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Consulta sviluppo. Conclusione fase di ascolto.

LA PRIMA FASE DI ATTACCO DELLA CONSULTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELL’ORVIETANO SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE. DOPO IL CONFRONTO CON IL CENTRO STUDI SI DOVRÀ TRASFORMARE IN ATTI OPERATIVI QUANTO DISCUSSO.

Abbiamo avviato un processo di confronto con le forze cittadine che propongono visioni ed interessi contrapposti in relazione allo sviluppo economico del territorio orvietano. Adesso concludiamo il ciclo con l’audizione ed il confronto con gli attori del bollettino della situazione economica e sociale dell’orvietano che fanno capo al centro studi città di Orvieto Csco. Con loro la valutazione agli attuali punti di forza e debolezza, alle aree critiche ed alle opportunità di sviluppo che è possibile perseguire alla luce della nuova condizione della Regione Umbria divenuta regione di transizione e del nuovo budget europeo che pone obiettivi diversi e mette a disposizione nuove risorse quali, a titolo di esempio, i 2,8 miliardi nel comparto cultura e creatività e per i quali occorre essere preparati per tempo per quanto, a differenza di altri comparti che possono influenzare lo sviluppo economico come ad esempio l’industria, sono immediatamente attivabili e non hanno bisogno di quelle infrastrutture fisiche per le quali occorre un tempo non breve e che devono seguire una programmazione molto più lunga e quindi sono meno adatte ad interventi in breve periodo e che, comunque, si avvantagerebbero comunque di un ambiente più creativo, quindi innovativo, e culturalmente più attrattivo.

Si da spazio comunque anche la programmazione di lungo periodo ed a possibili interventi su conseguenze immediate, ci saranno infatti anche le ultime attività di approfondimento di quest’anno, ad esempio incontreremo i responsabili dei taxi , e per le ultime iniziativa di verifica di questa tornata.

Qui di seguito la nostra portavoce ad Orvieto in Umbria Lucia Vergaglia.

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Cibo e turismo. Dossier Orvieto.

SUPERCHEF O TRATTORIE? ORVIETO CLASSICO O BOLLICINE? CHI SI OCCUPA DI TURISMO PER IL COMUNE HA PROMOSSO UNA DISCUSSIONE PARTECIPATA NEL NOSTRO COMUNE OPPURE È STATO A GUARDARE?

Eppure Orvieto dovrebbe essere uno dei punti di riferimento nel panorama italiano. Ai tempi della prima edizione di Orvieto con gusto neanche se riusciva a passare per il corso dalla gente che andava in giro calici alla mano per degustazioni. Oggi purtroppo non è più così. Il quadro generale italiano invece rappresenta molte potenzialità, alcuni Trend a cui agganciarsi e certamente una crescita generalizzata dell’interesse di chi viene da altre nazioni per fare turismo enogastronomico. Con 223 i milioni spesi nel 2017 i visitatori internazionali rappresentano per l’enogastronomia un incremento del 70% rispetto alla spesa del 2013 (131 milioni). Tuttavia, complice anche il cambio del mercato e l’affermarsi delle piattaforme di confronto dei prezzi online, il corrispondente incremento della spesa totale per vacanza nello stesso periodo è stato sensibilmente inferiore (+18,4%). Va detto che dalla spesa commerciale e dell’accoglienza va probabilmente anche sottratto l’aumento delle tariffe tra parcheggio, trasporti interni e tassa di soggiorno, che drenano dal mercato alle amministrazioni locali Ma su questo gli studi non sono univoci e sicuramente le amministrazioni dalla loro possono affermare che c’è un effetto Leva dov’è quelle tariffe e Quelle tasse di soggiorno vengono riutilizzate appunto per scopi turistici. È il caso più evidente del successo di alcune località su altre, non accade invece dove gli stessi accessori del comune vantano un atteggiamento opposto dicendo che i turisti sia vantaggio no Ad esempio dell’illuminazione pubblica Quindi quei soldi possono essere orientati al pagamento degli interventi correnti , quindi anche delle bollette , relativi ai lampioni. Ad Orvieto ad esempio andata così.

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CULTURA, TURISMO E LAVORO

A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUL SITO TURISTICO DI ORVIETO NON DOVREMMO AVERE MAGGIORI ATTENZIONI PER TUTTO IL COMPARTO?

In #Italia circa la metà dei musei non dispone di un sito web, un account social, contenuti in lingua straniera o personale che parla inglese. Siamo la terza economia del continente, ma siamo anche tra i meno informatizzati d’Europa.

Secondo Oxford Economics, se sviluppassimo l’economia turistica investendo sui contenuti online e allineandoci con la media europea, il Pil crescerebbe di circa l’1% e la domanda turistica del 10%, un dato quantificabile in circa 250mila nuovi posti di lavoro.

Questo al netto delle considerazioni sullo nuovo bilancio europeo che porta i fondi per la cultura a 2,8 miliardi di euro.

Assieme al Csco Centro Studi città di Orvieto) prossimo incontro della consulta per lo sviluppo economico dell’orvietano approfondiremo anche questa tematica con un occhio volutamente di prospettiva che superi le prossime elezioni e che metta a fuoco le situazioni su cui puntare nei prossimi anni.

Istat – Istituto Nazionale Di Statistica: https://goo.gl/JtuzKJ

Oxford Economics: https://goo.gl/omv8JK

Il Sole 24 ORE: https://goo.gl/46xzM4

Corriere della Sera: https://goo.gl/gmS1xY

Il Fatto Quotidiano: https://goo.gl/69BPZX

Gli Stati Generali: https://goo.gl/dWvUfx

#LincMagazine: https://goo.gl/44mtDf

Lo spreco dei siti…

L’ASSESSORE VINCENTI ANNUNCIA UN ENNESIMO SITO WEB DEDICATO AL TURISMO. MA UN NOSTRO ATTIVISTA CI SPIEGA CHE QUELLI ESISTENTI IL COMUNE NON LI FA FUNZIONARE.

A parte che la Cassa di Risparmio attraverso la fondazione ha finanziato un portale specificamente dedicato a lavorare con il comune di Orvieto per favorire il turismo e segnalare gli eventi con quasi €30000, e che questo già è soggetto ad interrogazione in consiglio vogliamo raccontare la storia di Visit Orvieto, creato da un nostro attivista in risposta delle tante provocazioni dell’assessore anzi dell’ex assessore Gnagnarini che era solito postare sul proprio profilo Social e diffondere a mezzo stampa immagini come questa:

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Centro, non parco giochi

COMINCIA LA PROPAGANDA ELETTORALE CHE DA UN LATO SPINGE ALLA CESSIONE DEI GIOIELLI DI FAMIGLIA (EX CASERMA, EX OSPEDALE, PALAZZI DEL POPOLO E DEI SETTE) E DALL’ALTRO PARLA DI “SFRUTTARE” ANCORA LA RUPE.

Va detto con chiarezza che per il MoVimento 5 Stelle la Rupe è una delle parti della città anzi è il suo centro storico e vitale e non è il parco giochi dei turisti ma un luogo da vivere e conoscere nel quale accogliamo i visitatori ma nel quale è necessario ricordarsi che è la radice storica ed il luogo dove vivono i cittadini. Non è un parco giochi che apre i cancelli e dove tutto è finto e messo a disposizione per chi paga il biglietto. Al contrario è un luogo dove tutto è autentico proprio perché è vissuto in prima persona dagli orvietani.

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Dumping alberghiero

I PREOCCUPANTI DATI SULL’EVASIONE FISCALE NEL COMPARTO DELL’ACCOGLIENZA NEL VICINO LAZIO PROSPETTANO UNA DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO A SFAVORE DEI NOSTRI OPERATORI.

Per ora è solo un sospetto giustificato dall’analisi sommaria delle notizie e dal fatto che, come forze politiche, siamo tutti attenzionando il fenomeno della evasione localizzata nel territorio orvietano e quindi stiamo mettendo in regola quei nostri operatori che non rispettano le discipline formali e sostanziali della fiscalità nel campo della accoglienza. Anzi nell’ultimo consiglio comunale c’è stato un acceso dibattito proprio su questo tema ma in relazione a un numero non elevato di casi desumibile dal fatto che stiamo parlando di cifre comunque ridotte.

Diversa pare essere la situazione del vicino Lazio che nelle indagini della Guardia di Finanza risulta strutturalmente meno disciplinato dei nostri territori. Tecnicamente questo Delta, cioè questa differenza tra le imposizioni e la capacità di recuperarle nelle due regioni e nei territori , rappresenta una distorsione del mercato della accoglienza turistica , una stortura che lede alla concorrenza tra operatori economici. Di base sarebbe compito dello Stato intervenire in questi casi ma come comune non possiamo lavarsene le mani e lasciare da soli i nostri operatori e quindi quantomeno dobbiamo portare l’attenzione, ed il dibattito, su tale questione e fare in modo che nel patto di amicizia tra le città di Orvieto, Bolsena e Bagnoregio questo del massimo equilibrio fiscale tra gli operatori del turismo, della ristorazione e dell’accoglienza diventi un punto di qualità forte e che eviti la creazione di condizioni di dumping a a sfavore delle nostre imprese.

Diversamente si rischierebbe una gara al ribasso che deprimerebbe l’economia di questo comparto importante per i nostri territori.

Le sedi di discussione per i rappresentanti del comune ad Orvieto sono essenzialmente tre:

  1. La Giunta del Sindaco
  2. Il Consiglio comunale
  3. La Consulta per lo sviluppo economico.

Da parte nostra la questione la porteremo in consulta ed eventualmente dalla consulta la trasferiamo al Consiglio comunale però ripetiamo ancora, se fosse il caso, che la questione va dibattuta ed analizzata dato che non si tratta di certezze ma di scenari che, comunque, vanno affrontati e conosciuti nel dettaglio. Per questo non vogliamo che tale questione resti come la polvere sotto il tappeto a cui ci ha abituato un certo modo di amministrare degli ultimi 10 anni. Sopratutto perché poi i nodi vengono al pettine.

Citofonare Touring club

INCREDIBILI LE ASSENZE DEI BORGHI ORVIETANI TRA LE GUIDE TOURING DEL CENTRO ITALIA

Abbiamo doverosamente chiesto notizie ed approfondimenti sulle scelte editoriali del Touring Club e un chiarimento: ” Quali sono le loro pubblicazioni che parlano specificamente dei borghi del territorio orvietano”
Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara, Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Pian del Vantaggio, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, … mancano del tutto.

Ma anche da Città della Pieve a Narni una intera area della regione Umbria risulta assente eccezion fatta in relazione al turismo religioso. Le scelte redazionali dell’editore sono libere ma la nostra domanda sui motivi o su prossimi volumi che riguardino il nostro territorio è stata trasmessa a firma di Lucia Vergaglia.

Lucia Vergaglia M5S
Lucia Vergaglia M5S

Aspettiamo risposta ma siamo positivi siamo certi che molto probabilmente è già in valutazione e studio una prossima pubblicazione sui nostri territori. Fossimo noi l’amministrazione avremmo invitato i responsabili del Touring ad un incontro con una visita guidata a una parte meno conosciuta e visitata ma altrettanto meritoria dei nostri territori. Ed avremmo colto l’occasione per presentare l’albo delle nostre denominazioni comunali De.Co. ma al governo cittadino non ci siamo noi.

LUCIA VERGAGLIA ALLA SEGRETERIA DELLA CONSULTA

PARTE LA CONSULTA ECONOMICA. MOLTE LE PROPOSTE M5S MA PRIMA LA SODDISFAZIONE PER LA UNANIME APPROVAZIONE DI LUCIA VERGAGLIA ALLA SEGRETERIA.

Si avvia la Consulta per lo sviluppo economico del orvietano con la immediata nomina di Lucia Vergaglia, consigliere portavoce del MoVimento 5 Stelle, alla Segretaria della consulta da parte delle categorie e degli operatori economici.

Un riconoscimento personale della competenza, capacità pratica e di sintesi politica che non era affatto scontato e che supera i tanti dubbi che negli anni scorsi seminava chi ci accusava di dilettantismo ed ancora una volta oggi è smentito dai fatti.

Subito a seguire ci sono stati i primi confronti sui primi atti e sulle prime questioni da affrontare e depositate le prime proposte da parte di Vergaglia.

“Sono onorata. Siamo da sempre in prima linea nella nostra città e nel nostro territorio per migliorare la qualità della vita e la possibilità di cittadini e imprese ho il dovere di dare il meglio avendo l’occasione di farlo. Da subito abbiamo portato delle prime proposte ma è importante la partecipazione dei cittadini e degli Imprenditori che segnalino a loro volta, alla consulta, gli argomenti che intendono far approfondire scrivendo al comune all’attenzione della sottoscritta o della presidente Cotigni. ” (Lucia Vergaglia M5S)

Focus sul cicloturismo

IL CICLOTURISMO È TROPPO SPESSO ABDICATO ALL’INIZIATIVA PRIVATA MENTRE NEL PUBBLICO PER IL QUALE MANCANO PROPOSTE ED IDEE. NOI PERÒ SIAMO CONTROCORRENTE E CI VOGLIAMO PUNTARE IN MANIERA RIVOLUZIONARIA.

Innanzitutto dobbiamo chiarire che tra le prime attività del sindaco Germani ci fu quella di invitare ad Orvieto un proprio consulente per il turismo . Fu proprio in una pubblica audizione che quindi dai banchi della amministrazione vennero fuori, scandite nettamente, le relazioni positive in termini economici tra la lunghezza in chilometri delle aree ciclabili e l’indotto turistico.

Quindi almeno a parole questa amministrazione ha voluto indicare nel cicloturismo una possibile risorsa economica su cui puntare. Quello che però salta subito agli occhi è proprio il fatto il comune non si mai conseguente a quanto dice. E così tutte le idee e le proposte che venivano dai loro stessi consulenti non sono state seguite e sono state lasciate nei cassetti ad impolverarsi insieme ai famosi dossier dell’ex sindaco.

Dal nostro punto di vista invece la canzone ancora più semplice e bastava partire dalla considerazione che nei comuni dove sono applicate delle buone pratiche relative al cicloturismo i ritorni economici non mancano e dalla considerazione che in genere questi comuni e questi territori sono contigui tra loro ed a certe specifiche direttrici, Insomma che i comuni facciano parte di una strada battuta e che colleghi altre strade battute.

Così abbiamo voluto approfondire anche con i nostri parlamentari europei possibili sviluppi di una strategia legata al cicloturismo che possa essere inserita nei circuiti internazionali.

Noi abbiamo molti punti di forza ed una certa vicinanza a direttrici importanti. E poi abbiamo unicità da condividere con i viaggiatori che possono passare del tempo in territori come il nostro. Infine, che non guasta, abbiamo una importante tradizione sportiva.

In questi ultimi anni non c’è stata invece da parte della amministrazione una condivisione territoriale, e neppure strategica, delle prospettive legate a questo tipo di approccio al ciclismo ed al turismo. Quello che manca in termini di visione di lungo periodo si vede perfettamente anche nelle piccole cose, ad esempio durante questo anno dedicato allo sport con Orvieto, a parole, comune europeo dello sport, abbiamo lasciato il Velodromo in condizioni disastrose, dell’abbandono più totale. Come possiamo quindi credere a coloro che diranno di avere delle idee e delle proposte per il cicloturismo dati questi precedenti?

UNESCO E DINTORNI

CANDIDARE IL DUOMO A PATRIMONIO UNESCO? VA BENE MA DITECI A FRONTE DI QUALE COSTO E PER QUALE RITORNO?

Un recente studio di PricewaterhouseCoopers (PwC) su “Il valore dell’arte”, citando come esempio il forse non molto noto indice Rac – una misura del ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco – che vede gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all’Italia, vantare un ritorno commerciale di 16 volte quello italiano, mentre i numeri di Francia e Regno unito si assestano tra 4 e 7 volte quelli italiani.

Per capirci bene il fatto è che i siti Unesco del nostro Paese godono di uno scarso ritorno commerciale.
Forse perché grande contribuente dell’Unesco in generale, l’Italia non compare tra i finanziatori volontari dello specifico fondo World Heritage dell’organismo della Nazioni Unite (ci sono Francia e Germania). Il nostro Paese ha ridotto anche i contributi obbligatori a 122mila euro annui (non ancora versati al 30 giugno 2016). Quattro anni fa erano 163mila. Il Giappone ne versa 316mila, l’ Inghilterra appena più di noi, la Cina, che ci tallona per numero di siti (50), paga il doppio della Penisola.

Oppure il problema è che i sistemi culturali, museali e dell’accoglienza turistica non lavorano assieme in sinergia come accade invece in altri Stati? Sta di fatto che Sgarbi, in una sua recente polemica, coglie esattamente un punto che a noi sta molto a cuore e cioè quello che non esistono bacchette magiche e non basta fregiarsi di un logo attorno al quale poi fa ruotare una serie di iniziative ma piuttosto bisogna lavorare se un sistema complessivo che comprenda ed abbia al centro punti di riferimento come il Duomo di Orvieto e la tua magnifica facciata come annunciato ad esempio proprio dall’Opera del Duomo ma che non si limiti a quello. Ben venga quindi ogni iniziativa di inserimento nella World Heritage Unesco ma non dobbiamo credere affatto che questo rappresenti una capacità di incremento sostanziale come accade invece in altre nazioni che hanno un patrimonio molto minore del nostro e quindi meno alternative tra cui scegliere.

Quanto al conflitto che si potrebbe innescare tra siti UNESCO con il confronto artificiale che si cerca di creare tra le nostre risorse monumentali ed il progetto di valorizzazione della biodiversità del Monte Peglia , che la nostra portavoce Lucia Vergaglia ha presentato in Consiglio comunale, Ebbene a nostro avviso non esiste anche perché attrae i tipi di turismo diversi essendo da un lato una risorsa naturalistica e dall’altro una risorsa patrimonio storico-artistico. Anzi piuttosto l’uno aggiunge valore all’altro creando un Unicum ad Orvieto che abbia caratteristiche che possono rispondere ai diversi turismi e quindi possa permettere immaginare futuri investimenti nell’accoglienza a 360° non limitandosi ad un singolo tipo di turismo soprattutto non limitandosi al mordi e fuggi nella visitatore del Monumento importante.

Infine deve essere ben chiaro a tutti che le Tentative Lists of States Parties del patrimonio UNESCO possono durare anche 10 anni e che la cosa non è assolutamente priva di costi e di impegno facilmente calcolabile. In effetti anche volendo limitarsi alle spese minime possibili il punto di pareggio nel caso di attese in una lista molto lunga rappresenta comunque un investimento di medio lungo periodo e non una soluzione dei problemi concreti ed attuali.

Comunque è una delle iniziative da prendere in considerazione per l’amministrazione che verrà nel 2019. Ma sarà da affrontare seriamente con gli operatori privati che insistono sul territorio potrebbe essere quella di valutare se candidare all’Unesco l’intero centro storico a fronte di una analisi non campata in aria o basata su serie storiche e dati antecedenti il turismo dei Tripadvisor e dei social.

Ps

Va comunque detto grazie a Sgarbi.