Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 16 sarà anche in discussione una proposta sul Reddito di Dignità a doppia firma Rosati (Sel) e Vergaglia (M5S). Sui temi concreti il MoVimento c’è sempre e mai come in questo momento la questione del reddito è in primissimo piano. Il M5S ha infatti ottenuto un importante risultato anche a Strasburgo grazie all’eurodeputato della Regione Umbria Laura Agea (qui nella foto con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia).
Infatti in sessione “plenaria” il Parlamento Europeo ha approvato una relazione che invita gli Stati Membri a introdurre un reddito minimo come una delle misure per ridurre la povertà.
In Europa ci sono 123 milioni di poveri: 1 cittadino su 4 non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine. In Europa tutti sanno che la povertà non è un reato, ecco perché in 26 Paesi su 28 sono previste misure di sostegno al reddito che danno l’opportunità agli indigenti di sopravvivere in attesa di un posto di lavoro. A questo serve il reddito di cittadinanza.
L’Italia non può far finta che non sia accaduto nulla.
Non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l’austerity e, invece, quando chiede più diritti ci si volta dall’altra parte. Il governo italiano deve dar seguito alle richieste europee. Questo voto del Parlamento europeo è un successo del Movimento 5 Stelle Europa visto che la “relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione” è stata scritta e presentata dalla nostra portavoce ed amica Laura Agea.
Dalla nostra regione parte un impegno forte per la questione del reddito, perchè la moneta torni a circolare nel piccolo commercio e nell’economia reale che crea lavoro e mantiene vive le nostre realtà territoriali. Il M5S è in prima linea, e sostiene paritariamente le forze politiche e le iniziative istituzionali che creino reddito e valore sano.
Il Quadro Strategico di Valorizzazione è uno degli strumenti partecipativi del Comune di Orvieto, nasce da una legge regionale del 2008, e serve a raccogliere proposte dai cittadini, dalle rappresentanze d’interessi come commercianti, residenti, operatori del turismo e simili, e, naturalmente, dai gruppi politici. In anticipo su tutti, con grande pratica di questo tipo di strumento e grande conoscenza della legge regionale, il Pd ha presentato infatti un piano completo presentandolo in una sede storica con una impostazione costosa ed oratori professionisti, a seguire il M5S ha presentato, senza spendere un euro, una serie di interventi condivisi con cittadini su aree specifiche per poter poi discutere ed integrare un progetto d’insieme da far approvare in QSV e poi al Consiglio Comunale.
Nei prossimi giorni e nei tavoli appositi si metteranno insieme i punti e si evidenzieranno le questioni affrontate. E’ nostra intenzione però far integrare anche questioni “dimenticate” dai successivi ordini del giorno negli incontri pubblici e quindi tralasciate dalla discussione pubblica ma non dai tavoli di natura esecutiva.
Iniziamo da un punto importante in cui la valorizzazione del centro storico di Orvieto, e quindi lo scopo principale del QSV stesso, s’interseca con le esigenze di residenti, commercianti e turisti ovvero il rapporto con gli animali. Individuare le migliori strategie d’integrazione delle proposte con il nuovo regolamento sugli animali, gestire la situazione delle deiezioni canine pubblicizzando ai turisti stranieri il regolamento con opportuna cartellonistica, prevedere dei cartelli d’avviso sul non lasciare gli animali nelle auto in sosta sono solo alcuni degli esempi di quanto con senso civico si deve esplorare e mettere a disposizione per un progetto davvero completo ed efficace per tutta la cittadinanza e nell’interesse di tutto il territorio.
In termini di sviluppo economico la disponibilità dei servizi agli animali è un fattore chiave per il successo turistico, così come la preclusione agli animali può recar danno come l’anno scorso, appena insediato, poté sperimentare il Sindaco Germani costretto a scusarsi in diretta sulla Rai e promettere la rimozione dei cartelloni di divieto d’ingresso ai cani affissi agli accessi della città.
In termini di vivibilità sono moltissimi residenti e commercianti chiedono di intervenire in questi ambiti e segnalano le tante mancanze che andremo ad integrare.
In termini di equilibrio e sostenibilità dei progetti legati al QSV non possiamo fare altro che registrare che il non prendere in considerazione le esigenze dei nostri amici animali significa il non prendere in considerazione le esigenze dei loro compagni di vita, dei loro padroni o, meglio, della loro famiglia umana. Comunque la si pensi un bambino padroncino di un alano, un non vedente accompagnato da un pastore tedesco, una signora che passa il tempo con dei soriani a pelo corto sono cittadini le cui esigenze vanno contemplate per avere prospettive e resilienza, per non guardare solo gli interessi dei più chiassosamente visibili. Sono un pezzo di quel tutto che è la comunità del territorio, e spesso non hanno possibilità di autorappresentazione, ma ciò non significa che non esistono.
Veniamo alla contingenza attuale: la denuncia più sentita di questi giorni di gran caldo, quella da cui partiremo, è la mancanza di una cartellonistica che indichi esplicitamente di non lasciare gli animali incustoditi in auto nei parcheggi, cosa che, aggiungono i cittadini, probabilmente potrebbe risparmiare anche le pericolose distrazioni che in qualche caso hanno coinvolto, invece che il padrone col cane, genitori con i figli piccoli. Senza eccedere in catastrofismi sicuramente la nostra sensibilità c’impone di raccogliere questo tipo di segnalazioni e riproporle per la discussione, l’approfondimento ed eventualmente l’approvazione.
Siamo certi che anche la sensibilità di molti consiglieri di maggioranza ed opposizione converrà su queste iniziative senza che sia necessario impegnare il Consiglio Comunale su questioni così ampiamente condivise, orientate benessere comune e di così limitato impegno economico.
Alle anticipazioni sul Bilancio dell’attuale assessore Massimo Gnagnarini, il quale in passato fu gran fustigatore dei precedenti assessori, avevamo risposto evidenziando l’assenza evidente di una concreta strategia europea ed il mancato avviamento di un’attività di europrogettazione nel periodo 2014 in cui avevamo un avanzo dichiarato di oltre un milione di Euro.
Apriti cielo! L’assessore ha voluto rispondere pubblicamente, in maniera scomposta, confusa ed inutilmente infamante, accusando la portavoce Lucia Vergaglia di ogni e qualsiasi colpa per l’atto (di lesa maestà?) d’aver espresso considerazioni politiche sul bilancio, in particolare sull’impostazione annunciata dallo stesso assessore, di contro il deludente signor Gnagnarini è scaduto in un turpiloquio indecente e vergognoso, trascinando nel fango con se anche la amministrazione tutta se non vorrà prendere le distanze da tale indecoroso comportamento. Continua a leggere Gnagnarini imbarazzante→
Il nostro MoVimento, si sa, ha una fortissima matrice ambientalista, nel senso più sano del termine. Nel nostro programma nazionale e locale, per quanto concerne il ciclo dei rifiuti, c’è il chiaro riferimento al superamento delle discariche ed alla messa in sicurezza di ambiente e territorio innanzitutto prevenendo, ed ove necessario depurando e bonificando, da ogni inquinamento. Non solo c’è nel nostro dna il puntare all’obbiettivo RifiutiZero con zero rischi ambientali, ma c’è la coscienza critica di cittadini che non arrivano adesso sui problemi ma da anni sono attivi nel contribuire a cercare soluzioni sostenibili per territori martoriati dalla commistione, spesso anch’essa inquinata, tra affari e politica. In questi ambiti il MoVimento 5 Stelle sostiene le iniziative positive dei cittadini, delle forze sociali ed anche delle altre forze politiche, dalle quali restiamo indipendenti pur convergendo su temi concreti e puntuali.
Recentemente abbiamo partecipato assieme ad altre forze politiche e sociali a molte attività di approfondimento e trasparenza sulla gestione attuale della discarica di “Le Crete”, e sulle prospettive future della gestione dei rifiuti in quel sito che potrebbe diventare un vero e proprio vulcano fumante sul territorio orvietano con i tanti progetti d’espansione verticale, il cosiddetto revamping, d’espansione orizzontale, il terzo calanco, e di espansione termica, con i progetti di produzione di gas, calore ed energia (e relative scorie inquinanti). Tutto questo in presenza d’inquinamenti le cui cause, e la cui portata e responsabilità, sono tutte da approfondire, e di cui gli enti devono fare, ai sensi dei regolamenti e delle convenzioni Europee, corretta e trasparente informazione ad i cittadini. Ciò senza voler considerare che le discariche dovrebbero andare chiuse in forza delle direttive dell’Unione, che l’Acea che la gestisce ci riconosce davvero pochissimi spiccioli per la sofferenza ambientale sul territorio, che dalla differenziata (che paghiamo cara ed amara) non ci torna quasi nulla quando le materie prime “seconde”, ad esempio il vetro, la plastica e la carta, vengono reimmesse sul mercato con guadagno dei soli attori dell’ultimo tratto di filiera e non dei cittadini.
Tuttavia le tante forze politiche che a maggio parteciparono, senza se e senza ma, hanno in questi ultimi giorni esposto punti di vista molto diversi tra loro e quindi, nella diversità di posizioni, è necessario procedere per passi, con decisione, senza fermarsi me senza bruciare alcuna tappa. A fronte della necessità di attivare un “Osservatorio” per la discarica di “Le Crete” sull’esempio di quello di Borgogiglione, per il quale è necessaria la più ampia e trasversale partecipazione della cittadinanza, dei comitati di cittadini, delle associazioni e delle forze politiche noi, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto, abbiamo sottoscritto a firma di Lucia Vergaglia il seguente “Manifesto per l’Osservatorio Le Crete”:
Una riflessione e un esame di coscienza si impongono vista l’incapacità delle amministrazioni di intervenire con lungimiranza nell’equilibrata salvaguardia del territorio. E’ necessario un manifesto d’intenti:
«Alle pubbliche amministrazioni a chiediamo di essere in prima linea nella tutela della salute e dell’ambiente, beni comuni e ricchezza cittadina, esposte al rischio di mercificazione.».
In questo quadro diventa di fondamentale importanza la valutazione dell’impatto che avrebbe ogni ipotesi d’ampliamento della discarica di “Le Crete”, soprattutto in considerazione dell’incapacità dimostrata dalla Regione, e dai comuni, della riduzione dei rifiuti da smaltire ed in presenza della possibilità data ai gestori privati di mettere sul mercato gli spazi in discarica con l’avvicinarsi delle nuove liberalizzazioni internazionali come il Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP.
«Per un futuro sostenibile è oggi che si deve vigilare e questo è l’impegno dei sottoscrittori del presente manifesto, e delle forze politiche e sociali da essi rappresentati, che pertanto, fatta salva ogni altra iniziativa, promuovono la nascita dell’Osservatorio per la discarica orvietana di “Le Crete”.»
Abbiamo deferito la questione delle limitazioni che vediamo da mesi poste ai diritti delle minoranze, in particolare del gruppo M5S, e la persona dell’Assessore Vincenti (Mobilità e Politiche Comunitarie) al Prefetto per il (penoso) ritardo con per il quale arrivano le risposte alle interrogazioni, quando arrivano, e per le conseguenze che la mancanza delle dovute informazioni porta alla nostra azione in Consiglio.
Si va da interrogazioni sulle Politiche Comunitarie di responsabilità dell’Assessore Avv.Andrea Vincenti, inevase sin dallo scorso ottobre, alle richieste, e da noi lealmente rispettate, pervenute dalla presidenza del Consiglio Comunale di spostare alcune questioni in altra sede, in particolare l’interpellanza sull’emergenza lupi, che invece sono semplicemente scomparse, insabbiate chissà dove. Un malcostume che è proseguito nonostante le sollecitazioni formali ed informali, le proteste nelle commissioni preposte, in particolare la Commissione di Garanzia che potrebbe fare molto di più e nonostante l’interpellanza diretta al Sindaco in sede di Consiglio Comunale. Avevamo ammonito l’amministrazione che avremmo smesso il fair play ed intrapresa la scala gerarchica e così abbiamo fatto. La questione ora è nelle mani dell’autorità prefettizia.
«Adesso basta! abbiamo deferito la vicenda al Prefetto e richiesto un primo intervento di censura e ripristino delle regole democratiche. Per farlo abbiamo, ancora una volta con lealtà, atteso il superamento del periodo elettorale ed il consolidarsi dei nuovi assetti. Non si dica che ci abbiamo voluto fare campagna elettorale, piuttosto ci aspettiamo le scuse doverose dalla maggioranza e dall’amministrazione per l’arrogante atteggiamento fin qui mantenuto ed il ripristino della doverosa dialettica, da troppo tempo sospesa e recentemente sfociata in espressioni assurde con il Sindaco che emenda di persona provvedimenti ed indica tematiche, come quella giubilare, ad esclusivo appannaggio della maggioranza. Inaccettabile, insostenibile, irricevibile. Siamo in democrazia ed è nostra responsabilità ricordarlo alla maggioranza, soprattutto in mancanza assoluta di chi ne avrebbe il dovere perchè nei ruoli di “garanzia” in ufficio di presidenza del Consiglio Comunale. Voglio essere più chiara riferendomi al consigliere Meffi che all’insediamento per arrogarsi tale carica non mise sul piatto della bilancia il senso di responsabilità ma il mero calcolo, anzi come amò dire, peso dei propri voti.»
Ribadiamo che non siamo in Consiglio per farci dei nuovi amici, abbiamo le mani libere e l’intenzione di lavorare e di denunciare lassismi e mancanze, da qualunque parte essi vengano.
Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell’assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, ad un anno di distanza è doveroso tracciare un bilancio. Innanzitutto questo primo periodo è passato con la cittadinanza che ha avuto modo di capire bene che le critiche solitamente mosse al MoVimento di fare solo protesta e di essere antipolitica erano solo sciocchezze. In tutta la regione i consiglieri comunali pentastellati hanno offerto una testimonianza di capacità e concretezza e qui ad Orvieto noi abbiamo sicuramente portato iniziative e soluzioni ai problemi, attenzione all’operato della giunta, trasparenza, ascolto e, va detto, uno stile estremamente “istituzionale”.
Fattivamente vogliamo ricordare che qualche risultato lo abbiamo incassato ad esempio sugli affitti d’oro, sulla gestione degli autobus turistici, su Equitalia, sul Centro Studi, sulle Unioni Civili, sulle licenze per i supermercati, sugli impianti a biogas/biomasse e sulle pari opportunità. Altre volte ci siamo visti respingere, non senza sorpresa, alcune proposte sane e di solito a costo zero come la cittadinanza onoraria a Guccini, il Centro del Made in Italy e, più recentemente, le iniziative in favore del Giubileo di Papa Francesco. Certamente in questo primo anno non ce ne siamo stati con le mani in mano, anzi siamo stati accusati spesso di eccedere, travalicando il ruolo di minoranza, ed abbiamo dovuto rispondere che dove c’è mancanza e lassismo non restiamo a guardare ma ci assumiamo la responsabilità di agire da subito, in prima persona. Del resto potendo agire senza ordini di scuderia siamo stati in grado di appoggiare, od addirittura controfirmare le proposte provenienti sia dalla sinistra che dalla destra con l’unico reale criterio di valutazione: l’interesse dei cittadini.
Tuttavia la maggioranza ha ragione nell’indicarci alcuni limiti dato che i ruoli principali destinati alla minoranza, ruoli non solo prestigiosi ma col potere d’influenzare l’andamento dei lavori di Consiglio e Commissioni, non sono stati assegnati a noi. L’ex maggioranza, in un’antiquata e futile visione della politica da manuale Cencelli ha deciso, a porte chiuse Continua a leggere Un anno di M5S in Consiglio→
Nei giorni scorsi, complice il clima politico ed alcune scelte “muscolari” dell’amministrazione, per le quali si è assunto la responsabilità in prima persona l’Assessore Vincenti con un gesto che realmente apprezziamo, è stato difficile lo svolgimento di quegli incontri pubblici, noti come QSV, dai quali dovrebbe nascere la nuova visione del centro storico.
Il problema dei varchi elettronici, dei permessi e della sosta in centro per i residenti sono a nostro avviso strettamente legati ed influenzano non solo la mobilità pubblica e privata, ma lo stesso valore degli immobili cittadini ed il livello dei servizi nella città. La proposta che avremmo voluto consegnare in quella sede all’assessore Vincenti ed al city manager Olivadese era legata alle risposte sul budget a disposizione, purtroppo abbiamo ricevuto la risposta esattamente in chiusura e siamo stati impossibilitati a parlarne in pubblico così ci vediamo messi nella situazione di doverla pubblicare e mettere agli atti.
Dal nostro punto di vista, già esposto dall’ex candidato David Tordi con la presentazione del piano traffico del M5S che tanto interesse sembra riscuotere nella cittadinanza più attiva e presente, le risorse per gestire la sosta dei residenti esistono, sia in termini di spazi e stalli che nell’opportunità di gestione offerta dai moderni sistemi informatici che lavorano in rete.
Principali obbiettivi
Permettere agli anziani over 65, ai diversamente abili, alle donne in dolce attesa o con figli piccoli ed in generale al maggior numero di gruppi familiari possibili di disporre di spazi auto nei pressi delle proprie abitazioni, quanto meno per il carico e lo scarico.
Ridurre drasticamente il fenomeno della sosta selvaggia lungo il corso e le arterie principali del centro storico.
Contribuire a mantenere alto l’appeal del centro storico riducendo l’impatto “visivo” delle auto e razionalizzando il traffico veicolare.
Come procedere da subito
La nostra idea è di utilizzare la logica dei varchi creando con l’arredo urbano opportuno delle aree dedicate alle auto necessarie isolandole dal contesto del borgo antico. Immaginiamo tutti quei luoghi come, ad esempio, Piazza Belisario, Piazza Monaldeschi, Piazza Simone Mosca come aree separate da siepi (od altra formula d’arredo urbano quali pannelli con mappe, anteprime delle bellezze della città ecc…) che celano alla vista del visitatore l’immagine certamente non bellissima del parcheggio nel centro storico, ed un varco con sbarra per permettere la sosta notturna dei veicoli, immaginiamo che l’ingresso sia concesso per gruppi e priorità ai residenti e che sui display all’ingresso in città (Piazza Cahen, Rotatoria di fronte a porta maggiore) siano indicate le disponibilità così come potrebbe anche avvenire su un’apposita app realizzata con gli stessi crismi di quella dell’orvietanissima Vetrya che individuava la posizione dei singoli figuranti del Corteo Storico, immaginiamo gli spazi solitamente occupati per la sosta selvaggia con le rastrelliere per le biciclette, immaginiamo ogni 10/15 negozi delle aree carico-scarico ben delineate, immaginiamo che le siepi separatorie delle piazze possano in seguito ospitare i ripari e le panchine di attesa autobus quando e se decideremo una strategia di trasporto pubblico lungo il corso, od in quelle occasioni speciali con i trenini per i turisti.
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Avremmo un corso realmente senza auto parcheggiate e con l’afflusso delle sole auto necessarie, senza quel viavai dei residenti alla disperata ricerca di un posto in questo o quell’anfratto, con gli spostamenti solo in specifici orari, con la possibilità di definire dei limiti alle soste di lunga durata “tracciando” informaticamente la posizione delle auto stesse. Al tempo stesso alcune specifiche servitù (il garage e lo spazio dei tavolini in piazza Monaldeschi ad esempio) potrebbero essere gestiti con trasparente efficienza e vantaggio, non disvalore.
Il 17 marzo scorso, una stagione fa, depositavamo con congruo anticipo un atto di indirizzo politico all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Orvieto relativo al Giubileo Papale.
Finalmente ne abbiamo ottenuto la calendarizzazione, con i comodi tempi dovuti alla melina costante della maggioranza Pd, che pur disponendo di Sindaco, Giunta ed un numero irragionevolmente abbondante di deleghe ai Consiglieri, continua ad ingolfare di mozioni il Consiglio ed a rendere inutili le Commissioni rifiutando sistematicamente l’utilizzo dell’istituto d’ufficio di presidenza e non iscrivendo le tante richieste dell’opposizione che quindi finiscono nelle adunanze principali. Un comportamento che tante volte abbiamo stigmatizzato fino a giungere alla scelta dell’Aventino nei mesi scorsi.
La questione era semplice: organizzarci per il sostenere il potenziale impatto turistico del Giubileo, anzi cercare di esserne protagonisti. Proposta, c’era da scommetterci, respinta con le scuse più assurde.
Insomma al Comune di Orvieto, pur di non approvare una proposta che a parole tutti appoggiavano, hanno preferito metterci in minoranza. Ve lo immaginate? Tutti a farci i complimenti per l’idea e la tempestività salvo dire che non toccava all’opposizione avere quell’idea e quella tempestività. Un’autentica e vergognosa ipocrisia.
«Noi del Movimento abbiamo un difetto grave» Ha spiegato la capogruppo Lucia Vergaglia «quello di cercare di fare le cose con quel minimo di decenza che la gestione della cosa pubblica richiede. Non ci limitiamo a presentare mozioni, magari col titolo “progetto Coworking” e poi dentro non solo non c’è il progetto, il budget e le fonti finanziarie, ma neanche le linee guida o di indirizzo per svilupparlo. In genere proponiamo, quanto meno in forma di “raccomandazioni operative” il modus operandi, le fonti finanziarie e la catena di responsabilità per ogni atto rilevante. Così abbiamo fatto anche stavolta individuando la criticità del dover separare il Giubileo dall’organizzazione dei grandi eventi, la necessità che il sindaco finalmente assegni la delega al turismo, indicando come utilizzare la tassa di soggiorno, persino raccomandando di concentrarsi sull’incoming turistico dai paesi sudamericani di lingua spagnola o portoghese. Questa cosa non deve essere piaciuta alla maggioranza che ha esordito sempre con un plauso all’iniziativa, come fa ogni volta che respinge una nostra proposta. Assurda, anzi vergognosa poi la chiosa di messere Germani, in veste quasi del Podestà di Orvieto, con la sua incredibile ed arrogante chiosa: “l’ordine del giorno entra nel merito di alcune questioni che sono prerogativa della maggioranza“. Inaccettabile in democrazia, irricevibile, e che ci renderà fermi nell’esprimere il nostro disappunto quanto a continuare a produrre proposte ed atti pubblici che siano esempi e dimostrazioni di come si dovrebbero affrontare i problemi e cogliere le opportunità per governare la città piuttosto che stare seduti, come fa il Sindaco-podestà, nella tela del ragno ad assegnare nomine aspettando ordini da Perugia al guinzaglio di queste fantomatiche Aree Interne»
Degne di nota le considerazioni del capogruppo Pd che In merito alle raccomandazioni presenti nell’atto ha precisato che «è già in atto una attività in questo senso». Complimenti quindi a Taddei che in soli 3 mesi dal deposito dell’atto in Comune qualche iniziativa è addirittura riuscito a vederla. Ci domandiamo dove però le abbia viste, dato che non ci sono atti scritti e che il capogruppo di maggioranza non dovrebbe, ai sensi di legge, avere accesso ai lavori della Giunta.
Insomma la solita solfa, atto ritardato e poi respinto, indicazioni copia&incollate (probabilmente male come è successo con la mobilità festiva) e messe in pratica. Lo sappiamo, fare politica ad Orvieto significa anche vedere questi comportamenti assurdi ma le parole del sindaco-podestà sono davvero troppo. La democrazia, che poi è nel nome del partito del sindaco, non prevede che certe proposte le possano fare solo i nobili casati di maggioranza. Proprio no.
Germani ha fatto uno scivolone, voglia rendersene conto, e noi come opposizione abbiamo il dovere di denunciare e tenere alta l’attenzione sui diritti di tutti.
Che fine ha fatto lo streaming? Non era stato approvato?
Ricapitoliamo la vicenda per i non italiani. Innanzitutto benvenuti nel bel paese, quello della vita slow, del non funziona mai niente ma tutto sommato la gente campa e dell’arte di arrangiarsi. Qui da noi non basta che il Consiglio Comunale, ovvero la suprema autorità di un Comune, deliberi precise disposizioni per Sindaco ed organi esecutivi come la Giunta di ottemperare ad una specifica richiesta, spesso devi anche spiegare come devono essere eseguite le disposizioni legiferando regolamenti ad hoc.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Angelo Pettinacci, ha proposto formale incarico di studio alla relatrice della proposta streaming, la Consigliera Lucia Vergaglia, per la redazione di un regolamento di funzionamento che tenesse conto delle peculiarità del nostro Comune.
Ci sarebbero funzionari, dirigenti ed assessori ad avere la competenza di redigere tali atti per sottoporli alla II Commissione Consiliare, detta appunto “Commissione di indirizzo su statuti, regolamenti ecc..” tuttavia il regolamento è stato redatto, in maniera estremamente ampia ed estesa, nel rispetto delle normative e delle attività preesistenti ed all’avanguardia per le soluzioni tecnologiche; ad esempio è il primo regolamento comunale in Italia ad affrontare specificamente l’utilizzo dei “droni” per le riprese audiovideo.
Di tale lavoro il presidente del Consiglio Comunale e della II Commissione sono stati avvertiti da questo inverno, è stata ripetutamente chiesta la calendarizzazione di un incontro per discuterlo, anche fosse solo in forma di “Ufficio di Presidenza” con i soli presidenti e vice presidenti. Niente di niente.
Purtroppo una cosa normale in altri paesi, come la realizzazione di quanto approvato, qui diventa sempre un’impresa epica. Così ci siamo arresi all’evidenza che serve nuovamente quello che chiamiamo #FiatoSulCollo e lo facciamo rendendo pubblico il regolamento, aprendolo alla discussione con i cittadini, chiedendo pubblicamente ed a mezzo stampa che il Comune ottemperi a quanto è stato deliberato e disponga le risorse necessarie per i corretto funzionamento dello streaming nelle forme e nei modi di legge.
Ci spiace, ma anche per le cose più semplici, qui in Italia va ancora così. Ed aggiungiamo che chiederemo presto notizie del nuovo, sfavillante, straannunciatissimo sito internet del Comune nel quale, per prassi e sotto la responsabilità degli Assessori competenti, devono convergere anche gli strumenti di rete sociale già da tempo deliberati (gli account Facebook e Twitter ufficiali del Comune) sperando che non ci chiedano di redigere un regolamento per iscrivere il Comune a Twitter, sarebbe davvero l’ultima barzelletta.
Ma lo sapete che secondo diversi studi più del 10% di ciò che finisce in discarica è composto da pannolini e pannoloni?
Il gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, propone la riduzione a monte della produzione dei rifiuti attraverso l’adozione di buone pratiche e seguendo le normative e le direttive europee basate sulle più moderne e virtuose strategie note come principio delle 4R ovvero Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero, dove la Riduzione e la prevenzione dei rifiuti vanno considerate come prioritarie anche rispetto alla raccolta differenziata.
Ne abbiamo parlato a lungo in campagna elettorale e, non potendo attivare direttamente quanto nel nostro programma, siamo costretti a presentare ogni strategia un piccolo pezzo alla volta. Nel puzzle di #PiccoliPassi che comporrà tutta la nostra azione politica ed istituzionale oggi ci sono anche i pannolini lavabili. Ne abbiamo parlato con Serenella Bartolomei, di Ecologic Point, nostra candidata portavoce alla regione Umbria.
La diffusione dei pannolini lavabili, secondo il nostro punto di vista, su larga scala consentirebbe importanti risparmi di materie prime, ma a livello comunale o di area vasta, in particolare alla zona sociale 12 a cui appartiene Orvieto, risparmierebbe l’introduzione in discarica di tonnellate di rifiuti, con minori costi da parte dei cittadini sui costi di conferimento.
Occorre ricordare che pannolini “usa e getta”, già nelle fasi di produzione, consumano ingenti risorse e inquinano l’ambiente (consumo di cellulosa, acqua ed energia, sbiancanti chimici, materie plastiche, ecc..); secondo la letteratura tecnica per produrre pannolini per un solo bambino (che ne utilizza circa 6000 nei primi tre anni di vita) si richiede una quantità di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi e che la loro degradazione, che avviene in non meno di 500 anni, rilascia nell’ambiente svariate sostanze chimiche nocive, tra cui il poliacrilato di sodio, stagno tributile (TBT), diossina, xylene, ethylbenzene, e isopropylene.
Viceversa i pannolini “lavabili e riutilizzabili” rappresentano una scelta rispettosa dell’ambiente e, secondo molti, anche della salute degli stessi bambini; i benefici sono infatti molteplici poiché evitano l’esposizione ed il contatto con le suddette sostanze non naturali, migliorano la traspirazione delle zone genitali, migliorano notevolmente la percezione delle funzioni fisiologiche e contribuiscono, per le loro dimensioni maggiori, al mantenimento della posizione ottimale per il corretto sviluppo dell’articolazione delle anche.
Per questi motivi già molti comuni italiani hanno scelto di incentivare la diffusione dei pannolini lavabili con vari approcci: si va dalle campagne di informazione e sensibilizzazione ai sostegni diretti alle famiglie, attraverso la distribuzione di kit prova omaggio, rimborsi sugli acquisti dei pannolini lavabili, l’introduzione nei nidi comunali, convenzioni con le farmacie, esenzione totale o parziale delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti.
Tutte forme di incentivi che, in questo particolare periodo storico, costituirebbero un sicuro sostegno socio-economico alle famiglie che potrebbero così risparmiare importanti somme, se consideriamo che per un bambino si spendono in media circa 1650 euro per i pannolini nei primi 2/3 anni di vita, contro i 3/400 euro circa (dipende dai modelli e dalle marche) di quelli lavabili, senza contare che si possono eventualmente riutilizzare per altri figli, raddoppiando i risparmi.
Per fare il quadro completo, non limitandoci all’orticello di casa, non possiamo ignorare che il bilancio “ecologico ed economico” tra le due tipologie di pannolini, anche tralasciando l’aspetto legato ai rifiuti, risulta nettamente a favore di quelli lavabili. In particolare se consideriamo i consumi idrici ed energetici dovuti al lavaggio dei pannolini in lavatrice non risultano superiori a quelli del ciclo vitale-produttivo dei pannolini usa e getta; se poi consideriamo l’utilizzo di lavatrici ad alte prestazioni energetiche, a pieno carico e a temperature medie, consente di spostare nettamente il bilancio idrico ed energetico a favore dei pannolini lavabili.
Il M5S Orvieto esporrà questa proposta al Consiglio Comunale, siamo certi col sostegno trasversale sia della maggioranza attuale che dell’ex maggioranza, per prevedere nel bilancio preventivo risorse per avviare e sostenere progetti di promozione ed incentivazione per l’utilizzo dei pannolini lavabili, nelle forme che si riterranno più idonee, insieme alla necessaria informazione sui vantaggi per i bambini, per le famiglie e per l’ambiente.
La politica non è solo grandi balzi ma soprattutto piccoli passi.
Movimento 5 Stelle, promotrice Napoli città per la Costituzione, politica e territorio.
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse