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Vergaglia (Orvieto Umbria): – 11 alle elezioni e nessuno parla ai giovani

IL COUNTDOWN CONTINUA, AMMINISTRATIVE ED EUROPEE SI AVVICINANO E VOTERANNO PER LA PRIMA VOLTA I CENTENNIALS E NESSUNO HA UNA PAROLA PER LORO.

La Generazione Z o Centennials identifica le persone nate dopo i Millennials. La generazione è generalmente circoscritta tra i nati dal 1995 fino al 2012. Un aspetto importante di questa generazione è il suo diffuso utilizzo di Internet sin dalla nascita: in generale danno per scontato che possono trovare e sapere tutto dove vogliono quando vogliono. Coloro che sono abituati agli orari della trasmissione televisiva, a cercare il canale, a comunicare con note scritte, messaggi o sms ed ai Social così come li conosciamo non hanno molto in comune con costoro che utilizzano la voce per dare ordini articolati e complessi alle macchine, che considerano la connettività un diritto e non un privilegio ed i propri smartphone come una estensione della loro possibilità di fare e studiare, non solo per comunicare.

In termini antropologici le persone nate in questo periodo si Bassano sul paradigma di interpretazione del mondo radicalmente diversi da chi li ha preceduti. Per capirci non sono i millennials (ai quali comunque nessuno della politica locale, e di quella europea che dovrebbe andare al voto anche dalle nostre parti, sta parlando) E comunque non basta dire che si faranno delle politiche giovanili o si darà voce ai ragazzi per mettere in programma qualcosa che riguardi veramente queste nuove generazioni con le loro specifiche esigenze in un mondo che, ci piaccia o meno, non è più quello dei primi anni 2000 oppure dei periodi precedenti. Chi studia i fenomeni sociali generazionali predispone più di uno schema per individuare le differenze espiegarle

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Il countdown di Lucia Vergaglia (Orvieto, Umbria). -12 alle elezioni amministrative ed europee.

UN CONTO ALLA ROVESCIA ELETTORALE, UNA ANALISI “SIMBOLICA” DELLE SCELTE E DELLE CONSEGUENZE PER LE FORZE IN CAMPO. -12: QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE NON ENTUSIASMA, MANCANO I TEMI ED I CANDIDATI EUROPEI E LOCALI NON PARLANO LA STESSA LINGUA.

Noi alle elezioni non ci saremo, nostro malgrado ci è stato impedito di fare la nostra parte all’interno della forza politica con la quale eravamo nel 2014. Senza di noi localmente la campagna elettorale vede solo la contrapposizione diretta dei due maxi blocchi centro destra e centro sinistra, la presenza di alcune forze che si pongono ai lati dello scacchiere come sinistra e destra, il ritorno civico con le liste a sostegno di un ex primo cittadino molto noto sul territorio. Complice anche l’assenza di momenti in cui un candidato come avrebbe potuto esserlo la nostra Lucia Vergaglia, che da sempre declina in chiave locale temi europei e porta in Europa tematiche locali come la valorizzazione del lavoro italiano oppure come l’utilizzo delle nostre infrastrutture per ospitare un importante ente internazionale, il dibattito lo voto europeo è praticamente assente. Non è piaggeria ma è un dato di fatto . Semplicemente è così.

Tuttavia siamo cittadini che singolarmente o assieme si focalizzano su alcune tematiche ed analizzano ciò che vedono secondo una lente che è data dall’ attivismo politico e dall’immersione nei problemi reali. Così abbiamo deciso di cominciare a pubblicare questo Countdown evidenziando alcune contraddizioni e mancanze che a noi sembrano evidenti e che probabilmente sono sfuggite a chi oggi vuole occupare uno spazio che abbiamo lasciato vuoto contro la nostra stessa volontà.

Non sono raccomandazioni di voto e neppure attacchi ad una singola forza politica a un singolo candidato. Detto questo prendetele un po’ come vi pare: Ci limitiamo a dare informazioni e se pensate che sia un tentativo di influenzare siete liberi di farlo, non è un problema nostro.

Partiamo da questa giornata dopo aver letto un commento di una giornalista locale, Monica Riccio che, ad avviso di chi scrive, giustamente esponeva un PROBLEMA serio:

“Mai vista una campagna elettorale locale più moscia, cattiva, violenta e priva di ironia di questa 2019… ci si interroghi su chi e come ha instaurato questo clima assurdo e un filino patetico…”

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Meetup Orvieto. I faccioni elettorali

ANNI DI SERMONI E FILIPPICHE CONTRO LA PRESENZA DEI VOLTI E LA PERSONALIZZAZIONE DELLE CAMPAGNE ELETTORALI CHE OSCURAVANO I TEMI E ORA CI PREDICAVA BENE RAZZOLA PEGGIO DEGLI ALTRI.

I temi sembrano essere scomparsi dalla propaganda elettorale. Sommersi da una ridda di slogan e di frasi fatte , di hashtag ai limiti del ridicolo e soprattutto dai faccioni elettorali.

Santini, manifesti, Meme per Instagram e chi più ne ha più ne metta tutti con l’onnipresente faccione. Pose plastiche che sembra Il Manifesto degli Avengers , trucco per le signore che sembra ci si prepari alla festa dell’anno e giacche per i signori, vistosamente a disagio.

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Lucia Vergaglia (Orvieto, Umbria). Il cambiamento vero è quello che vivi giorno per giorno.

COMPLIMENTI SCONCERTANTI PER “NON” ESSERE CANDIDATA. SOSPIRI DI SOLLIEVO E NON SOLO DEI COMPETITORI MA ANCHE DEGLI AMICI. DOVREI ESSERE INTERDETTA MA IN FONDO CAPISCO.

Ho trascorso delle settimane interessanti dove le molteplici circostanze si sono ribaltate con un ritmo frenetico quanto il “corso” di una palude fatta di attese.

La lista”sospesa” M5S Orvieto con candidato Vergaglia

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Vergaglia. Collegare la stazione di Orvieto con l’aeroporto di Roma Fiumicino

È DIVENTATA MATERIA DI CAMPAGNA ELETTORALE LA NECESSITÀ DI CONNETTERE UN AEROPORTO AD ORVIETO. NON PERDIAMO TEMPO: L’ISTRUTTORIA HA GIÀ AVUTO IL VIA DUE ANNI FA.
Due anni fa introdussi la riflessione sulla possibilità di richiedere l’apertura di un tavolo tecnico tra i vari interlocutori pubblici Comuni, Regione Umbria e Lazio ed ovviamente Trenitalia per esaminare quello che per la sua immediata fattibile funzionalità ed irrilevante impatto di costi non poteva neppure assurgere al grado di progetto: portare da Orte ad Orvieto l’ultima fermata del FIUMICINO EXPRESS ed avere come d’incanto l’aeroporto ad Orvieto.

Lo so mi rendo conto che messa così può dare l’impressione di uno slogan elettorale, ma oggi come oggi, ahimè non mi si può più accusare di ciò. Ma comunque non possiamo davvero perderlo questo treno e non solo in senso figurato! Ai tempi conclusi così il mio intervento in aula consiliare.
Altrettanto non ho bisogno di mettere a paragone cosa abbiamo noi ed il nulla assoluto di posti come Malpensa che distano un’ora da Milano. Sarebbero innumerevoli e formidabili gli sviluppi economici per Orvieto e non li elenco per non offendere l’intelligenza di chi legge queste righe.
Nei diversi programmi elettorali e nei discorsi pubblici che ne accompagnano l’illustrazione ritrovo un tratto comune a tutte le proposte: il riscatto dell’orgoglio identitario contro lo strapotere delle decisioni altrui che per le rango gerarchico sembrano insuperabili. E ciò vale per ogni settore di competenza della Regione. Hanno tutti ragione quando dicono che progressivamente stiamo assistendo inermi a quella che è una continua emarginazione degli interessi e quindi del benessere di Orvieto a causa di scelte che vengono disposte altrove, ci calano dall’alto e noi chini, ma l’orgoglio orvietano dov’è finito?

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La proposta da Orvietosi.it: un assessorato a Lucia Vergaglia

SPETTRI, FANTASMI E DEMONI

(di Lucia Vergaglia)

Parlandone bene, da viva!
Arguto e carico di significati reali e verificati l’editoriale di Orvietosi.it – Il giornale dell’Orvietano​ a firma di Gabriele Marcheggiani.
Quanto si legge in queste righe è un estratto ragionato di un’intervista rilasciata allorquando si andavano delineando schieramenti e liste che avrebbero trovato la naturale sintesi nelle figure dei candidati a Sindaco. Ci demmo appuntamento per una prossima occasione allorquando la lista, ai tempi in fase di verifica, sarebbe stata approvata mediante la certificazione.


Com’è arcinoto non ve fu motivo… E alla luce degli eventi o meglio di ciò che non è accaduto ero persuasa che il materiale raccolto avesse trovato la triste sorte di una bozza di documento non inviato che occupa inutile spazio nella memoria e pertanto viene conferito nel cestino del ciberspazio.
Non è andata così e me ne compiaccio davvero perché in un frangente in cui è definitivo tirare le somme dell’impegno profuso e di fatti stiamo stilando un memorandum delle attività svolte e comunque proposte dell’arco di questo lustro. Non è prevista né tanto meno dovuta una relazione di fine mandato, ma rappresenta il nostro modo di accomiatarci in maniera propositiva ed oggettiva affinché si possa trasformare da potenzialità a risorsa quanto prodotto. E’ un lavoro più arduo del previsto che forse non avrei mai neppure potuto proporre a livello contenutistico nella proposta agli elettori.
L’auspicio è che non avendo fini propagandistici possa venir apprezzata per ciò che è una polaroid dello stato dell’arte e non un testamento.

La campagna elettorale è sempre circondata da quella diffidenza tipica di quando senza appuntamento ti bussano alla porta scusandosi sì per il disturbo, ma con insinuante gentilezza infilano il piede tra la porta e lo stipite di casa, provando a prendere possesso dell’attenzione con una micro violenza travestita da spirito volitivo.
L’istinto ancestrale di difesa conduce al comprensibile :<< No, grazie, non mi serve niente e non compro niente!>>.
Risultato? Tentata vendita sfumata e occasione persa per entrambe le parti.
Certo, sarebbe lusinghiero che venissero riconosciuti i meriti del M5S nella consiliatura 2014-2019 ed anche il senso di responsabilità grazie al quale Giuseppe Germani​ e la giunta sono arrivati alla propria scadenza naturale per realizzare quanto già deliberato.
C’era anche queste tra le motivazioni della scelta ardua e forse politicamente autolesionista di consentire all’amministrazione di svolgere fino alla fine il proprio mandato ovvero lavorare e possibilmente correggere il tiro di un’azione troppo sorda alle istanze della minoranza da me rappresentata. Continua a leggere La proposta da Orvietosi.it: un assessorato a Lucia Vergaglia

Vergaglia. Aldo Moro dovrebbe avere un suo spazio ad Orvieto

ALDO MORO FU ASSASSINATO IL 9 MAGGIO DEL ’78. FU UN CAPITOLO BUIO DELLA STORIA RECENTE DEL NOSTRO PAESE CHE NON BISOGNA DIMENTICARE. A MORO VA DATO IL SUO SPAZIO AD ORVIETO.

《Orvieto è la città per la Costituzione per volontà unanime del Consiglio Comunale e, per quel che possa valere, su mia personale proposta.
Aldo Moro è stato un politico, accademico e giurista italiano, segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario e presidente. Ucciso del 1978 dalle Brigate Rosse punto questo nella sua stringatezza il curriculum che non può descrivere l’uomo e non può descrivere quello che senti in modo i cittadini quando lo Stato affrontò uno dei momenti più bui della nostra storia recente. Io, che ero solo una ragazzina, me lo ricordo bene. E lo rivivo oggi qui ad Orvieto città per quella Costituzione di cui fu uno degli artefici.

E noi che siamo divenuti città per la Costituzione abbiamo giustamente dato un proprio spazio a Sandro Pertini che quando divenne Presidente volle ricordare Moro così:

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Elezioni Orvieto: Arrivano le prime risposte alle #5Domande di Lucia Vergaglia

CON LA ESCLUSIONE (IMMOTIVATA) DELLA LISTA M5S DELL’AVV. LUCIA VERGAGLIA RESTANO SUL TAVOLO TANTE, TROPPE, TEMATICHE PROMOSSE DALLA CAPOGRUPPO USCENTE SULLE QUALI, IN UNA LETTERA APERTA, HA CHIESTO AI CANDIDATI A SINDACO DI ESPRIMERSI.

La scelta di Lucia Vergaglia di scrivere una lettera personale toccando tematiche che in larga parte non sono tipiche della singola forza politica per la quale è stata capogruppo in comune ha certamente una doppia valenza. Quella di non impegnare in un dibattito di posizionamento dei partiti nazionali, quindi cercando di essere centrati sulle esigenze di cittadini e territorio orvietano, è quella di portare il discorso su ciò che realmente è in itinere e non sulle possibili incursioni programmatiche di ciò che ancora è soltanto potenzialmente dovrà venire.

La sottolineatura della parola “personale” occorre per distinguere e non creare confusione con chi giustamente sta andando alle amministrative con il simbolo del MoVimento 5 Stelle, ci sono 6 candidati a sindaco in regione che potrebbero portare tematiche completamente diverse ed in qualche caso anche lontane ed opposte a quelle sulle quali la stessa Lucia Vergaglia ha fondato la propria azione politica qui in Orvieto città per la Costituzione. Non c’è dunque ragione di dare il fianco a una possibile messa in contrapposizione delle richieste che riguardano la Orvieto di oggi con quelle che potrebbero riguardare uno degli altri comuni dove si vota in presenza del simbolo M5S.

