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Consiglio Comunale del 18 maggio 2017

CONSIGLIO DA CAMPAGNA ELETTORALE TRA VACCINI E NOMINE

Ancora una volta un Consiglio Comunale impegnato sui temi tipici della campagna elettorale oltre che preceduto delle tensioni con i cittadini, dagli errori del sistema sanzionatorio e d’imposizione tributaria. Non mancano temi concreti portati a trazione M5S; nel bene e nel male noi ci siamo e lavoriamo per la città e per i cittadini.

Da parte nostra un’interpellanza sule politiche dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dell’immigrazione, doverosa, viste le nuove assunzioni nel cervellotico bando del ministero che preannunciano un periodo prossimo venturo a nostro avviso privo dei requisiti necessari. Per capirci per le Commissioni che dovranno valutare l’accoglienza non sono previsti antropologi ma invece le figure tecniche della gestione (economisti, esperti in cooperazione, giornalisti) come si desse per scontato che non vada inquadrata la richiesta in modo scientifico ma su valutazioni d’opportunità, e dopo gli scandali venuti alla luce in questi ultimi anni ci mancherebbe che non si pongano delle questioni da approfondire anche sui territori.

Poi c’è la questione del dedicare il nuovo ponte sul Paglia al presidente più amato e rispettato degli ultimi anni, Sandro Pertini.

Un ponte collega ciò che è lontano e diviso. Per questo proporremo in Consiglio Comunale di intitolare il nuovo ponte sul fiume Paglia al “Presidente Sandro Pertini” la cui figura, nonostante una connotazione ben precisa, fu in grado di unire culture diverse, cosa che proprio ad Orvieto gli riconobbe il vescovo Grandoni rievocando l’amicizia con Papa Carol Wojtyla da parte del presidente laico e partigiano. Continua a leggere Consiglio Comunale del 18 maggio 2017

Millecinquecento grazie per il sostegno alla proposta Vergaglia sull’autismo

Una delle possibilità rivoluzionarie della rete del Movimento è quella di far arrivare le proposte di legge da discutere in Parlamento direttamente dai cittadini. Questo accade per la prima volta al mondo in Italia e c’è, giustamente, da esserne orgogliosi. Naturalmente non tutte le proposte arrivano in discussione; vanno infatti superati i vincoli formali e sostanziali che la legislazione italiana prevede in termini di legittimità, competenza, costituzionalità e, in aggiunta, è prevista la valutazione in termini di diritto comparato con quanto fanno gli altri paese soprattutto europei. Sono ad oggi circa cinquemila le proposte depositate ed in questa ottava tornata quella sull’autismo della nostra portavoce Lucia Vergaglia e, sottoposta al voto degli iscritti certificati, ha raccolto poco meno di millecinquecento voti arrivando tra le prime venti. Qui di seguito i suoi ringraziamenti.

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Onore al merito, ed alla sua mancanza.

Una valutazione fatta nel merito, e nel metodo, del Bilancio di programmazione del nostro Comune con il M5S all’opposizione.

Avatar di StaffSilvio Torre

Oggi nella mia città d’adozione, Orvieto, si discute la programmazione dei prossimi tre anni, lo si fa attraverso un documento tecnico da votare che si chiama bilancio preventivo ed ha una sua formula standard, un template direbbe un nerd come me.

E’ una formula propria, ingannevole per chi ha fatto studi economici che salterebbe sulla sedia vedendo nelle entrate gli indebitamenti che, per definizione, sono uscite. Però è una formula decisa per legge quindi si fa così e basta. Naturalmente il Consiglio Comunale è già scritto e gli accordi nelle segrete stanze, o sfacciatamente presentati in conferenza stampa dove il Sindaco si è fatto dettare la linea dal segretario del potentissimo Pd locale davanti a tutti, sono già stati presi; infatti della maggioranza non manca nessuno e nella minoranza le assenze strategiche volte a minare, anzi impedire, ogni potenziale colpo di mano delle opposizioni c’erano fino a quando tutto il…

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Alberi “ammalati” e tagli indiscriminati.

Per i greci il platano (P. orientalis), pianta dedicata a Giove, era sacro, ed in molti luoghi fungeva da albero del villaggio. Ad Orvieto gli alti concetti però non hanno spazio ed ormai troppo spesso dei platani e degli alberi in città non resta che la base segata e per qualche mese le foglie che ricrescono con giovani rami in basso fino a quando non vengono strappate via, forse dalla stessa mano che tagliò il tronco pieno e forte che è ancora visibile in piazza XXIX Marzo.

