust ha appena avviato l’istruttoria per accertare eventuali abusi.

supermercato-supermercati-spesa-consumi-carrello750x490L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, tant’è che abbiamo chiesto che venisse inserito nell’ordine del giorno dell’apposita Commissione Regolamenti con il dichiarato obbiettivo di risolvere in positivo la vicenda ricordando che lo Scalo doveva essere, come previsto nei piani di sviluppo che avevano previsto questi moderni insediamenti, un “Quartiere da Abitare” (Sindaco Mocio, 2006). La risposta del Presidente Talanti (PD) è stata laconica: non sussistono le condizioni di parlarne in Commissione dato che la concertazione commerciale dello Scalo ricade nel cosiddetto Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV) del Centro Storico in quanto anche lo Scalo è Centro Storico. Tuttavia è stato lo stesso Sindaco Germani a smentire il suo presidente di commissione e compagno di partito, presentando solo pochi giorni dopo, l’iniziativa “Orvieto Scalo: Un quartiere PER abitare” (Sindaco Germani, 2015) con il suo progetto integrato di viabilità, commercio ed urbanistica ben lungi dall’essere passato per il QSV.

In questo caos politico istituzionale possibile espressione della lotta interna al Pd, con l’antitrust che individua come possibile posizione dominante e danno alla concorrenza commerciale l’asse Coop-SuperConti, davvero non capiamo a questo punto perchè non affrontare il nodo del commercio in Consiglio Comunale, cioè nella sede degli indirizzi di governo cittadino, a tutela dei nostri commercianti e del tessuto sociale dello Scalo.

Per questo abbiamo voluto presentare un Ordine del Giorno orientato ad ottenere una delibera vincolante per un “Tavolo di lavoro sulle regole del commercio” atto a superare i limiti ed i problemi attuali, oppure, in caso ci fosse preclusa anche questa via, almeno funzionale a scoprire quali parti politiche vogliono risolvere i problemi e quali invece, per qualche motivo, sembrano goderne.

Il testo dell’atto di indirizzo è qui di seguito: Continua a leggere La questione Coop deve entrare in Consiglio

Centro d’Italia: preso da Vetrya

Negli scorsi mesi abbiamo provato a lavorare nell’interesse della comunità d’imprenditori, anche in crisi, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano proponendo di trasformare la peculiarità che in quel luogo insista il centro d’Italia in un valore aggiunto, posizionando una stele, poi bocciata dalla maggioranza che si faceva latrice di una posizione per la quale era l’impresa a dover fare il primo passo e non l’amministrazione.  A quest’atto amministrativo e giuridico avremmo potuto agganciare una serie di azioni di valorizzazione tra cui la nostra proposta del Centro del Made in Italy.

A queste posizioni di diniego, prontamente, ci siamo rivolti, ai sensi del regolamento del Consiglio Comunale, all’Assessore competente, dottoressa Martino, per sapere come intendesse valorizzare quel distretto industriale, ed ancora non siamo stati degnati di risposta. Specifichiamo che gli assessori hanno 30 giorni per rispondere e che il ritardo si è protratto nonostante le nostre insistenze, perorate anche personalmente, e che è già stato portato all’ordine del giorno in Commissione di Garanzia tale mancanza e che, è doveroso aggiungere, l’alternativa a questa nostra scelta sarebbe stato un esposto al Prefetto con gravi conseguenze per i protagonisti e per l’andamento dell’amministrazione cittadina.

In tutto questo lassismo, nella latitanza della politica di maggioranza, gli imprenditori intanto fanno naturalmente i propri interessi, curando il marketingdella propria azienda, mirando al profitto e lavorando per il benessere della propria filiera. Una delle imprese internazionali punta di diamante del nostro territorio non si è fatta sfuggire la ghiotta occasione di accaparrarsi questa unicità da vantare all’estero. E’ Vetrya, alla cui capacità di fare business facciamo tanto di cappello, ed ecco cosa si vede all’esterno del loro Campus.

WP_20150210_001Sopra questa altissima pietra miliare in stile Google Maps che porta le coordinate del centro della nostra nazione campeggia forse la bandiera italiana o quella del Comune di Orvieto? Continua a leggere Centro d’Italia: preso da Vetrya

Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Archiviato il Consiglio Comunale in cui il Sindaco ha dovuto rintuzzare le richieste di dimissioni ed appariva indebolito dalle lotte interne alla sua maggioranza abbiamo deciso di portare finalmente il caso Electrosys in Parlamento.

fiato-sul-collo-m5s-electrosysInnanzitutto, prima di riprovare a tentare, come M5S, di indicare soluzioni di riavvio industriale ed occupazionale a lungo termine del nostro territorio ci vediamo ancora una volta costretti a ragionare sulle urgenze. Continua a leggere Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti