Archivi categoria: Idee

Preoccupazione per la mobilità pasquale 2015

Ogni anno sembra che le amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, siano prese di sorpresa da un evento notoriamente “imprevedibile”. l’arrivo delle feste pasquali.

Per le feste natalizie abbiamo fatto un pressing importante su Giunta, Consiglio ed operatori del settore per ottenere trasporti pubblici gratuiti e disincentivare la mobilità privata nel periodo degli acquisti in modo da favorire i negozi e le passeggiate come nei tempi passati. Molti operatori hanno colto l’occasione e la città, diversamente dagli anni scorsi, non è rimasta chiusa per natale, ci sono stati eventi dapprima in sordina ma poi di un certo richiamo per permettere alla rupe, zona commerciale naturale della città, di ritrovare la propria centralità.

Per le feste pasquali non abbiamo potuto presentare alcuna proposta negli unici due consigli di questi primi 4 mesi, data la “melina” che stanno facendo in maggioranza. Del resto non dovremmo essere proprio noi ad occuparci di questa che è normale amministrazione per chi si occupa di Commercio (Assessore Martino), Turismo (Sindaco Germani) e mobilità (Assessore Vincenti) con tutto lo staff che il comune, la municipale e financo la protezione civile mette a disposizione in termini di uomini, mezzi ed esperienze di campo. Lo stesso QSV (Quadro Strategico di Valorizzazione, cioè il tavolo di confronto per il centro storico tra amministrazione, enti e cittadini) non è mai stato convocato in ordine alla gestione del periodo pasquale, ed a giudicare dagli atti pubblicati il Comune semplicemente non ha una strategia di alcun tipo e naviga a vista.

«Eppure nel passato i problemi non sono mancati, con i parcheggi insilati saturi a Pasqua e pasquetta ed i turisti presi e costretti a ridiscendere allo scalo (turisti ovviamente persi) tra i commercianti che vedevano allontanarsi i clienti ed i vigili costretti a prendersi insulti di ogni genere mentre l’ex caserma rimaneva chiusa alle auto.»

Una gestione che sin dal 2012 stigmatizziamo e per la quale chiediamo da sempre una programmazione chiara con una catena di responsabilità trasparente.

2013-03-31 la nazione - m5s contro i parcheggi chiusiAncora una volta, ad una settimana da Pasqua nessuna iniziativa, nessun programma, neanche un accenno di quelle politiche d’incoming turistico e di Marketing Territoriale. Siamo andati a promuovere a Roma il Corteo Storico con la Fondazione CRO, benissimo! Da Roma arrivano a Pasqua e Pasquetta moltissimi visitatori. Lo troveranno il Corteo Storico? Sono previste uscite? A giudicare da quel che dicono i figuranti proprio no. Continua a leggere Preoccupazione per la mobilità pasquale 2015

Scintille sulle Aree Interne

Quella della strategia “Aree interne” su cui ha costruito larga parte del programma elettorale l’attuale sindaco, Giuseppe Germani, è uno di quei temi che dovrebbero essere sentiti e gestiti trasversalmente.

Aree interne fa parte del complesso sistema di programmazione comunitaria che sono conosciuti come fondi europei indiretti, cioè quelle attività i cui i contributi vengono erogati in funzione di bandi gestiti da enti pubblici nazionali come le regioni. Questo inoltre è un caso speciale perchè, senza scendere nei particolari, può essere attivato solo se risponde ad una progettazione come effettuata da molti enti proponenti. Ora immaginate una ventina di comuni, di diverso colore politico, che di solito ci mettono già molto tempo a rispolvere le loro diatribe interne tra le proprie rispettive maggioranze ed opposizioni, accordarsi per unire le forze in funzione di un obbiettivo condiviso. Difficile, no?

Ecco noi pensiamo di no. Lucia Vergaglia, consigliere di opposizione, del M5S, qui ad Orvieto ha provato ad esordire di fronte all’assise dei sindaci dei territori da Città della Pieve a Giove, ed in direzione di Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, dicendo proprio questo: «Nonostante la campagna elettorale incombente è indispensabile agire come si fa tra enti nei finanziamenti Europei “diretti”, quelli che necessitano di partner in tre o più nazioni. Si stabiliscono temi comuni e si lavora assieme. Anche le opposizioni saranno della partita in spirito costruttivo e collaborativo tanto più che anche dove non c’è questa varietà di sensibilità non sempre si riesce a completare nei tempi la spesa dei fondi europei, come nel caso della programmazione 2007-2013.». Piccata ed immediata la risposta della Marini. «L’Umbria ha speso tutto, sono le regioni del Sud che non sono state in grado di fare i progetti.» in direzione della Vergaglia, che è napoletana, e che ha sorriso «Sarò molto lieta di essere smentita, nei fatti».

Questo slideshow richiede JavaScript.

Clima arroventato da periodo elettorale, ci rendiamo tutti conto, ma i fatti sono che poche ore prima l’Assessore Bracco, anch’egli del Pd come la Marini presentando il DAP (Documento Annuale di Programmazione) spiegava che solo nel 2015, ed oltre alla fine della legislatura, ci sarà la chiusura degli interventi della programmazione 2007-2013 (cioè oltre due anni dopo il termine ufficiale) e solo dopo questa chiusura avremo l’avvio della fase attuativa della programmazione comunitaria 2014-2020. In pratica i fondi disponibili dal 2014 vedranno i bandi per la regione Umbria nel 2016.

L’avvocato Vergaglia non si è lasciata distrarre ed ha esposto una prima proposta di metodo da elaborate in condivisione tra i tanti partecipanti ad Aree Interne: «I responsabili della regione sono stati molto eleganti a spiegarci che questa di “Aree Interne” non è il classico finanziamento quanto piuttosto un sostegno in più rispetto a quello che normalmente i vari bandi propongono, un tessuto connettivo tra le molte iniziative che potranno venire e che potranno godere anche di altre forme dirette ed indirette di finanziamenti europei. A questo punto osservo che nei nostri comuni non vi sono professionalità in grado di cogliere l’ampiezza dell’opportunità e credo che si debba ricorrere a quei professionisti noti come “Europrogettisti”. La mia proposta è di fare fronte comune e di utilizzare lo stesso gruppo di tecnici per sostenere, praticamente ed efficacemente, le decisioni di indirizzo che potremo prendere assieme nei modi che nei prossimi incontri sceglieremo.»

Il dibattito è proseguito, con tante proposte ed i primi indirizzi di obbiettivi, ma la cosa importante è che si parte, e che c’è una scadenza; il 30 settembre o saremo pronti od altri lo saranno al posto nostro altre regioni e non ci saranno scuse, nessuna maggioranza potrà mai dire che la nostra opposizione ha ostacolato questo processo di sviluppo sulla cui trasparenza, naturalmente, vigileremo.

La RESA natalizia.

In quasi tutte le città d’arte e centri storici d’Italia e d’Europa il natale è atteso con trepidazione.

piazza santa croce - mercatino di natale -firenzePer mesi in vista della stagione turistica natalizia, la stagione della tredicesima, una delle poche che ancora funziona in tutta la nazione, si pianificano le iniziative, la viabilità e le aperture straordinarie per le festività invernali. Le amministrazioni organizzano aree di mercato KmZero e mercatini di natale. Regolano viabilità e mobilità in modo da favorire il godersi dei centri e la fruizione dei beni culturali locali. Rendono ancora più favorevole il contesto turistico e commerciale permettendo biglietti combinati, mettendo a disposizione personale, centri informazioni e, più recentemente, portali web ed infosocial. Promuovono il territorio attraverso premi ed azioni mediatiche, invitano personalità di richiamo, sponsorizzano le proprie personalità locali nei luoghi dove il loro appeal possa portare attenzione anche sulla città.

Creano in poche parole quell’ecosistema turitico-commerciale che porti sviluppo e lavoro quando manca e permetta ai tanti cittadini di godersi la propria città durante le ferie.

La natura religiosa della festa non viene messa in discussione e le iniziative della Chiesa sostenute e valorizzate, ed anche per questo favorite e spinte in ogni modo le iniziative “secolari”, come commercio e turismo, e soprattutto le iniziative culturali. Tutti i politici che abbiamo avuto fino ad ora hanno descritto le potenzialità di Orvieto nelle festività snocciolando i paragoni con Salisburgo, Praga ed i centri più noti e vivaci del Trentino… con quali risultati? ZERO!

Anche questo Natale Orvieto chiude per ferie.

Praticamente tutti gli alberghi in centro e larga parte della ristorazione va in vacanza, forse a Salisburgo, a Praga od in Trentino. Orvieto intento resta chiusa per ferie, qui il turista non è benvenuto. La città si è arresa, la resa natalizia è soprattutto di quegli attori del mercato che dovrebbero stare tra loro in regime di concorrenza, non di cartello, e che sono soliti lamentarsi con le amministrazioni anche quando sono in crescita.

Not Welcome Doormat, with Clip Path. See also 'Welcome' DoormatViene da chiedersi se quei commercianti, quelli con i “fondi” in posizioni di rendita come via del Duomo, che non vogliono la pedonalizzazione del centro storico, a partire da Piazza del Popolo, lo sanno come fanno i loro colleghi in altri centri storici e città d’arte. Viene da chiedersi a chi conviene una città che langue e muore dappertutto tranne in certi posti. Viene da chiedersi chi possa permettersi i famosi “studi legali romani” degli amici di Renzi. Viene da chiedersi con che faccia gli operatori che fanno cartello vengono a protestare in Comune.

Intanto i fatti sono che Orvieto a Natale resta chiusa per ferie, e non per mancanza di domanda, ma per assenza totale di offerta professionale nella latitanza operativa dei tanti pontificatori del passato.

Orvieto non può più permettersi “cartelli commerciali al ribasso”, o posizioni di rendita che danneggiano tutti, e vorremmo tanto che le associazioni di settore, se esistono per davvero, si facciano sentire non solo quando si tratta di fare lobbysmo in Comune o bussare cassa ma anche, e soprattutto, a colmare queste incredibili, inaccettabili lacune.

A questo punto ci vediamo costretti a proporre un regime d’utilizzo degli avanzi della Tassa di Soggiorno proprio per il periodo in cui commercio e turismo soffrono di più, ovvero sin d’ora per il Natale prossimo. Vediamo se riusciamo ad invertire quest’assurda, stupida ed autolesionistica tendenza o se dobbiamo passare a parlare di “albergo diffuso” ed “accoglienza familiare” da sponsorizzare sulle piattaforme social in mancanza di operatori professionali del settore che siano in grado di mantenere un livello minimo di servizio causando, al tempo stesso, un notevole danno d’immagine alla vocazione turistica della nostra città.

Una città turistica, nelle ferie, deve restare aperta e fruibile.

Mozione: Bardano Centro del Made in Italy

Il Comune, si sa, non può sostituirsi al privato, non può creare lavoro, reddito, non può fare impresa.

E’ convinzione del M5S Orvieto che l’amministrazione possa però favorire una sana attività d’impresa e creare le condizioni di un rapporto azienda lavoratore sano e professionalizzante. In questi nostri primi passi di proposta fattiva per lo sviluppo economico del territorio puntiamo sugli elementi che differenziano la zona produttiva di Bardano, attualmente in una difficle crisi, rispetto alle altre aree d’insediamento industriale. Lo facciamo a costo prossimo allo zero e con un piglio decisamente “italiano”, trasformando una peculiarità in un’esclusiva opportunità da cogliere con lungimiranza.

made in italy

La peculiarità è che la zona industriale e produttiva di Bardano, nel Comune di Orvieto, è il centro esatto dell’Italia. L’Italia, nella produzione è “Made in Italy”. Ne consegue che la nostra zona d’insediamento produttivo è, secondo noi, il “Centro del Made in Italy”.

Pertanto abbiamo depositato una mozione in Comune per certificare d’autorità questo dato ed iniziare le attività di marketing territoriale volte ad attrarre imprese e capitali di sviluppo, oltre alle fonti di accesso ai finanziamenti per investire nel “Centro del Made in Italy”.

mozione centro del made in italy

Qui di seguito il testo della mozione: Continua a leggere Mozione: Bardano Centro del Made in Italy

Orvieto Turismo: le tariffe degli autobus

Il turismo è “il complesso delle manifestazioni e delle organizzazioni relative a viaggi e soggiorni compiuti a scopo ricreativo o di istruzione” (Devoto, Oli, 2011).

E’ vero quanto scrive l’assessore al Bilancio, Gnagnarini, su Orvieto quale destinazione turistica e non semplice autogrill di transito. Aumentare i pernottamenti e divenire destinazione finale è un obbiettivo auspicabile ed alla portata di un’amministrazione con chiarezza di visione. Ricordiamo però all’assessore al bilancio che le ambizioni non fanno il risultato e che lui non ha la delega al turismo, attualmente ancora in mano al sindaco Germani; per queste ragioni proponiamo all’amministrazione ed alla cittadinanza un percorso d’avvicinamento al risultato voluto un passo alla volta. Cominciamo con l’affrontare la spinosa questione degli autobus turistici con le parole di David Tordi, operatore del turismo e dell’incoming, responsabile di OrvietoViva ed ex candidato del M5S al Consiglio Comunale.

david tordiChe la questione dei parcheggi dei bus turistici ad Orvieto non lo si scopre certo oggi, tuttavia vorrei precisare e soprattutto proporre una soluzione alla questione anche con dati statistici alla mano.
Da 9 anni opero nel settore del turismo di incoming, sia sul territorio orvietano, che nel centro Italia (Umbria, Lazio, Toscana, Marche).
La mia idea è quella di differenziare le tariffazioni di parcheggio fra bus 50 posti, bus 25 posti e bus/van 9 posti, in quanto – evidentemente – essi occupano una superficie di parcheggio notevolmente diversa.
A tal proposito, suggerirei alla Giunta ed al Consiglio Comunale di valutare le seguenti tariffe che, numeri alla mano, porterebbero benefici e numeri superiori alle case comunali:

Bus 50 posti – € 45.00 al giorno (€ 0,90 a persona).
Bus 25 posti – € 35.00 al giorno (€ 1,40 a persona).
Bus 9 posti (detti anche van) – € 15.00 al giorno (€ 1,66 a persona).

Va considerato che la stragrande maggioranza dei flussi turistici cittadini arrivano con mezzi propri o medio piccoli (sono cambiati i tempi in cui arrivavano i famosi pullman a dozzine…). Oggi il turista viaggia in gruppi piccoli, meglio organizzati e soprattutto con poco tempo a disposizione. L’accesso alla città va agevolato, non negato.

I turisti statisticamente più “abbienti” e che quindi spendono di più in città sono nord americani ed asiatici. Molti di essi si muovono con van 9 posti.

Obbligarli a pagare € 45.00 al giorno sarebbe come dirgli: “Si, grazie, salite ad Orvieto, poi chi vivrà vedra…”. Invece no! Dobbiamo far sì che questi ritornino a visitare la nostra città e tutti gli operatori devono sapere che gruppi piccoli (che hanno quindi anche più tempo per fare shopping o consumare pasti, rispetto ai grandi gruppi) possono tornare facilmente ad Orvieto.

Orvieto
Orvieto

Sappiamo bene che la struttura geologica della rupe di Orvieto non permette l’accesso a troppi mezzi pesanti in centro storico. Va altresì detto che ogni giovedì e sabato il mercato di piazza del Popolo conta decine e decine di mezzi pesanti al centro della città. C’è qualcosa che non va…
Sicuramente vanno attuate misure congrue al flusso turistico, flusso che porta alle casse comunali e soprattutto alla maggior parte delle attività commerciali entrate economiche FONDAMENTALI per la sopravvivenza. Continua a leggere Orvieto Turismo: le tariffe degli autobus

Candidati smart ed innovatori? Solo chiacchiere

Tutti i candidati a parlare anglofono, infarcendo di termini stranieri come asset, smart, incoming, opendata, marketing od addirittura avanguardisti nelle loro proposte di turismoduepuntozero. Beh… quasi tutti.

qrcodeIl nostro candidato, Lucia Vergaglia, persino quando riceve documentazione con la scritta “cluster Piave” in bella vista di solito la traduce nella lingua dei cittadini, amiamo essere chiari e trasparenti. Cluster Piave diventa “distretto polifunzionale Piave”, assett diventa bene pubblico, incoming diventa turismo e così via.

Però vogliamo andare oltre le parole e guardare ai fatti. Tutti i candidati si sono espressi a parole in favore dell’innovazione, della condivisione in rete delle informazioni, del rendere possibile la connessione ai turisti e più in generale del guardare avanti. In tal senso si parla spesso di codici per i telefonini, i cosiddetti codici QR, o QR code

Sono quei simboli che, visualizzati con le telecamerine dei telefonini degli ultimi anni, con i tablet e con i dispositivi futuri (gli occhiali della società Google-Luxottica ad esempio) possono visualizzare dei contenuti od il collegamento internet d’approfondimento.

Chiaro? Guardiamo ora i manifesti elettorali, sono sicuramente un buon indice della propensione all’innovazione, all’essere “smart” dei nostri candidati e delle liste che li sostengono. Notato niente?

manifesti elettoraliAndate in giro per la città, prendete “santini”, programmi e guardate bene i poster, i manifesti, le grandi “vele” (cioè quelle affissioni mobili su camioncini” e verificate dove sono presenti siti internet istituzionali e QR.

Siti già sono presenti in pochi, c’è una candidata che volendo esagerare o forse memore di quando assegnavano i dettati a scuola, ha ingolfato la parte bassa del suo manifesto non con uno, ma con decine di indirizzi internet.

