Il 17 aprile di un anno fa la neonata “Commissione temporanea di Studio” per le liste d’attesa nella sanità orvietana cominciavano i lavori, gli incontri anche con l’accoglimento di un noto esponente della associazione ” Cittadinanza attiva” ( il cui favore fu espresso personalmente dalla portavoce M5S) nella ovvia considerazione di acquisire quanti più contributi e testimonianze possibili al fine di differenziare e produrre un risultato compiuto sulle tematiche e problematiche. Questo era il mandato ricevuto da Consiglio Comunale. Il #M5S ha doverosamente partecipato attivamente con proprie proposte cercando di spostare l’attenzione su temi precisi sin dal primo incontro. Abbiamo stimolato in ogni modo la discussione, sottolineando la necessità di audire tutti coloro i quali, a tutti i livelli sono in trincea. Qualcuno ci ha onorato della sua presenza qualcun ‘altro no. Abbiamo insistito per la convocazione delle figure apicali come i primari dei reparti in maggiore sofferenza, ma la nostra azione non è arrivata a scomodare nessuno dei clinici in particolar modo dei lavoratori che si cimentano quotidianamente con le emergenze del presidio di pronto soccorso ed inevitabilmente della chirurgia d’urgenza. Forse avrebbero avuto qualcosa da dire (sic!). Continua a leggere Commissione liste d’attesa
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Pinicidio di Ciconia: due anni dopo
Nello stupore generale in piana campagna elettorale l’Amministrazione Concina volle recepire le richieste di un comitato locale facendo tabula rasa del verde pubblico in specifiche aree del quartiere di Ciconia, a nostro avviso in barba ai principi di equilibrio e vivibilità, alle scelte di piano regolatore. Lo chiamarono il “Pinicidio” e da allora la situazione non è cambiata nonostante l’impegno formale preso dal nuovo sindaco, Giuseppe Germani, interpellato formalmente da Lucia Vergaglia in una delle prime uscite pubbliche del M5S orvietano in Consiglio Comunale.
Era il 29/4/2014, sono passati esattamente due anni e dei pini non c’é più neanche un ombra, nel vero senso della parola. Nel Consiglio Comunale del 28/07/2014 il sindaco interpellato assicurò un ripristino del verde pubblico con la messa a dimora di piante che abbiano il dovuto diametro come previsto dalle norme in materia. Le foto purtroppo parlano chiaro e l’impegno non è stato rispettato. Pertanto richiamiamo pubblicamente il Sindaco anche in quanto assessore all’Ambiente e precisiamo che ne chiederemo l’audizione in Commissione di Garanzia per chiarire i motivi del mancato intervento.
Da parte nostra si deve aggiungere la doverosissima considerazione che basterebbe così poco per mettere d’accordo cittadini residenti ed esigenze pubbliche, per esempio rispettare gli impegni presi.
Con-Fusione dei piccoli comuni
Con-Fusione dei piccoli comuni
In questi giorni il Sindaco di Montecchio, Gori, presentando alla stampa un incontro sui piccoli comuni contro la “fusione” prevista in una proposta di legge Pd in discussione in Parlamento ha esordito partendo all’attacco del M5S Orvieto con queste parole riportate dai media locali “rimango decisamente sorpreso quando colleghi amministratori mi segnalano casi come quello del Comune di Orvieto, dove una forza politica di minoranza continua imperterrita a presentare mozioni e ordini del giorno promuovendo la fusione in Orvieto dei comuni del comprensorio”.
Come da programma elettorale nazionale una sola volta Lucia Vergaglia ha promosso l’avvio di un processo di Fusione con una lettera aperta invitando a discuterne e trovare soluzioni condivisibili comprendenti la salvaguardia delle identità locali e sociali, l’istituzione di municipalità dove venga meno la figura di sindaci e consigli comunali e riportando la testimonianza dell’Eurodeputata Umbra Laura Agea; la discussione è poi avvenuta su nostro impulso nel nostro Consiglio Comunale di Orvieto, seguendo le prassi previste dall’ordinamento. Dopo una discussione interessante il Consiglio Comunale ha respinto la proposta e noi, naturalmente, abbiamo accettato questo democratico verdetto.
Successivamente sempre dal M5S fu proposto lo studio dell’Unione dei servizi tra più Comuni che è cosa diversa dalla “fusione” anch’esso bocciato ma poi, come spesso capita alle nostre iniziative formalmente respinte, in realtà poi vengono rese operative con ordinanze dei sindaci o delibere di giunta senza la condivisione con i cittadini, seguendo la via della consultazione referendaria, o passando attraverso i Consigli comunali, ovvero la rappresentatività democratica. Oggi protezione civile e catasto dei venti comuni delle #AreeInterne sono formalmente già gestiti dall’unione dei comuni dell’orvietano.
Dunque il M5S ha presentato un solo atto relativo alla fusione e non un continuo ed imperterrito flusso di mozioni ed ordini del giorno. Le parole di Gori sono state fuorvianti o semplicemente disinformate. Nel suo ruolo “istituzionale” prima che di parte questo non va bene.
Intanto è dalla maggioranza Pd in parlamento (pdl 3420) che nasce una legge che imponga la fusione obbligatoria, probabilmente su indicazione regionale, e gettare l’attenzione ed una propaganda di discredito sul M5S è uno stratagemma da campagna elettorale incomprensibile in periodi come questo. Se nei tempi giusti si seguivano le indicazioni proposte in lettera aperta dalla portavoce Vergaglia, chiariamolo bene, si poteva procedere un passo alla volta cominciando dai comuni interessati, condividendo le scelte con i cittadini e cogliendo tutti gli attuali vantaggi in termini di trasferimenti economici. Purtroppo non è stato così ed oggi necessità di cassa e di governance sembrano farsi pressanti e dal parlamento potrebbero obbligare a matrimoni di convenienza le amministrazioni più fragili.
«Non è stato saggio rifiutare la discussione e l’approccio condiviso ad una tematica così complessa come la fusione dei Comuni. Oggi è il Pd che punta per legge a fusioni obbligate tuttavia anche solo per discuterne si deve esordire con un j’accuse al M5S dando informazioni neanche parziali ma esagerate e fuorvianti, quasi fosse una propaganda per trovare un colpevole di comodo di una scelta che localmente lo stesso partito aveva giurato di evitare, mentre ora ne è l’artefice. Noi non ci tiriamo indietro, anzi rivendichiamo con forza che avevamo proposto di partire dal basso, dal nostro Comune per aprire a delle soluzioni che sono state democraticamente respinte. Noi lo abbiamo accettato. Ora vogliono calare dall’alto i nuovi confini, disegnandoli col righello e la penna blu, non è il nostro modo di fare e creare correlazioni tra queste iniziative e le nostre che partono dal basso è il contrario della verità. Anzi, prendersela con noi dicendo “inesattezze” significa non volere affrontare il problema ma cercare di trasformarci in capro espiatorio e, spiacenti, noi non ci stiamo. Sia però ben chiaro che ad Orvieto abbiamo dato l’occasione anche alle amministrazioni come quella di Gori di far proprio e rilanciare un processo dal basso, in divenire, serio e concreto su cui costruire per il futuro. Si è preferito agire in altro modo bocciando le proposte M5S e tacciandole di dilettantismo e decisionismo, ora la palla è alle amministrazioni ed alle maggioranze locali e parlamentari alle prese con una riforma, quella si d’imperio e dai contorni confusi, e noi, nel nostro piccolo di forza d’opposizione sia locale che in Parlamento, valuteremo per le azioni che saranno messe in campo e decideremo se meritano o meno il nostro appoggio o la nostra resistenza. Resta deludente osservare con quanta maliziosa approssimazione si sia voluto tirare in questa vicenda l’unica forza politica che, avendolo elaborato per il programma nazionale e locale a differenza delle altre forze in campo, ha una specifica competenza programmatica di questo argomento della “Fusione tra i comuni”, con una impostazione di passi condivisi che secondo noi è a tutela di territori e cittadini.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Città di Orvieto.
Turismo congressuale. Partenza in salita.
Si avvicina la scadenza del bando per la gestione del Palazzo del Popolo, per questioni di promozione già da tempo definito dall’amministrazione Palazzo dei Congressi e pertanto è stato organizzato un incontro su questo tipo di turismo nella sede del Comune. A nostro avviso quando si organizza un congresso bisognerebbe saperlo fare, e tanto vale soprattutto se inviti al congresso proprio la Federcongressi.
Un evento che abbiamo seguito anche se è andato pressocchè deserto, disertato dagli stessi attori istituzionali e con la pecca di non aver avvisato tutti gli enti a vario titolo protagonisti di eventi e manifestazioni patrocinate da questo stesso comune che lamentano la mancanza di alcun invito od informazione. Continua a leggere Turismo congressuale. Partenza in salita.
Giornata della terra 2016: Un nuovo albero ogni neonato.
Anche quest’anno per l’EarthDay, la giornata della terra, in tutto il mondo e tutt’Italia ci sono eventi, attività e manifestazioni. Il verde costituisce un patrimonio comune irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione e che il patrimonio verde deve essere, dunque, tutelato e sviluppato per concorrere al miglioramento della vivibilità urbana.
Come M5S Orvieto abbiamo atteso questa giornata per consegnare una nuova proposta sul verde urbano, troppo spesso confuso col solo “decoro urbano” che, purtroppo, è spesso frainteso e per il quale la stessa amministrazione si è resa responsabile di eventi particolarmente infausti come il “Pinicidio” a Ciconia, od il taglio di alberi monumentali finendo per far semplicemente spazio a parcheggi. Ai sensi della legge 113 del 29 gennaio 1992 chiediamo:
- previa verifica con gli uffici competenti del Comune di Orvieto, individuando i luoghi e pubblicizzandoli sul sito web del Comune, che sia piantato un nuovo albero ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica dal 12.3.2010;
- a valutare, ed a comunicare in Consiglio Comunale, sulla possibilità di promuovere l’iniziativa anche presso privati, tramite sgravi, patrocini non onerosi, o altri strumenti normativi;
- ad attuare quanto sopraesposto non escludendo la eventuale piantumazione di alberi da frutta;
- d’illustrare e condividere tale iniziativa alla cittadinanza in apposito incontro del QSV “Quadro Strategico di Valorizzazione” per le aree concernerti la competenza di tale strumento di partecipazione;
«L’azione ha una valenza simbolica e culturale, oltre che permettere un recupero ambientale di specifiche aree. E’ una di quelle azioni integrabili nei normali programmi di manutenzione urbana del nostro CSM, centro servizi manutentivi, che in passato, ricordiamolo, riceveva riconoscimenti importanti dei quali gli operai più avanti con gli anni serbano un caro ricordo. Ma c’è di più: come madre riporto il sentimento comune che i figli, i nuovi nati appunto, debbano in qualche modo lasciare un eco della loro venuta al mondo, un segno positivo che resti dopo i festeggiamenti privati e venga proprio dalla comunità, dalla società che in qualche modo li accoglie con un atto non consumistico ma di prospera prospettiva. In molte culture è uso piantare un albero da frutto per ogni bambino, noi proponiamo una prospettiva simile, da discutere e sviluppare assieme in quegli incontri partecipativi, come il QSV, che hanno proprio il senso di permettere alla comunità territoriale di partecipare, condividere e rafforzare le scelte della politica. Su un tema del genere, nella Giornata della Terra, spero ci sia la giusta attenzione e massima apertura.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto
Ritardi endemici
Al Comune di Orvieto si è scelto di fare un aggiornamento in infrastruttura tecnologica ed informatica dopo anni di scarsa cura od investimento.
La cosa è stata portata avanti sicuramente con le migliori intenzioni e le cautele del caso ma pare che questo abbia causato un ritardo nella consegna dei documenti contabili da parte dell’assessore competente.
Mettiamola così: può succedere. Ma succede solo se non si seguono buone pratiche e precauzioni.
Nonostante tutto in questi casi doverosamente si deve chiedere al Prefetto di intervenire, lo abbiamo fatto assieme alle forze di ex maggioranza.
Qualcuno, a cui piace fare la vittima, ha parlato di accusa strumentale ma non è così.
Chiariamo tre punti:
- se fai le cose all’ultimo giorno utile rischi che un problema “tecnico” possa vanificare il lavoro. Bisognerebbe agire lasciandosi dei margini;
- i problemi informatici non sono una novità nel Comune, una certa disattenzione nell’acquisto dei servizi informatici è endemica in questa come nelle precedenti amministrazioni;
- Anche le interrogazioni a risposta scritta e gli altri atti con cui ci relazioniamo con il Comune subiscono ritardi (tanto è che avevamo già scritto al Prefetto per conto nostro)
Buona amministrazione è anche prevenire i problemi, rispettare le buone pratiche. L’arroganza ed il senso di impunità di chi sbaglia e poi accusa chi ha subito una danno per questo sbaglio è inaccettabile.
Discarica Le Crete di Orvieto: sconfitta dei cittadini
La questione Le Crete non è una questione locale. Ne è testimonianza l’attenzione della politica regionale e dei gruppi di pressione ad essa legati. Il M5S non ha partecipato agli eventi del passato come la vendita ai privati della discarica, ad un prezzo più che di saldo, e neppure è tra i firmatari dell’allargamento. Le responsabilità politiche verso i cittadini sono tutte nelle mani di partiti a vario titolo rappresentati in maggioranza od in ex maggioranza, anche se mascherati da lista civica.
La soluzione non è semplice dato lo stato di “avanzata decomposizione” delle tutele e delle salvaguardie che si sarebbero dovute mettere in campo da molto tempo, tanto che ormai non bastano i precedenti due pronunciamenti all’unanimità del Consiglio Comunale, rappresentativi della totalità degli orvietani e di tutte le associazioni produttive che quasi fuori tempo massimo hanno fatto sentire la propria voce venendo però trattati da cittadini “spettatori”.
Il M5S ha deciso di non limitarsi a gridare la propria ferma opposizione proponendo alternative a discarica ed inceneritori. Lo abbiamo fatto, lo faremo ancora ma sappiamo che non basta. Protesta e proposta le abbiamo fatte, le facciamo e le faremo in quanto condizioni necessarie per una buona politica, ma oggi queste non sono più sufficienti. E’ necessario un approccio “proattivo” una nuova via. Il comportamento proattivo implica l’agire in anticipo rispetto ad una situazione situazione futura, piuttosto che reagire.
“Il MoVimento è da sempre non solo protesta ma soprattutto proposta e proattività.” Gianroberto Casaleggio.
Significa quindi prendere il controllo e far accadere le cose piuttosto che adattarsi a una situazione o attendere che qualcosa accada. Significa anche muoversi fuori dagli schemi, in contrasto con i modi consueti di fare che fino ad ora ci hanno visti perdenti come con il tribunale, la seconda uscita dell’autostrada, i fondi del Por2 e con le atre situazioni in cui potevamo fare la differenza e invece abbiamo dovuto soccombere facendo proteste fuori tempo massimo, quasi solo di facciata.
Da Orvieto Lucia Vergaglia ha indicato nella terza via dell’azione legale preventiva con la messa agli atti delle responsabilità anche personali delle pubbliche amministrazioni e degli specifici firmatari la scossa necessaria per far muovere le istituzioni e salvaguardare il territorio. C’è bisogno di efficienza e legalità, coloro che non seguendo le opportune buone pratiche, potrebbero arrivare a creare la condizione emergenziale per superare i vincoli ai calanchi devono sapere che non se la caveranno con delle scuse. Ed in questo la consigliera della rupe non è da sola ma agisce in filiera corta con i portavoce pentastellati europei, nazionali e soprattutto i consiglieri regionali a cinque stelle che a Palazzo Donini, durante il Consiglio, hanno annunciato di “sostenere e far propria la proposta della portavoce orvietana“.
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L’Acqua non si vende: Interpellanza al Sindaco Germani
Sembra incredibile rileggere oggi le dichiarazioni di Renzi fatte in occasione dei referendum del 2011. Sul sito del Pd è ancora riportata una sua frase del 2013 in cui si diceva assolutamente schierato a favore dell’acqua pubblica. Cosa è successo poi? Che le multinazionali sono intervenute? Che le nostre città e la classe dirigente abbia subito pressioni? Intanto nelle città più grandi in cui la gestione dell’acqua è privata gli investimenti risultano calati del 19% mentre invece le bollette non seguono affatto la stessa tendenza, anzi aumentano.
Qui ad Orvieto il M5S sin da subito ha presentato numerose iniziative e cercato di riportare l’attenzione su quello che è uno dei temi fondanti, delle 5 stelle nel simbolo del MoVimento, l’Acqua pubblica, ed ha avuto in risposta impegni e rassicurazioni. Purtroppo servono atti concreti, con una precisa assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione.
Nella prossima seduta pubblica del Consiglio Comunale, in presenza dei cittadini, ci sarà finalmente una nostra formale interpellanza rivolta al Sindaco per ottenere spiegazioni sulla situazione attuale e risposte su ciò che riguarda l’indirizzo politico della Giunta Germani sulla questione acqua.
«Il 15 marzo scorso un emendamento di poche righe passato in Commissione affossa la volontà di 27 milioni di italiani cancellando l’articolo 6 della legge referendaria di iniziativa popolare. In pratica si elimina l’obbligo che l’acqua, la sua gestione e le infrastrutture idriche siano pubbliche.
Come se i cittadini al referendum non avessero urlato forte e chiara la volontà che l’acqua sia pubblica. Di conseguenza il Movimento 5 Stelle nazionale ha ritirato ritirato la firma da quella che è divenuta una legge capestro, con costi pubblici e guadagni privati.
Erano i giorni dell’inizio della protesta di “Le Crete” nei quali formulavamo la documentazione di diffida legale alla regione, agli enti coinvolti ed alla nuova autorità AURI, di li a poco sarebbe arrivata la giornata mondiale dell’Acqua, il World Water Day, in data 22 ed abbiamo attesto quel momento per richiamare l’attenzione sul problema acqua anche qui, nell’orvietano, ripercorrendo i nostri interventi, le iniziative del gruppo consiliare, le promesse dell’Amministrazione, purtroppo disattese. Addirittura alcuni commentatori ci hanno consigliato di “prendere calmanti” e di “ciurlare nel manico”. Spiacente. Il nostro ruolo è di essere presenti nella proposta e pressanti nella denuncia, anche se questo ci rende antipatici o scomodi. A fronte di questa grave situazione, dell’evidente esproprio del diritto all’acqua, nonostante il pronunciamento referendario, e della tendenza a diminuire gli investimenti in infrastrutture interpelliamo il Sindaco Germani per dargli l’opportunità di delineare la politica cittadina sulla preziosa risorsa indicando tempi certi, Come ogni interpellanza, in caso di risposta insoddisfacente, ci riserviamo di utilizzare il diritto che ha anche l’opposizione di mettere ai voti una mozione in merito chiamando alla responsabilità politica anche le altre forze rappresentate in Consiglio sin da subito, prima che inizino le discussioni tecniche sul bilancio.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto
Già in passato, quando non fummo ammessi al ballottaggio e decidemmo di non dare indicazioni di voto, reputammo di dover fornire informazioni puntuali a chi ci aveva dato fiducia, e per farlo nella massima trasparenza e col massimo equilibrio possibile ponemmo #5domande ai contendenti al ballottaggio.
L’attuale sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, in risposta alla domanda precisa dal #M5S assicurò che avrebbe lavorato per tornare a rendere pubblica l’acqua degli orvietani.
«La cosiddetta privatizzazione era disciplinata da una legge dello Stato e fu, a fine anni ’90, un processo ineludibile. Ora, non solo la volontà popolare espressa dal referendum va rispettata, ma è nostra convinzione che oggi ci siano le condizioni per poter ritornare a soluzioni “in house” che garantiscano un buon servizio ad un prezzo adeguato. Ci lavoreremo, perché siamo convinti della validità di questa azione.» (Giuseppe Germani, alla vigilia del ballottaggio 2014 in cui fu eletto Sindaco di Orvieto)

Richiamiamo con forza le parole di Germani anche con coloro che divennero suoi elettori al ballottaggio. Se c’è davvero questa volontà da parte del Sindaco su questo tema da parte nostra non solo non ci saranno ostacoli ma sostegno ed impegno.
Parcheggi rosa
Li chiamano “parcheggi rosa” o “parcheggi di cortesia”, sono quelli riservati alle donne in gravidanza od a genitori con bambini piccoli, e sono posizionati in luoghi strategici delle città più moderne ed evolute che dimostrano una particolare attenzione alle future mamme od ai genitori di bimbi piccoli.
Alcune amministrazioni hanno scelto di riservare specifici posti auto situati nei luoghi che debbono essere visitati con più frequenza, come gli ospedali, gli uffici pubblici, gli studi di ginecologia e le farmacie mentre altre, di solito le più grandi, distribuiscono permessi per parcheggiare gratuitamente (per un’ora) in qualunque punto all’interno della città.
Altre ancora indicano alcuni posti auto come preferenziali, affidandosi al senso civico ed alla buona educazione dei cittadini. In sostanza i parcheggi rosa nelle zone in cui è previsto il parcheggio a pagamento, conservano la tradizionale tariffa, ma con una segnaletica speciale per te che invita gli automobilisti a un gesto di cortesia verso le donne in gravidanza. E’ così possibile parcheggiare più facilmente.
Tutte queste iniziative sono da elogiare, e con esse, tutti quegli sforzi che puntano a facilitare la vita delle persone. Fra questi tutte quelle misure che tendono a offrire una maggiore sicurezza, come per esempio riservare alle donne in gravidanza ed ai genitori con bimbi i parcheggi meglio illuminati o i posti auto in prossimità delle entrate e delle uscite pedonali nei parcheggi coperti e in quelli vicino alla fermata del bus.
