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Ogni maledetto settembre

COME IN QUEL FILM SUL FOOTBALL “OGNI MALEDETTA DOMENICA” AD INIZIO DELLA STAGIONE SPORTIVA CI SI ACCORGE DI TUTTI I PROBLEMI DELLO SPORT ORVIETANO.

Ogni settembre si ricomincia con le questioni legate allo sport dimenticato, con i costi che aumentano per l’accesso alle strutture comunali e soprattutto provinciali perché, va detto, a differenza di tanti comuni anche piccoli nei nostri dintorni noi ad Orvieto abbiamo scelto di non avere un palazzetto dello sport comunale nonostante le possibilità del passato.

E così cittadini e società sportive si devono sbarcare costi ed impegni che altrove sono in capo alle amministrazioni che ne fanno tesoro e trasformano in opportunità. E noi ogni “maledetto” settembre, come in quel film americano sul Football “Ogni maledetta domenica” dobbiamo fare la nostra opera di informazione e denunce attraverso pubbliche interrogazioni ed atti di trasparenza che non fanno fare ad Orvieto la miglior figura, ce ne rendiamo conto virgola ma che sarebbe molto tenere nascosti sotto il tappeto secondo il consueto adagio che accompagna ad amministrazione di Giuseppe Germani “va tutto bene Madama la marchesa”.

Invece no non va bene per niente e c’è da stare col fiato sul collo visto che è mancata quella capacità agonistica nei confronti degli altri comuni europei dello Sport e quella capacità organizzativa difendere le nostre eccellenze locali, che non mancano affatto, e di diventare davvero un centro di riferimento dello Sport nazionale ed internazionale.

Italia 5 Stelle 2018

VENITE CON NOI AD ITALIA 5 STELLE

Organizziamoci per la festa di governo che si terrà a Roma ad ottobre.
Negli ultimi anni #italia5stelle abbiamo sempre avuto uno spazio nostro nel quale presentare idee e proposte, contattateci se volete partecipare con delle vostre idee o dei vostri progetti.
Nessuno deve rimanere indietro.

Perchè il reddito favorisce la competitività

I BLABLABLA SULLA COMPETITIVITÀ NON HANNO SPRONATO I CITTADINI PIUTTOSTO NE HANNO FRUSTRATO LE ASPETTATIVE E FIACCATO LA TENUTA SOCIALE. PER CRESCERE OCCORRE METTERE AL CENTRO IL REDDITO, COME FANNO IN TUTTO L’OCCIDENTE.

I conti economici vanno rispettati e tenuti aggiornati. Gli scenari relativi ai prezzi ed agli incrementi delle riserve e delle bilance commerciali devono essere rigorosi. Ciò che non deve essere fatto è il puro esercizio del far di conto per avvalorare le proprie tesi alimentando il disamore per il lavoro, qualificando il valore dei beni e dei servizi oltre che del tempo stesso della vita. È un periodo assurdo quello che da indizio crisi abbiamo vissuto nel quale veniva scoraggiata l’emulazione principio cardine del Progresso sociale ed economico ed avvalorata invece l’invidia ed il discriminare i meno fortunati che hanno avuto la colpa di nascere in generazioni successive a quella del boom economico oppure solo a quella del posto fisso. Quei ministri ti insultavano i giovani che andavano via o che semplicemente pretendevano il rispetto ed il non essere chiamati “choosy” mentre metteva sul lastrico intere famiglie di esodati sono Continua a leggere Perchè il reddito favorisce la competitività

Agonia titoli

IL CROLLO “DILUITO NEL TEMPO” DEI TITOLI VENDUTI ATTRAVERSO LA CASSA DI RISPARMIO RESTA COMUNQUE UN CROLLO. E COME TALE VA AFFRONTATO.

La questione è molto difficile da affrontare per una comunità locale perché è stata tradita la fiducia dei cittadini proprio da parte di chi doveva tutelarne i risparmi e le aspettative future.
Quello che è successo in realtà è che c’è stato un crollo non immediato ma diluito nel tempo. Il paradosso è che i risparmiatori che ci sono finiti stritolati sono stati trattati come fossero i peggio speculatori.
Quando prendemmo in mano la vicenda sollevando la questione in consiglio comunale purtroppo si stava già verificando la questione di Banca Etruria ed in Europa la Corte di Giustizia stava condannando uno stato sovrano che aveva tentato di difendere i propri risparmiatori in un contesto molto simile. Fossimo Continua a leggere Agonia titoli

La fecondità parte dai territori

L’AMORE PER I TERRITORI E LE COSE BUONE È UN INCITAMENTO A FARE DI PIÙ E MEGLIO, RENDENDO FECONDI TERRITORI E NAZIONE.