Decisamente poco Smart e molto burocratico.

Iconico quello di Frizza con i suoi loghi dedicati alle reti sociali ma, ancora una volta, te lo devi scrivere. Innovativo, ma solo se rapportato alle liste “tradizionali” che potrebbero essere benissimo quelle delle amministrative degli anni ’90.

Indovinate invece qual’è l’unico gruppo politico dal manifesto “smart”, semplice, fruibile, completo nelle informazioni e con tanto di QR? Esatto, il M5S.

poster m5s orvieto con il qr

Ai cittadini, come dovrebbe essere per i turisti, tutte le informazioni:

  • Logo del MoVimento e colori legati a quelli del simbolo nazionale
  • Nome del Candidato Sindaco
  • Nomi ed ordine dei candidati al Consiglio Comunale
  • Indirizzo web memorizzabile
  • Qr per la “scansione” immediata

L’innovazione è nei fatti, nelle piccole cose, le chiacchiere lasciamole ai partiti. Altro che marketing, qui bisogna pedalare.

Hanno creato un mostro e osano anche chiamarlo “Turismo”.

Da cittadino nato e cresciuto ad Orvieto quale sono, nonché da operatore del settore turistico di incoming, non posso piú tacere le innumerevoli occasioni mancate negli ultimi anni per creare un indotto turistico di alto livello ad Orvieto, oltre alle decine di disastri voluti e spesso pianificati a tavolino.
orvieto dall'alto

La nostra cittadina storicamente conta una densitá in numero di attrattive per “isolato quadro” che farebbe impazzire di gioia molti altri comuni italiani, nonché esteri. Tanti ci invidiano la varietá e la bellezza della nostra cittá, ma nessuno ci invidia il modo di fare turismo e accoglienza: non ne siamo dotati.
Vorrei evitare di fare paragoni fra Orvieto e qualsiasi altra realtá turistica estera, in quanto dovremmo fustigarci quotidianamente, se non peggio. Siamo indietro secoli luce e dobbiamo solo vergognarci di cosa offriamo come cittá ai NOSTRI visitatori (quindi NOSTRI clienti).
Noto ormai da anni un totale disinteresse a fare Turismo da parte delle istituzioni locali e, ahimé spesso, a fare turismo coordinato fra gli stessi privati del settore. È stata – secondo me volutamente e ripetutamente – creata una “patina”, una nebbia stagnante sul turismo orvietano, la quale ci ha portati ad offrire oggi una cittá sulla carta incredibile e unica ma, sul fronte ricettivo e dell’accoglienza al turista, pessima se non penosa. Parlo di accordi di interesse personale, di partito, presi da dirigenti incompetenti e fannulloni, che avevano la riuscita del “prodotto Orvieto” in fondo alla propria lista di interessi.
Ma vorrei fare un passo indietro. Girando l’Italia ed il mondo per studio e lavoro, negli ultimi vent’anni ho avuto la fortuna di poter visitare e conoscere tanti luoghi bellissimi e altri meno belli. E proprio quelli per mio gusto personale “meno belli” sono spesso quelli che lavorano meglio sul comparto turistico. Con impegno costante e costruttivo.
Orvieto sul piano dell’offerta attrattiva non sarebbe seconda a nessun’altra realtá umbra e del centro Italia. Ce lo dicono i libri di storia dell’arte, storia. In realtá non è cosí, Orvieto nasconde i suoi tesori dietro ad una inaccessibilitá turistica assurda. Continua a leggere Hanno creato un mostro e osano anche chiamarlo “Turismo”.

Ecohousing nell’Orvietano

Ci segnalano un progetto di Ecohousing,

Si tratta di approfondire con l’associazione Libera Polis (http://www.liberapolis.it) per delle aree in zona Ficulle scelte per la bellezza, per la presenza oltre che del casale (di più di 1200 mq) da ristrutturare, di terreno edificabile adiacente,terreno agricolo  e casette già costuite a 1000 euro/m2.

3491_ecohousing

Chi fosse interessato si colleghi loro sito: http://www.liberapolis.it

Fab Lab: un’opportunità

Abbiamo anche nella nostra regione e specificamente nel nostro territorio tradizioni e stili che vogliamo mantenere e valorizzare. Anche qui abbiamo una spinta artistica ed una pulsione creativa importante, sarà per il buon vivere, sarà per la bellezza che ci circonda ma questa è meta di artisti ed è fucina di creatività. Aggiungi la tensione all’innovazione che per esempio vediamo realizzarsi nella nostra (mi perdoni C.L.) filiera del vino o dipanarsi lontano grazie a Vetrya, Engineering e le altre realtà informatiche eccellenti che partono da qui verso il mondo. Infine mescola tutto con lo stato dell’arte della tecnologia che, oggi, permette di usare semplici “stampanti” per costruire, nei materiali più diversi, oggetti tridimensionali, e che permette grazie a strumenti come l’italianissimo “arduino” ogni operazione circuitistica ed elettronica o di collegamento pensabile. Immagini, progetti, assembli, crei senza il limite della necessità di un’industria dietro di te, senza dovere attingere a consulenze di tecnici od a squadre d’operai specializzati,

FabLab

Artigiani, inventori, volontari del riuso di materiali si riuniscono nelle città in Fab Lab, il capannoni laboratorio in grado di creare qualsiasi cosa e di dare destinazione d’uso anche al rottame. Questa è la visione “metropolitana del Fab Lab, grazie ad esse nuovi paradigmi di economia si concretizzano.

Ma noi abbiamo di più, abbiamo un patromonio di tradizioni da recuperare e, chi ne abbia la capacità, proiettare nel futuro. Tradizioni da condividere con il mondo, con quei cittadini di luoghi lontani che vengono a visitarci e con chi da lontano vuole un pò di Orvieto, un pò di Umbria da tenere con se. La tecnologia e la duttilità dei Fab Lab distribuiti per il mondo possono semplicemente darci nuove opportunità, se vogliamo e se non ne abbiamo paura, perchè il bello è proprio questo: ciò che immaginiamo qui, possiamo trasferirlo lontano e farlo fabbricare sul posto, ma la firma, lo stile e il progetto restano orvietani.

Pensateci, informatevi, proponete idee e soluzioni innovative. Vi daremo una mano e supporteremo, di quest’inarrestabile declino di gente chiusa a riccio con le proprie competenze ripiegate su se stesse non ne possiamo proprio più.

Resta in contatto qui:

http://www.beppegrillo.it/movimento/
http://www.facebook.com/Orvieto5Stelle
http://www.meetup.com/Orvieto5stelle

Sardegna: la risposta del M5S a catastrofi presenti e future

Riportiamo dalla Commissione Ambiente (Gruppo M5S, Camera dei Deputati)

E’ una roulette russa.

Adesso è toccato alla Sardegna, una settimana fa alle Marche. Prima ancora alla Toscana e al Veneto. E tra una settimana a chi toccherà? E quella successiva?

Il clima è cambiato, dobbiamo capire che ciò che anni fa era un evento meteo straordinario, adesso è divenuto ordinario. Il problema è già noto in tutta la sua drammaticità: l’82% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico (frane ed alluvioni).
Il MoVimento 5 Stelle alla camera ha iniziato a lavorare a questo problema fin da subito.
Mettendo in rete le competenze dei portavoce in Commissione Ambiente (geologi, ingegneri, architetti), e interfacciandosi con esperti, tecnici, professori universitari, ricercatori, professionisti, amministratori, sono state individuate delle risposte concrete e sono state tradotte in mozioni e proposte di legge.
Le altre forze politiche si riempiono la bocca di vuote parole dopo il minuto di silenzio. Il governo non agisce (solo 30 Milioni stanziati per la prevenzione su tutta Italia).
collage1IL MOVIMENTO 5 STELLE PROPONE DELLE SOLUZIONI in cui si punta sulla prevenzione e su una corretta gestione del territorio da parte di privati e di enti territoriali:

    • Proposta di legge sullo svincolo del patto di stabilità per le spese degli enti territoriali relative a ripristino, previsione e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico (Spesso gli enti territoriali hanno in cassa fondi per intervenire adeguatamente e mettere in sicurezza il territorio per far fronte a vecchie e future emergenze ambientali. La prevenzione e la messa in sicurezza del territorio sono fondamentali per limitare l’impatto delle calamità naturali).
    • Proposta di legge “geobonus” (agevolazioni fiscali per chi investe in sicurezza del territorio e difesa del suolo).
    • Proposta di legge per “Limiti all’impiego di sostanze diserbanti chimiche” (Proposta per lo stop all’uso di questi prodotti lungo le strade, carrarecce, etc, visto che questa pratica porta al deterioramento del tappeto erboso naturale e conseguentemente ad erosione, dilavamento e franamento del terreno sulle sedi stradali)