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Fuori dall’Euro

Si parte sabato qui ad Orvieto con le iniziative per dare agli Italiani la possibilità di scelta se restare o meno nell’Euro.

Raccolta Firme. Qui ad Orvieto abbiamo depositato la richiesta in Comune per gli spazi sotto i portici tra Corso Cavour e Piazza della Repubblica, per i primi seggi di raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sulla permanenza nell’Euro che non è un semplice referendum consultivo ma lo strumento con cui è davvero possibile uscire dall’Euro. Nei prossimi mesi faremo base a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo e da marzo 2015 anche nelle frazioni dell’anello esterno di Orvieto (Colonnetta di Prodo, Fontanelle di Bardano, Rocca Ripisena, Sugano, Torre San Severo, Canale) e sosterremo le attività dei comuni limitrofi (Allerona, Ficulle, Fabro, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo ecc…). Inoltre la raccolta continuerà presso la nostra sede (Sportello dei Diritti, Piazza XXIX n.23 – 05018, Orvieto) dove sarà sempre possibile firmare per i prossimi sei mesi.

fuori dall'euroIl M5S è una forza euroscettica non antieuropeista. Siamo una delle forze politiche più attive nel coniugare territori ed Europa e tuttavia veniamo descritti come antieuropeisti come se ce l’avessimo contro i francesi o gli inglesi: non è così!
Abbiamo necessità di poter riguadagnare sovranità monetaria per poter competere con gli altri, per noi l’Euro negli anni si è dimostrata una zavorra da aver liquidato in pochissimi anni conquiste sociali ed industriali ottenute con mezzo secolo di impegno e sacrificio. La libera circolazione in Europa, le istituzioni sovranazionali non sono in discussione, i risultati in termini di comunità l’Europa li ha avuti e li apprezziamo. Questo è il punto: senza l’Euro c’era la Comunità Europea, con l’Euro c’è l’Unione Europea, a noi piace molto il termine “comunità” per quello che rappresentava e dovrebbe rappresentare ancora oggi per degli stati sovrani.

Sabato 13 l’inizio della raccolta referendaria per una legge di iniziativa popolare, un istituto di Democrazia Diretta che è nel DNA del MoVimento: l’iniziativa per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Sarà una legge di livello costituzionale, cioè di pari grado delle nostra Costituzione Repubblicana, e quindi con capacità d’azione sui trattati internazionali. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Ovviamente contiamo di raccoglierne molte di più e, così, invieremo un segnale chiaro : non è soltanto il M5S a chiedere il referendum per l’uscita dall’euro, ma i cittadini italiani tutti. Dovranno assumersi la responsabilità politica d’ignorare una tale richiesta, e senza più alibi dove potranno mai candidarsi?

L’obiettivo vero è superare il milione di firme. Una volta depositata la legge di iniziativa popolare, a maggio 2015, i nostri portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Se approvata, la legge costituzionale che indice il referendum, considerati i tempi tecnici, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita dall’euro con il referendum consultivo.

fuori dall'euro 13 dic

Un processo lungo che permetterà di informare e sensibilizzare le persone che ancora non conoscono a fondo il problema. Nel 1989, non si fece una buona informazione, anzi Prodi disse: “lavoreremo la metà e guadagneremo il doppio”, altri stati hanno fatto scelte diverse e lasciato la libertà sull’Euro ai propri cittadini, come è giusto che sia. Continua a leggere Fuori dall’Euro

Investire sul Natale

E’ ormai definitiva la resa natalizia.

Orvieto, città turistica, non solo non riesce a capitalizzare le vacanze natalizie e l’intero periodo delle feste di Natale, ma si eclissa completamente dai calendari ufficiali di eventi nei giorni del 24 e 25. Persino il vicino borgo di Porano ufficializza  in calendario quelle iniziative che danno il senso di comunità e vicinanza che questo periodo dovrebbe evocare.

Il quadro, al netto delle polemiche e delle imboscate politiche, è chiaro e definito: per anni è mancata una strategia per il turismo nella stagione fredda e ci si è adagiati sul maxievento Umbria Jazz Winter.

Ormai è quasi un mese che abbiamo gettato questo grido d’allarme, ammonendo che in simili condizioni siamo deboli nelle trattative istituzionali con l’organizzazione del maxievento da cui dipende il successo dell’intera stagione in regime di monopolio. E che siamo esposti al rischio di un acquisto dell’evento da parte di altre città. Facevamo l’esempio di Spoleto che è perfettamente in grado di gestire grandi eventi e che già ha “scippato” a Gubbio la fiction Don Matteo, ricavandone introiti notevoli sul turismo mentre è invece di questi giorni il giallo sullo strano sbaglio della prestigiosa rivista del Touring Club, punto di riferimento del turismo informato, che darebbe Umbria Jazz Winter a Perugia. Aggiungiamoci che i consulenti del comune sono stati estremamente chiari dichiarando che Orvieto sta scomparendo dal quadro delle destinazioni turistiche. I campanelli d’allarme ci sono tutti, non ascoltarli e far finta di niente è una scelta legittima, per noi non condivisibile ma legittima.  Tuttavia è una scelta che va fatta in piena coscienza sapendo che poi con quanto ne conseguirà bisognerà poi convivere.

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Altri luoghi, in questa regione nelle regioni confinanti e nel resto d’Italia, hanno fatto della capacità di diversificare l’offerta e destagionalizzare il turismo punti di forza tali da riuscire addirittura a crescere nonostante la crisi. Continua a leggere Investire sul Natale

Pedonalizzazioni e proteste

Quasi tutti i gruppi politici orvietani presenti in Consiglio Comunale hanno deciso di giocare a carte scoperte, anche, soffiando sul fuoco di una protesta locale incentrata sulla pedonalizzazione di  Piazza del Popolo.

I commercianti locali hanno vivamente protestato contro queste iniziative, hanno persino ceduto alla tentazione di farsi strumento delle destre per mettere a rischio l’approvazione del Bilancio nello scorso Consiglio Comunale. Noi capiamo la rabbia per la crisi e la necessità di farsi sentire. Aspettiamo un loro contributo anche perché intanto i cartelli affittasi nei fondi commerciali non sono diminuiti, ma sono aumentati, questo dovrebbe far capire che così sicuramente non va bene. Ma si sa, quando c’è crisi ogni cambiamento viene visto con sfiducia, le posizioni si irrigidiscono e, spesso, arriva anche qualche capobastone che cerca facile visibilità politica.

E’ stata una nostra scelta quella invece di opporci al blocco del Consiglio Comunale richiesto dalle destre. Cedendo in quella sede, è bene chiarirlo, avremmo corso il rischio oggi di avere il Commissario, di veder tornare Equitalia, e di dimenticarci ogni investimento sul turismo per anni ed avere le tariffe e le imposte ancora più care. Forse qualche ricco signore che sostiene la protesta da dietro le quinte ci avrebbe avuto qualche vantaggio per la svendita di questo o quel bene pubblico, ma i commercianti che ci avrebbero guadagnato? Nulla. Ah, si. Una certa minoranza avrebbe gongolato.

E’ opportuno però chiarire la nostra posizione su questa vicenda.

11-06-2007-ID_admin_palazzzo-capitano-del-popolNoi non abbiamo scritto nel programma che vogliamo pedonalizzare Piazza del Popolo. Le soluzioni spot, le pedonalizzazioni a macchia di leopardo e gli esperimenti non ci interessano. Certo Piazza del Popolo ridotta a parcheggio, con una resa minima (meno di 4 euro al giorno per posizione) ci fa pensare che ci sono cento usi migliori che siano al tempo stesso volano d’attrazione valorizzazione e sviluppo.

Nel nostro programma trovate, tra le altre cose questa voce:

Turismo Congressuale (Orvieto città congressuale a piedi). Data la complessità della struttura urbanistica di Orvieto e la posizione geografica del proprio palazzo congressi, vogliamo promuovere Orvieto come “la prima città congressuale tutta a piedi”. Una volta arrivati in città, tutto avviene entro poche centinaia di metri quadrati (convegno, hotel, ristorazione, eventi, ecc). Sviluppo del comparto turismo congressuale nazionale ed internazionale, con relativa incentivazione di eventi e convegni organizzati presso il Palazzo del Capitano del Popolo. Strutturazione di strategie ricettive coordinate fra gli hotel cittadini, per ospitare gruppi congressuali numerosi per tutto l’anno.

Risulta difficile raggiungere obbiettivi del genere mentre i visitatori descrivono l’antico Palazzo del Podestà, il Palazzo del Capitano del Popolo, come un Castello sommerso dalle auto sulla piattaforma TripAdvisor.

orvieto su trip advisorNoi vogliamo una città in grado di garantire un flusso turistico che non debba zigzagare tra le auto, destagionalizzato e che sia portato a circolare in tutte le aree tradizionalmente commerciali. L’illuminazione urbana, la programmazione degli eventi, le strategie di finanziamento europeo come, ad esempio, quella dei centri commerciali naturali che riportano centralità alle botteghe ed agli artigiani, la tempistica della raccolta rifiuti, la lotta alle serrate selvagge come quella natalizia, e le azioni per favorire la vita nelle piazze (Piazza Cahen, Piazza del Popolo, San Giovenale, Piazza della Repubblica e Piazza del Duomo) avranno certamente il nostro sostegno. Una pedonalizzazione di Piazza del Popolo, invece, che comprenda una programmazione di eventi, una pianificazione per i mercati e per le fiere all’aperto, e soprattutto, un serio utilizzo del Palazzo del Capitano del Popolo come centro congressi noi la vogliamo con decisione.

Non ci interessa una pedonalizzazione senza ritorni, ma utilizzare al meglio quello che c’è. In tal senso il M5S ha chiesto, e già ottenuto, mezzi pubblici gratuiti durante le festività. Ora lavoreremo sulla mobilità alternativa e sugli incentivi alla riduzione del numero di auto. La cittadina di Lucca può essere un primo esempio di buone pratiche da cui mutuare iniziative.

Quindi sosterremo le azioni concrete a favore del turismo e del commercio, sosterremo la mobilità pubblica locale e soprattutto, ci opporremo ad ogni strumentalizzazione volta a far commissariare il Comune.

Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Prima di tutto una smentita.

Affermare e proclamare che la designazione del membro della minoranza sia espressione di una scelta partecipate e  condivisa da parte di tutti è una menzogna.

Di fatti solo parte della minoranza, ovviamente la granitica coalizione di centro destra, ha “incoronato” Andrea Sacripanti.

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L’ esponente locale del partito Fratelli d’Italia, la cui forza politica se non fosse stata accolta alla corte conciniana non avrebbe rappresentanza in Comune, si è visto gratificato dalla ex maggioranza consiliare orvietana con la nomina all’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Come al solito quando si tratta di affari, soldi e nomine, invece di discuterne in trasparenza nella sede della Commissione è stato, in maniera secca quanto inconcludente, comunicato all’assemblea senza alcuna motivazione. Sono i soliti modi di scambio della vecchia politica da #casta.

Il M5S nè è stato informato assieme al resto della Commissione a cose già decise. Era già successo sia con la comunicata, con mala grazia, decisione di affidare la vice presidenza del Consiglio Comunale a Forza Italia nella persona di Roberto Meffi ad appena 5 minuti prima dalla seduta di esordio della consiliatura sia  successivamente con le nomine per la Commissione di Garanzia avevano scelto di agire così, ancora una volta selezionando Sacripanti, con il risultato che la prima riunione di commissione c’è stata dopo tre mesi, inconcludente e se non fosse stato per l’intervento del MoVimento non avrebbe neanche affrontato alcune palesi violazioni dello Statuto del Comune. In tutti questi casi il M5S ha votato favorevolmente, non certo per soggezione psicologica, ma per affermare un fronte di coesa minoranza. Siamo stati fraintesi, non eravamo quiescenti, ma semplicemente operativi

Nell’animato confronto avvenuto nella seduta consiliare di ieri, al momento della votazione sui nominativi, la consigliera Lucia Vergaglia nello stigmatizzare il metodo finora attuato, non ha ricevuto alcuna ammissione di responsabilità e dunque nessuna smentita di come finora si sono svolte queste consultazioni interne, ma si è rafforzata la posizione politica del peso elettorale di quella parte della minoranza chiaramente sbilanciata a favore del carrozzone elettorale. Certo se finora si è trattato di una deliberata modalità di esclusione del M5S è un fatto grave, ma qualora si trattasse di semplice trascuratezza o addirittura dimenticanza sarebbe gravissimo. Il tema delle nomine quando un capogruppo è costituito da un solo rappresentante è  delicato e  la parte numericamente decisionale rischia di far passare come una sorta di concessione ciò che è un preciso diritto-dovere: la opportunità e la necessità istituzionale di sentire tutti i componenti al fine di poter portare avanti una discussione leale. Quello che a tuut’oggi succede è quantomeno una cafonata politica. Loro non sono tenuti al ravvedimento operoso e dunque neppure sono obbligati ad avere uno stile di  giusta decenza, ma il M5S non può e  non sarà essere succube di questa condotta espressione di strapotere.

Se non si denuncia si sarà complici  dell’arroganza dei politici da salotto.

«Sarebbe bello poter affermare che naturalmente non c’è nella di personale in questa valutazione, ma purtoppo non è così. Allorquando  tutta la maggioranza indicò il M5S quale forza di garanzia della minoranza alla Vice Presidenza della II Commissione le accuse furono molto precise: si trattava di una sorta di ricompensa della sinistra verso l’inaspettato voto a favore della Presidenza del Consiglio affidata ad Angelo Pettinacci e il via libera alle linee programmatiche dell’amministrazione. Mi chiedo se sarà questo un peccato originale che verrà fatto scontare M5S fino alla fine della consiliatura? Si continuerà deridendo e sminuendo il M5S ogni qual volta verrà votata, così come dichiarato in ogni sede, favorevolmente una proposta valida e confacente al nostro percorso politico travisando la libertà di azione come accordo di  allineamento all’azione politica della sinistra? Ovviamente quando sono state appoggiate le poche  iniziative del centro destra era tutto dovuto, vero?

Nel corso della trasmissione televisiva di Antonello Romano di fine Luglio l’accusa fu ancora più esplicita scevra di alcuna possibililità di dubbio: la procedura di nomina alla Vice Presidenza era anomala ed irregolare, sottilmente scandalizzati dalla mancata concertazione da parte della maggioranza, quindi addirittura dalla parte avversaria che aveva piena legittimazione nel decisione.Veemente fu la loro indignazione: avrebbero dovuto essere consultati in merito, sarebbe dovuta passare al vaglio del loro inoppugnabile giudizio LA  SCELTA DEL NOME DELLA VERGAGLIA CUI FORSE, CHISSÀ, PROBABILMENTE, ERA ANCHE POSSIBILE CHE  IL CENTRO DESTRA AVREBBE POTUTO AFFIDARE QUESTO RUOLO DI GARANZIA. Queste grosso modo le parole testuale ( sul Web c’è la registrazione della trasmissione di Antonello Romano “Che tempo fa, che clima c’è in città”). Oh ma, grazie munifico signore sono commossa da cotanta considerazione e dall’onore così generosamente concessomi!»

Noi abbiamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza ormai tante volte, abbiamo provato a costruire tante iniziative su lavoro, sviluppo, commercio, mobilità, viabilità, politica energetica, costi del comune, ambiente, pulizia e decoro urbano, servizio pubblico, scuola… caratterizzato da un pragmatico e leale comportamento di chiara comunicazione e fattiva collaborazione come componente paritario della Commissione delle Pari Opportunità la cui necessaria attivazione era stato argomento propositivo del M5S fin dall’insediamento del Consiglio e dell’Osservatorio sulle Dipendenze tutto inutile, impossibile fino ad ora trovare una mozione a firma congiunta M5S+ex maggioranza. Proprio niente.

Anche stavolta la ridicolaggine di un accordicchio avvenuto, per loro affermazione, davanti una tavola imbandita.

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La cosa più divertente è che si è trattato di un accordicchio inutile, insulso quanto le accuse di essere a caccia di nomine sfuggite proprio a Sacripanti, come nella più classica delle battute tra bove ed asino. Noi avremmo espresso la risposta comune pianificata e condivisa tra tutti gli altri portavoce M5S in tutta la regione (quella qui sotto) lasciando il campo libero a Sacripanti o chi per lui.

Evidentemente però la tentazione è più forte di loro, non possono davvero resistere e si devono comportare da casta, stantia e provinciale, ma pur sempre casta.

Qui di seguito la posizione condivisa dei portavoce comunali #M5S in regione. Continua a leggere Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Non rendiamo vana la partecipazione…

Ieri c’era Consiglio Comunale (si votava l’assestamento del Bilancio),

Di solito in queste sedute la partecipazione è minima, sono pochissimi i cittadini a far sentire il loro #FiatoSulCollo a consiglieri ed Amministrazione. Questa volta no, c’erano tanti commercianti del Centro Storico che chiedevano a gran voce di ritirare il progetto di pedonalizzazione di Piazza del Popolo. Non entriamo nel merito della proposta e delle motivazioni dei commercianti ma due osservazioni le dobbiamo fare.

fiato sul collo commerciantiE’ un bene che la cittadinanza partecipi alle sedute del Consiglio, è davvero un male che la cittadinanza si faccia strumentalizzare a fini politici.

A questo proposito è importante la questione del “bilancio”, se non lo approviamo secondo i crismi corretti questa giunta va a casa ma arriva il commissario (massimo di tasse per tutti, svendita sottocosto dei beni a chiunque abbia un minimo di liquidità, zero serizi a domanda individuale, tariffe verso l’alto, multe sulla differenziata, multe costanti e regolari nei parcheggi, azzeramento di ogni acquisto od incarico sul posto ma piuttosto verso i grandi gruppi romani sempre pronti a questo tipo d’interventi). Poi sulle macerie le nuove elezioni nelle quali si presenteranno anche alcuni dei promotori dell’iniziativa locale. Anche per questo una certa parte della destra ha sponsorizzato (in vari incontri e riunioni preventive) l’iniziativa leggittima dei commercianti, sia ben chiaro.

Noi intanto avevamo invitato le categorie della “Serrata di Natale” a partecipare al QSV, ed il Sindaco ha addirittura invitato con un “Ultima Chiamata” gli interessati ad un incontro in Comune. A giudicare da questo video invece i commercianti sono stati esplicitamente invitati ad incontrarsi dopo, cioè a saltare gli incontri utili.

E’ un paese libero e fate come vi pare ma dovete domandarvi se chi ci guadagna in questo muro contro muro sono i commercianti e la città o solo i politici di minoranza. Pensateci su.

QSV Natale: La parola agli orvietani

Negli scorsi giorni ci siamo posti il problema della palese “concertazione” delle chiusure natalizie della ristorazione e dell’accoglienza orvietana; a fronte della situazione, che crea danni incalcolabili nell’era dei social network ad una città turistica abbiamo prontamente espresso una posizione molto critica ed accennato una strategia possibile: quella di investire proprio nel periodo natalizio le risorse dell’imposta di soggiorno, in modo da rendere appetibile la città nelle feste e dare un buon motivo agli operatori per restare aperti ed investire nella promozione di Orvieto anche per Natale. E questo anche alla luce che adagiarsi su Umbria Jazz Winter, e sulle convenzioni per gli ospiti che arrivano in quel periodo, se da un lato garantisce sicurezza dall’altro espone città ed operatori al rischio di perdere l’intera stagione invernale nel caso, sempre vivo, di un trasferimento di sede della manifestazione musicale in altra città. In tal senso abbiamo indicato come strategica la questione delle festività natalizie per diversificare l’offerta, ridurre il rischio ed avviare nuovi mercati.

polemicaApriti cielo! Subito è fioccata la polemica sul web e con telefonate e contatti. Si è andati dalle presuntuose accuse di non conoscere la realtà orvietana a quelle di non saperne nulla non facendo parte delle categorie interessate, mentre intanto nessuno ha smentito il fatto che a Natale i professionisti dell’accoglienza e della risporazione sono d’accordo per rimanere chiusi. Purtroppo basterebbe dire che altrove, nelle città turistiche e d’arte, il Natale è valorizzato e gli albergatori ed i ristoratori non si sognano di fare serrate ma è talmente ovvio. Non bisogna essere “cintura nera di ristorazione” o “premio Nobel di gestione alberghiera” per capire quanto si possano arrabbiare i turisti che trovano chiuso, quanto oggi la loro delusione non resti fine a se stessa ma possa trovare sfogo sulle guide online, su tripadvisor. Ricordiamo tutti che quest’estate, soltanto per un singolo cartello scritto male, fotografato e diffuso sui social network, il Sindaco Germani è stato costretto ad andare a scusarsi su Rai 1 con tutti i proprietari di cani d’Italia.

Non sfuggiamo però alla necessità di chiarimenti e di una soluzione positiva al problema: a questo punto ci non resta che invitare pubblicamente, associazioni e rappresentative dei ristoratori e degli albergatori alla sala Consiliare del Comune di Orvieto, venerdì 28 novembre 2014 alle ore 21,00, per contribuire assieme al Quadro Strategico di Valorizzazione per le festività natalizie, a partire dalla raccolta rifiuti alle attività di promozione.
Se avete idee e proposte noi ci siamo, e Vi sosterremo, in mancanza capiremo che resta a noi la responsabilità di tracciare la strada e state certi che non resteremo con le mani in mano. Vi aspettiamo.

BioGas e BioMasse rispettino l’ambiente

Il M5S è da sempre favorevole ad una cogenerazione ed una produzione di energia pulita. Questo è uno dei capisaldi della politica energetica che promuoviamo da sempre assieme alla gestione intelligente delle reti ed alle tecnologie del basso consumo. Oltre a ciò effettua un’azione normativa e di applicazione stringente delle buone norme e delle buone pratiche per un ambiente pulito e sano mantenendo sostenibile lo sviluppo ed il progresso della nazione. Sul territorio siamo recentemente intervenuti sull’argomento degli impianti a BioGas e BioMasse anche di piccola taglia.

vittoria-via-obbligatoria-bL’Italia è il paese della creatività e del marketing, dove gli inceneritori diventano “termovalorizzatori”, la benzina è “verde” ed il trattamento dei rifiuti diventa “bio”. In Europa le cose vanno diversamente, la propaganda mediatica esiste anche negli altri paesi ma è ben bilanciata da un servizio pubblico limpido, da una diffusione delle informazioni trasparente ed anche da un sistema scolastico molto attento anche alle discipline tecniche e scientifiche qui considerate troppo spesso subordinate a quelle artistiche od umanistiche; i cittadini di quei paesi hanno paradossalmente un maggior bagaglio culturale per recepire le informazioni tecnico scientifiche e fonti ben più affidabili. Non è un caso quindi che la direttiva europea sia da sempre stata chiara sulla necessità obbligatoria della valutazione d’impatto ambientale, detta V.I.A., anche per gli impianti a BioGas e BioMasse, indipendentemente dalla potenza dell’impianto, mentre qui in Italia, per sburocratizzare, questa procedura veniva saltata per gli impianti di potenza inferiore al MegaWatt. Ovviamente siamo stati castigati dall’Europa ed ora l’obbligo è recepito anche in Italia ma molti impianti erano già partiti senza la necessaria valutazione.

Il M5S locale ha chiesto ed ottenuto all’unanimità che nel Comune di Orvieto si procedesse:

  • a porre in essere la corretta serie di buone pratiche volte al controllo e alla verifica della regolare applicazione della Direttiva stessa, ovvero ad attivarsi affinchè i proprietari ed i gestori degli impianti a biogas/biomasse presenti sul territorio ancor prive del V.I.A. siano, entro venti giorni, intimati per procedere alla messa in regola;
  • al verificare lo stato di avanzamento informando il Consiglio sull’eventuale risoluzione del problema;
  • a relazionare durante la prima seduta utile del febbraio 2015 in merito al raggiungimento dell’obiettivo richiesto dalla normativa o delle azioni ulteriormente necessarie;
  • a trasmettere alla Regione Umbria ed agli altri Comuni della Regione Umbria copia dell’atto di indirizzo medesimo con specifico invito ad accogliere localmente la Direttiva 2011/92/UE così come recepita nella legge 116/2014;

Una precisa posizione a favore della sicurezza ambientale e del rispetto del nostro territorio, una chiara manifstazione di volontà che l’Umbria resti il cuore verde, per davvero, dell’Italia.

Bardano: cominciano i risvegli.

Anni di crisi affrontate senza un’idea, una prospettiva ed una minima visione hanno portato la desertificazione industriale del nostro territorio. Il mercato ha punito quelle imprese produttive incapaci di logiche di rete e di operare al di fuori ed al di sopra del ristretto orizzonte del loro personale segmento commerciale.

Gli stress di credito e commesse sono stati affrontati come situazioni temporanee, destinate a passare, senza nessuna strategia alternativa, nessuna prospettiva di sviluppo e così, una dopo l’altra, le aziende del tessile Made in Italy presenti a Fontanelle di Bardano, ed il loro indotto, si sono avviluppate e sono state dismesse. Sono semplicemente fallite. Così come erano falliti i tavoli politici volti ad affrontare il singolo “momentaccio” di Sphera od MManifatture, privi anch’essi di una proposta vera di rilancio, d’attrazione di capitali, di formazione di lungo periodo, di promozione dei brand territoriali.

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Con la nuova consiliatura è presente anche il M5S che sin da subito ha indicato nella trasformazione delle peculiarità in opportunità e nell’indicazione di una visione strategica di lungo periodo la rotta per uscire dalle acque impaludate delle nostre industrie. Per la vicenda Electrosys abbiamo sponsorizzato la via del portare i lavoratori nelle stanze dei bottoni, nel board direzionale, per il polo produttivo di Fontanelle di Bardano abbiamo proposto l’adozione di un insieme di iniziative di Marketing Territoriale e politiche di Sviluppo per il centro del Made in Italy cogliendo, a costo zero, l’occasione dell’individuazione del centro geografico d’Italia (e quindi del Made in Italy) proprio in quel distretto industriale, area che, vista la presenza di una storia tessile importante, di maestranze capaci ed esperte, del nascente vicino Campus, avrebbe potuto diventare un cluster industriale d’innovazione votato ai prodotti tecnologici indossabili, il cosiddetto wearable.

Avremmo avuto piacere che ai tempi della presentazione di queste iniziative i lavoratori del tessile avessero pubblicamente “sposato” l’iniziativa e che i sindacati si fossero fatti avanti per dirsi interessati. Non è successo, anzi se possibile è avvenuto il contrario ed il Pd, definendo “sarcastica” la proposta, compatto con la maggioranza l’ha bocciata. Ancora aspettavamo una levata di scudi di imprenditori locali e lavoratori, interventi dei sindacati e delle famose “parti sociali” ma nulla.