Ad Orvieto, che negli spazi pubblici aveva quei due due stalli rosa voluti dall’ex assessore Luciani a piazza Olona e quelli all’ospedale, purtroppo non sembriamo, amministrativamente parlando, così sensibili e così attenti a queste necessità di chi, anche se solo temporaneamente, ha bisogni aumentati e diversi da quelli di un normale cittadino adulto per cui, in tal senso il MoVimento 5 Stelle cittadino ha depositato una mozione, cioè un atto d’impegno da discutere e far deliberare in Consiglio, per fare passi avanti concreti alla nostra comunità, con maggiore cura di chi vive quotidianamente l’esperienza e l’emozione della gravidanza e la genitorialità. Continua a leggere Parcheggi rosa
Azioni legali contro chi ci inquina
In Regione, in piena discussione del Documento di Economia e Finanza regionale (DEFR) il consigliere Rometti, dei Socialisti Riformisti, e la Presidente Marini, Partito Democratico, dai banchi della maggioranza si sono sbilanciati esprimendo la disponibilità ad ampliare la discarica di “Le Crete” nonostante la contrarietà degli orvietani espressa dal Consiglio Comunale con apposita delibera.
I motivi sono semplici: dato che in regione non si fa abbastanza differenziata e che il piano regionale non viene rispettato da tanti comuni si rischia di dover aprire la discarica orvietana ai conferimenti persino da Perugia, soprattutto considerato gli interventi della magistratura ed il rischio di chiusura per lunghi periodi o definitiva delle discariche di Borgogiglione e Pietramelina.
Per il M5S la questione neanche dovrebbe esistere, le discariche infatti non dovrebbero trattare quasi per nulla i rifiuti cittadini ma solo parte di quelli speciali (fanghi fognari, ceneri industriali ecc…) e la differenziata dovrebbe essere ai livelli di legge e gestita da un piano rifiuti rispettoso delle direttive europee inclusa quella di fine 2015 detta dell’economia circolare.
Se così non fosse ogni pronunciamento cittadino od addirittura regionale sarebbe superabile in caso di emergenza trasformando gli impianti di “Le Crete” nella pattumiera della regione.
«Per impedire questo scempio non basta la volontà politica, espressa in questo o quell’atto formale o portata avanti in maniera sostanziale e strategica, occorre coinvolgere tutti gli attori della filiera, in questo caso i singoli comuni dell’intera regione, quelli così lontani che poco o nulla potrebbero interessarsi delle remote vicende orvietane. Certo non possiamo contare sulla sensibilità dei singoli esponenti dei potentati politici che ci hanno portato in questa esasperante situazione. Del resto ad Orvieto è noto che dal Capoluogo arrivano più rose che spine e pertanto bene facemmo a non fidarci delle rassicurazioni. Nossignori bisogna agire al livello legale oltre che a quello istituzionale, ragion per cui proporrò l’immediata messa in mora di tutti i comuni della regione che non ottemperino agli obbiettivi di raccolta differenziata e la regione per mancato controllo in modo tale che se, malauguratamente, qualche autorità ritenesse di dover espropriare il Comune della propria potestà sugli ampliamenti della discarica nel territorio sappia anche che ne risponderà economicamente e cospicuamente assieme ai comuni che conferiranno la loro eccedenza qui ad Orvieto, finanche con responsabilità personale degli amministratori. Se fossimo l’Amministrazione agiremo da dopo ma sin da subito poniamo la questione del danno potenziale davanti al giudice ordinario, non al Tar, a cui chiederemo specifica ordinanza restrittiva per il gestore di “Le Crete” fino a quando è in vigore l’attuale piano rifiuti, essendo all’opposizione non possiamo che portare la questione in Consiglio per essere deliberata con un apposita mozione urgente, aperta alla sottoscrizione di tutte le forze politiche della città, per essere immediatamente discussa e resa attiva, per dare anche maggior forza al Sindaco sia nel tavolo Auri che in Regione, come ha sempre garantito di fare. Non è una questione di parti politiche in gioco, è una questione che riguarda tutti e come tale va affrontata con tutti i mezzi, anche i meno convenzionali.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Città di Orvieto.
Quindi senza nulla togliere alle tante iniziative, proteste, convocazioni straordinarie e richiami ad indignarsi il M5S propone vie meno ortodosse e, secondo noi, assai più concrete.
Restate sintonizzati e continuate a seguirci per saperne di più.
Per portarci suggerimenti, informazioni ed idee scriveteci ad info@orvieto5stelle.com
