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40 anni da Pertini presidente

IN QUESTA EPOCA DI CRISI E CONTINUE RICHIESTE DI SACRIFICI AI CITTADINI NOI RICORDIAMO IL PRESIDENTE PERTINI…

Nel 1978, l’8 luglio, veniva eletto uno dei presidenti più amati e rispettati della storia repubblicana: Sandro Pertini.

Oggi come Meetup vogliamo ricordare senza commentare le parole che il Presidente, più volte ricordato dal M5S e da Lucia Vergaglia, in relazione a questo lungo periodo in cui non solo l’Italia ma anche ad esempio alla Grecia vengono chiesti in nome di un bene superiore sacrifici spesso insostenibili.

È inoppugnabile il fatto che, ogniqualvolta c’è un sacrificio, c’è anche qualcuno pronto a raccogliere le offerte sacrificali. Dove c’è schiavitù, c’è qualcuno che sta venendo servito. Colui che vi parla di sacrificio, parla di schiavi e padroni, e intende essere lui il padrone.

Tribunale. Si lavora per riaprirlo

PRIMI PASSI AVANTI PER RIPORTARE IL TRIBUNALE AD ORVIETO. La facciamo semplice perché tanto la notizia è già sui giornali: il contratto di governo ha aperto qualche spiraglio per tornare alla precedente geografia giudiziaria e quindi per riaprire il nostro tribunale. La cosa potrebbe avvenire seguendo diverse strade e certamente non c’è la bacchetta magica. Quindi abbiamo appoggiato e sostenuto di persona la partecipazione del Comune e dei delegati della ex avvocatura orvietana a partecipare ed essere parte del comitato per la giustizia di prossimità che si è costituito presso il Consiglio Nazionale Forense.

Al netto di ogni tecnicismo questo è un passo importante perché si muovano assieme tutti e 31 i circondari soppressi e si riesca a dare una risposta sistemica e non emergenziale, e che come tale possa durare nel tempo.

Comitato Giustizia di prossimità presso il Consiglio Nazionale Forense
Comitato Giustizia di prossimità presso il Consiglio Nazionale Forense

Noi non ci vogliamo limitare a questo, e non vogliamo demandare la questione al solo ministro. Procederemo quindi secondo una road map che coinvolga anche il Parlamento che ha le sue responsabilità nel processo legislativo e nel reperimento delle risorse finanziarie e di personale.

Quindi la nostra adesione convinta alle ragioni del comitato, e la nostra disponibilità all’impegno politico , oltre alla testimonianza di essere dalla parte del Comune indipendentemente dal colore dell’amministrazione e senza partigianeria, sarà solo una parte delle nostre iniziative.

Piano incendi partecipato

IL COMITATO #ECORVIETANO RICORDA A TUTTI NOI LA NECESSITÀ DI PREVENZIONE ATTIVA E DI UN VERO PIANO INCENDI PARTECIPATO

Ne abbiamo spesso parlato anche in consiglio comunale, senza avere mai risposte soddisfacenti, però con la bella stagione si ripresenta il problema dei possibili incendi. Come comune avremmo potuto fare molta informazione locale, educazione ambientale e partecipare promuovere una strategia di Sentieri tagliafuoco da poter poi trasformare in percorsi, ad esempio, MTB e trekking cioè mountain bike e passeggiata. E su questo avrebbe anche aperto il capitolo dei sentieri tracciati che però sono in larga parte accessibile alle auto.

Un piano incendi dovrebbe nascere in maniera partecipata cioè con l’intervento dal basso di chi il territorio lo vive oppure di chi nel territorio. Va bene armonizzano con la logistica dei mezzi di soccorso e delle prossimità delle basi di Protezione Civile ma si deve partire dalle esigenze e non dalle scelte più comode all’amministrazione che deve contemplare anche altri tipi di esigenze perlopiù burocratiche e di spending review che in mancanza di alternative finisce troppo spesso ad accorpamenti ed ad allontanamenti dalle zone considerate periferiche.

Un piano incendi che nasca dal basso può essere anche uno strumento di tutela dell’ambiente e di rispetto del territorio oltre che un dispositivo di sicurezza utile a tutti i cittadini.

Ok, intendiamoci per il comune di Orvieto qualche documento legale del Piano incendi esiste, se non altro come parte di quello regionale. Per paradosso però probabilmente indica nella catena di responsabilità una serie di cose che vanno poi nettamente ignorate visto che l’attuale funzione di Protezione Civile non è più comunale e basta ma è una funzione associata tra più comuni e così se venisse utilizzato asetticamente quel documento, oppure venisse utilizzato in una strategia legale difensiva in caso di in contenzioso post intervento , ci potrebbero essere almeno alcuni rischi. E comunque non è nato dal basso e non è stato partecipato da tutta la comunità con i possibili strumenti diffusi che ci sono adesso.

Il comitato Ecorvietano ribadisce la necessità di questo importante salto di qualità e la portavoce del MoVimento 5 Stelle porterà la questione negli enti preposti, tutti.

La bella Orvieto

VIVIAMO IMMERSI NE LA GRANDE BELLEZZA MA TROPPO SPESSO LO DIMENTICHIAMO OPPURE È LEI CHE CI FA DIMENTICARE IL RESTO.

Orvieto nella sua parte storica non lascia indifferenti, è una città di cui ci si innamora e che comunque lascia il segno su chi c’è passato. Può sembrare irraggiungibile quelle volte che emerge come una nave con il proprio profilo che spunta dalle nubi o con il suo Skyline in controluce all’alba. Così diversa dalle grandi metropoli e non solo per per la differente vivibilità, e neppure per la sensazione di camminare sui secoli di storia ma piuttosto per il fatto che in questo luogo sembra perdersi l’appartenenza ad un tempo, una epoca oppure a una nazione.

Orvieto

Chi vive però tutti i giorni immerso in questa magnificenza rischia di darla per scontata o, peggio, di pensare che tale esclusiva ed unica qualità sia per qualche motivo di propria proprietà pertanto possa essere usata per distinguersi. Invece è vero il contrario che dalle grande bellezza non ci appartiene ma piuttosto siamo noi ad appartenere a lei, ad essere abitanti ed orgogliosamente custodi tanta magnificenza. È una questione di prospettive e di rispetto , di consapevolezza e di tradizione. Chi amministra deve tenere ben presente questa condizione ed essere consapevole che , anche se i limiti di governo di Orvieto comprendono altri 300 km quadrati, aree artigianali ed industriali anche innovative, centri di produzione di eccellenze qualitativamente riconosciute in tutto il mondo, impianti di viabilità imponenti come l’alta velocità e l’autostrada, oltre a ben altri tredici centri storici e decine di punti di riferimento monumentali, naturalistici, culturali e persino al centro geografico esatto dell’Italia, tutto comunque ruota e dovrebbe sempre ruotare intorno alla Grande Bellezza della rupe, al centro antico della città ed alla sua sede di governo.
È un caposaldo. Un punto di riferimento da avere sempre presente anche se si vogliono portare avanti delle politiche che partono dal basso e dalle aree più decentrate. È l’asticella alta che dal passato coloro che hanno reso grandi queste Terre hanno voluto lasciare come livello da raggiungere non per le grandi opere, o per l’inarrivabile arte, ma per la cura e l’attenzione che mettevano in ogni singolo particolare e che le azioni e le scelte fossero fatte per durare a lungo nel tempo senza pesare alle tasche dei cittadini.

Insomma è per farla breve questa grande bellezza è il contrario della mediocrità che traspare, purtroppo, nel comportamento e nelle scelte di troppi politici. E questa mancanza di cura e di rispetto purtroppo la sta subendo la città a tutti i livelli. Tra pochi mesi cominceremo ad avanzare le proposte per la città che verrà ah, e se volete dire la vostra contattateci o raggiungeteci durante gli incontri.

Sfiducia finanziaria

NEL TERRITORIO LA BANCA SALVADANAIO FUNZIONA, LA PROPOSTA DI TITOLI ED OBBLIGAZIONI INVECE NON PIÙ.

Nessuno vuole più il Bond delle banche locali
Nessuno vuole più il Bond delle banche locali

Fummo i primi a denunciare i problemi che poi sono diventati i critici della Cassa di Risparmio e della Fondazione c r o di Orvieto. Subito dopo le nostre interrogazioni nacquero i comitati dei risparmiatori ed una importante attenzione politica e pubblica sull’operato e sulle prospettive bancarie locali soprattutto in vista con la fusione della banca con la Popolare di Bari.

Non ci sorprende quindi il clima di sfiducia che si è creato intorno agli strumenti finanziari che sono stati messi ormai molte volte sotto la lente d’ingrandimento. Occupandoci di territorio avevamo avuto il sentore della entrata in crisi di un sistema ma onestamente non pensavamo a numeri così importanti, da vera e propria crisi, che dovrebbero far allarmare imprenditori e amministratori locali.

Vogliamo ricordarlo che la raccolta in termini di quote obbligazionarie fatta proprio per la Popolare di Bari da parte di Cassa di Risparmio di Orvieto rappresenta multiplo del nostro bilancio cittadino? Vogliamo ricordarlo i soldi investiti in quelle quote si sono rivelati illiquidi e non immediatamente recuperabili neanche accettando non il mancato guadagno in termini di interesse, ma addirittura rinunciando a parte del valore?

C’era ovviamente da aspettarsi una tale perdita opportunità per il mercato di credito e Finanza oltre che un possibile problema adesso per l’accesso al credito da parte di chi volesse investire in attività produttive ed imprenditoriali.

Personalmente come consigliere comunale e come avvocato trovo più che opportuno che un sistema bancario territoriale possa affermarsi soprattutto nella tutela del risparmio piuttosto che con l’offerta finanziaria e men che meno a sportello fatta ad una utenza che non è professionalmente investitrice. Il territorio ha bisogno di una barca di riferimento, che sappia stare sul mercato, ma che non si sbilanci sul terreno che proprio di altri tipi di istituzioni finanziarie, soprattutto se gode di una forte reputazione affidabilità ed ha una delle più senior di quella dei propri partner pugliesi, Non dimentichiamo che il territorio orvietano ha un indice di vecchiaia di 2,4 cioè di oltre 2 over 65 per ogni Under 14 è che i depositi bancari, i conti correnti, sono molto utilizzati anche dalle categorie cittadine più avanti con gli anni. Va quindi sostenuta la vocazione a fare da centro di raccolta del risparmio e punto di riferimento dell’economia reale di ogni banca del territorio. Diversa e più attenta valutazione invece per l’attività da banca d’affari che in una epoca di mercati internazionali e globalizzata con prodotti finanziari derivati e strutturati probabilmente richiede professionalità specifiche che nelle banche dei territori è molto più difficile poter raccogliere o addirittura valutare all’atto della presentazione e del colloquio degli eventuali professionisti che si vogliono inserire in organico. Deciderà il governo se tale divisione debba essere nettamente portata avanti ma, per ora, è lo stesso mercato ad avere punito l’attuale impianto. Come amministrazione come politici locali, al netto di qualche iniziativa sul microcredito come quella portata avanti negli anni scorsi con successo dal Movimento 5 Stelle , non possiamo purtroppo sostituirci al sistema bancario a me non inventarci qualcosa di completamente nuovo. In alcuni comuni si stanno tentando monete complementari o addirittura sistemi di blockchain tipo Bitcoin per sostenere l’economia locale. In genere queste iniziative funzionano o in comuni molto grandi ho in territori comprendenti più comuni. Se volete approfondire questi argomenti contattateci sulle pagine social di Orvieto 5 stelle oppure scrivete ad info chiocciola Orvieto 5 stelle. Com.

Consiglio comunale 2 luglio 2018

TRA POCHI MINUTI INIZIA UN CONSIGLIO COMUNALE A TRAZIONE M5S. Iniziamo interrogando il sindaco sulle liste d’attesa nella sanità e sulla possibilità di intercettare la riforma che sta preparando il ministro Grillo grazie al lavoro della commissione del 2016. Poi ci sono una serie di altri atti tra cui alcuni Secondo noi molto rilevanti come la modifica del funzionamento del consiglio stesso con un nuovo regolamento che superi le vecchie logiche di moltiplicazione degli intermediari come accadeva con i consigli di zona e sia più orientato ad azioni di scopo ed aperto ad iniziative di democrazia partecipativa. Poi c’è il cambio dello Statuto cittadino cioè della principale fonte di diritto del nostro territorio garantita dal testo unico degli enti locali ed espressione della autonomia della nostra città. In pratica modifichiamo la Costituzione cittadina introducendo alcuni cambiamenti che vanno per esempio verso la trasparenza dove si parla chiaramente di accessibilità, streaming ed utilizzo delle piattaforme tecnologiche e poi, soprattutto, mettiamo in campo tra i principi di funzionamento del nostro comune il fatto che debba puntare alla massima occupazione è questo da un lato sgombra il campo dalla scusa che gli sportelli per il lavoro hanno sempre dato alle amministrazioni visto che sono gestiti dalle province, Ma dall’altro permette ad un comune che voglia attivamente impegnarsi ed intermediare tra ricerca ed offerta di lavoro ed accedere ai fondi delle politiche attive per l’occupazione di essere protagonista ed operativo, svincolato da eccessi anche qui di intermediazioni. Peraltro Questa è una proposta targata Movimento 5 stelle, presentata a novembre scorso in comune e condivisa anche da altre forze politiche. Poi ci occuperemo delle “questioncine” più vicine alla necessità giornaliera dei cittadini come ad esempio il rendere nuovamente attivo è disponibile l’elisuperficie per l’elisoccorso attualmente trasformata il parcheggio auto oppure quella de le problematiche degli aeroporti della Regione Umbria instaurando con l’aeroporto di Roma Fiumicino una linea ferroviaria diretta che eviti fastidiosi scali ad Orte e permette di scendere sotto il tempo delle due ore per fare 100 km. Infine quella che per i giornali e per le manovre che si sono fatte cercando di far cadere il comune deve essere davvero la madre di tutte le questioni: il ricorso al TAR contro l’espansione della discarica.

Il MoVimento 5 Stelle invita i cittadini a partecipare e ad interessarsi delle questioni che riguardano il proprio territorio e la propria vita.

Il CONSIGLIO inizia alle 9:00 a Palazzo Comunale, al secondo piano nella sala consiliare.

Sovranità energetica. Ripartire dai comuni.

SALE IL PETROLIO E SCATTANO GLI AUMENTI IN BOLLETTA A RICORDARCI CHE SIAMO UN PAESE A SOVRANITÀ ENERGETICA LIMITATA.

La questione è nota. Nonostante la vicinanza di Corbara ed i relativi impianti energetici idroelettrici e nonostante la fortissima capacità di autoproduzione diffusa in termini di energia e ad esempio biometano che potrebbe e dovrebbe avere una città come Orvieto, ci ritroviamo a pagare comunque come è più di altri comuni equivalenti in Italia ed in Europa.

Enti locali e Governo devono tutelare innanzitutto i cittadini

 

Bisogna tutelare intanto da subito ed a livello governativo i cittadini e le fasce più deboli lavorando ad esempio sulla riduzione dell’IVA per la prima parte delle forniture di gas, fare le dovute informazioni sul bonus elettrico come faceva il comune quando gestiva anche lo sportello dell’energia in Piazza della Repubblica ed infine c’è bisogno di come comune si prenda qualche tempo per fare un’analisi tecnica approfondita se sia possibile con questi costi dell’energia Pensa che sono di proprietà, appunto, comunali.

UNESCO E DINTORNI

CANDIDARE IL DUOMO A PATRIMONIO UNESCO? VA BENE MA DITECI A FRONTE DI QUALE COSTO E PER QUALE RITORNO?

Un recente studio di PricewaterhouseCoopers (PwC) su “Il valore dell’arte”, citando come esempio il forse non molto noto indice Rac – una misura del ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco – che vede gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all’Italia, vantare un ritorno commerciale di 16 volte quello italiano, mentre i numeri di Francia e Regno unito si assestano tra 4 e 7 volte quelli italiani.

Per capirci bene il fatto è che i siti Unesco del nostro Paese godono di uno scarso ritorno commerciale.
Forse perché grande contribuente dell’Unesco in generale, l’Italia non compare tra i finanziatori volontari dello specifico fondo World Heritage dell’organismo della Nazioni Unite (ci sono Francia e Germania). Il nostro Paese ha ridotto anche i contributi obbligatori a 122mila euro annui (non ancora versati al 30 giugno 2016). Quattro anni fa erano 163mila. Il Giappone ne versa 316mila, l’ Inghilterra appena più di noi, la Cina, che ci tallona per numero di siti (50), paga il doppio della Penisola.

Oppure il problema è che i sistemi culturali, museali e dell’accoglienza turistica non lavorano assieme in sinergia come accade invece in altri Stati? Sta di fatto che Sgarbi, in una sua recente polemica, coglie esattamente un punto che a noi sta molto a cuore e cioè quello che non esistono bacchette magiche e non basta fregiarsi di un logo attorno al quale poi fa ruotare una serie di iniziative ma piuttosto bisogna lavorare se un sistema complessivo che comprenda ed abbia al centro punti di riferimento come il Duomo di Orvieto e la tua magnifica facciata come annunciato ad esempio proprio dall’Opera del Duomo ma che non si limiti a quello. Ben venga quindi ogni iniziativa di inserimento nella World Heritage Unesco ma non dobbiamo credere affatto che questo rappresenti una capacità di incremento sostanziale come accade invece in altre nazioni che hanno un patrimonio molto minore del nostro e quindi meno alternative tra cui scegliere.

Quanto al conflitto che si potrebbe innescare tra siti UNESCO con il confronto artificiale che si cerca di creare tra le nostre risorse monumentali ed il progetto di valorizzazione della biodiversità del Monte Peglia , che la nostra portavoce Lucia Vergaglia ha presentato in Consiglio comunale, Ebbene a nostro avviso non esiste anche perché attrae i tipi di turismo diversi essendo da un lato una risorsa naturalistica e dall’altro una risorsa patrimonio storico-artistico. Anzi piuttosto l’uno aggiunge valore all’altro creando un Unicum ad Orvieto che abbia caratteristiche che possono rispondere ai diversi turismi e quindi possa permettere immaginare futuri investimenti nell’accoglienza a 360° non limitandosi ad un singolo tipo di turismo soprattutto non limitandosi al mordi e fuggi nella visitatore del Monumento importante.

Infine deve essere ben chiaro a tutti che le Tentative Lists of States Parties del patrimonio UNESCO possono durare anche 10 anni e che la cosa non è assolutamente priva di costi e di impegno facilmente calcolabile. In effetti anche volendo limitarsi alle spese minime possibili il punto di pareggio nel caso di attese in una lista molto lunga rappresenta comunque un investimento di medio lungo periodo e non una soluzione dei problemi concreti ed attuali.

Comunque è una delle iniziative da prendere in considerazione per l’amministrazione che verrà nel 2019. Ma sarà da affrontare seriamente con gli operatori privati che insistono sul territorio potrebbe essere quella di valutare se candidare all’Unesco l’intero centro storico a fronte di una analisi non campata in aria o basata su serie storiche e dati antecedenti il turismo dei Tripadvisor e dei social.

Ps

Va comunque detto grazie a Sgarbi.

Gli sportelli utili

SPORTELLO DEI DIRITTI E SPORTELLO REGIONALE SOS EQUITALIA SONO STATI ESEMPI DI VOLONTARIATO CIVICO E VANNO ISTITUZIONALIZZATI.

Questa bella foto con Carlo sibilia e Maria Grazia Carbonari e la nostra portavoce Lucia Vergaglia, che diede il via allo Sportello dei diritti di Orvieto, fu fatta durante le discussioni per aprire il primo punto SOS Equitalia qui in Regione.

Entrambi gli sportelli hanno lavorato tantissimo e sanato le situazioni pericolose che hanno vissuto tanti cittadini incolpevoli. Hanno anche mitigato i problemi di quelli che hanno compiuto qualche mancata diligenza mentre non hanno quei tentativi di abuso del diritto i quali, invece di chiedere Il ristoro di ingiustizie subite, rappresentano un tentativo di ingiustizia al quale noi ci opporremo sempre.

Tuttavia ora che siamo al governo è il momento di fare uno scatto in avanti e mettere a disposizione della cittadinanza degli sportelli istituzionali che coprano quelle mancanze nel sistema pubblico come abbiamo fatto in maniera volontaria con i punti SOS Equitalia oppure come lo sportello dei diritti operante in Orvieto. Alcuni Comuni più illuminati del nostro, e forse con una maggior disponibilità di personale, hanno già sposato iniziative del genere , anche operando in convenzione con altri enti. Da parte nostra non mancheranno ulteriori proposte ed iniziative ed in vista del 2019 questa potrebbe essere anche una possibile proposta in termini di programma elettorale.

Street art. Occasione persa

POCHI ACUTI PER IL DISCUSSO PROGETTO DI STREET ART.

Viene quasi da pensare che fosse stato portato avanti per pura polemica visto che non ha avuto che un seguito minimale il progetto di street art dell’amministrazione, inizialmente seguito come la parte più a sinistra del Consiglio Comunale. I dibattiti all’epoca furono accesi e andavano dalla effettivamente caotica regolamentazione alla più accesa e chiassosa discussione sul fatto che l’importante era che se ne parlasse, perché l’arte in fondo deve scuotere le coscienze.

Tuttavia non c’è stato nessuno scossone a parte lo sterile confrontarsi su di un murale presso il Cippo dei sette Martiri di Camorena. Eppure la street art porta con sè un retaggio riconosciuto nel recupero delle aree più Periferiche esposte al rischio di degrado per la minore presenza di adeguati elementi dello sviluppo urbano sostenibile, come il commercio di vicinato e lo stesso arredo urbano.

Certo non sopperisce alle lacune dei servizi ma può sostituire muri e ricreare una di quelle peculiarità intorno a cui una comunità ed una generazione possa tendere a riconoscersi in mancanza di altro. E come molte forme d’arte vive a sua volta di riconoscimento e di confronto soffoca invece se il confronto viene spostato su altri piani, come è accaduto ad Orvieto, soffre se viene diffusa fuori dal proprio contesto risultando semplicemente fuori luogo invece che scuotere le coscienze.

Una occasione persa, un insuccesso di cui fare però tesoro per ripartire con quegli obiettivi, alti , che ci si era dati quando fu proposto di dare il via alla street art orvietana.