Archivi categoria: Azioni

Taglio uffici postali: il M5S non sta a guardare

Dai territori abbiamo sollecitato una presa di posizione importante dei nostri portavoce sulla possibile chiusura il 13 aprile prossimo di alcuni uffici postali, tra cui quello di Sugano, ed il ridimensionamento di altri.

Come forza politica locale non stiamo con le mani in mano aspettando i tweet da Firenze o le telefonate da Arcore, piuttosto il contrario, è dal basso che si chiede ai nostri eletti di portare la nostra voce. Ringraziamo per la rapidità i cittadini a 5 stelle Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella sapendo che la questione non finirà qui e che continueremo a far sentire il nostro fiato sul collo dei responsabili di Poste Italiane. Nei prossimi giorni cerchiamo di interessare anche le altre istituzioni e nel prossimo Consiglio Comunale interpelleremo il Sindaco sulle iniziative possibili ulteriori.

gallinellaciprini

Tagli uffici postali, deputato Gallinella: “Schema irricevibile, la società ritiri il piano”

Il parlamentare umbro insieme alla collega 5stelle Ciprini ha presentato interrogazione al ministro Guidi

 Anche i deputati 5stelle Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini si mobilitano contro la chiusura degli uffici postali in Umbria chiamando direttamente in causa il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Destinataria di una interrogazione a risposta scritta, già depositata a Montecitorio per fermare il piano di Poste.

“Il piano di Poste non è ricevibile – sottolinea il deputato Gallinella – Gli uffici postali umbri interessati dalla razionalizzazione sono dislocati per lo più in piccole frazioni o comuni già scarsamente popolati in cui l’ufficio postale è punto di riferimento dei cittadini, in particolare degli anziani i quali, anche a seguito delle diverse disposizioni introdotte negli anni scorsi dal Governo Monti, hanno stabilito un rapporto privilegiato con Poste Italiane per la gestione, l’accredito e la riscossione delle pensioni. Non lamentiamoci poi se alcune zone, impoverite di servizi essenziali, si spopolano”.

Per i parlamentari Gallinella e Ciprini, oltre al disservizio, la razionalizzazione potrebbe ripercuotersi anche sui livelli occupazionali. “L’Umbria – continua Gallinella – che ha perso 11 punti di Pil tra il 2008 e il 2012 rispetto ai 7 persi dall’Italia e che registra nel biennio 2013 e 2014 il fallimento di 481 imprese, non può permettersi una ulteriore emorragia di posti di lavoro. La mission di Poste Italiane, come si legge sul portale web, è di adottare e promuovere valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder. Ci aspettiamo – conclude Gallinella – che la presidente Luisa Todini e la società si comportino di conseguenza e ritirino il piano così formulato”.

La questione Coop deve entrare in Consiglio

Non più tardi del 2 febbraio ultimo scorso il nostro appello al Comune per risolvere il problema della licenze Coop di Orvieto Scalo. 

Infatti questo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari. In special modo ad Orvieto Scalo la situazione di fatto punta ad un monopolio della Coop che va per la proprietà di SuperConti, possiede le attività del negozio Coop di piazza del Commercio e dell’Iper “La Porta di Orvieto”. Insomma sembra una vera e propria dimostrazione della posizione dominante per la quale l’antitrust ha appena avviato l’istruttoria per accertare eventuali abusi.

supermercato-supermercati-spesa-consumi-carrello750x490L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, tant’è che abbiamo chiesto che venisse inserito nell’ordine del giorno dell’apposita Commissione Regolamenti con il dichiarato obbiettivo di risolvere in positivo la vicenda ricordando che lo Scalo doveva essere, come previsto nei piani di sviluppo che avevano previsto questi moderni insediamenti, un “Quartiere da Abitare” (Sindaco Mocio, 2006). La risposta del Presidente Talanti (PD) è stata laconica: non sussistono le condizioni di parlarne in Commissione dato che la concertazione commerciale dello Scalo ricade nel cosiddetto Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV) del Centro Storico in quanto anche lo Scalo è Centro Storico. Tuttavia è stato lo stesso Sindaco Germani a smentire il suo presidente di commissione e compagno di partito, presentando solo pochi giorni dopo, l’iniziativa “Orvieto Scalo: Un quartiere PER abitare” (Sindaco Germani, 2015) con il suo progetto integrato di viabilità, commercio ed urbanistica ben lungi dall’essere passato per il QSV.

In questo caos politico istituzionale possibile espressione della lotta interna al Pd, con l’antitrust che individua come possibile posizione dominante e danno alla concorrenza commerciale l’asse Coop-SuperConti, davvero non capiamo a questo punto perchè non affrontare il nodo del commercio in Consiglio Comunale, cioè nella sede degli indirizzi di governo cittadino, a tutela dei nostri commercianti e del tessuto sociale dello Scalo.

Per questo abbiamo voluto presentare un Ordine del Giorno orientato ad ottenere una delibera vincolante per un “Tavolo di lavoro sulle regole del commercio” atto a superare i limiti ed i problemi attuali, oppure, in caso ci fosse preclusa anche questa via, almeno funzionale a scoprire quali parti politiche vogliono risolvere i problemi e quali invece, per qualche motivo, sembrano goderne.

Il testo dell’atto di indirizzo è qui di seguito: Continua a leggere La questione Coop deve entrare in Consiglio

Posta Sugano: intervento M5S

Le Poste, anzi il gruppo Poste italiane, sono una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100 per cento dallo Stato e gestito dal Ministero dell’economia e delle finanze, per svolgere dei servizi essenziali per la società italiana.

Nel tempo di questi servizi se ne sono aggiunti altri tra cui la sciagurata azione del governo Monti che, nell’articolo 12 del decreto Salva Italia, stabilisce l’obbligo di aprire un conto corrente per accreditare il proprio stipendio e pensione. Così hanno fatto i nostri concittadini nelle frazioni più lontane dal centro, quelle senza presenza di banche, rivolgendosi al servizio postale, il Banco Posta.

Oggi vi è una grande responsabilità sociale di quest’impresa a capitale e controllo pubblico. Nel tempo infatti questi rapporti tra clienti e servizio hanno reso gli uffici postali uno dei punti di riferimento della comunità locale oltre che un elemento di vera e propria sopravvivenza per quei pensionati in difficoltà motorie e/o diversamente abili.

La società stessa chiarisce sul proprio sito che “In Poste Italiane questo impegno si traduce nell’adozione e nella promozione di valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder: onestà, trasparenza, senso di responsabilità e affidabilità guidano i comportamenti dell’Azienda nelle relazioni interne e nei rapporti con l’esterno, generando fiducia e credibilità.”

Eppure non abbiamo notizie di confronto trasparente con clienti o sul territorio. Reputiamo quindi che la società non solo stia agendo in modo totalmente arrogante come se fosse una ditta privata che bada solo al profitto mentre invece è un prestatore di servizi pubblici, obbligatori per i cittadini, il cui capitale è dei cittadini stessi.

Oltre a ciò il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 1996, recante la “Carta della qualità del servizio pubblico postale”, recita che l’ente Poste “promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”;

Ed anche in questo, Poste Italiane, ci sembra essere stata incauta o manchevole dato che nuovamente in questi giorni è stata annunciata l’ennesima riduzione di sportelli, orari e servizi. In particolare la chiusura del punto di riferimento della frazione di Sugano ci preoccupa non poco e vorremmo scongiurarla, se possibile, o mitigarne gli effetti negativi.

poste_italiane_chiuse

In tal senso il M5S di Orvieto, sta agendo su due fronti:

  1. Al Parlamento Italiano, chiedendo con apposita interrogazione chiarimenti attraverso i senatori portavoce del MoVimento al competente Ministero dell’economia e delle finanze, precisando le questioni suddette e richiedendo che sia sollevata la questione della responsabilità sociale e della carta della qualità in modo da far pressing su Poste Italiane;
  2. Al Sindaco del Comune di Orvieto, anche qui attraverso apposita interrogazione, chiedendo cosa possa mettere in campo a favore dei cittadini depauperati di quel punto di riferimento sociale e quel sistema di servizi essenziali che è l’ufficio postale, nella sciagurata ipotesi che ogni iniziativa volta a scongiurare questa chiusura fallisca, incluse quelle che, siamo certi, in questi momenti l’amministrazione starà tentando;

Ciò ricordando che uno dei principi fondamentali di Poste italiane è dunque garantire un servizio efficiente ed equo per tutti i cittadini, senza distinzioni alcune, ad eccezione di tutte quelle categorie che rientrano a far parte delle fasce considerate più deboli. E che per farlo la presenza o la raggiungibilità sul territorio sono fondamentali.

Trasparenza è partecipazione!

Via allo streaming e non solo.

Streaming video sedute del Consiglio e CommissioniMoltissimi meetup e gruppi consiliari del M5S hanno chiesto ed ottenuto la famosa diretta streaming del Consiglio Comunale, nel 2015 è qualcosa di doveroso ed è vergognoso non essere dotati di questi minimi strumenti di contatto con la cittadinanza. Il M5S Città di Orvieto non si è limitato a questo. Abbiamo infatti presentato un articolato d’indirizzo che preveda la presenza del comune sui social network, la possibilità dei cittadini d’interagire, la registrazione e la diretta dei Consiglio e delle sedute di Commissione (eccetto quelle “secretate” per legge) ed una convenzione con aziende e professionisti locali per il sostegno tecnico nelle attività.

L’ordine del giorno sulla trasparenza e la partecipazione, depositato nell’ormai lontano settembre 2014, è stato più volte reinviato ed anche oggi una delle liste civiche di maggioranza ha provato a metterci i bastoni tra le ruote presentando un leziosissimo parere legale improntato sul diritto alla privacy assolutamente decontestualizzato volto a perdere ancora altro tempo in questioni legate ai regolamenti.

A questo punto lo stesso Presidente della II Commissione, quella appunto dei regolamenti, ha rilanciato e chiesto il contributo in termini di realizzazione alla capogruppo del M5S ed il provvedimento è stato approvato.

Prevede in modo vincolante:

  1. CHE il Comune si doti specifiche reti sociali gratuite quali un account Twitter ed una pagina sociale Facebook per l’interazione con la cittadinanza ed un canale Youtube per la condivisione audiovideo, la diretta video e la registrazione online visualizzabile anche dai suddetti terminali mobili.

  2. CHE le sedute di Consiglio siano trasmesse in diretta streaming audiovideo sui suddetti canali sociali pubblici quale, ad esempio, youtube.com con “licenza” CC:A-NC (Creative Commons: Attribuzione – Non Commerciale).

  3. CHE i collegamenti alle registrazioni restino a disposizione della cittadinanza sul sito ufficiale del Comune.

  4. CHE sia dato risalto e pubblicità sulle suddette reti sociali l’avvio delle dirette streaming.

e raccomanda, in modo lasciato al successivo dibattito nelle apposite commissioni, che lo streaming video sia gestito internamente al Comune od in convenzione con accordi che permettano le miglior fruizione ed efficacia, coinvolgendo ove possibile le numerose professionalità ed aziende di tecnologia del territorio.

Insomma ogni cittadino potrà seguire, registrare, condividere, intervenire e commentare (mettendoci la faccia) l’attività di amministratori e politici, in piena trasparenza permettendo un sempre maggiore coinvolgimento e la partecipazione anche di chi, pensiamo agli anziani od ai diversamente abili, non possa farlo di persona.

Anche questo è un modo di alzare l’asticella della politica in questi nostri territori, anche questo è un modo di ricordare quello che fu fatto in passato e chi lo fece, nel bene e nel male. Rivendichiamo che questo tipo di battaglia sia da sempre nel DNA del MoVimento 5 Stelle e che sia il preludio degli istituti di democrazia diretta, a cominciare dal bilancio partecipato, che si potranno sviluppare riducendo la distanza tra amministrazione e cittadini, tra azione politica ed esigenze del territorio.

vittoria-streaming-1

Tavolo di lavoro sul commercio.

Il problema della licenze di Orvieto Scalo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari.

L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, portando in audizione gli operatori e gli esperti, implementando le buone pratiche dei comuni più avanzati nei nostri regolamenti e provvedendo a periodiche messe a punto periodiche  in vista degli ulteriori progressi del delivery, della distribuzione e della mobilità. In tal senso il M5S intende coinvolgere nella sede sella II Commissione permanente il maggior numero di forze dotate di quel potere di indirizzo della politica cittadina a realizzare un “Tavolo di Lavoro sulle Regole del Commercio” dedicato a risolvere gli attuali problemi e prevenire quelli potenziali con l’obbiettivo di riportare il commercio ad essere un centrale punto di riferimento della vita e dello sviluppo della città

Qui di seguito il testo dell’iniziativa Continua a leggere Tavolo di lavoro sul commercio.

Le licenze in ostaggio

La questione delle cosiddette licenze commerciali per i supermarket di Orvieto Scalo configura una eccessiva concentrazione nelle mani della sola Coop, un monopolio di fatto.

La questione nasce da lontano ed ha un punto di svolta quando, nel 2006, Orvieto Scalo doveva divenire  “un quartiere da abitare” e l’allora sindaco Mocio «…in ottemperanza ad una legge regionale, propose al Consiglio Comunale, in particolare alla III^ Commissione Permanente, l’iscrizione all’ordine del giorno, del punto relativo all’individuazione urbanistica di un’area per la realizzazione di una struttura di tipo AG1.» definendo lo Scalo luogo «….strategico per l’intero territorio comunale e per la sua collocazione, un quartiere che soffre del suo sviluppo originario intorno alle grandi arterie di viabilità su gomma e su ferro; un quartiere attraversato da grandi infrastrutture come la 205, alla strada Bagnorese, alla 71 Umbro-Casentinese, da due ferrovie, dall’Autostrada. Su Orvieto Scalo, l’Amministrazione Comunale con una serie di piani è più volte intervenuta nel tempo, fino agli interventi estremamente qualificanti del PUC.».

In pratica la realizzazione del centro commerciale, per quanto già fosse previsto da tempo, nasce su questi fondamenti. Peccato che nel frattempo non ci si era messi a lavorare seriamente anche sulla regolamentazione commerciale per le aziende di questo livello che, ad oggi, mostra serie lacune quali l’impossibilità della revoca delle autorizzazioni nonostante la prolungata ingiustificata chiusura, come nel caso di piazza del Commercio. Oltre a ciò la concentrazione nelle mani di un singolo operatore commerciale non è in alcun modo disincentivata.

Chiariamo però che il Comune non ha più voce in capitolo sulla questione squisitamente commerciale, ma la sua autorità per i negozi di medie e grandi dimensioni, resta per quanto concerne i necessari parcheggi e gli standard urbanistici ed all’Amministrazione cittadina che spettano questi compiti di regolamentazione, e non possono certo essere demandati a terzi.
salumiereAllo Scalo oggi insistono gli spazi ex Coop attualmente chiusi (e di quando in quando strumentalmente riaperti per poche ore proprio per prevenire eventuali scadenze delle autorizzazioni), Superconti che è stato recentemente e legittimamente acquisito dalla Coop e, dulcis in fundo, il centro commerciale “La Porta di Orvieto” che è sempre della Coop. Un monopolio che non favorisce il generale andamento del commercio, il sano sviluppo della città e lascia delle aree tristi e svuotate preda di svalutazione ed abbandono. Un monopolio che, a nostro avviso, ha portato lo Scalo al degrado tipico delle periferie urbane cittadine.

Tutto ciò in barba agli auspici che volevano lo Scalo “un quartiere da abitare“, non da occupare.

Il M5S ascolterà le esigenze degli operatori e dei residenti e chiederà modifiche al regolamento per le autorizzazioni alle medie e grandi superfici di vendita per adeguarlo alla necessità che queste siano attive e funzionanti, e non siano invece causa di svalutazione ed impoverimento di un intero quartiere proprio nel rispetto di chi aveva creduto alle iniziative per vivere lo Scalo.

«Secondo noi il commercio deve essere volano di occupazione e prosperità e le autorizzazioni amministrative non devono essere posizioni di privilegio e rendita esclusiva. O c’è vantaggio per tutti o si devono cambiare le regole del gioco, in meglio.» (Lucia Vergaglia)

Restate sintonizzati, stay tuned:

 

Legge elettorale regionale.

Il M5S non potrà direttamente partecipare alla stesura della nuova legge elettorale regionale.

Questa legge se la stanno decidendo in casa i partiti di maggioranza nel Consiglio Regionale, con buona pace dell’eletto nel nostro territorio, On. Fausto Galanello che ne fa organicamente parte. I nostri portavoce in Parlamento, Ciprini, Gallinella e Lucidi, avevano espresso l’auspicio che la nuova legge potesse essere improntata al pluralismo ed alla massima apertura alle voci dei territori, invece stiamo assistendo all’aggregarsi dei politici intorno ad una specie di italicum in salsa umbra, una sorta di listone unico, con ampio premio in stile sindaco delle città, senza collegi locali.

