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Tribunale europeo dei brevetti. Inizia la fase 2.

CON LA DICHIARAZIONE DI GIUNTA INIZIA LA FASE DUE DEL PROGETTO PER PORTARE AD ORVIETO UN PRESTIGIOSO ENTE COMUNITARIO: IL TRIBUNALE UNIFICATO DEI BREVETTI.

Tutto nasce dalla proposta in chiave brexit della Movimento 5 Stelle Orvieto: proporre la ex caserma Piave come sede del prestigioso Tribunale unificato dei brevetti, previsto a Londra. Lucia Vergaglia in approvazione un ordine del giorno con tale obiettivo in consiglio comunale nell’ottobre del 2016 ottenendo la larghissima maggioranza e l’interessamento degli europarlamentari pentastellati.

Qui di seguito il comunicato ufficiale del comune di Orvieto che potete trovare anche qui: Continua a leggere Tribunale europeo dei brevetti. Inizia la fase 2.

I temi della politica cittadina

I TEMI DELLA POLITICA CITTADINA

I temi della politica cittadina non sono soltanto le buche nell’asfalto, il decoro urbano che manca oppure la protesta perché il sindaco ha fatto la scelta di una cravatta di un colore piuttosto che di un altro.
lucia-dal-palcoI temi della politica cittadina dovrebbero partire dalla emergenziale situazione del gioco d’azzardo con i suoi 800 e passa euro giocati all’anno da ogni singolo abitante di Orvieto Inclusi i neonati. Dal dramma lavoro assolutamente ignorato a destra, con l’eccezione di qualche sporadica incursione nel mondo della piccola e media impresa, ed inutilmente propagandato a sinistra il campagna elettorale salvo poi assistere alla chiusura di aziende, anzi di interi comparti industriali, senza poi fattivamente intervenire e neanche predisporre le condizioni migliori di intervento perché, ad esempio, le aree interne e neppure il completamento della complanare puntano in direzione di una politica di insediamento produttivo che sarebbe notoriamente meglio servita , ma questo gli imprenditori lo sanno bene, dall’eventuale uscita autostradale Orvieto Nord. E le altre emergenze sociali? Un piano casa esiste? Continua a leggere I temi della politica cittadina

Giornata della popolazione

POLITICHE PER LA FAMIGLIA E PARI OPPORTUNITÀ ASSENTI INGIUSTIFICATE ANCHE NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POPOLAZIONE.

La Giornata delle Nazioni Unite della popolazione mondiale ogni anno viene celebrata l’11 luglio per riaffermare il diritto umano di pianificare per una famiglia. Essa incoraggia attività , eventi e informazioni per contribuire a rendere questo diritto una realtà in tutto il mondo.

Come prima interrogazione all’atto dell’insediamento Movimento 5 Stelle Orvieto a posto la questione di una commissione pari opportunità all’interno del comune nel quale i cittadini avrebbero potuto trovare risposte, informazione e proposte che riguardano anche tutti questi aspetti familiari sui quali e attraverso i quali si contribuisce allo sviluppo della società civile nella quale tutti noi viviamo. È tutto invece diventa un luogo di scontro invece che di confronto tra le diverse sensibilità politiche presenti nelle istituzioni comunali e questo ha letteralmente impedito che avesse un senso positivo e fattivo. Che in qualche modo contribuisce al benessere della popolazione della quale oggi ricorre un importante momento di attenzione da parte delle Nazioni Unite che, tra l’altro, nel loro programma mettono a disposizione una quantità di Fondi e l’accesso a progetti che un territorio come quello di Orvieto (che ha un indice di vecchiaia oltre il 2,4 e cioè presenta oltre due anziani e mezzo per ogni under 14, ed i giovani che forma li vede praticamente tutti andar via) ha un inespresso, inascoltato e disperato bisogno.

Pari opportunità

Nel dettaglio la Giornata Mondiale della Popolazione mira ad aumentare la consapevolezza della gente su questioni demografiche diverse, quali l’importanza della pianificazione familiare, tra cui la parità di genere, la povertà , la salute materna e diritti umani. La giornata si celebra in tutto il mondo da gruppi d’affari, organizzazioni comunitarie e gli individui in molti modi.

Il 2018 segna infatti il 50° anniversario della Conferenza internazionale sui diritti umani del 1968: per la prima volta la pianificazione familiare è stata definita un diritto umano.

Il documento finale, noto come il Proclama di Teheran, stabilisce il diritto di uomini e donne di scegliere liberamente e in modo responsabile se, quando e quanto spesso avere figli. Decidere il proprio futuro in questo senso è un diritto umano fondamentale del quale dovrebbero poter avvalersi tutti gli individui.

La Conferenza ha adottato la Risoluzione XVIII, intitolata “Aspetti dei diritti umani nella pianificazione familiare”, che è strettamente legata al rispetto della dignità e del valore dell’essere umano e allo status della donna per quanto concerne l’accesso alla pianificazione familiare.

Il diritto umano alla pianificazione sostiene i seguenti principi:

  1. Non-discriminazione: le informazioni e i servizi riguardanti la pianificazione familiare non possono essere limitati su basi discriminatorie.
  2. Disponibilità e accessibilità: i paesi devono accertarsi che i servizi di pianificazione familiare siano accessibili a tutti.
  3. Accettabilità: informazioni e servizi di contraccezione devo essere forniti nel rispetto degli standard medici e culturali.
  4. Buona qualità: le informazioni relative alla pianificazione familiare devono essere comunicate chiaramente ed essere scientificamente accurate.
  5. Scelta informata: ogni persona deve essere messa in condizione di compiere le proprie scelte riproduttive in piena autonomia e senza coercizioni.
  6. Privacy e confidenzialità: il diritto alla privacy deve essere garantito per tutti coloro che richiedono informazioni e servizi riguardanti la pianificazione familiare.
  7. Partecipazione: i paesi hanno l’obbligo di assicurare la partecipazione attiva e informata degli individui nelle decisioni che li riguardano, incluse le questioni sanitarie.
  8. Responsabilità: i sistemi medici, educativi, i leader e i decisori politici devono essere responsabili verso le persone che servono, nello sforzo di realizzare il diritto umano alla pianificazione familiare.

Pari opportunità

Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (United Nations Population Fund, UNFPA) supporta molti aspetti della pianificazione familiare volontaria: l’accesso alla contraccezione, la formazione di personale specialistico sanitario che possa consigliare adeguatamente le coppie e la promozione dell’educazione sessuale nelle scuole.

La pianificazione familiare riveste un ruolo fondamentale nell’eliminazione della povertà e nel promuovere lo sviluppo. In primo luogo, essa contribuisce all’emancipazione della donna.. Nel momento in cui le donne sono però messe nella condizione di scegliere in modo autonomo se e quando avere figli, hanno maggiori possibilità di completare gli studi e di conseguenza aspettative di sostentamento più alte. Attraverso una pianificazione consapevole e informata si possono dunque accrescere la sicurezza economica e il benessere delle famiglie.

Secondo il rapporto diffuso nel 2018 dal Forum Parlamentare Europeo sulla Popolazione e lo Sviluppo (European Parlamentary Forum on Population and Development, EPF), in Europa il 43% delle gravidanze non è pianificato. Ciò mostra come, a fronte di un adeguato accesso alla contraccezione, la pianificazione familiare resta ancora prerogativa di una fascia ristretta di donne. Ed al tempo stesso in Italia accade anche l’opposto in cui piuttosto si rinuncia a famiglia e figli con un trend sempre più preoccupante. Occorre quindi declinare sul territorio quelle che sono le iniziative e le politiche rilevanti nate su scala internazionale. Purtroppo al di là di tante belle parole e di proclami spesso ideologici non possiamo non registrare l’assenza di ogni tipo di iniziativa e di totale lassismo di chi avrebbe la responsabilità di agire mentre invece preferisce navigare a vista e ripetere ciò che fino ad oggi non ha funzionato demandando ad uffici o appaltando ad enti esterni in uno stanco ripetersi di cose già viste.

《Noi non avremmo lasciato inascoltato un tale appello. E come diciamo nel Movimento 5 Stelle “nessuno deve rimanere indietro”, tantomeno le famiglie.》 Lucia Vergaglia, capogruppo M5S

Prendetevi una pausa dalla campagna elettorale permanente.

LA VITA NON È UNA CONTINUA CAMPAGNA ELETTORALE. DATEVI PACE. Sarebbe, Ma è solo una nostra opinione, il momento di mettere un freno a questa continua campagna di promozione politica in cui sono assenti temi e visione di una Città Futura. Va bene rispondere alle esigenze improvvise del momento, quelle che quelli bravi chiamano contingenze, però bisogna anche respirare e dare se possibile ai cittadini una immagine di quello che nel lungo periodo in cui tu da un’amministrazione si vorrebbe si potrebbe fare. Ci sono molti giorni in cui fake news e veline stampa di accusa incrociate fioccano salvo interrompersi per atti bipartisan che aspettavano da tanto tempo e che non erano (colpevolmente) stati messi in cantiere.

Sarà la mancanza dell’Italia ai mondiali, Sara che la lunga estate è già cominciata, si è voluto confondere la politica e l’amministrazione cittadina per articoli di quelle che viste che sono comuni sotto gli ombrelloni e se è così fate una bella cosa andate al mare e rinfrescatevi vedere facendo i tuffi a prima mattina.

Orvieto, 14 giugno

Le truppe della V Armata americana, che risalivano la parte occidentale della regione, e quella della VIII Armata britannica, che avanzavano nella parte orientale, fra giugno e luglio di quell’anno riuscirono a scacciare l’esercito tedesco dall’intero territorio umbro. Ad Orvieto questo avvenne il 14 giugno 1944, non senza il sostegno della popolazione il cui impegno spesso viene ricordato.

Al netto delle posizioni politiche e di solito marciano su questo argomento è giusto che il 14 giugno venga riconosciuta è ricordata Orvieto Città Aperta ed è interessante ricordare come furono il senso dello jus belli degli ufficiali che si diedero battaglia sui fronti opposti e la struggente bellezza di Orvieto a salvare dai bombardamenti la parte storica della città. È una storia che, comunque la pensiate, vale la pena conoscere. Leggetela su Orvietonews.

Non siamo pedine

CONTROCORRENTE: NON NON FACCIAMO INCIUCI SOTTOBANCO –

È stata data notizia che Angelo Lombardozzi, ex candidato negli anni passati a sostegno della Stella in Comune e con anni di lavoro in ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, si sarebbe messo d’accordo con imprecisati esponenti del M5S per tentare una lista unica con Lega e Movimento. Viene specificato che per la parte locale da mettere in lista in quota MoVimento 5 Stelle sarebbe stato considerato qualcuno di alternativo all’irriducibile Lucia Vergaglia.
Ecco questa è l’unica parte della notizia che possiamo commentare in maniera pertinente, essendo un dato di fatto che la portavoce di Orvieto ha le mani libere e gestisce il rispetto del programma elettorale col quale si è presentata ed è stata eletta, il rapporto col territorio e coi cittadini, con onestà intellettuale e capacità di dialogo ma senza compromessi.
Oltre a questo va però analizzato il contesto che è il seguente: fino ad oggi il MoVimento 5 Stelle non ha mai fatto accordi pre-elettorali con nessuno e non ha presentato liste miste soprattutto con vecchi volponi della politica. Ne consegue che quella dichiarata ai giornalisti da Lombardozzi sembra quasi della propaganda volta a far immaginare agli elettori del ternano, cui Orvieto appartiene come provincia elettorale, che sia inutile sostenere Thomas De Luca del MoVimento 5 Stelle al ballottaggio in quanto i giochi sarebbero già fatti a favore della Lega. Al tempo stesso appare essere un tentativo molto maldestro di self merchandising del quale ci si pone in offerta libera dicendo di avere a disposizione certi nomi e certi contatti, sullo stile di quella vecchia politica che proprio il MoVimento 5 Stelle intende mettere alla porta. In ogni caso per noi è una medaglia al valore quella di essere considerati come un pericolo per chi ha una storia di cambi di casacca ed un approccio politico non votato a temi e programmi ma che invece esordisce sin da subito parlando di nomi, poltrone e sistemi di relazioni.

Aspettiamo comunque smentite o conferme dell’inciucio dai diretti interessati citati per nome da Lombardozzi (cioè Riccetti, Olimpieri e Sacripanti) e nel frattempo, qui di seguito, il commento della portavoce del MoVimento 5 Stelle di Orvieto, l’avvocato Lucia Vergaglia

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«Con una curiosa quanto comprensibile tempistica, dal momento che in questi giorni sono distante da Orvieto, è divenuto di dominio pubblico un bizzarro teorema che compare tra le odierne notizie locali. Pare che si vada formando un esperimento di minestrone politico già visto, anzi molto consueto specialmente al livello locale, che potrebbe comprendere una moltitudine di forze, protagonisti ed esponenti della vita pubblica, politici di lungo corso e astri nascenti presi dalla società civile tra i quali rientrerebbe, a leggere il giornale, una sorta di Movimento 5stelle in versione addomesticata, riveduta e corretta.
Non avendo riscontri personali il mio commento non può che essere che su quanto letto sulla stampa da edicola.
Innanzitutto ritengo che si debba sempre avere rispetto per l’esercizio della democrazia in tutte le sue forme di espressione anche se, da quanto delineato, quello di Lombardozzi si definirebbe un fenomeno preconfezionato a puri fini elettorali con lo scopo di utilizzare simboli e segni distintivi per essere attrattivo di trasversali ed indifferenziati consensi, al netto dei contenuti, e consiglieri eletti per rispondere ad un elettorato e portare avanti un programma da utilizzare invece come pedine.

Ebbene, personalmente ritengo che questo modus operandi oltre ad essere anacronistico sia diametralmente opposto ed in antitesi rispetto alla identità ma soprattutto ai principi cardine che hanno da sempre caratterizzato il MoVimento 5 Stelle e la sua attuale affermazione come forza di governo. Queste le cose ad oggi e, se permettete, ci sono problemi più urgenti da affrontare ed opportunità importanti da cogliere piuttosto che lasciarci distrarre dal gioco della politica “degli scambi delle figurine”, come quelle che vendono in edicola e che i ragazzi a scuola scambiano per completare un proprio personale album. Io non ho quel tipo di esperienza, come ogni ragazza di quegli anni preferivo i vinili dei gruppi Pop.»

Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.

Le sfide future del lavoro si affrontano oggi.

AFFRONTIAMO OGGI LE PROSSIME SFIDE DEL FUTURO.

Era lo scorso novembre ed a Palazzo dei sette Organizziamo un incontro sulle problematiche del lavoro prossimo venturoe sull’idea che avevamo noi per affrontare e superare la naturale crisi che l’innovazione avrebbe potuto portare sui territori. Si partiva dal progetto del MoVimento 5 Stelle animato dal professor Domenico de masi, e con la presenza di una delle relatrici la portavoce alla Camera dei Deputati Tiziana ciprini, da cui è scaturito il libro lavoro 2025. A questo avevamo affiancato una serie di iniziative locali che poi sono state trasformate in atti al consiglio comunale approvati all’unanimità Anche dalla destra e dalla sinistra che in questo momento è maggioranza ad orvieto. La questione è molto semplice e riguarda tutti: Come si può affrontare la perdita e la necessaria riqualificazione del Lavoro in presenza di un automazione talmente spinta da permettere che arrivino a sostituire le persone dei veri e propri robot.

Va detto che in molti avevano scosso la testa perché l’impatto di tecnologie e di robotica sembra in questa regione è ancora molto lontano. Questo Almeno fino ad oggi cioè a pochi mesi di distanza da quando cominciavamo ad ammonire gli amministratori e i lavoratori di quanto ci aspettavamo che potesse accadere rapidamente. Adesso il problema c’è è reale e tangibile anche nella nostra regione ed in questa provincia visto che a Terni, proprio alla Acciai Speciali che ne é la fabbrica simbolo, stanno arrivando i primi robot.

Ora che il problema è dato concreto c’è una possibilità che si cominci a ragionare su questo nuovo modello del rapporto tra lavoro innovazione formazione e reddito che Deve necessariamente essere declinato sui territori anche dalla politica locale. Infatti in quello stesso convegno, Lucia vergaglia consigliera comunale del MoVimento 5 stelle, pose una serie di punti di riferimento che sono divenuti parte dell’azione di governo della città anche se partiti dalla nostra opposizione. Si tratta di in dov’è che anche le macchine comunali come abbiamo cominciato a fare noi qui ad Orvieto.

Innanzitutto il comune deve prendere l’iniziativa a diventare sede di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e punto di riferimento della formazione e riqualificazione dei lavoratori cosa che adesso è possibile grazie ad alcune modifiche normative. Prima infatti era tutto demandato agli sportelli provinciali Ma la provincia è stata quasi del tutto spogliata di risorse e quindi almeno che non sei nel capoluogo ha molte difficoltà a rinnovare se stessa e ad incidere nella vita dei cittadini. Il comune è diverso è molto più vicino alla realtà del territorio e può disporre, tra servizio civile ed alternanza scuola lavoro, anche di risorse aggiuntive che se correttamente indirizzate, assieme al personale riqualificato del comune, possono reagire più rapidamente di quanto si è visto fare fino a ora. A questo raggiunta la necessaria innovazione degli Statuti cioè delle costituzioni su cui si basano i comuni stessi, le quali sono autonome per ogni singolo comune, e che devono indicare che la macchina amministrativa possa incidere e puntare alla migliore e massima occupazione del territorio dando così spazio alla politica ed alla funzione regolatoria dei comuni per rimuovere le eventuali barriere al lavoro ed avvicinare maggiormente alla cultura dell’occupazione stabile e di qualità sia L’impresa che i cittadini stessi. In realtà è un primo passo lo facemmo quando facemmo a approvare che il csco, cioè il centro studi città di orvieto, non si limitasse alle proposte universitarie soprattutto per gli stranieri Ma si comincia a essere impegnati nella formazione continua Ed in quella obbligatoria dei professionisti. Insomma le sfide ci sono ed in presenza di una più moderna organizzazione comunale anche qui nel piccolo del territorio possiamo fare la nostra parte perché non si venga colti di sorpresa con l’arrivo della robotica e dell’Agricoltura di precisione basata anche sui droni. Piuttosto vogliamo governare questo processo per diventare una area di riferimento e favorire Il ritorno dei tanti giovani che si sono Allontanati e perché no la residenzialità dei nuovi lavoratori.

E per farlo servono innovazioni non solo culturali o tecnologiche ma anche di funzionamento delle macchine amministrative e noi le abbiamo messe in campo da tempo pur essendo all’opposizione come minoranza compressa tra un ex maggioranza dei tempi di Toni Concina ed una maggioranza che invece ha portato elettoralmente al successo Giuseppe Germani. Ecco noi ci siamo dimostrati in grado di guardare oltre e mantenere la nostra prospettiva alternativa ad entrambi virgola senza gettare ciò che di buono hanno saputo fare e senza limitarci a fare una sterile politica del no. In realtà siamo quelli che stanno tracciando le linee del prossimo futuro e di una Orvieto in grado di cogliere le sfide che ci arrivano progresso punto

La discussione sulla sfiducia

E SE FIRMASSI LA MOZIONE DI SFIDUCIA E CI FOSSERO I VOTI?
COS’ALTRO POTREBBE ACCADERE?
Pur in assenza dei motivi quali infiltrazioni mafiose, piano urbanistico o bilancio, che ai sensi dell’art.141 del Tuel costringono enti esterni al Comune quali il Prefetto di Governo o il Ministro dell’Interno affinché pongano anticipatamente fine all’amministrazione, arriverebbe l’egregio e sconosciuto Commissario straordinario prefettizio, in pratica un dirigente esterno il quale plausibilmente potrebbe non conoscere le problematiche del territorio ( magari non lo ha mai visto da vicino) oppure la storia politica pregressa, né tanto meno potrebbe interessargli l’intricato, contraddittorio e fallace percorso di quest’amministrazione e soprattutto, cosa ben più grave, comprendere le esigenze di imprese e famiglie.
Inoltre, non trovando il Comune in stato di per – dissesto su quali profili di urgenza dovrebbe operare?

Di certo NON sarebbe tenuto tutelare la città reagendo contro lo strapotere della Regione, dell’assessore Cecchini in particolare in quanto diretta responsabile del placet all’allargamento della discarica in spregio al più volte espresso veto unanime del Consiglio Comunale.

NON sarebbe tenuto a fronteggiare in maniera risoluta e agguerrita l’arrivo di conferimenti provenienti da altre zone sia dall’Umbria che da fuori Regione sulla scorta di qualche emergenza rifiuti altrui.

NON sarebbe tenuto a principiare l’azione legale proponendo il ricorso presso il TAR contro Acea con la quale si richiederebbe quanto meno la sospensiva.

NON sarebbe tenuto a tentare di riaprire un dialogo con l’ingombrante “padrone di casa” Acea al fine di trovare margini di accordo sulla possibilità di realizzare un’impiantistica pulita sul territorio.

NON sarebbe tenuto a cercare e prendere iniziative e misure per incentivare politiche di sviluppo e lavoro.

NON sarebbe tenuto ad ascoltare gli operatori commerciali per sviluppare idee e progettualità sulla base delle loro istanze.

NON sarebbe tenuto a promuovere piani di marketing territoriale, predisporre un calendario degli eventi culturali, e pianificazioni a lungo termine nel settore turistico.

NON sarebbe tenuto ad improntare il proprio intervento temporaneo con nessuna nuova operazione volta a migliorare la qualità della vita come l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro come l’istruzione, la formazione, lo sport, le politiche sociali,

NON sarebbe tenuto a mantenere il riconosciuto ruolo di capofila di Orvieto nelle Aree Interne con una consequenziale ed assurda perdita di opportunità di sviluppo.

NON potrebbe proseguire incisivamente l’attività di indagine e coordinamento nel Contratto di Fiume e con la dovuta attenzione al problema dell’inquinamento da mercurio sollevato dal MoVimento 5 Stelle di Orvieto con risonanza nazionale dopo venti anni di indecente silenzio.

NON sarebbe tenuto a mantenere il modello di coordinamento dei 20 sindaci del circondario che perderebbe forza di azione e anche pressione politica, anzi senza Orvieto ne cesserebbe la sua ragion d’essere con un probabile effetto di chiusura alle opportunità di un agire coeso.

NON sarebbe tenuto, il commissario prefettizio, ovvero soggetto amministrativo esterno, a rispondere ai cittadini elettori in merito alla concreta realizzazione di un programma di governo e delle prospettive che hanno ottenuto la maggioranza democratica.

NON sarebbe tenuto ad agire in termini di prospettive, tanto è vero che di commissari che abbiano sostituito sindaci portando avanti una agenda strategica quasi non ce n’è traccia qui in Italia, e persino in termini funzionali l’assenza di assessori ridurrebbe i margini di approfondimento, recepimento ed operatività costringendo di fatto ad operare per scelte minimali.

NON avrebbe più un consiglio che veda rappresentate tutte (o quasi) le sensibilità cittadine a cui rendere conto in merito a scelte od omissioni

NON potrebbe disporre della quantità di commissioni ed incarichi delegati tipici della assise elettiva.

In cambio di tutte queste meraviglie ciò che di solito fa un Commissario è l’interesse economico contabile non dei cittadini, ma dell’Ente Comune comprimendo i fondi disponibili per ciò che non sia essenziale, mettendo i servizi a domanda individuale (mense scolastiche, scuolabus, accesso a misure di sostegno economico e socio- assistenziale per le fasce di cittadini più deboli ecc.ecc.) con le aliquote maggiorate e potendosi esimere da ogni confronto e discussione.
Però, chissà poi siamo fortunati e ci mandano un Don Matteo col sorriso rincuorante, una parola buona e saggia per tutti e, perché no, anche una benedizione.

E’ da insensati inconsapevoli permettersi un tale insulso ottimismo e per una mozione di tale e perdurante portata per la vita di una città è obbligatorio valutare e misurare i pro ed i contro di ogni scelta, e così ho fatto, nonostante i vani tentativi di condizionamento a arrivati da più parti.

Perché in una onesta ed oggettiva lettura della realtà dei fatti a fronte degli ingenti rischi per la vita della comunità di Orvieto e dei suoi singoli cittadini nell’immediato ci sarebbe qualche titolo a caratteri cubitali DESTRA, SINISTRA E CINQUE STELLE HANNO AFFONDATO IL SINDACO Giuseppe Germani.
In effetti le foto di gruppo a corredo degli articoli di cronaca politica sarebbero un pochino troppo affollate di protagonisti di questo colpo di stato piccino, piccino di cui prendersi l’epocale merito!
Eccoci si arriverebbe banalmente ad aprire anzitempo un’estenuate e lunghissima campagna elettorale della quale, giustamente, gli unici a beneficiarne sarebbero gli organi di stampa.
Ma il beneficio per gli orvietani ancora non è chiaro, però!

Eppure, ricordo che l’amministrazione di Toni Concina che si trovava in una situazione emergenziale ben diversa (altro che beghe di segreterie e dispettucci per interessi di partito, affermazioni personalistiche e ricerca di ribalta di vecchie glorie in attesa di trovare una nuova residenza politica) fece i salti mortali per evitare il baratro della sospensione dei poteri ordinari e straordinari giungendo stremata, ma purtroppo con essa i cittadini tutti, alla naturale scadenza di mandato.

Orbene, il MoVimento 5 Stelle di Orvieto in questi anni di politica consiliare non ha fatto né alleanze, né accordi o patti di non belligeranza con alcuno schieramento o singolo partito. E’ per questo che le nostre battaglie e le proposte sono stare sempre portate avanti in maniera autonoma, senza chiedere permesso a chicchessia e con le mani libere.
Si è scelto di incarnare con responsabilità e senza compromessi i principi fondati dell’M5S con una minoranza ragionata e costruttiva, mai assuefatta dal ruolo di ferocia che ci viene superficialmente attribuito
( e fuori da ogni modestia è questo un risultato conseguito che va rivendicato con fierezza ) senza la necessità di scadere nella consueta, inefficace e, a tratti patetica, lotta al nemico.

Un sindaco uscente va sfidato a viso aperto come avversario qualora se ne abbiano i contenuti, gli argomenti, e soprattutto il coraggio.

Consiglio comunale 2 marzo 2018

Venerdì 2 marzo consiglio comunale ad Orvieto e si discute dando una serie di temi rilevanti Anzi importanti per i cittadini. Su tutti spicca il bilancio preventivo ed il documento unico di programmazione nei quali è scritto ciò che si farà del prossimo periodo ed in pratica che presentano non documenti consuntivi sui quali possiamo intervenire in maniera molto creativa ma piuttosto le scelte che fa l’amministrazione. In pratica in questi documenti è scritto cosa scegliamo dal menù dei possibili lavori pubblici e delle possibili iniziative che un comune può immaginare di fare. Pur non potendo anticipare nel merito quali saranno le posizioni che prenderemo all’interno dell’assise consiliare alcune cose le dobbiamo dire: Innanzitutto non è il nostro programma ed il tipo di bilancio che vorremmo in quanto manca ancora di quella caratteristica per la quale ci siamo battuti che è la partecipazione cioè la possibilità di dare voce ai cittadini per scelte dirette in prima persona su quali E quante risorse Dovranno andare nelle singole voci di questo bilancio, poi l’ordine gerarchico delle scelte che da parte nostra avrebbe visto ben altri tipi di azioni prioritarie.

Tuttavia dobbiamo ammettere che il corposo insieme di attività di proposta e pressione cioè quella che noi chiamiamo fiato sul collo ha dato i suoi frutti tante ma davvero tante iniziative la firma di Lucia vergaglia o più In generale del MoVimento 5 Stelle della città di Orvieto sono state a vario titolo inserite nelle attività progettuali promosse dal documento unico di programmazione ed anzi di queste, se saranno approvate, n’è già previsto il cronoprogramma attuativo e realizzativo.

Il diavolo però è nei dettagli quindi vai che hai visto non solo cosa verrà messo in condizione di essere realizzato ma anche il Come e il chi saranno importanti.

Quindi nel ricordare che per tutti i cittadini è importante esserci e farsi vedere durante i momenti come quello del Consiglio Comunale ed esercitare il proprio ruolo di datori di lavoro dei consiglieri comunali e di responsabili del proprio metro quadro di territorio cittadino vogliamo anche aggiungere che in queste 24 ore continuiamo a raccogliere le segnalazioni da portare All’attenzione del consiglio in forma di comunicazioni o interrogazioni immediate quindi se volete e se ne avete segnalatecelo attraverso il modulo contatti del sito o di nostri profili social.