Anche di questo Platano dicevano che era malato. Abbiamo chiesto le carte che lo dimostrino. Non ci sono state mostrate pare le abbiano viste solo quelli della maggioranza che parlano dagli scranni più alti con sicurezza di questa “malattia degli alberi” senza neanche dire quale fosse.
Già sentito, vero?
Bene, ma qualcuno a questi signori li ce le deve pure avere messi col voto e con il sostegno alla loro politica.
E quel qualcuno è sicuramente attorno a molti di Voi.
Domandategli:
Ma che fine fa un Platano tagliato?
Ha un mercato?
Ha un valore?
Si, sono domande retoriche però hanno una risposta concreta e misurabile.
Grossolanamente calcolate che un albero con un diametro di poco meno di un metro come quello in foto ha solo per il tronco e per i primi 6 metri un peso che può arrivare alle tre tonnellate (senza i rami e calcolando il decremento del diametro).
Difficile fare stime sulla sramatura e poi nel caso di uno sfruttamento produttivo si tronca, scorteccia e seguono lisciviazione, taglio, stagionatura ed essiccazione per finire sulla eventuale lavorazione finale (mobili, finiture, attrezzature sportive, manici di attrezzi) ma non è certo una cifra indifferente e giustifica sicuramente dell’interesse.
Questa degli alberi “ammalati” a chiacchiere è una cattiva pratica di amministrazioni distanti. Per gli atti occorrono impegni di spesa giustificati da firme di chi ne è responsabile.

Per questo serve tutto l’aiuto dei cittadini: contattateci info@orvieto5stelle.com, fotografate gli scempi, pubblicateli e taggateci su Facebook www.facebook.com/orvieto5stelle).

Noi faremo la nostra parte perchè indegno agire diversamente da come sia utile per la comunità e sottrarre ai cittadini la possibilità di sapere quale sia il reale motivo accampando frasi di rito come “era ammalato”.
Intanto giova ricordare sempre che il primo atto bloccato al Movimento 5 Stelle di Orvieto è stato quel codice etico chiamato “Carta di Pisa” che impedisce a consiglieri, funzionari ed amministratori del Comune di avere rapporti con ditte ed aziende che possano avere guadagni dagli interventi pubblici come, ad esempio, il taglio degli alberi?
Eh, già.
A pensar male si fa peccato, però di solito ci si prende.

Chi l’ha visto lo streaming?

Il 28 c’è il Consiglio Comunale ad Orvieto e gli argomenti in discussione sono tanti, dai lavori stradali al bullismo nelle scuole alla denuncia della presidentessa Marini sulle circolari contro le gite scolastiche in regione e quindi sul nostro territorio al bilancio alla questione delle bollette carissime della Sii per l’acqua. Il MoVimento 5 Stelle da sempre professa la necessaria accessibilità a questo momento di democrazia cittadina attraverso i canali social e la rete internet, cioè lo streaming video delle sedute, che oltre ad avere una funzione di partecipazione e trasparenza permette anche a chi non possa essere fisicamente presente di essere comunque coinvolto nelle decisioni istituzionali. Per questo sin dal febbraio 2015 portammo in Consiglio ed ottenemmo l’approvazione di un ordine del giorno impegnativo affinché “il Comune si doti di specifiche reti sociali gratuite quali un account Twitter ed una pagina sociale Facebook per l’interazione con la cittadinanza ed un canale Youtube per la condivisione  audio video, la diretta video e la registrazione online visualizzabile anche dai suddetti terminali mobili. Che le sedute di Consiglio siano trasmesse in diretta streaming audio video sui citati canali sociali pubblici come, youtube.com con ‘licenza’ CC:A-NC (Creative Commons: Attribuzione – Non Commerciale), che i collegamenti alle registrazioni restino a disposizione della cittadinanza sul sito ufficiale del Comune e che sia dato risalto e pubblicità sulle suddette reti sociali all’avvio delle dirette streaming”. Il documento raccomanda inoltre che “lo streaming video sia gestito internamente dal Comune od in convenzione con accordi che permettano la miglior fruizione ed efficacia, coinvolgendo ove possibile le numerose professionalità ed aziende di tecnologia del territorio”.

«Sono passati due anni dall’approvazione dello streaming ed ancora siamo costretti ad invitare i cittadini a partecipare di persona perchè, per colpa od incapacità, l’Amministrazione non ha saputo, o, per indifferenza, non ha voluto dare seguito a questo impegno approvato e deliberato. In buona sostanza non ci assume la responsabilità di negare la diretta perché varrebbe a dare un senso di anti democrazia, ma nel concreto non si fa.  Eppure si tratta di una cosa praticabile ed alla portata di chiunque abbia uno smartphone, ma il Comune di Orvieto proprio non riesce a metterla in campo. Due anni sono tanti e ci si chiede se davvero non siano i tecnici comunali in grado di dare seguito ad impegno così normale come quello di una diretta streaming oppure che il limite sia politico e considerato che l’atto fu votato a dal Sindaco, dalla maggioranza Pd e dalle forze di minoranza con i soli Rosati, Di Bartolomeo e Cotigni contrari sorge il dubbio di chi conta davvero in Giunta dove gli atti si fermano regolarmente. Giallettiani, sinistra e lista Gnagnarini valgono più di tutti gli altri? Oppure ci sono altri motivi per insabbiare le molte richieste di trasparenza?

Certi politici, quando vogliono ostacolare, non rigettano le proposte ma fanno in modo che non sia facile o possibile eseguirle una volta approvate. Peccato che in questo caso l’ordine del giorno è stato presentato proprio da quei molesti del MoVimento 5 Stelle che fanno notare che agli impegni formali devono seguire i fatti sostanziali.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S Orvieto

No Inquinamento Acustico

Ben vengano i progetti di sviluppo ma non bisogna mai dimenticare di ragionare in termini di sostenibilità ambientale. E’ il caso dei Freccia Bianca auspicati dall’Amministrazione e da molte forze politiche tra cui il Movimento; i treni infatti ridurrebbero il traffico veicolare anche se per contro aumenterebbero la pressione acustica, il rumore di fondo, di una cittadina ed una vallata attraversata sia dall’autostrada A1 che da ben due linee ferroviarie e questo è un problema che va gestito. A fronte della preoccupazione dei cittadini e viste le spesso disattese promesse relative all’impianto di pannelli fonoassorbenti il M5S interroga il Sindaco Germani.

«E’ una legge del 1995 a dare la definizione di Inquinamento Acustico come “Introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”. Dobbiamo chiarire anche che i Treni detti “Freccia Bianca” sono stati progettati prima di quella legge e pertanto con obbiettivi di fondo votati ad altri valori piuttosto che alla ridotta rumorosità. E’ per questo che chiediamo se siano disponibili dati, studi o progetti di mitigazione di questo problema che non possiamo non aspettarci. Al di la dei limiti di legge comunque c’è una considerazione di fondo da far emergere in Consiglio Comunale per la quale è necessaria la pubblica discussione: il punto è che Orvieto sta perdendo abitanti e ridurne l’appeal, l’attrattiva per le coppie con bimbi piccoli o che vogliono avere bambini, per questioni legate al rumore diurno ed in quelle notti d’estate in cui si sta con le finestre aperte è semplicemente una sciocchezza. Ma a volte le cose ovvie e scontate sono le prime a non essere messe per iscritto e, si sa, verba volant. Così tocca a noi delle opposizioni far verbalizzare anche l’ovvio, di solito da parte del M5S è un lavoro silenzioso che avviene nelle Commissioni od attraverso comunicazioni scritte, ma talvolta è necessario invece farlo in Consiglio, per fortuna non sempre.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle città di Orvieto (Terni)

Elezioni provinciali 2017

Per la serie l’unica cosa che hanno abolito é la scheda elettorale oggi si scelgono tra di loro chi comanda scuola e strade cioè la Provincia.
Come vedrà chi ha voglia di approfondire gli esponenti di destra e sinistra sono annidati in liste “civiche”, termine che definirebbe un progetto avulso dai partiti nato dal basso tra i cittadini.
Niente di tutto questo, nessuna informazione o condivisione concreta, nessun programma scelto assieme a chi vive la realtà di tutti i giorni ma solite alchimie di nomina e segrete stanze che poi segrete non sono manco per niente.

«Quella delle elezioni provinciali da parte di un Consigliere Comunale non sono un dovere istituzionale ma una facoltà politica sottratta ai cittadini che si usa, come fa una casta, al loro posto sottraendo al diretto controllo e confronto democratico tematiche fondamentali come le scelte in termini di scuola e viabilità. Noi siamo da sempre per l’abolizione delle provincie ed il trasferimento delle competenze ai comuni che, in particolare, vorremmo abbiano la massa critica di almeno 5.000 abitanti per potere effettivamente dettare legge su porzioni anche grandi di territorio. Il MoVimento non partecipa con proprie liste a questo scippo democratico ed io come portavoce sto con i cittadini che non potranno partecipare a queste elezioni. La vicenda odierna è l’emblema di quello che con il referendum hanno provato ad istituzionalizzare al livello più alto, l’emblema del centralismo decisionista di certi partiti in nome di una presunta superiorità da “classe dirigente” che i frequentatori di certi salotti e certe sezioni avrebbero e gli altri cittadini no. A me questo non solo non piace ma penso sia un vero e proprio sgambetto a chi nella democrazia e nel Paese ci crede davvero e pertanto ne prendo le distanze e lo avverserò sempre, con l’esempio e con la pratica della politica così come la si intendeva nell’epoca dei Costituenti.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S

Nuove criticità per la sanità orvietana

In questi giorni molti studi medici erano chiusi per fare i famosi “corsi di formazione continua obbligatoria”, sugli ingressi c’era il solito cartello scritto col pennarello: rivolgersi alla “Guardia Medica”.

Eppure in futuro non sarà così se vengono confermate le notizie dell’ennesima riforma della sanità che passa per la chiusura proprio dei servizi di guardia medica festiva e notturna  lasciando in carico al 118, cioè al servizio di pronto soccorso, l’assistenza ai malati. L’assistenza sanitaria d’emergenza sarà infatti d’ora in poi garantita solo dalle 8 alle 24 con un taglio di 8 ore nei giorni feriali e di 12 in quelli festivi a fronte del “vantaggio” di poter prenotare le visite invece che attraverso i CUP direttamente dal medico. Come questo però possa impattare sull’annoso fenomeno delle liste d’attesa nella sanità è tutto da valutare. C’è di certo che le soluzioni e le misure che abbiamo proposto diventano più che mai urgenti e vanno approvate rapidamente.

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Crisi industriali nell’area di Bardano un anno dopo

Sphera, Grinta, Mmanifatture, Tione, Electrosys erano punti di riferimento per famiglie e lavoratori orvietani, per l’indotto e per un’idea ormai trascurata che si chiamava Sviluppo della città.

Ecco come in quelle trasmissioni televisive stile report vogliamo dare il via ad una sorta di rubrica “Come è andata a finire”. Lo facciamo perchè è doveroso e giusto che l’Amministrazione delinei cosa ha fatto per prevenire quelle crisi, per contenerle e ridurne l’impatto e per quali politiche abbia messo in campo per dare nuove prospettive a quelle realtà orvietane ormai compromesse.

La domanda doverosamente la poniamo all’assessore competente, dottoressa Martino, speriamo che non sia avocata a se dal Sindaco se non, nel caso, assumendosi anche la responsabilità di ciò che accadde, di come fu gestita la situazione.

«Le persone e le aziende non scompaiono dai radar della politica se non si vuole che sia cosi. Il M5S ha seguito alcune di quelle vicende, specificamente quelle post 2014, ed ha proposto soluzioni che sono rimaste inascoltate a fronte dell’appoggio a piani che oggi bisogna chiarire quale successo abbiano avuto. Domandiamo alla dottoressa Martino di fare rapporto al Consiglio su questi argomenti rispondendo a formale interrogazione, non le chiediamo l’abbondante mola di documentazione e slides che i suoi colleghi addirittura anticipino ma è insostenibile a distanza di oltre un anno dall’ultima formale interrogazione che non abbia sentito la necessità di tenere informato il Consiglio sugli stati di avanzamento, o sulla mancanza di progressi. Questo lede il diritto d’iniziativa dei delegati dai cittadini di poter, giustamente, intervenire a tutti i livelli e, nel nostro caso almeno, arrivando a farlo in filiera con Regione, Parlamento ed Europarlamento. C’è bisogno di più presenza e trasparente cura di quanto ci si è resi responsabili accettando il proprio ruolo in Giunta.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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Con-Fusione dei piccoli comuni

Con-Fusione dei piccoli comuni

In questi giorni il Sindaco di Montecchio, Gori, presentando alla stampa un incontro sui piccoli comuni contro la “fusione” prevista in una proposta di legge Pd in discussione in Parlamento ha esordito partendo all’attacco del M5S Orvieto con queste parole riportate dai media locali “rimango decisamente sorpreso quando colleghi amministratori mi segnalano casi come quello del Comune di Orvieto, dove una forza politica di minoranza continua imperterrita a presentare mozioni e ordini del giorno promuovendo la fusione in Orvieto dei comuni del comprensorio”.
Come da programma elettorale nazionale una sola volta Lucia Vergaglia ha promosso l’avvio di un processo di Fusione con una lettera aperta invitando a discuterne e trovare soluzioni condivisibili comprendenti la salvaguardia delle identità locali e sociali, l’istituzione di municipalità dove venga meno la figura di sindaci e consigli comunali e riportando la testimonianza dell’Eurodeputata Umbra Laura Agea; la discussione è poi avvenuta su nostro impulso nel nostro Consiglio Comunale di Orvieto, seguendo le prassi  previste dall’ordinamento. Dopo una discussione interessante il Consiglio Comunale ha respinto la proposta e noi, naturalmente, abbiamo accettato questo democratico verdetto.
Successivamente sempre dal M5S fu proposto lo studio dell’Unione dei servizi tra più Comuni che è cosa diversa dalla “fusione” anch’esso bocciato ma poi, come spesso capita alle nostre iniziative formalmente respinte, in realtà poi vengono rese operative con ordinanze dei sindaci o delibere di giunta senza la condivisione con i cittadini, seguendo la via della consultazione referendaria, o passando attraverso i Consigli comunali, ovvero la rappresentatività democratica. Oggi protezione civile e catasto dei venti comuni delle #AreeInterne sono formalmente già gestiti dall’unione dei comuni dell’orvietano.

Dunque il M5S ha presentato un solo atto relativo alla fusione e non un continuo ed imperterrito flusso di mozioni ed ordini del giorno. Le parole di Gori sono state fuorvianti o semplicemente disinformate. Nel suo ruolo “istituzionale” prima che di parte questo non va bene.

Intanto è dalla maggioranza Pd in parlamento (pdl 3420) che nasce  una legge che imponga la fusione obbligatoria, probabilmente su indicazione regionale, e gettare l’attenzione ed una propaganda di discredito sul M5S è uno stratagemma da campagna elettorale incomprensibile in periodi come questo. Se nei tempi giusti si seguivano le indicazioni proposte in lettera aperta dalla portavoce Vergaglia, chiariamolo bene, si poteva procedere un passo alla volta cominciando dai comuni interessati, condividendo le scelte con i cittadini e cogliendo tutti gli attuali vantaggi in termini di trasferimenti economici. Purtroppo non è stato così ed oggi necessità di cassa e di governance sembrano farsi pressanti e dal parlamento potrebbero obbligare a matrimoni di convenienza le amministrazioni più fragili.

«Non è stato saggio rifiutare la discussione e l’approccio condiviso ad una tematica così complessa come la fusione dei Comuni. Oggi è il Pd che punta per legge a fusioni obbligate tuttavia anche solo per discuterne si deve esordire con un j’accuse al M5S dando informazioni neanche parziali ma esagerate e fuorvianti, quasi fosse una propaganda per trovare un colpevole di comodo di una scelta che localmente lo stesso partito aveva giurato di evitare, mentre ora ne è l’artefice. Noi non ci tiriamo indietro, anzi rivendichiamo con forza che avevamo proposto di partire dal basso, dal nostro Comune per aprire a delle soluzioni che sono state democraticamente respinte. Noi lo abbiamo accettato. Ora vogliono calare dall’alto i nuovi confini, disegnandoli col righello e la penna blu, non è il nostro modo di fare e creare correlazioni tra queste iniziative e le nostre che partono dal basso è il contrario della verità. Anzi, prendersela con noi dicendo “inesattezze” significa non volere affrontare il problema ma cercare di trasformarci in capro espiatorio e, spiacenti, noi non ci stiamo. Sia però ben chiaro che ad Orvieto abbiamo dato l’occasione anche alle amministrazioni come quella di Gori di far proprio e rilanciare un processo dal basso, in divenire, serio e concreto su cui costruire per il futuro. Si è preferito agire in altro modo bocciando le proposte M5S e tacciandole di dilettantismo e decisionismo, ora la palla è alle amministrazioni ed alle maggioranze locali e parlamentari alle prese con una riforma, quella si d’imperio e dai contorni confusi, e noi, nel nostro piccolo di forza d’opposizione sia locale che in Parlamento, valuteremo per le azioni che saranno messe in campo e decideremo se meritano o meno il nostro appoggio o la nostra resistenza. Resta deludente osservare con quanta maliziosa approssimazione si sia voluto tirare in questa vicenda l’unica forza politica che, avendolo elaborato per il programma nazionale e locale a differenza delle altre forze in campo, ha una specifica competenza programmatica di questo argomento della “Fusione tra i comuni”, con una impostazione di passi condivisi che secondo noi è a tutela di territori e cittadini.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Città di Orvieto.