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Le #5domande di Vergaglia (#M5S Orvieto uscente) ai candidati: n.1, denominazioni comunali

TRA LE INIZIATIVE PORTATE AVANTI DA LUCIA VERGAGLIA C’ERA IL RILANCIO DEL PROGETTO DEL COMPIANTO PROF. LEONI SULLE DENOMINAZIONI COMUNALI. SI PROSEGUIRÀ SU QUESTA STRADA?

Quella delle denominazioni comunali è contemporaneamente una via di affermazione identitaria , una proposta di sviluppo sostenibile per i propri marchi, produzioni ed imprese ed una esclusiva ed efficace peculiarità ascrivibile al marketing territoriale e turistico. Le De.Co. Infatti sono usate con successo in molti centri di Italia per prevenire scimmiottamenti e tentativi di sovrapposizione ad esempio del sounding non dal punto di vista del marchio o della tutela normativa che in Europa si scontra contro i regolamenti che prevengono le barriere anche immateriali quanto piuttosto dal punto di vista culturale e del prestigio di appartenere ad una tradizione riconosciuta ed apprezzata. Ed ai comuni non costa nulla se non la volontà di attivarsi.

Lucia Vergaglia, consigliere uscente che ha portato la questione delle denominazioni comunali all’approvazione del consiglio comunale di Orvieto ha rivolto pubblicamente e personalmente #5domande ai candidati sindaci che si stanno avvicinando a grandi passi alle elezioni amministrative di Orvieto in Umbria. Questa è la prima:

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Lucia Vergaglia (M5S Orvieto uscente) ringrazia gli esponenti dell’informazione per 5 anni trascorsi.

LA INFORMAZIONE PRIMA DELLA OPINIONE È STATA LA CIFRA STILISTICA DI QUESTI 5 ANNI DI LUCIA VERGAGLIA NEI RAPPORTI CON LA STAMPA. GRAZIE DI AVERLO RESO POSSIBILE.

(di Lucia Vergaglia)

Non è una questione di stile, di spregiudicatezza e di vanità quella di abusare anche delle minime posizioni pubbliche per poter dare opinioni spesso non richieste. È invece una questione di etica e di misura.
L’attività politica locale assieme alle opportunità di trasferire informazioni può infatti essere utilizzata come martello e troppo spesso c’è chi lo fa lasciando che,si possano facilmente confondere le legittime opinioni con l’indispensabile oggettività dell’informazione informazione.
A mio avviso questo è scorretto, ma temo inevitabile.
Personalmente ho avuto più di una circostanza in cui ciò è potuto accadere, ma, per quanto umanamente possibile, ho cercato sempre di gestire i toni e l’esagerazione, ed a mia memoria non mi sono mai state contestate menzogne ed omissioni anche se non sono stata esente da errori o fraintendimenti di domande.
Non so se questo sia dovuto alla buona volontà ed all’attenzione impiegate oppure al fatto di essere stata fortunata allorquando mi sono state rivolte domande la cui risposta potevo argomentare con chiarezza
Poteva anche non andare così e i profili di rischio ci sono sempre.
Se poi ne sia venuto fuori un ritratto fedele e forse anche un po’ meglio dell’originale questo è dovuto sicuramente alla professionalità delle donne e degli uomini dell’informazione orvietana che ringrazio per questo periodo trascorso insieme.
Ecco, a differenza di tanti che hanno ricoperto il mio stesso ruolo istituzionale nella stessa forza politica, Io confermo apertamente di aver trovato rispetto ed equilibrio nel lavoro svolto dagli operatori della comunicazione locale.
Di contro ho rispettato tutti i corsivi anche i più urticanti e credo di aver chiesto rettifiche agli articoli soltanto quando è stato realmente necessario fare emergere fatti diversi da quelli riportati.
Col beneficio d’inventario in virtù del quale ritengo che ciò possa capitare a chiunque presti la propria opera perché solo chi sta fermo non inciampa e siccome io non sono scevra da errori e leggerezze nella comunicazione formale, e certamente non sintetica, ringrazio per la pazienza grazie alla quale si è potuto estrapolare la notizie dai miei comunicati stampa che a volte sono risultate essere una sorta di lettere fiume, una sorta di diario di bordo per usare una metafora romantica.
Osservo che anche queste fitte righe lo sono!
Ma non essendo una professionista del settore e non potendo permettermi uno staff per le comunicazioni con la stampa, ci sarà stata comprensione per questa forma artigianale di comunicazione.
È stato un piacere poter relazionarmi con diretta franchezza e corrispondenza in questi cinque anni straordinari.
Buon lavoro dunque, a tutti e proprio tutti Voi che “maneggiate” quotidianamente gli strumenti essenziali del pluralismo ovvero della democrazia.
p.s.
Però, cortesemente adesso basta con i necrologi!