Ci vuole grande rispetto per la natura che grazie al duro lavoro offre le cose buone e sane dei territori. Purtroppo abbiamo avuto una politica da contabili troppo attenti non ai costi ma al far di conto che non sa far fruttare e rendere feconda la propria magnifica nazione.
Bisogna invece riportare al centro il bene comune.

Senza discussioni.

La fecondità è un tema trasversale ed è un tema di cui quelli particolarmente ferrati con i numeri di solito non hanno una gran praticità.

Difficile Infatti trovare tra i capitani di industria , oppure tra grandi innovatori degli economisti che pur essendo necessari alla corretta gestione dei beni ed alla loro efficace amministrazione ben di rado hanno quella carica di amore perché le cose diventino vive e feconde e siano in grado a loro volta di propagare valore, progresso e sviluppo.

I contabili non sono un male necessario ma un bene indispensabile, una metà del cielo logica e razionale , tuttavia da soli non vanno da nessuna parte e non hanno nulla da contabilizzare. É invece l’altra metà del cielo che crea con passione ed amore, che rende “casa” un appartamento, convivio il nutrirsi, viaggio un trasferirsi e che incita gli animi a fare di più e volere il meglio, a non accontentarsi.

Ci vuole amore. E la parola “fecondità” deve tornare di moda.

Accattonaggio forzato. Coinvolgere il terzo settore

ABBIAMO DEPOSITATA DA OLTRE UN MESE LA PROPOSTA DI COINVOLGERE IL TERZO SETTORE NELLA QUESTIONE DELL’ACCATTONAGGIO. C’È PIÙ DI UNA EVIDENZA RICHIAMATA ANCHE IN ATTI PUBBLICI DI ASPETTI SUI QUALI È GIUSTO E DOVEROSO INTERVENIRE.

La questione ad Orvieto è nota ed è stata oggetto di numerosi interventi in sede comunale. Al netto delle posizioni più becere il problema è effettivamente sentito dalla popolazione la risposta che può dare un comune è in realtà minimale.

Le risposte di pancia come le ordinanze che vietano l’accattonaggio non rientrano tra le buone pratiche perché si basano sull’autonomia regolatoria che i comuni hanno la quale non è una forza superiore a quella della legge o della Costituzione che non impediscono la richiesta di denaro. E dal punto di vista dell’ordinamento legale quindi si può risolvere al massimo in un sistema di multe a danno dei cittadini che passano monete agli accattoni nel territorio comunale. Secondo noi colpire i cittadini non è esattamente una cosa intelligente.

In altre città si è arrivati alla revoca anzi di molte di queste ordinanze ma nel frattempo ha colpito quella parte , tra le più sensibili e fragili, della nostra popolazione che agisce nella convinzione di fare del bene.

In questa zona d’ombra però si sono infiltrati dei veri e propri “professionisti”, delle organizzazioni che lucrano sulla mancanza di regole certe e che, dove esistono queste condizioni, prosperano anche grazie a forme ascrivibili al caporalato ed alla forzatura. Noi non sappiamo per la mancanza delle denunce e quindi di atti giudiziari Seat Orvieto ci sia una vera e propria situazione di organizzazione dedita alle pratiche di accattonaggio forzato. Tuttavia il dubbio c’è, e molti segnali puntano esattamente in quella direzione.

Cosa può fare un comune in questi casi? Ovviamente stimolare l’attenzione delle forze dell’ordine per indagare il profili che sembrano quantomeno sospetti. È questo il nostro sindaco giornali non solo dice di averlo fatto ma rivendica un vero e proprio dossier sul fenomeno del quale, a suo dire, è a conoscenza di tutti i personaggi coinvolti.

Senza alcuna sottolineazione etica su tale tipo di informazioni e su come vengono conservate Vogliamo però capire le motivazioni di tali personaggi e se rappresentano una vera e propria organizzazione che opera economicamente sul nostro territorio. Perché delle due l’una: o stiamo parlando di tanti singoli che si muovono per coincidenza insieme e sempre per coincidenza si auto assegnano delle singole piazze di accattonaggio Oppure stiamo parlando appunto di una organizzazione e di persone che ne vengono coinvolte.

Sulla base di questo abbiamo presentato una nostra proposta per la nostra zona sociale e per avere una contezza del fenomeno proprio dal punto di vista dei risvolti economici e delle eventuali pratiche di caporalato e di forzatura in cui le persone coinvolte subiscono forme coercitive per partecipare la raccolta economica a danno luogo e dei cittadini proprietari più caritatevoli nonché dell’immagine della città e del valore economico delle nostre imprese soprattutto commerciali.