Nel nostro Comune, praticamente escluso dai giochi per la Regione, si sono aperte discussioni in merito alla rappresentatività territoriale ed il nostro gruppo consiliare sarà chiamato ad appoggiare o respingere la mozione Sacripanti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che punta alla seguente risoluzione:

“il Consiglio comunale di Orvieto sostiene la proposta di legge elettorale denominata “Progetto dei Territori” ed impegna il Sindaco e la Giunta di Orvieto ad intraprendere, di concerto con il Comitato promotore dell’iniziativa legislativa, tutte le azioni necessarie affinché il Consiglio regionale desista dall’approvare leggi elettorali fortemente penalizzanti per i territori marginali e periferici, che rischierebbero di non vedersi più rappresentati in Regione, ed approvi questa ipotesi di legge elettorale, la cui attuazione garantirebbe la piena rappresentanza di tutte le realtà territoriali.”

Nel frattempo il M5S ha comunque dato il via a consultazioni aperte, su base provinciale e con quote di genere, per la selezione dei cittadini tra i quali scegliere il portavoce candidato Presidente della nostra Regione. Migliaia di voti certificati hanno individuato decine di potenziali portavoce che nei prossimi giorni saranno sottoposti ad un forte ed acceso confronto con i territori con la metodica utilizzata per le selezioni dei commissari europei o nelle elezioni americane, le cosiddette “graticole”, a cui seguirà l’ultima elezione via web mediante il meccanismo di primarie aperto, onesto ed ormai consolidato. Chi emergerà da queste consultazioni sarà il nostro capolista e portavoce e rappresenterà l’ espressione di sintesi di tutti i territori e non il solito nome “prodigioso” calato dall’alto delle segreterie.

graticolePer questi motivi non siamo preoccupati del tipo di sistema elettorale che verrà scelto per le elezioni regionali del prossimo maggio: siamo già partiti dalla selezione online, cosa che avremmo fatto comunque, ragion per cui non ci sentiremo mai svantaggiati dalla legge in discussione. In particolare, dato che noi M5S operiamo in anticipo le selezioni dei portavoce sui territori non ci impelaghiamo in clausole di salvaguardia territoriale, ma su queste siamo disposti a discutere, le nostre basi ci sono su collegi sia uninominali, con divieto di candidatura in più collegi, che proporzionali che in forma mista:

  • Singolo Collegio: abbiamo già operato la selezione generale e l’ordine sintetizzando i risultati delle regionalie.
  • Due Collegi: come quelli delle province su cui abbiamo basato le regionalie; questo per noi è uno schema già consolidato.
  • Quattro Collegi: sullo schema ATO/ATI è per noi affrontabile ancora una volta utilizzando il patrimonio inespresso delle tante liste civiche certificate, presso le quali potremo attingere i candidati secondo lo schema già usato da Veneto 5 Stelle.
  • Dieci collegi (della proposta “Progetto dei Territori” di cui dovremo discutere in Comune): neanche questa ci spaventa, ed anche in questo caso riusciamo a coprire tutto il territorio con candidati già certificati e gli iscritti di molti meetup: venti consiglieri, con le quote di genere, non rappresenteranno comunque, a nostro avviso, tutte le anime del territorio se non operano come veri portavoce. Questa garanzia la dà solo il M5S!

In ogni caso comprendiamo bene le esigenze di vicinanza e prossimità della scelta dei rappresentanti alla Regione e non ci tireremo fuori dalla responsabilità di dare una risposta ai tanti cittadini, anche e soprattutto quelli di altro schieramento politico, che verrebbero defraudati della possibilità di mandare in regione una “voce” del proprio territorio.

Per questo al Consiglio Comunale di Orvieto noi sosterremo la proposta Sacripanti per “Progetto dei Territori” e la emenderemo chiedendo che venga messo agli atti un principio, fondante per il M5S, per la selezione dei candidati e cioè che vi sia una fedina penale immacolata quale requisito indispensabile per la partecipazione alla competizione elettorale.

 Featured Image -- 3418Stay tuned, restate sintonizzati:

Questioni orvietane per l’#Umbria5Stelle

Si avvicinano a grandi passi le elezioni regionali del 2015 anche qui in Umbria e, dal territorio orvietano, nel rispetto dei programmi regionali che saranno sviluppati in maniera orizzontale e paritaria tra i territori, poniamo alcune questioni (#DomandeInMoVimento) ai futuri candidati del MoVimento che si avventurano verso le Regionalie a 5 Stelle.

Punto-di-domandaCome sempre separeremo le questioni nelle macrocategorie delle 5 Stelle (Sviluppo, Trasporti, Ambiente, Acqua e Connettività), ma saremo specifici alle esigenze e propensioni locali. Continua a leggere Questioni orvietane per l’#Umbria5Stelle

Orvieto Fuori dall’Euro

Euro. uscire si può.

#Fuoridall’€uro è il progetto politico del MoVimento 5 Stelle per riportare la sovranità monetaria allo stato e potere d’acquisto ai cittadini. Dal 13 dicembre ormai nessuno dice più che uscire dall’euro è impossibile e che la proposta del M5S è contraria al diritto nazionale. Anzi dai giornalisti come Mentana ai più illustri professori di diritto internazionale vengono solo valutazioni positive per l’efficacia del metodo scelto: il deposito di una legge d’iniziativa popolare corredata del numero maggiore di firme possibile.

uscire-euroAnche qui ad Orvieto abbiamo organizzato raccolte firme con i banchetti sotto la Torre del Moro ma dato che ci sono cittadini che non possono raggiungerci abbiamo chiesto ed ottenuto al Comune di poter raccogliere le firme anche presso gli uffici preposti nella casa comunale.

La cosa funziona così: al centro storico in piazza Municipio, presso la sede del Comune di Orvieto, secondo piano, chiedere agli uscieri di proseguire all’ufficio in fondo dopo la sala del Consiglio Comunale e quella delle Quattro Virtù per poter firmare. E’ necessario avere con se un documento valido.

La legge permette anche la presentazione di queste iniziative cono sole 50.000 firma, numero che abbiamo già abbondantemente superato, ma l’obbiettivo politico ed istituzionale è la dimostrazione che i cittadini della pressione dell’Euro davvero non ne possono più. Pertanto ci siamo riproposti di arrivare alla presentazione di maggio con oltre un milione di firme valide per farle pesare nella discussione parlamentare che seguirà.

continua fuori dall'euro
Serve anche la tua firma, se non puoi raggiungerci in sede a Piazza XXIX Marzio 23 in Orvieto, o non puoi incontrarci ai banchetti di raccolta firme, passa pure in Comune e firma nell’istituzione. I cittadini insieme cambiano le cose per davvero.

Informati anche su: http://www.fuoridalleuro.com/

#FiatoSulCollo natalizio

Il Natale torna nell’agenda degli eventi orvietani. FINALMENTE!

Inizialmente questa dell’attenzione agli eventi natalizi, del #FiatoSulCollo, portato avanti dal MoVimento e da pochi sparuti operatori del turismo e della cultura era stata liquidata come polemica sterile.

Inizialmente le categorie professionali della catena dell’incoming parevano distratte e disinteressate e gli stessi cittadini non capivano perché non si dovesse semplicemente chiudere i battenti il nel periodo natalizio in attesa di Umbria Jazz Winter.

foresi nataleIl tempo però è galantuomo, lentamente si è fatta avanti l’idea di vivere la città, ci si è misurati con eventi che vengono da lontano e con il senso stesso dell’Amministrazione di una città, che è al tempo stesso al servizio della cittadinanza tutta ma pure faro, punto di riferimento, a che si aggreghino le forze propulsive dell’energia economica e lavorativa e di quella del terzo settore assieme ai tanti cittadini che contribuiscono a rendere Orvieto viva e vitale.

Così dopo aver rotto le balle per bene, oltre ad aver lanciato proposte (ampiamente saccheggiate dalla Giunta come quella della mobilità pubblica gratuita), finalmente ci godiamo (anche sull’App) il ritorno di aventi ed aperture straordinarie natalizie .

Restiamo sul filo della polemica ricordando che se si partiva per tempo le avremmo anche potuto pubblicizzare, distribuire sulle tante piattaforme d’incoming turistico (oltre all’App locale) per coinvolgere anche partner e sponsor; tuttavia è meglio del previsto niente,  va bene così.

Questo è il nostro primo Natale, al secondo ci arriveremo preparati e partiremo da subito con proposte “saccheggiabili” e con la chiara idea che di prenderci qualche merito non è necessario, l’importante è Orvieto, i suoi cittadini ed il suo territorio.

Buon Natale, godetevi la città che da quest’anno non è più chiusa per ferie.