Archivi tag: consiglio comunale

Centro d’Italia: Narni ci sorpassa

Dobbiamo tornare ancora sulla proposta di Sviluppo per il distretto industriale di Bardano, Centro del Made in Italy, presentata dal M5S e bocciata dalla maggioranza con parole sprezzanti e squalificanti.

In breve la nostra proposta tendeva a costo pressoché nullo di trasformare la peculiarità che, secondo uno studio internazionale, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano insista il centro fisico d’Italia. La cosa sarebbe avvenuta in due semplici passaggi:

  1. L’apposizione di una pietra miliare come atto ufficiale dell’amministrazione e del Sindaco (che è anche ufficiale di Stato) che riconosceva il centro fisico dell’Italia.
  2. Impegnare l’assessorato alla Sviluppo ed al Marketing Territoriale ad agganciare a quest’atto ufficiale una strategia di sviluppo del distretto basata sulla ricerca di finanziamenti europei diretti ed indiretti.

Siamo stati quasi presi in giro, si è detto che una domanda così semplice non fosse chiara per gli avvocati della lista Gnagnarini mentre per il Pd era semplicemente una proposta “sarcastica”. Una bocciatura senza appello.

Campus VetryaCi siamo infuriati per lo schiaffo e per lo spregio col quale la maggioranza, mentre Tione ed Electrosys esalavano gli ultimi respiri, gettava alle ortiche un’opportunità. Alla propaganda secondo cui la nostra proposta era quella di mettere semplicemente un cartello abbiamo risposto direttamente da Bruxelles con le parole dei nostri europrogettisti identificando la concreta opportunità di un Cluster d’innovazione focalizzato sulle tecnologie indossabili, il cosiddetto wearable, coinvolgendo imprese, il vicino campus ed il CSCO. Abbiamo su questo sin da ottobre interrogato l’assessore competente, dottoressa Martino, e solo giovedì in Commissione di Garanzia ci hanno detto che a breve, forse, la riceveremo. Intanto la parte politica, la lista “Per andare Avanti”, sui social si vantava che avrebbero fatto cose ben più grandi e che ci avrebbero fatto sentire “li botti” entro Natale, e naturalmente anche questo è stato un traguardo disatteso. Nel frattempo gli imprenditori locali hanno preso la palla al balzo e si sono lanciati a capofitto nella valorizzazione del proprio business usando esattamente gli stessi nostri argomenti ed attivando (con gli olandesi) da subito quel che a noi osservatori un peletto smaliziati sembra proprio una partnership internazionale, che è propedeutica ai finanziamenti europei diretti.

Infine arriviamo a Narni.

La Giunta del Comune famoso in tutto il mondo per aver tratto valore dalle serie anglosassone di film e letterarie di “Cronache di Narnia” si è trovata uno studio geografico che indica presso di loro il centro esatto d’Italia.

A differenza dei nostri, loro, non hanno perso tempo, nessun lassismo, come si suol dire: pronti, via!

narni centro d'italia

Hanno approvato l’apposizione di segnaletica attestante la presenza del centro d’Italia ed hanno immediatamente avviato, attraverso il loro assessore Giombolini, visibilmente presente e proattivo, i contatti europei per il riconoscimento e per le pratiche di finanziamento di progetti. Chi ben comincia è a metà dell’opera, infatti se siamo quiescenti la situazione si fossilizzerà ed in Europa qual vantaggio competitivo che poteva essere l’avere la prima attestazione andrà a loro. E questo potrebbe mettere in crisi anche i progetti dei nostri imprenditori. Come si dice: la legge, anche quella europea, non aiuta chi dorme.

Noi siamo furiosi ed anche questo chiederemo, il 12 marzo prossimo, in sede d’interpellanza al Sindaco dell’operato dell’assessore Martino e, soprattutto, sui progetti del Comune per il distretto di Bardano. Ma la cosa è grave, gravissima, ed è un brutto segnale sulla possibilità di fare una politica almeno decente per il territorio.

Guccini: ennesima occasione persa.

Alla fine ci fu l’incontro, breve ed incredibile.

Francesco Guccini presentava il suo ultimo libro un una piovosa Viterbo, a pochi chilometri da noi.

Come sempre quando c’è Guccini il luogo giusto dell’evento è facile da individuare, basta seguire la folla. Noi non eravamo li per la presentazione ma per il breve appuntamento che l’artista ci aveva dato dietro le quinte del palco, separati dal pubblico solo dal sipario. Pochi minuti per parlare della proposta per la sua cittadinanza onoraria presentata dal MoVimento 5 Stelle e respinta dalle forze politiche di tutti gli schieramenti.

collage guccini viterboL’incredulità sul suo volto, mentre sottovoce snocciolava i nomi dei comuni che invece hanno voluto attribuirla, il dolore nel ricordare origini orvietane del vecchio manager, il fastidio nel sentire che dal Pd è arrivata la bocciatura. No non ha fatto spallucce, come noi Francesco Guccini si è sentito colpito. Sorpreso e colpito. Ha chiesto semplicemente «Ma perchè no?» Come potevamo parlare delle patetiche scuse dal Pd di un regolamento in lavorazione, un regolamento che a distanza di tanti mesi non solo non ha avuto luce, ma evidentemente era solo la facciata dietro cui si sono voluti nascondere dalla maggioranza, un regolamento per il quale in tutto questo tempo nessun atto è stato mai presentato. Non potevamo ed abbiamo risposto che pensavamo fossero solo motivi politici, avversi al presentatore della proposta.

«Questa è l’Italia, la cultura è in ostaggio e quando si può fare qualcosa c’è sempre il bilancino degli interessi delle parti e questo fa malissimo al nostro paese. Un riconoscimento come questo avrebbe portato attenzione e fari, gli scrittori ne avrebbero scritto, gli autori fatto canzoni già solo per il fatto che avevate riconosciuto l’opera di Francesco»

Questo il tenore di commenti che intanto facevano attorno a noi i volontari di Caffeina Cultura, una manifestazione Culturale con la C maiuscola che, purtroppo, Orvieto neanche se la sogna, troppo impegnata a guardarsi l’ombelico ed a mantenere quell’appeal di città alta e strana che all’epoca del grand tour aveva un senso ma che oggi suona soltanto di vecchiume e noia ripetitiva, come quelle signore radical chic troppo in là con gli anni.

Spiace dirlo ma dai tempi di Giorgio Scerbanenco nessuno scrive più storie importanti ambientate nella nostra città, dai tempi di Nino Manfredi il cinema ci evita, passa per caso giusto qualche episodio di una breve fiction. Ci difendiamo con la musica, Jazz e Folk, ma l’Amministrazione in questo non ha meriti e la politica, pigra e lassista, ha perso l’ennesima occasione rinunciando ad accogliere il più importante FolkMan d’Europa tra i suoi concittadini.

Alla fine per l’artista si alza un ennesimo sipario di molti ancora che verranno, noi ci ritiriamo come dei fans, con il suo autografo, ma non su un disco, sullo “strillone” del giornale che raccontava quanta superbia inutile possa aver peccato chi, soprattutto di sinistra, siede in Consiglio.

cittadinanza negata guccini (autografata)

Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Archiviato il Consiglio Comunale in cui il Sindaco ha dovuto rintuzzare le richieste di dimissioni ed appariva indebolito dalle lotte interne alla sua maggioranza abbiamo deciso di portare finalmente il caso Electrosys in Parlamento.

fiato-sul-collo-m5s-electrosysInnanzitutto, prima di riprovare a tentare, come M5S, di indicare soluzioni di riavvio industriale ed occupazionale a lungo termine del nostro territorio ci vediamo ancora una volta costretti a ragionare sulle urgenze. Continua a leggere Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Trasparenza è partecipazione!

Via allo streaming e non solo.

Streaming video sedute del Consiglio e CommissioniMoltissimi meetup e gruppi consiliari del M5S hanno chiesto ed ottenuto la famosa diretta streaming del Consiglio Comunale, nel 2015 è qualcosa di doveroso ed è vergognoso non essere dotati di questi minimi strumenti di contatto con la cittadinanza. Il M5S Città di Orvieto non si è limitato a questo. Abbiamo infatti presentato un articolato d’indirizzo che preveda la presenza del comune sui social network, la possibilità dei cittadini d’interagire, la registrazione e la diretta dei Consiglio e delle sedute di Commissione (eccetto quelle “secretate” per legge) ed una convenzione con aziende e professionisti locali per il sostegno tecnico nelle attività.

L’ordine del giorno sulla trasparenza e la partecipazione, depositato nell’ormai lontano settembre 2014, è stato più volte reinviato ed anche oggi una delle liste civiche di maggioranza ha provato a metterci i bastoni tra le ruote presentando un leziosissimo parere legale improntato sul diritto alla privacy assolutamente decontestualizzato volto a perdere ancora altro tempo in questioni legate ai regolamenti.

A questo punto lo stesso Presidente della II Commissione, quella appunto dei regolamenti, ha rilanciato e chiesto il contributo in termini di realizzazione alla capogruppo del M5S ed il provvedimento è stato approvato.

Prevede in modo vincolante:

  1. CHE il Comune si doti specifiche reti sociali gratuite quali un account Twitter ed una pagina sociale Facebook per l’interazione con la cittadinanza ed un canale Youtube per la condivisione audiovideo, la diretta video e la registrazione online visualizzabile anche dai suddetti terminali mobili.

  2. CHE le sedute di Consiglio siano trasmesse in diretta streaming audiovideo sui suddetti canali sociali pubblici quale, ad esempio, youtube.com con “licenza” CC:A-NC (Creative Commons: Attribuzione – Non Commerciale).

  3. CHE i collegamenti alle registrazioni restino a disposizione della cittadinanza sul sito ufficiale del Comune.

  4. CHE sia dato risalto e pubblicità sulle suddette reti sociali l’avvio delle dirette streaming.

e raccomanda, in modo lasciato al successivo dibattito nelle apposite commissioni, che lo streaming video sia gestito internamente al Comune od in convenzione con accordi che permettano le miglior fruizione ed efficacia, coinvolgendo ove possibile le numerose professionalità ed aziende di tecnologia del territorio.

Insomma ogni cittadino potrà seguire, registrare, condividere, intervenire e commentare (mettendoci la faccia) l’attività di amministratori e politici, in piena trasparenza permettendo un sempre maggiore coinvolgimento e la partecipazione anche di chi, pensiamo agli anziani od ai diversamente abili, non possa farlo di persona.

Anche questo è un modo di alzare l’asticella della politica in questi nostri territori, anche questo è un modo di ricordare quello che fu fatto in passato e chi lo fece, nel bene e nel male. Rivendichiamo che questo tipo di battaglia sia da sempre nel DNA del MoVimento 5 Stelle e che sia il preludio degli istituti di democrazia diretta, a cominciare dal bilancio partecipato, che si potranno sviluppare riducendo la distanza tra amministrazione e cittadini, tra azione politica ed esigenze del territorio.

vittoria-streaming-1

Opposizione e risultati di programma: Coworking & Microcredito

La maggioranza vuole governare e l’opposizione vuole vedere realizzato il proprio programma. Un risultato minore sarebbe quello di essere semplicemente ostacolo delle forze al governo della città.

Il M5S di Orvieto si è distinto per una quantità di proposte e per una presenza su temi sentiti ed importanti tale da poter essere scambiato per una forza maggioritaria. Non è così. L’azione politica c’è ed i risultati arrivano anche perché si tenta in molti modi di levare spazio ed argomenti ai pentastellati, molto sentiti dai cittadini, ed ormai percepiti come soluzione reale e praticabile. A noi va benissimo perchè vedere promosso e realizzato il programma elettorale e le idee del MoVimento è decisamente il nostro obbiettivo, ed ovviamente chiunque presenti proposte concordi a quelle da noi lanciate avrà il nostro appoggio ed il nostro plauso.

consiglio comunale orvieto

Il prossimo Consiglio Comunale del 6 febbraio non farà eccezione ed offrirà proposte a cinque stelle da parte, ad esempio, del Pd e di Forza Italia. A dicembre, mentre parlavamo dei Buoni Propositi per il 2015, indicavamo questo come l’anno per puntare sul Coworking nella nostra città con queste parole:

«…per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro…»

Al solito tante cose le proponiamo e non vogliamo trasformarle subito in mozioni per due motivi:

  1. In primis se una nostra mozione piace alla maggioranza le trasforma in delibere di giunta PRIMA della discussione. Ad esempio il 6 febbraio è calendarizzata la nostra mozione “Parcheggia e giri gratis” presentata ad ottobre e relativa a parcheggi ed autobus gratis nel periodo natalizio. Iniziative effettivamente prese dal Comune di Orvieto con delibere di Giunta ed ordinanze sindacale mentre per un motivo o per l’altro si spostava al calendarizzazione della nostra iniziativa. No problem, l’importante è che si sia fatto.
  2. Ci siamo ripromessi di non rischiare di ingolfare il consiglio superando i tre atti di indirizzo per adunanza. Superare questa quantità, considerato che abbiamo un solo consigliere e siamo la più piccola delle forze in campo, ci espone al rischio di venire ulteriormente limitati. Se avessimo avuto voti per portare almeno un secondo consigliere si poteva fare molto di più.

Anche la minoranza di destra, tradizionalmente liberista e capitalista e, pertanto, piuttosto lontana dagli argomenti “economici” e “sociali”  trattati dal M5S, propone al prossimo consiglio iniziative compatibili col nostro spirito. E’ il caso della mozione Tardani sul Microcredito, vero cavallo di battaglia dei nostri portavoce, ed anche in questo caso leggiamo una certa evoluzione che senza la nostra presenza probabilmente, a nostro avviso, non ci sarebbe stata.

In conclusione non possiamo che prendere atto di quanto la nostra presenza abbia spostato l’asse delle discussioni che gli stessi attori di maggioranza e minoranza hanno avuto fino al 2014, per quanto a ruoli alterni. Il seme del MoVimento ha già attecchito, figuratevi se eravamo maggioranza.

Le licenze in ostaggio

La questione delle cosiddette licenze commerciali per i supermarket di Orvieto Scalo configura una eccessiva concentrazione nelle mani della sola Coop, un monopolio di fatto.

La questione nasce da lontano ed ha un punto di svolta quando, nel 2006, Orvieto Scalo doveva divenire  “un quartiere da abitare” e l’allora sindaco Mocio «…in ottemperanza ad una legge regionale, propose al Consiglio Comunale, in particolare alla III^ Commissione Permanente, l’iscrizione all’ordine del giorno, del punto relativo all’individuazione urbanistica di un’area per la realizzazione di una struttura di tipo AG1.» definendo lo Scalo luogo «….strategico per l’intero territorio comunale e per la sua collocazione, un quartiere che soffre del suo sviluppo originario intorno alle grandi arterie di viabilità su gomma e su ferro; un quartiere attraversato da grandi infrastrutture come la 205, alla strada Bagnorese, alla 71 Umbro-Casentinese, da due ferrovie, dall’Autostrada. Su Orvieto Scalo, l’Amministrazione Comunale con una serie di piani è più volte intervenuta nel tempo, fino agli interventi estremamente qualificanti del PUC.».

In pratica la realizzazione del centro commerciale, per quanto già fosse previsto da tempo, nasce su questi fondamenti. Peccato che nel frattempo non ci si era messi a lavorare seriamente anche sulla regolamentazione commerciale per le aziende di questo livello che, ad oggi, mostra serie lacune quali l’impossibilità della revoca delle autorizzazioni nonostante la prolungata ingiustificata chiusura, come nel caso di piazza del Commercio. Oltre a ciò la concentrazione nelle mani di un singolo operatore commerciale non è in alcun modo disincentivata.

Chiariamo però che il Comune non ha più voce in capitolo sulla questione squisitamente commerciale, ma la sua autorità per i negozi di medie e grandi dimensioni, resta per quanto concerne i necessari parcheggi e gli standard urbanistici ed all’Amministrazione cittadina che spettano questi compiti di regolamentazione, e non possono certo essere demandati a terzi.
salumiereAllo Scalo oggi insistono gli spazi ex Coop attualmente chiusi (e di quando in quando strumentalmente riaperti per poche ore proprio per prevenire eventuali scadenze delle autorizzazioni), Superconti che è stato recentemente e legittimamente acquisito dalla Coop e, dulcis in fundo, il centro commerciale “La Porta di Orvieto” che è sempre della Coop. Un monopolio che non favorisce il generale andamento del commercio, il sano sviluppo della città e lascia delle aree tristi e svuotate preda di svalutazione ed abbandono. Un monopolio che, a nostro avviso, ha portato lo Scalo al degrado tipico delle periferie urbane cittadine.

Tutto ciò in barba agli auspici che volevano lo Scalo “un quartiere da abitare“, non da occupare.

Il M5S ascolterà le esigenze degli operatori e dei residenti e chiederà modifiche al regolamento per le autorizzazioni alle medie e grandi superfici di vendita per adeguarlo alla necessità che queste siano attive e funzionanti, e non siano invece causa di svalutazione ed impoverimento di un intero quartiere proprio nel rispetto di chi aveva creduto alle iniziative per vivere lo Scalo.

«Secondo noi il commercio deve essere volano di occupazione e prosperità e le autorizzazioni amministrative non devono essere posizioni di privilegio e rendita esclusiva. O c’è vantaggio per tutti o si devono cambiare le regole del gioco, in meglio.» (Lucia Vergaglia)

Restate sintonizzati, stay tuned:

 

I nostri auguri al Presidente Pettinacci

Dobbiamo ammettere di aver trovato un ottimo interlocutore in Angelo Pettinacci, Presidente del Consiglio Comunale di Orvieto. Quando ne abbiamo approvato l’elezione col nostro voto, l’ultimo utile e necessario, non ne avevamo certezza e non potevamo averla, ma avevamo preso informazioni e studiato le alternative e, per ora, possiamo davvero dirci soddisfatti.

Persona responsabile Pettinacci, che ha agito con grande disponibilità e spirito di servizio per rendere efficace il ruolo del Consiglio Comunalequanto limpida e trasparente la dinamica democratica dei rapporti tra i tanti gruppi presenti.

consiglio comunale orvietoPer lui e per tutti noi auspichiamo che abbia un più concreto supporto dalla Giunta, ancora sorpresa dalla spinta energica che le componenti più giovani dei partiti di maggioranza, ed il M5S, portano avanti con tante iniziative e proposte che stanno incidendo realmente sulla città. Mentre i “nomi” dei partiti più importanti sono impelagati nel gioco delle parti intorno alle solite questioni (pedonalizzazione di Piazza del Popolo, parcheggi in rupe, la posizione di qualche cassonetto) ora c’è un Consiglio Comunale, nella sua parte nuova, che non si limita a mettere il “visto” sulle iniziative dell’amministrazione ma fa concretamente sentire il colpo di reni che serve alla città.

Così piuttosto è la Giunta che viaggia a due velocità, troppo lenta nel rispondere alle interrogazioni dirette, ed è sempre l’Amministrazione ad impegnare il Consiglio nelle tante questioni urgenti che si sono susseguite, costringendo il rinvio degli atti di indirizzo politico nel frattempo acquisendone i contenuti ed anticipandone la messa in pratica come, ad esempio, nel piano di viabilità natalizia ricalcato ampiamente dagli Ordini del Giorno a firma Vergaglia che, incredibilmente, da ottobre erano stati rinviati a dopo Natale. Del resto è andata così anche per le tariffe autobus e sapevamo che poteva succedere, e ci va anche bene perchè, dopotutto, l’importante è il risultato.

Quindi un ringraziamento al Presidente Pettinacci e la richiesta alla Giunta ed all’Amministrazione di sostenerne l’impegno e l’efficace azione, cominciando dal portare avanti, nel nuovo regolamento, la possibilità delle interrogazioni a risposta in Commissione che snellirebbero notevolmente il tempo impiegato nel Consiglio a rispondere a questioni più o meno importanti permettendo anche, nell’immediatezza della risposta, lo sviluppo di risoluzioni adeguate nella commissione stessa. Avremo così un guadagno di tempo notevole per le questioni urgenti e ci porremo all’avanguardia in regione come esempio da seguire.

Infine un augurio al Presidente ed al Consiglio tutto, di un anno realmente costruttivo, in cui realizzare quei cambiamenti da sempre osteggiati e tenuti in ostaggio da pochi, riottosi, cittadini in specifiche posizioni di rendita.

 

 

Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Prima di tutto una smentita.

Affermare e proclamare che la designazione del membro della minoranza sia espressione di una scelta partecipate e  condivisa da parte di tutti è una menzogna.

Di fatti solo parte della minoranza, ovviamente la granitica coalizione di centro destra, ha “incoronato” Andrea Sacripanti.

MaggioranzadellaMinoranza

L’ esponente locale del partito Fratelli d’Italia, la cui forza politica se non fosse stata accolta alla corte conciniana non avrebbe rappresentanza in Comune, si è visto gratificato dalla ex maggioranza consiliare orvietana con la nomina all’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Come al solito quando si tratta di affari, soldi e nomine, invece di discuterne in trasparenza nella sede della Commissione è stato, in maniera secca quanto inconcludente, comunicato all’assemblea senza alcuna motivazione. Sono i soliti modi di scambio della vecchia politica da #casta.

Il M5S nè è stato informato assieme al resto della Commissione a cose già decise. Era già successo sia con la comunicata, con mala grazia, decisione di affidare la vice presidenza del Consiglio Comunale a Forza Italia nella persona di Roberto Meffi ad appena 5 minuti prima dalla seduta di esordio della consiliatura sia  successivamente con le nomine per la Commissione di Garanzia avevano scelto di agire così, ancora una volta selezionando Sacripanti, con il risultato che la prima riunione di commissione c’è stata dopo tre mesi, inconcludente e se non fosse stato per l’intervento del MoVimento non avrebbe neanche affrontato alcune palesi violazioni dello Statuto del Comune. In tutti questi casi il M5S ha votato favorevolmente, non certo per soggezione psicologica, ma per affermare un fronte di coesa minoranza. Siamo stati fraintesi, non eravamo quiescenti, ma semplicemente operativi

Nell’animato confronto avvenuto nella seduta consiliare di ieri, al momento della votazione sui nominativi, la consigliera Lucia Vergaglia nello stigmatizzare il metodo finora attuato, non ha ricevuto alcuna ammissione di responsabilità e dunque nessuna smentita di come finora si sono svolte queste consultazioni interne, ma si è rafforzata la posizione politica del peso elettorale di quella parte della minoranza chiaramente sbilanciata a favore del carrozzone elettorale. Certo se finora si è trattato di una deliberata modalità di esclusione del M5S è un fatto grave, ma qualora si trattasse di semplice trascuratezza o addirittura dimenticanza sarebbe gravissimo. Il tema delle nomine quando un capogruppo è costituito da un solo rappresentante è  delicato e  la parte numericamente decisionale rischia di far passare come una sorta di concessione ciò che è un preciso diritto-dovere: la opportunità e la necessità istituzionale di sentire tutti i componenti al fine di poter portare avanti una discussione leale. Quello che a tuut’oggi succede è quantomeno una cafonata politica. Loro non sono tenuti al ravvedimento operoso e dunque neppure sono obbligati ad avere uno stile di  giusta decenza, ma il M5S non può e  non sarà essere succube di questa condotta espressione di strapotere.

Se non si denuncia si sarà complici  dell’arroganza dei politici da salotto.

«Sarebbe bello poter affermare che naturalmente non c’è nella di personale in questa valutazione, ma purtoppo non è così. Allorquando  tutta la maggioranza indicò il M5S quale forza di garanzia della minoranza alla Vice Presidenza della II Commissione le accuse furono molto precise: si trattava di una sorta di ricompensa della sinistra verso l’inaspettato voto a favore della Presidenza del Consiglio affidata ad Angelo Pettinacci e il via libera alle linee programmatiche dell’amministrazione. Mi chiedo se sarà questo un peccato originale che verrà fatto scontare M5S fino alla fine della consiliatura? Si continuerà deridendo e sminuendo il M5S ogni qual volta verrà votata, così come dichiarato in ogni sede, favorevolmente una proposta valida e confacente al nostro percorso politico travisando la libertà di azione come accordo di  allineamento all’azione politica della sinistra? Ovviamente quando sono state appoggiate le poche  iniziative del centro destra era tutto dovuto, vero?

Nel corso della trasmissione televisiva di Antonello Romano di fine Luglio l’accusa fu ancora più esplicita scevra di alcuna possibililità di dubbio: la procedura di nomina alla Vice Presidenza era anomala ed irregolare, sottilmente scandalizzati dalla mancata concertazione da parte della maggioranza, quindi addirittura dalla parte avversaria che aveva piena legittimazione nel decisione.Veemente fu la loro indignazione: avrebbero dovuto essere consultati in merito, sarebbe dovuta passare al vaglio del loro inoppugnabile giudizio LA  SCELTA DEL NOME DELLA VERGAGLIA CUI FORSE, CHISSÀ, PROBABILMENTE, ERA ANCHE POSSIBILE CHE  IL CENTRO DESTRA AVREBBE POTUTO AFFIDARE QUESTO RUOLO DI GARANZIA. Queste grosso modo le parole testuale ( sul Web c’è la registrazione della trasmissione di Antonello Romano “Che tempo fa, che clima c’è in città”). Oh ma, grazie munifico signore sono commossa da cotanta considerazione e dall’onore così generosamente concessomi!»

Noi abbiamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza ormai tante volte, abbiamo provato a costruire tante iniziative su lavoro, sviluppo, commercio, mobilità, viabilità, politica energetica, costi del comune, ambiente, pulizia e decoro urbano, servizio pubblico, scuola… caratterizzato da un pragmatico e leale comportamento di chiara comunicazione e fattiva collaborazione come componente paritario della Commissione delle Pari Opportunità la cui necessaria attivazione era stato argomento propositivo del M5S fin dall’insediamento del Consiglio e dell’Osservatorio sulle Dipendenze tutto inutile, impossibile fino ad ora trovare una mozione a firma congiunta M5S+ex maggioranza. Proprio niente.

Anche stavolta la ridicolaggine di un accordicchio avvenuto, per loro affermazione, davanti una tavola imbandita.

casta1-580x480

La cosa più divertente è che si è trattato di un accordicchio inutile, insulso quanto le accuse di essere a caccia di nomine sfuggite proprio a Sacripanti, come nella più classica delle battute tra bove ed asino. Noi avremmo espresso la risposta comune pianificata e condivisa tra tutti gli altri portavoce M5S in tutta la regione (quella qui sotto) lasciando il campo libero a Sacripanti o chi per lui.

Evidentemente però la tentazione è più forte di loro, non possono davvero resistere e si devono comportare da casta, stantia e provinciale, ma pur sempre casta.

Qui di seguito la posizione condivisa dei portavoce comunali #M5S in regione. Continua a leggere Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Non rendiamo vana la partecipazione…

Ieri c’era Consiglio Comunale (si votava l’assestamento del Bilancio),

Di solito in queste sedute la partecipazione è minima, sono pochissimi i cittadini a far sentire il loro #FiatoSulCollo a consiglieri ed Amministrazione. Questa volta no, c’erano tanti commercianti del Centro Storico che chiedevano a gran voce di ritirare il progetto di pedonalizzazione di Piazza del Popolo. Non entriamo nel merito della proposta e delle motivazioni dei commercianti ma due osservazioni le dobbiamo fare.

fiato sul collo commerciantiE’ un bene che la cittadinanza partecipi alle sedute del Consiglio, è davvero un male che la cittadinanza si faccia strumentalizzare a fini politici.

A questo proposito è importante la questione del “bilancio”, se non lo approviamo secondo i crismi corretti questa giunta va a casa ma arriva il commissario (massimo di tasse per tutti, svendita sottocosto dei beni a chiunque abbia un minimo di liquidità, zero serizi a domanda individuale, tariffe verso l’alto, multe sulla differenziata, multe costanti e regolari nei parcheggi, azzeramento di ogni acquisto od incarico sul posto ma piuttosto verso i grandi gruppi romani sempre pronti a questo tipo d’interventi). Poi sulle macerie le nuove elezioni nelle quali si presenteranno anche alcuni dei promotori dell’iniziativa locale. Anche per questo una certa parte della destra ha sponsorizzato (in vari incontri e riunioni preventive) l’iniziativa leggittima dei commercianti, sia ben chiaro.

Noi intanto avevamo invitato le categorie della “Serrata di Natale” a partecipare al QSV, ed il Sindaco ha addirittura invitato con un “Ultima Chiamata” gli interessati ad un incontro in Comune. A giudicare da questo video invece i commercianti sono stati esplicitamente invitati ad incontrarsi dopo, cioè a saltare gli incontri utili.

E’ un paese libero e fate come vi pare ma dovete domandarvi se chi ci guadagna in questo muro contro muro sono i commercianti e la città o solo i politici di minoranza. Pensateci su.

Unioni civili: scontro al calor bianco M5S – SEL

Orvieto, Consiglio Comunale, 17 novembre 2014

In discussione tre ordini del giorno sulla famiglia e sulle unioni civili. Si discuteranno in ordine, prima quella di Sel che vuole la trascrizione da parte degli ufficiali di Stato Civile dei matrimoni contratti all’estero, poi c’è quella delle destre che puntano a dare privilegi esclusivi alla famiglia tradizionale ed infine quella del M5S che ricalca la proposta votata sul blog a larga maggioranza degli iscritti per l’istituzione di uno speciale registro delle unioni ugualitarie.

Tutto comincia con la presentazione dell’emendamento Rosati (Sel) che vieta la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero nello speciale registro previsto dal M5S.

diritti alle coppie Siamo curiosi e chiediamo perchè questa scelta: se casomai non fosse approvata la mozione di Sel proprio il loro emendamento priverebbe di ogni diritto le coppie gay regolarmente sposate all’estero lasciando impregiudicati i diritti di chi invece si limita a convivere. Ci sembra una stupidata ma ci viene risposto che i diritti o tutti o nessuno, le coppie sposate all’estero, tutte, non si accontenterebbero di una soluzione al ribasso. Ci sembra inutile approfondire se, per caso, Rosati avesse chiesto a tutte le coppie gay presenti e future se fosse meglio un pugno di mosche che una soluzione al ribasso.

Si va in discussione della mozione di Sel che insiste per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero che Sel, nonostante la presa di posizione del ministro degli interni (mai smentita da Renzi) che obbliga i prefetti a invalidarle e la contrarietà della sua stessa maggioranza. E’ una questione di principio, di disobbedienza civile e di posizione politica chiosa Rosati, una sensibilità che abbiamo solo noi di Sel…

A questo punto è il M5S ad avere la parola ed a ribaltare la questione: «Non è politica, è solo propaganda! Da un lato ci si erge a paladini dei diritti, dall’altro non si offrono diritti anzi, come nell’emendamento presentato dal Consigliere Rosati, li si limitano apposta per mandare la crisi sempre più alle estreme conseguenze» Tuona Lucia Vergaglia «Dopo questi mesi di vuoto di proposte ed azioni in Comune, con l’avvicinarsi della tornata elettorale regionale, cominciano le grandi manovre per l’acquisizione dei bacini di voti»

Rosati ribatte che non è democratica una forza politica che si sveglia adesso sulle questioni dei diritti civili, e solo dopo un sondaggio su un blog. Vergaglia risponde e rincara la dose «Dopo il patetico tentativo di averci fatti passare per omofobi in Parlamento e la nostra eloquente risposta nel bacio tra i nostri portavoce ancora tentate mezzucci e secondi fini. Ci dispiace ma la vostra mozione è in contrasto con la legge, il Vostro emendamento invece limita i diritti di quelli che dite di rappresentare. Siete una delusione!»

bacio no omofobiaLo scontro non è il primo e non sarà l’ultimo. Sel ha presentato un programma amministrativo che non sta rispettando, in special modo sull’ambiente. Ha appoggiato alle elezioni la lista del greco Tsipras e si è vista presa in giro dal proprio “candidato di garanzia”, Barbara Spinelli, che ha sottratto il posto al giovane Marco Furfaro. Il MoVimento 5 Stelle vorrebbe tanto che si dessero una svegliata e cominciassero a rispondere della propria responsabilità politica, quella ad esempio per la quale, in Parlamento, hanno portato  alla presidenza di Montecitorio Laura Boldrini, non certo una paladina delle minoranze, non certo un esempio superpartes.

Anche qui, nel piccolo di un comune di poco più di ventimila anime, bisogna agire con criterio e responsabilità e non solo nascondersi dietro ad uno slogan propagandistico come Sel è da sempre brava a fare, mentre taglia con un emendamento i diritti che diceva di voler difendere. I toni alti, le accuse a muso duro e le reprimenda sulla manifesta ignoranza di norme e principi democratici Sinistra Ecologia e Libertà se li è meritati tutti.

Speriamo serva a qualcosa.