Tale proposta prevede l’intervento del terzo settore, in coordinamento con il comune, per fare luce su questa vicenda ed offrire un momento di ascolto ed una proposta di uscita proprio a coloro che ne sono più direttamente coinvolti e che sono il braccio operativo di questo insistente accattonaggio.

Tra gli operatori del terzo settore auspichiamo anche la presenza delle stesse associazioni caritatevoli la cui esperienza reputiamo fondamentale.

Due parole sul Governo Conte

DI SOLITO CI CONCENTRIAMO SULLE QUESTIONI TERRITORIALI E CITTADINE MA È GIUSTO ANCHE GUARDARE AL GOVERNO.

Ammettiamolo. Prima della presentazione pubblica dei candidati del uninominale il professor Conte non lo conoscevamo tra noi tranne, per questioni di lavoro, la nostra portavoce a Lucia Vergaglia che collaborava con un collega dello stesso professore, il professor Raffaele Manfrellotti, alla cattedra di diritto pubblico. Ed anche in questo caso si trattava di conoscenze superficiali e legate all’ambito tecnico-scientifico.

Detto questo siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi e colpiti dalla sua capacità di non essere coinvolto in polemiche e dalla silenziosa efficacia del suo modo di gestire le attività di governo. Un governo che nasce su un contratto con dei limiti ben specifici e che avrebbero potuto essere portato avanti, con altre tematiche, con altre forze se la Lega non fosse stata disponibile o se fossero state disponibili per davvero così come avevano segnalato a Roberto Fico nel suo incarico, appena prima che Renzi consegnasse alla rete il suo “altolà dei popcorn”.

Comunque per la parte del contratto che contiene il nostro programma l’attività dei nostri ministri, intendiamo quelli M5S, sta procedendo spedita nonostante il fuoco di fila di una certa stampa che non coglie l’occasione per tentare di mettere in contraddizione ogni singolo capoverso. Se ci fate caso i ministri in quota Lega non subiscono lo stesso trattamento. E quindi ai nostri va il plauso ed il rispetto che si sono guadagnati sul campo.

Prossimamente in particolare che dovremmo avere a che fare direttamente col ministro Bonafede, che vedete qui nella foto a Orvieto durante un comizio con Lucia Vergaglia, per affrontare due questioni importanti che riguardano i presidi di giustizia locali come il Tribunale che fu soppresso durante il periodo in cui amministrava Concina, e poi per una nuova proposta che presenteremo a breve.

Ma torniamo al Governo nella sua interezza. Con il professor Conte ci siamo ritagliati un importante spazio internazionale ed abbiamo sconfigurato l’asse Berlino-Parigi che ci teneva in Scacco da troppo tempo. Ovviamente nessuno ha la bacchetta magica e ci vorrà del tempo per recuperare quel prestigio e quella prosperità che avevamo quando eravamo la quinta potenza economica mondiale con la nostra “liretta” e le aziende “troppo piccole per competere sul piano internazionale”. Tuttavia i passi in avanti sono innegabili e quindi al netto della simpatia personale che pure il professore ti scuote va detto chiaramente che come governo sta perdendo decisamente bene proprio sul piano dove eravamo considerati più deboli perché meno inseriti nella rete di relazioni di quel famoso nuovo ordine mondiale che tanti svantaggi ci ha portato dall’inizio della crisi soprattutto.

Quindi a lui, ed a tutta la squadra, i nostri complimenti e ringraziamenti. Sappiamo che prossimamente potrebbero esserci dei momenti tempestosi ma sappiamo anche che sapranno e sapremo affrontarli insieme Chissà che poi in futuro non ci sarà un Conte bis questa volta monocolore.

Ad Astra.

Art Default

ZERO RISULTATI NELLA RICERCA DI MECENATI COME PURTROPPO ERA NELLE VALUTAZIONI DI LUCIA VERGAGLIA, CAPOGRUPPO M5S:«SIAMO AL DEFAULT DELLA POLITICA CULTURALE CITTADINA CERTIFICATO NERO SU BIANCO. AVEVAMO CHIESTO UN CAMBIO DI ROTTA, INDICATO I CORRETTIVI E PURTROPPO NON CHI HANNO ASCOLTATO. PURTROPPO L’ALTERNANZA NON È BASTATA, OCCORRE UN CAMBIO RADICALE.».

Purtroppo non è una sorpresa l’assenza di Orvieto da questa importante fonte di risorse per la tutela dei tanti beni culturali che sono uno dei valori di riferimento della nostra comunità ed uno dei principali attrattori per il territorio.
A suo tempo il M5S arrivò a chiedere le dimissioni dell’Assessore alla cultura per la propria mancanza di iniziativa e, conseguentemente, di risultati su tali tematiche. Oggi purtroppo la conferma che non si può raccogliere ciò che non si è voluto o saputo seminare attraverso una campagna comunicazionale fatta con le fotocopie in bianco e nero dal contenuto irriconoscibile e sicuramente non degno di essere un esempio di promozione. Questi insignificanti volantini, con lo stemma del Comune di Orvieto solo sul retro ( e data la pochezza dei contenuti e soprattutto l’assenza di qualsiasi grafica accattivante, forse è un bene ) ancora si trovano ad esempio su un banchetto semi nascosto presso la biglietteria della Torre del Moro, e sbagliando totalmente target chiedendo incomprensibilmente di esser protagonisti di questi meccanismi di mecenatismo avvantaggiato da agevolazioni fiscali come l’Art Bonus non ai capitani d’industria oppure attraverso una campagna social mirata ai potenziali investitori, ma ai bimbi delle scuole del territorio. Da questo punto di vista la scelta di un ciclostile tipografico similare ad un avviso di iscrizione ad una gita scolastica appare inconsapevolmente ironica. Più che di Art Bonus possiamo parlare di Art Default, di fallimento della politica culturale.
Qui di seguito il commento della capogruppo del Movimento, l’avvocato Lucia Vergaglia. Continua a leggere Art Default

Braccialetti eletronici: aggiornamento.

SUBITO DOPO LA NOSTRA INTERROGAZIONE È CAMBIATO TUTTO ED ORA IL BRACCIALETTI VENGONO USATI SOLO IN MOMENTI SPECIFICI.

È sicuramente un passo avanti quello che ci stanno segnalando. Adesso gli operatori della Coop COSP Lo indossano solo quando devono raccogliere l’indifferenziato che è tracciato per la questione degli sconti sulla tariffa puntuale per chi fa meno conferimenti. La tempistica parla chiaro: c’era probabilmente più di un problema e l’azienda ha deciso intanto di giocare in difesa.

In questo senso vogliamo parlare molto chiaramente: non abbiamo nessuna intenzione di essere punitivi con specifiche aziende o specifiche categorie. Anzi vogliamo fare il nostro dovere e questo comprende anche talvolta essere cerniera tra lo spirito di una città che riconosce la dignità del lavoro e ragioni di efficienza tipiche dell’imprenditorialità.

Avanzeremo prossimamente delle proposte che speriamo vengano condivise per rendere strutturalmente più chiara e più moderna la possibilità di rapportarsi con il Comune in casi come questo.

“Siamo felici della buona notizia ma non ci distraiamo, sappiamo che è stato fatto un passo in avanti, ora però non bisogna fermarsi e neppure eccedere. Bisogna passare dalla eccezionalità del singolo caso a creare condizioni migliori per tutti, lavoratori e imprese, con l’obiettivo della qualità della vita dei cittadini e del benessere e della prosperità del territorio.” Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Mercurio. Confermate le nostre valutazioni

PER UNA VOLTA, COME DICEVAMO NOI, LA DISCARICA NON C’ENTRA. LA BONIFICA VA FATTA A MONTE ESATTAMENTE COME AVEVAMO PROPOSTO AL CONSIGLIO COMUNALE.

Le cose stanno esattamente come avevamo detto ripetutamente nelle pubbliche sedi e con la pubblicazione di analisi e studi tuttavia, non pretendendo di avere la verità in tasca, abbiamo accettato il fatto che si procedesse alle cospicue analisi da parte delle varie Arpa così come sindaco Germani ha inteso proporre anticipando di soli 2 giorni il Consiglio comunale nel quale era depositata la nostra mozione per avviare immediatamente la fitodepurazione dei sedimenti fluviali. Abbiamo pertanto ritirato le nostre mozioni (che in assenza delle cpnferme arpa la maggioranza avrebbe affondato) ed avviato azioni di sensibilizzazione istituzionale come le famose 10.000 cartoline a Mattarella, presentate anche a Luigi di Maio, e non solo limitandoci ad attendere che le autorità preposte certificassero le nostre giuste preoccupazioni, così come effettivamente sta avvenendo.

Ne dobbiamo trarre le conseguenze e pertanto abbiamo deciso di riportare in Consiglio gli atti “difensivi” per il nostro bacino idrografico. È necessario recuperare localmente il ritardo accumulato in questo lungo supplemento di analisi.

Inoltre, visto che non siamo stati immobili nell’attesa delle indagini Arpa facendo non solo azione di sensibilizzazione istituzionale, come le 10.000 cartoline a Mattarella, ma anche attivando i nostri canali operativi condivideremo i risultati delle interrogazioni alla Commissione europea che abbiamo chiesto attraverso il nostro portavoce eurodeputato Piernicola Piedicini per stabilire meglio il quadro delle responsabilità e decidere i passi successivi.