L’obbiettivo di limitare ove possibile la mobilità privata deve essere bilanciato dal rendere i pochi spostamenti possibili una leva dello sviluppo e del progresso territoriale. Ad esempio il costo dei parcheggi a ridosso delle zone a traffico limitato (ZTL) presenti al centro storico tende a spingere i cittadini verso i centri commerciali NON naturali ed i supermarket dotati di parcheggi gratuiti.
In questo modo la pubblica amministrazione implicitamente ostacola l’attività dei propri centri commerciali naturali, ovvero le vie del corso, le botteghe ed i laboratori storici, i piccoli dettaglianti che operano acquistando sul territorio. Si ostacola anche ogni logica di filiera corta e km zero disincentivando queste attività, con l’altrettanto implicito risultato di far ricadere quanto speso dalla cittadinanza verso i grandi gruppi internazionali piuttosto che sui produttori locali. Nel tempo quindi questo impoverimento ricade anche nelle casse del comune col ridotto gettito fiscale. Il comune per correre ai ripari potrebbe fare come il cane che si morde la coda aumentando ancora i parcheggi a pagamento, strategia assolutamente dannosa che qui ad Orvieto ben conosciamo.

Le cittadine di molte parti d’Italia hanno da tempo scisso il problema dei parcheggi in due grossi tronconi, sosta lunga e sosta breve. La sosta lunga costa, quasi come da noi, e giustifica i costi degli ausiliari addetti al controllo, della telesorveglianza di sicurezza e porta moneta alla casse comunali. La sosta breve, 15 minuti, è gratuita e si certifica prendendo il ticket dall’erogatore che indica il tempo limite entro il quale portar via il mezzo. Nei 15 minuti vai dal tuo commerciante di fiducia, fai la spesa, prendi il giornale ed il caffè, oppure vai dal farmacista di famiglia e chiedi il generico del prodotto di marca, e poi te ne vai o se decidi di trattenerti, per farti barba e capelli, paghi il giusto.
Il commerciante è contento, la filiera corta potrà funzionare, il comune favorirà gli interessi di cittadini e produttori del territorio. Dovrebbe essere facile, no?




La nuova infrastruttura di rete GARR rende possibili servizi ad alto valore aggiunto ed elevatissime-X, la rete telematica multiservizio di nuova generazione dedicata alla comunità italiana dell’università e della ricerca, è il primo tassello dell’insieme tecnologico che andrà a favore degli enti ed istituti di ricerca ubicati in regione, per favorire lo sviluppo di progetti di livello nazionale e internazionale. Siamo lietissimi che le attività stiano per iniziare, in vista dell’Agenda Digitale, in comunione con le prossime attività dei fondi di coesione Europea.