In pochi giorni abbiamo depositato un’interrogazione all’Assessore sulle proposte dell’Amministrazione in relazione al distretto industriale di Bardano e delle politiche di attrazione di fondi ed investimenti mentre, dalla sede del Parlamento Europeo, rilanciavamo la concretezza dell’occasione persano snocciolando, assieme agli Eurodeputati, i fondi europei, superiori al miliardo e duecentocinquanta milioni di euro che i 48 cluster d’innovazione italiani solo nel 2013 hanno intercettato (in media oltre 25 milioni di euro per distretto all’anno); un’enormità, un obbiettivo però concretamente raggiungibile a lungo termine, in ogni caso anche la ventesima parte ci farebbe comodo e farebbe la differenza per il territorio.

Allora sono cominciati i primi risvegli, i contatti informali per il rilancio della proposta, l’interesse del sistema produttivo. Intanto in maniera sconclusionata e scomposta riprendono le iniziative che puntano ai capannoni del Crescendo proprio a Fontanelle di Bardano da parte della compagine sindacalisti e lavoratori pronti a riunirsi in cooperativa per riprendere a lavorare. Ancora una volta senza proiettare una una visione, senza dimostrare un’idea strategica e navigando a vista nel tentativo di uscire per febbraio con i modelli 2015, per poi certamente riavvilupparsi in caso di problemi commerciali, economici, finanziari o di altro genere e puntare all’obbiettivo palesemente non secondario degli ammortizzatori sociali. Comprensibile, non bello ma comprensibile.

Noi ci chiediamo perchè allora non lavorare per vincere? Perchè non tentare la carta dello sviluppo vero, dell’affermarsi e vedere territorio e marchi crescere e dare lavoro anche ad altri? Perchè c’è un continuo tentativo di sponsorizzare l’emergenza invece che il ritorno alla normalità?

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Noi italiani siamo gli unici al mondo che possono fare il Made in Italy, in Italia c’è un unico distretto produttivo che può vantare di essere il “Centro del Made in Italy” e lo abbiamo noi.

Fare del tessile senza cogliere quest’occasione significa condannare la nuova azienda a tirare a campare della buona volontà dei cittadini che presterebbero l’immobile del Crescendo e sosterrebbero di tasca loro la futura, ahimè probabile, cassa integrazione. Spiace ricordarlo ma la stessa compagine in tempi dove le crisi mordeva di meno è già andata in fallimento, se si vuole avere una possibilità di sopravvivenza c’è bisogno di una politica, ed un agire imprenditoriale e sindacale, di tutt’altro spessore che quello sin qui dimostrato.

Se davvero la gente del tessile vuole riprendere il mano il proprio destino lavorativo lo tenga ben presente, sia nelle dichiarazioni che nelle azioni, perchè solo in questo caso noi siamo pronti a sostenerli.

12 novembre, secondo anniversario

Sono passati due anni dall’alluvione del 2012.

Potrà accadere ancora?
Potrà accadere ancora?

Da allora tanti annunci, tanti soldi stanziati, tanti rimpalli di responsabilità tra uffici e tra politici. Nessuna indagine, nessun inquisito, nessuna sicurezza. Come se il fiume non avesse mai scavalcato ponte ed argini, come se tutto sommato dato che non ci sono stati i morti in fondo va bene così. Una nuova normalità che negli ultimi anni qui in Umbria, con i suoi recenti eventi alluvionali “non ordinari” (2005, 2008, due nel 2010, 2012 e 2013 ), e le sue tre emergenza siccità (2003, 2007, 2012) è ormai percepita come consuetudine. E poco importa che climatologi e metereologi confermino per il futuro un aumento in frequenza ed intensità di questi eventi “estremi” e che il solo impatto economico diretto, a seguito delle alluvioni di questi ultimi 10 anni, sfiora il miliardo di euro (tra danni e perdite al patrimonio pubblico e privato). Tutto ormai viene considerato normale, lo sappiamo, lo sanno quelli dei comitati locali ed i tanti cittadini. Sanno tutti che gli eventi si ripeteranno, non sanno quando, non sanno come, ma sono coscienti, tutti, che torneranno a ripetersi.

Altrove già piove di nuovo, è normale, si sa, e la gente in altre regioni ci muore per via di un argine di polistirolo disgregato da un fiume come i giocattoli dei bambini, e di nuovo il minuto di silenzio per le vittime e di nuovo la colpa e del dissesto, mai di un politico o di un progettista, di un professore che ha dato il via libera, della commissione apposita di scienziati, come la “Grandi Rischi” tutta assolta a L’Aquila (ma allora perchè convocarla e pagarla? Perchè decidere sulla scorta di opinioni di cui non sono responsabili?).

E’ così in tutta la nazione ed Orvieto non fa eccezione, la resa sembra istituzionalizzata. Sappiamo che il Paglia può esondare così le istituzioni, per star tranquille, sanno telefonare un allarme a centinaia di famiglie ed aziende e poi facciano quel che vogliono, vadano da amici e parenti, vadano nei due centri di accoglienza, vadano mentre il fiume travolge un territorio trascurato e protetto solo sulla carta.

Noi però non ci arrendiamo, e non vogliamo che le istituzioni ribaltino responsabilità e colpe sui cittadini per poi gridare all’emergenza ed all’imprevedibilità, per poi parlare di “calamità”. In occasione di questa giornata chiediamo all’assessore Custolino ed al Sindaco Germani d’intervenire in commissione e spiegare perchè i soldi stanziati non sono serviti a completare le opere di messa in sicurezza e quali azioni il Comune intenda porre in essere a tutela dei propri cittadini.

E’ doveroso non lasciar sopire la faccenda con il solito inutile minuto di raccogliemento e con le parole di solidarietà, è doveroso mettere in sicurezza il territorio, è doveroso chiarire la catena delle responsabilità.

Gruppo Consiliare M5S Orvieto

Qui di seguito il testo dell’interrogazione Continua a leggere 12 novembre, secondo anniversario

Dov’è che il traffico avvantaggia il commercio?

L’ex assessore Luciani critica e descrive come “contorta” la soluzione proposta dal M5S di non rendere gratuita la sosta ma piuttosto mettere a disposizione mezzi pubblici gratis.

Polemica OL (Orvieto Libera) M5S - ex assessore luciani su parcheggi a pagamentoWP_20141107_002

Noi vorremmo che tutti i cittadini possano salire e girare gratuitamente tra gli eventi, le bellezze ed i commerci della Rupe di Orvieto, Luciani preferisce favorire solo gli automobilisti che lasciano la macchina parcheggiata a lungo. Dice che così si favorisce il commercio, non è che porti numeri, cifre o qualsiasi riprova del fatto ma si sa, questi sono dettagli. Noi però la pensiamo diversamente ed a Luciani lo sfidiamo.

Vada l’ex assessore e lo dica nelle altre città d’arte che sono tutte pedonalizzate ed i cui commerci sono fiorenti e gli immobili non sono scatole vuote con le tristi scritte “affittasi”, immobili che neanche contribuiscono a pieno al gettito fiscale non ospitando più nessuna attività, e neanche, in questa città dell’austerity, sono fonte di occupazione lavorativa. Lo dica ai commercianti, c’era l’occasione nell’incontro per l’organizzazione di eventi e mobilità del periodo natalizio, ma non lo abbiamo visto, gli spieghi che non esiste l’acquisto d’impulso di chi passaggia spensierato ma che è solo l’automobilista a spendere. Lo dica ai residenti che a Natale assistono alle disperate carovane di auto fumanti alla ricerca della chimera del posto “gratuito” rimasto libero. Lo dica ai vigili costretti a bloccare gli accessi in piazza Cahen e far tornare indietro la gente su via della Stazione ingolfando il traffico e facendo maltrattare  la città sulla stampa e sui social network. E, visto che c’è, lo dica anche a quelli che trovano i posti occupati da chi ha il garage ma lo tiene libero perchè a Natale arrivano amici e parenti e così si appropria di un posto nelle strisce blu con la propria vettura, come fosse un cappello sulla sedia. Noi a costoro diciamo di lasciare la macchina in garage e far parcheggiare i parenti fuori dalla Rupe, ed usare i servizi pubblici, incluse le navette gratuite, per godersi spensieratamente Orvieto in tutta la sua bellezza, senza clacson, senza sprecare benzina, senza inquinare alcunchè.

Sul parcheggio gratis, i commercianti lo sanno molto bene, vince sempre il centro commerciale. Sulla passeggiata in centro invece vince la mobilità pubblica. Tantissime città d’arte lo fanno, perchè non cogliere l’occasione?

Se poi i commercianti volessero cogliere l’occasione di quest’iniziativa e fare pubblicità e volantini sullo shopping in centro girando con il pollicino penso che faremmo tutti un ottimo affare, tranne la politica dell’ex assessore, s’intende.