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Carcaione, lavori sotto la lente

Stanno partendo i cantieri per la messa in sicurezza e mitigazione del rischio idraulico  del fiume Paglia e, titola il sito del Comune, delle opere previste dallo strumento del “Contratto di Fiume”.

Abbiamo posto la questione della lacunosa comunicazione con popolazione e residenti in ordine a questi lavori in numerose azioni dentro e fuori al Consiglio Comunale, riscontrando formali aperture dopo i nostri numerosi interventi. La questione della comunicazione è fondamentale nel caso delle procedure negoziali come, appunto, i “Contratti di Fiume”, in mancanza di queste l’intero impianto delle attività è privo di requisiti fondamentali.

Nella giornata internazionale delle azioni per i fiumi si impone una seria presa di posizione da parte del M5S

Ora nel lotto 2 dei lavori che saranno sotto le responsabilità dei tecnici del Consorzio di Bonifica “Val di Chiana Romana e Val di Paglia” sono compresi anche alcuni interventi sul Carcaione, affluente del Chiani, che stanno destando attenzione nella popolazione locale, secondo noi non adeguatamente coinvolta ed informata.

In particolare l’ intervento sul Carcaione proprio nel tratto che passa nel centro abitato nell’area del giardino pubblico. Il fatto è semplice: l’area  presenta un avvallamento di circa cm.80 rispetto alla sponda, pertanto tra le azioni di messa in sicurezza è prevista una “riprofilatura della sezione verticale dell’alveo” e quindi degli argini. Questa altro non è che una “micro cassa di espansione”.

I tecnici e le buone pratiche però ci ricordano che, stando alla letteratura scientifica ed alle pubblicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la. Protezione e la Ricerca Ambientale ) relative alla “mitigazione del rischio fluviale” le casse di espansione, o superficie di laminazione, vanno fatte a ”monte” del luogo che dovrebbe essere protetto.

Ponte sul torrente CarcaioneA questo aggiungiamo che, rettificando l’alveo del torrente, si andrebbe a togliere l’attuale” ponte-passarella pedonale” che non presenta alcun problema di stabilità e al posto di questo sarà realizzato un ponte pedonale lungo circa m.30 il quale naturalmente avrà il suo notevole costo immediato ed un costo manutentivo. Continua a leggere Carcaione, lavori sotto la lente

Scontro pari opportunità

Ad Orvieto la “Commissione pari opportunità” è prevista per Statuto cittadino, era stata messa a naftalina nei precedenti anni di consiliatura ed è ripartita grazie alla pressione di Lucia Vergaglia che ne chiese l’attivazione sin dal primo giorno d’insediamento del Sindaco Germani. Formata a fine 2014, e solo dopo aver minacciato l’intervento della Commissione di Garanzia in una lettera aperta,  quale Commissione paritaria ad oggi composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ha cominciato a lavorare ed esattamente un anno fa si è formalmente insediata; sin dal primo giorno il M5S, che è decisamente rompiscatole come gruppo, ha posto l’attenzione al non limitarsi alla parità di genere: per noi è necessaria un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali. Continua a leggere Scontro pari opportunità

Profili d’illegittimità nella riforma Gnagnarini?

In questi giorni si conclude la minirivoluzione dell’organizzazione comunale voluta dall’Amministrazione.

Il M5S ha definito in precedenza quest’innovazione quale politicamente contraddittoria, si assegnano infatti a dirigenti responsabilità di uffici e posizioni organizzative tali da ricalcare solo parzialmente lo schema delle deleghe assessorili, lasciando quindi i dirigenti a non avere un singolo assessore di riferimento per l’indirizzo di governo. A questo si aggiunge una struttura, uno staff, che si occupa di programmazione, coordinamento e comunicazione esterna frapposto tra la parte politica (Sindaco e Giunta) ed i dirigenti di seconda fascia responsabili delle specifiche aree strategiche del Comune. Insomma sembra la classica funzione di direzione generale possibile solo nei comuni più grandi, quelli con centomila abitanti o più.

Già per questo abbiamo voluto valutare sul piano della legittimità l’attività promossa dalla Giunta e presentata dall’Assessore Gnagnarini. Continua a leggere Profili d’illegittimità nella riforma Gnagnarini?

Ambiente: gestire il problema Processionaria

Già avvistata con i primi bozzoli che si sono schiusi in largo anticipo la processionaria, il pericoloso insetto che si muove in gruppo come in una processione un bruco dietro l’altro.

processionariaInsetto lepidottero che nella sua vita larvale, prima di fare il nido e diventare falena, è dotato di peli urticanti sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento, questi volano e si attaccano facilmente ai tessuti come pelle e mucose, provocando una reazione urticante con rilascio d’istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi Continua a leggere Ambiente: gestire il problema Processionaria

Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale

Sono molte settimane che infuria una polemica sui social network e sulla stampa locale nella valutazione se Orvieto si sia impoverita oppure no. A confronto ci sono le carte che parlano d’incremento turistico in favore della città, d’altro canto è esperienza comune trovare sempre meno negozi aperti e meno gente per le strade. Entrambe le cose sono verificabili. Come M5S ci siamo sempre posti il problema dell’aumentare l’appeal del borgo antico come attrattore turistico e come “centro commerciale naturale” non per una lotta ideologica contro i centri commerciali e super aperti allo Scalo, Ciconia, Sferracavallo ed all’Arcone, ma seguendo a semplice considerazione che i soldi spesi nei negozi e negli esercizi di vicinato ricadono nel territorio invece che nei furgoni portavalore diretti lontano.

A nostro avviso centro storico di Orvieto è uno dei volani economici della cittadina, punto di riferimento di quello che la la normativa e l’uso comune generalmente con la locuzione di Centro Commerciale Naturale, punto di approdo del turismo che è una delle industrie delle occasioni lavorative che ancora tengono nel territorio.

Ma il progressivo svuotamento dai negozi, soprattutto tradizionali, e dei tanti locali lasciati sfitti per lunghi periodi le cui vetrine buie e troppo spesso impolverate contribuiscono a quel senso di vuoto e aumentano la tendenza desertificazione, indebolendone l’attrattività come luogo di socializzazione, ritrovo e svago, rendendo meno gradevole l’esperienza del vivere il cuore cittadino e riducendovi la propensione alla spesa locale. Peggio ancora le troppe vetrine sporche e non oscurate in maniera decorosa, luogo di affissione selvaggia per manifesti, volantini, fogli di giornale ed anche per comunicazioni private, inoltre gli ingressi commerciali in stato di semiabbandono dove tra i serramenti metallici forati e le porte interne si manifestano ricettacoli di sporcizia e rifiuti vari, che causando oltre a gravi problemi di igiene pubblica un forte degrado estetico. Continua a leggere Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale

Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

In occasione dell’importante scoperta scientifica che conferma la Relatività di Einstein, ci rivolgiamo ai cittadini dei territori orvietani, a chi vi lavora ed agli amministratori pubblici,

Leggiamo praticamente ogni esponente di spicco della comunità parlare di “puntare sull’innovazione” eppure a giudicare l’operato delle forze politiche e dei singoli nell’innovazione non si investe, non se ne sostiene la base culturale che è fatta in larghissima parte di studi tecnici e scientifici, non se ne alimenta la condivisione.

Eppure le eccellenze non mancano come non mancano le occasioni e, tolta l’apposizione della targa stradale dedicata all’innovazione nei pressi di un campus privato che alimenta un programma di studio attraverso strumenti informatici, nulla si muove. Continua a leggere Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

Aree Interne: Troppa confusione.

E’ qualche tempo che nella dialettica politica dalla maggioranza, per scelta o per ventura, ad opposizioni e cittadinanza viene contestata l’assenza di proposte concrete e fattive.

Non è sbagliato in linea di principio chiedere la partecipazione dei cittadini e delle minoranze quindi ci mancherebbe altro che noi si resti alla finestra a guardare quindi in genere accogliamo questi inviti ed aggiungiamo al carico importante di proposte ed iniziative che presentiamo regolarmente attraverso il gruppo consiliare del M5S anche quelle nei vari “tavoli” tematici, però solo in risposta a precisa sollecitazione. Non vogliamo sottrarre spazio ai cittadini ma se veniamo accusati di non essere in grado di proporre soluzioni o, come nel caso di “Aree Interne”, bozze di progetto allora in genere mettiamo nero su bianco la dimostrazione di essere da cittadini almeno formalmente in grado di recepire questo genere di sfide pratiche. proposta aree interneIl Sindaco stesso nel richiamare alla partecipazione sia in presenza dell’ex ministro Barca poche settimane fa (il 26 gennaio, a fronte di 120 progetti) che nel focus organizzato da Valentino Filippetti la settimana scorsa (martedì 2 febbraio, quando i progetti erano già 139), momento in cui ci sono state in loco delle presentazioni di idee, ha risposto ad un mio personale e specifico intervento sul proseguire dell’accoglienza delle idee progettuali e sulla “dicotomia”, contraddittorietà apparente, tra le funzioni associate tra i comuni di Aree Interne ed i servizi necessari invece allo sviluppo esordendo sulla mia e nostra “non conoscenza” degli argomenti in questione.

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PUC2: superare la quiescenza del Comune

Nel 2009 Orvieto fu esclusa dall’accesso ai fondi regionali per la riqualificazione urbana, una partita del valore di alcuni milioni di euro che fece male alla nostra città. Allora ci fu lo sdegno dei politici e la sensazione di amaro in bocca, ma poi?

Poi un’altra illustre esclusa, Assisi, fece formale ricorso contro i criteri di valutazione che hanno portato la Commissione tecnica a stilare la graduatoria dei Comuni ammessi a finanziamento, che contro la composizione della stessa Commissione tecnica. Il Tar ha poi accolto il ricorso presentato dal Comune di Assisi annullando, nel marzo 2012, la deliberazione della Giunta regionale n. 1076/2009, evidenziando che ‘la procedura volta all’individuazione dei programmi urbani complessi 2 si sia svolta in assenza di idonei criteri di selezione. Orvieto cosa fece? Ricorso al Tar a sua volta, d’accordo, ma inutilmente visto che l’annullamento lo avrebbe ottenuto Assisi vendendone addirittura la conferma al Consiglio di Stato. Ma Orvieto in termini di atti amministrativi ed azioni legali volte a ricevere i finanziamenti od essere risarciti come parte lesa cosa si è realmente fatto?

Da qui un’interrogazione del Movimento 5 Stelle e la proposta di una commissione che punti a verificare se il Comune sia stato effettivamente danneggiato dai criteri di valutazione contro i quali si è espresso il Tar e se esistono le condizioni per richiedere un risarcimento degli eventuali danni subiti e subendi per i quali, a nostro avviso, la prescrizione dovrebbe infatti scadere nel marzo 2017 data entro la quale, se la Commissione sarà avviata ed approverà una richiesta risarcitoria, dovranno essere formalmente richiesti i dovuti risarcimenti, potenzialmente milionari.

Nel frattempo vogliamo ricordare che quei soldi del Puc 2 hanno finanziato di tutto e di più, incluso le recentissime “app” della cultura e  sanità spoletina. E cosa c’entrino con un “Piano Urbano Complesso” non riusciamo proprio a coglierlo.

Una riorganizzazione contraddittoria

L’organizzazione lavorativa della macchina comunale sicuramente influenza l’efficienza, a parità di personale, costi e motivazione, nel raggiungimento degli obbiettivi amministrativi che ci si pone. In alcuni casi addirittura ne influenza l’efficacia, o l’inefficacia.

Ovviamente questi obbiettivi vanno presentati, e con loro anche la misurabilità dei medesimi. Esistono degli standard e delle buone pratiche a cui riferirsi, dei “benchmark” a cui tendere o con cui confrontarsi come ad esempio altri comuni rappresentativi di come si potrebbe fare di più e meglio rispetto all’oggi.

Nel consueto linguaggio burocratichese l’assessore Gnagnarini ha annunciato il risultato del suo lavoro iniziato nel 2014 dicendo quali nomi hanno ora i vecchi uffici e sotto quale ala di responsabilità si spostano alcune funzioni. Quello che non dice è a quali obbiettivi in termini di risultato e di efficienza tende tutto ciò.

A noi cittadini presenta questa scheda sul sito web del Comune.

PIANTAORGANICAA parte i “refusi” come “Controllo di Getione” dobbiamo porci alcune questioni:

  1. Il nuovo ufficio di “Programmazione e Controllo di gestione” sembra essere una sorta di filtro tra Sindaco e settori dirigenziali, posto così rappresenta un ulteriore anello della catena di responsabilità. Domanda: Erano state riscontrati difetti strutturali di programmazione o mancato controllo di gestione nei singoli settori? In mancanza questa scelta rischia di rallentare il lavoro e trasformare in un “ufficio scuse plausibili” questo nuovo staff, atto solo a tutelare il responsabile politico del controllo di gestione, ovvero l’Assessore al Bilancio che è lo stesso fautore di questa riorganizzazione .
  2. La Giunta ha approvato questo nuovo organigramma ma ci saremmo aspettati che allora Vincenti, che ha delega di mobilità e politiche comunitarie rimettesse per amor di efficienza la seconda delega in favore della Martino che ha già Cultura e Custolino rimettesse a Gnagnarini che si occupa del finanziario la delega ai servizi informatici. Adesso gli assessori che devono dare gli indirizzi politici agli uffici non rispettano i principi organizzativi che essi stessi hanno approvato. Questa schizofrenia di fondo nella migliore delle ipotesi non aggiunge un grammo di efficienza al Comune, più probabilmente invece lede l’intera macchina comunale oltre ad essere incomprensibile.
  3. In questo organigramma chi si occupa del personale? Tra il nuovo decreto sull’efficienza della pubblica amministrazione e le responsabilità dei dirigenti forse andava esplicitato l’ufficio responsabile con la relativa posizione organizzativa.
  4. Curiosamente pare che, secondo questo organigramma, le posizioni relative alle “Politiche Comunitarie” ed i “Servizi informatici” non necessitino di Alta Professionalità (AP) ma siano delle semplici Posizioni Organizzative (PO).
  5. Ricordiamo che in questi anni i singoli uffici hanno ridotto il numero dei servizi erogati (si pensi all’URP che prima faceva anche l’ISEE e da punto Enel) a parità di personale. La nuova disposizione degli uffici ci sembra non tenga conto di un eventuale ripristino dei servizi ai cittadini.

«Quella che Gnagnarini ha presentato sembra una riforma tipicamente all’italiana, condita di ottimismo con i suoi riferimenti ad una modernità ed ad una efficienza che però non sono riscontrabili o misurabili,  che sicuramente tutela e mette al sicuro Sindaco ed Assessore proponente ben nascosti dal controllo delle minoranze dietro il nuovo ufficio ed in più lascia una confusione tra indirizzi politici assessorili e dirigenze che espone a veti incrociati e blocchi operativi, rendendo difficile individuare i responsabili. Un vero capolavoro di burocrazia. Ma questa è solo la presentazione, siamo sicuri che quando finalmente mostreranno tutte le carte ed il nuovo documento di programmazione ci sorprenderanno ancora. Speriamo in meglio, ma temiamo il peggio. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto