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Crisi industriali nell’area di Bardano un anno dopo

Sphera, Grinta, Mmanifatture, Tione, Electrosys erano punti di riferimento per famiglie e lavoratori orvietani, per l’indotto e per un’idea ormai trascurata che si chiamava Sviluppo della città.

Ecco come in quelle trasmissioni televisive stile report vogliamo dare il via ad una sorta di rubrica “Come è andata a finire”. Lo facciamo perchè è doveroso e giusto che l’Amministrazione delinei cosa ha fatto per prevenire quelle crisi, per contenerle e ridurne l’impatto e per quali politiche abbia messo in campo per dare nuove prospettive a quelle realtà orvietane ormai compromesse.

La domanda doverosamente la poniamo all’assessore competente, dottoressa Martino, speriamo che non sia avocata a se dal Sindaco se non, nel caso, assumendosi anche la responsabilità di ciò che accadde, di come fu gestita la situazione.

«Le persone e le aziende non scompaiono dai radar della politica se non si vuole che sia cosi. Il M5S ha seguito alcune di quelle vicende, specificamente quelle post 2014, ed ha proposto soluzioni che sono rimaste inascoltate a fronte dell’appoggio a piani che oggi bisogna chiarire quale successo abbiano avuto. Domandiamo alla dottoressa Martino di fare rapporto al Consiglio su questi argomenti rispondendo a formale interrogazione, non le chiediamo l’abbondante mola di documentazione e slides che i suoi colleghi addirittura anticipino ma è insostenibile a distanza di oltre un anno dall’ultima formale interrogazione che non abbia sentito la necessità di tenere informato il Consiglio sugli stati di avanzamento, o sulla mancanza di progressi. Questo lede il diritto d’iniziativa dei delegati dai cittadini di poter, giustamente, intervenire a tutti i livelli e, nel nostro caso almeno, arrivando a farlo in filiera con Regione, Parlamento ed Europarlamento. C’è bisogno di più presenza e trasparente cura di quanto ci si è resi responsabili accettando il proprio ruolo in Giunta.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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Stato di avanzamento del recupero della “Netti”: interrogazione

Ricordava a settembre 2014, il neo sindaco di Orvieto Giuseppe Germani, che il comune Comune ha comprato con investimento pubblico dalle società Enel Spa e Dalmazia Trieste Srl, l’ex impianto idroelettrico “Netti” con la prospettiva iniziale di destinarlo a centro di documentazione, tipica dell’epoca ed ormai superata nella società della rete, e successivamente di recuperarlo ricominciando la produzione d’energia dall’impianto da immettere in circuito per alimentare luci e strutture nalle aree archeologiche del PAAO.

Il tutto utilizzando come fonte di finanziamento  ‘Aree Interne’ il cui preliminare di strategia sarà discusso in Commissione il 18 maggio.

Il dichiarato obbiettivo di recupero di manufatti dimessi di archeologia industriale, per la valorizzazione delle fonti rinnovabili e per la realizzazione di percorsi didattico-educativi e turistico-ambientali necessita naturalmente dell’individuazione del soggetto privato attuatore del progetto ed è stato costituito un gruppo di lavoro che sta dovrebbe avere verificato la fattibilità del ripristino.

Tuttavia da quel settembre di due anni fa Continua a leggere Stato di avanzamento del recupero della “Netti”: interrogazione

Pinicidio di Ciconia: due anni dopo

Nello stupore generale in piana campagna elettorale l’Amministrazione Concina volle recepire le richieste di un comitato locale facendo tabula rasa del verde pubblico in specifiche aree del quartiere di Ciconia, a nostro avviso in barba ai principi di equilibrio e vivibilità, alle scelte di piano regolatore. Lo chiamarono il “Pinicidio” e da allora la situazione non è cambiata nonostante l’impegno formale preso dal nuovo sindaco, Giuseppe Germani, interpellato formalmente da Lucia Vergaglia in una delle prime uscite pubbliche del M5S orvietano in Consiglio Comunale.

Era il 29/4/2014, sono passati esattamente due anni e dei pini non c’é più neanche un ombra, nel vero senso della parola. Nel Consiglio Comunale del 28/07/2014 il sindaco interpellato assicurò un ripristino del verde pubblico con la messa a dimora di piante che abbiano il dovuto diametro come previsto dalle norme in materia. Le foto purtroppo parlano chiaro e l’impegno non è stato rispettato. Pertanto richiamiamo pubblicamente il Sindaco anche in quanto assessore all’Ambiente e precisiamo che ne chiederemo l’audizione in Commissione di Garanzia per chiarire i motivi del mancato intervento.

Da parte nostra si deve aggiungere la doverosissima considerazione che basterebbe così poco per mettere d’accordo cittadini residenti ed esigenze pubbliche, per esempio rispettare gli impegni presi.

Giornata della terra 2016: Un nuovo albero ogni neonato.

Anche quest’anno per l’EarthDay, la giornata della terra, in tutto il mondo e tutt’Italia ci sono eventi, attività e manifestazioni. Il verde costituisce un patrimonio comune irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione e che il patrimonio verde deve essere, dunque, tutelato e sviluppato per concorrere al miglioramento della vivibilità urbana.

Come M5S Orvieto abbiamo atteso questa giornata per consegnare una nuova proposta sul verde urbano, troppo spesso confuso col solo “decoro urbano” che, purtroppo, è spesso frainteso e per il quale la stessa amministrazione si è resa responsabile di eventi particolarmente infausti come il “Pinicidio” a Ciconia, od il taglio di alberi monumentali finendo per far semplicemente spazio a parcheggi.  Ai sensi della legge 113 del 29 gennaio 1992 chiediamo:

  • previa verifica con gli uffici competenti del Comune di Orvieto, individuando i luoghi e pubblicizzandoli sul sito web del Comune, che sia piantato un nuovo albero ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica dal 12.3.2010;
  • a valutare, ed a comunicare in Consiglio Comunale, sulla possibilità di promuovere l’iniziativa anche presso privati, tramite sgravi, patrocini non onerosi, o altri strumenti normativi;
  • ad attuare quanto sopraesposto non escludendo la eventuale piantumazione di alberi da frutta;
  • d’illustrare e condividere tale iniziativa alla cittadinanza in apposito incontro del QSV “Quadro Strategico di Valorizzazione” per le aree concernerti la competenza di tale strumento di partecipazione;

«L’azione ha una valenza simbolica e culturale, oltre che permettere un recupero ambientale di specifiche aree. E’ una di quelle azioni integrabili nei normali programmi di manutenzione urbana del nostro CSM, centro servizi manutentivi, che in passato, ricordiamolo, riceveva riconoscimenti importanti dei quali gli operai più avanti con gli anni serbano un caro ricordo.  Ma c’è di più: come madre riporto il sentimento comune che i figli, i nuovi nati appunto, debbano in qualche modo lasciare un eco della loro venuta al mondo, un segno positivo che resti dopo i festeggiamenti privati e venga proprio dalla comunità, dalla società che in qualche modo li accoglie con un atto non consumistico ma di prospera prospettiva. In molte culture è uso piantare un albero da frutto per ogni bambino, noi proponiamo una prospettiva simile, da discutere e sviluppare assieme in quegli incontri partecipativi, come il QSV, che hanno proprio il senso di permettere alla comunità territoriale di partecipare, condividere e rafforzare le scelte della politica. Su un tema del genere, nella Giornata della Terra, spero ci sia la giusta attenzione e massima apertura.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto

Centro e Premio Gianni Rodari

Da troppi anni trascurati e quasi dimenticati il prestigioso “Premio alla fantasia Gianni Rodari – Città di Orvieto” e l’omonimo Centro Studi, di cui è socio fondatore il nostro Comune, tornano all’attenzione in un atto di indirizzo politico che ne chiede il rilancio nel 36 anniversario dalla morte del grandissimo, indimenticato, scrittore che ci lasciò il 14 di aprile del 1980.

rodari 1Con l’ultimo omaggio nel ciclo di iniziative “La Testa per pensare” nel 2010 sono stati annunciati grandi cambiamenti dall’allora assessore Cristina Calcagni, da poco insediata; si parlava di digitalizzazione e diffusione dell’immenso archivio con un’apertura alla cittadinanza, tuttavia nulla di concreto sembra essere successo. Nessuna traccia misurabile di iniziative e, incredibilmente, persino il sito internet del Centro Studi “centrostudirodariorvieto.it” è stato lasciato inutilmente scadere perdendo i collegamenti che puntavano verso quell’archivio informatico attraverso i motori di ricerca ed il web. Un vero peccato questa mancanza di cura delle cose cittadine, l’ennesimo spreco considerato che un nome di dominio, cioè l’indirizzo web del Centro Studi, rappresenta un bene immateriale dal valore elevato ma dal costo limitatissimo, ad un cittadino costerebbe soltanto un pugno Euro all’anno. Continua a leggere Centro e Premio Gianni Rodari

Discarica Le Crete di Orvieto: sconfitta dei cittadini

La questione Le Crete non è una questione locale. Ne è testimonianza l’attenzione della politica regionale e dei gruppi di pressione ad essa legati. Il M5S non ha partecipato agli eventi del passato come la vendita ai privati della discarica, ad un prezzo più che di saldo, e neppure è tra i firmatari dell’allargamento. Le responsabilità politiche verso i cittadini sono tutte nelle mani di partiti a vario titolo rappresentati in maggioranza od in ex maggioranza, anche se mascherati da lista civica.

La soluzione non è semplice dato lo stato di “avanzata decomposizione” delle tutele e delle salvaguardie che si sarebbero dovute mettere in campo da molto tempo, tanto che ormai non bastano i precedenti due pronunciamenti all’unanimità del Consiglio Comunale, rappresentativi della totalità degli orvietani e di tutte le associazioni produttive che quasi fuori tempo massimo hanno fatto sentire la propria voce venendo però trattati da cittadini “spettatori”.

Il M5S ha deciso di non limitarsi a gridare la propria ferma opposizione proponendo alternative a discarica ed inceneritori. Lo abbiamo fatto, lo faremo ancora ma sappiamo che non basta. Protesta e proposta le abbiamo fatte, le facciamo e le faremo in quanto condizioni necessarie per una buona politica, ma oggi queste non sono più sufficienti. E’ necessario un approccio “proattivo” una nuova via. Il comportamento proattivo implica l’agire in anticipo rispetto ad una situazione situazione futura, piuttosto che reagire.

“Il MoVimento è da sempre non solo protesta ma soprattutto proposta e proattività.” Gianroberto Casaleggio.

Significa quindi prendere il controllo e far accadere le cose piuttosto che adattarsi a una situazione o attendere che qualcosa accada. Significa anche muoversi fuori dagli schemi, in contrasto con i modi consueti di fare che fino ad ora ci hanno visti perdenti come con il tribunale, la seconda uscita dell’autostrada, i fondi del Por2 e con le atre situazioni in cui potevamo fare la differenza e invece abbiamo dovuto soccombere facendo proteste fuori tempo massimo, quasi solo di facciata.

Da Orvieto Lucia Vergaglia ha indicato nella terza via dell’azione legale preventiva con la messa agli atti delle responsabilità anche personali delle pubbliche amministrazioni e degli specifici firmatari la scossa necessaria per far muovere le istituzioni e salvaguardare il territorio. C’è bisogno di efficienza e legalità, coloro che non seguendo le opportune buone pratiche, potrebbero  arrivare a creare la condizione emergenziale per superare i vincoli ai calanchi devono sapere che non se la caveranno con delle scuse. Ed in questo la consigliera della rupe non è da sola ma agisce in filiera corta con i portavoce pentastellati europei, nazionali e soprattutto i consiglieri regionali a cinque stelle che a Palazzo Donini, durante il Consiglio, hanno annunciato di “sostenere e far propria la proposta della portavoce orvietana“.

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L’Acqua non si vende: Interpellanza al Sindaco Germani

Sembra incredibile rileggere oggi le dichiarazioni di Renzi fatte in occasione dei referendum del 2011. Sul sito del Pd è ancora riportata una sua frase del 2013 in cui si diceva assolutamente schierato a favore dell’acqua pubblica. Cosa è successo poi? Che le multinazionali sono intervenute? Che le nostre città e la classe dirigente abbia subito pressioni? Intanto nelle città più grandi in cui la gestione dell’acqua è privata gli investimenti risultano calati del 19% mentre invece le bollette non seguono affatto la stessa tendenza, anzi aumentano.

Qui ad Orvieto il M5S sin da subito ha presentato numerose iniziative e cercato di riportare l’attenzione su quello che è uno dei temi fondanti, delle 5 stelle nel simbolo del MoVimento, l’Acqua pubblica, ed ha avuto in risposta impegni e rassicurazioni. Purtroppo servono atti concreti, con una precisa assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione.

Nella prossima seduta pubblica del Consiglio Comunale, in presenza dei cittadini, ci sarà finalmente una nostra formale interpellanza rivolta al Sindaco per ottenere spiegazioni sulla situazione attuale e risposte su ciò che riguarda l’indirizzo politico della Giunta Germani sulla questione acqua.

«Il 15 marzo scorso un emendamento di poche righe passato in Commissione affossa la volontà di 27 milioni di italiani cancellando l’articolo 6 della legge referendaria di iniziativa popolare. In pratica si elimina l’obbligo che l’acqua, la sua gestione e le infrastrutture idriche siano pubbliche.

Come se i cittadini al referendum non avessero urlato forte e chiara la volontà che l’acqua sia pubblica. Di conseguenza il Movimento 5 Stelle nazionale ha ritirato ritirato la firma da quella che è divenuta una legge capestro, con costi pubblici e guadagni privati.

lucia conferenza stampa perugiaErano i giorni dell’inizio della protesta di “Le Crete” nei quali formulavamo la documentazione di diffida legale alla regione, agli enti coinvolti ed alla nuova autorità AURI, di li a poco sarebbe arrivata la giornata mondiale dell’Acqua, il World Water Day, in data 22 ed abbiamo attesto quel momento per richiamare l’attenzione sul problema acqua anche qui, nell’orvietano, ripercorrendo i nostri interventi, le iniziative del gruppo consiliare, le promesse dell’Amministrazione, purtroppo disattese. Addirittura alcuni commentatori ci hanno consigliato di “prendere calmanti” e di “ciurlare nel manico”.  Spiacente. Il nostro ruolo è di essere presenti nella proposta e pressanti nella denuncia, anche se questo ci rende antipatici o scomodi. A fronte di questa grave situazione, dell’evidente esproprio del diritto all’acqua, nonostante il pronunciamento referendario, e della tendenza a diminuire gli investimenti in infrastrutture interpelliamo il Sindaco Germani per dargli l’opportunità di delineare la politica cittadina sulla preziosa risorsa indicando tempi certi, Come ogni interpellanza, in caso di risposta insoddisfacente, ci riserviamo di utilizzare il diritto che ha anche l’opposizione di mettere ai voti una mozione in merito chiamando alla responsabilità politica anche le altre forze rappresentate in Consiglio sin da subito, prima che inizino le discussioni tecniche sul bilancio.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Già in passato, quando non fummo ammessi al ballottaggio e decidemmo di non dare indicazioni di voto, reputammo di dover fornire informazioni puntuali a chi ci aveva dato fiducia, e per farlo nella massima trasparenza e col massimo equilibrio possibile ponemmo #5domande ai contendenti al ballottaggio.
L’attuale sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, in risposta alla  domanda precisa dal ‪#‎M5S‬ assicurò che avrebbe lavorato per tornare a rendere pubblica l’acqua degli orvietani.

«La cosiddetta privatizzazione era disciplinata da una legge dello Stato e fu, a fine anni ’90, un processo ineludibile. Ora, non solo la volontà popolare espressa dal referendum va rispettata, ma è nostra convinzione che oggi ci siano le condizioni per poter ritornare a soluzioni “in house” che garantiscano un buon servizio ad un prezzo adeguato. Ci lavoreremo, perché siamo convinti della validità di questa azione.» (Giuseppe Germani, alla vigilia del ballottaggio 2014 in cui fu eletto Sindaco di Orvieto)

germani vergaglia

Richiamiamo con forza le parole di Germani anche con coloro che divennero suoi elettori al ballottaggio. Se c’è davvero questa volontà da parte del Sindaco su questo tema da parte nostra non solo non ci saranno ostacoli ma sostegno ed impegno.

Parcheggi rosa

Li chiamano “parcheggi rosa” o “parcheggi di cortesia”, sono quelli riservati alle donne in gravidanza od a genitori con bambini piccoli, e sono posizionati in luoghi strategici delle città più moderne ed evolute che dimostrano una particolare attenzione alle future mamme od ai genitori di bimbi piccoli.

Alcune amministrazioni hanno scelto di riservare specifici posti auto situati nei luoghi che debbono essere visitati con più frequenza, come gli ospedali, gli uffici pubblici, gli studi di ginecologia e le farmacie mentre altre, di solito le più grandi, distribuiscono permessi per parcheggiare gratuitamente (per un’ora) in qualunque punto all’interno della città.

Altre ancora indicano alcuni posti auto come preferenziali, affidandosi al senso civico ed alla buona educazione dei cittadini. In sostanza i parcheggi rosa nelle zone in cui è previsto il parcheggio a pagamento, conservano la tradizionale tariffa, ma con una segnaletica speciale per te che invita gli automobilisti a un gesto di cortesia verso le donne in gravidanza. E’ così possibile parcheggiare più facilmente.

Tutte queste iniziative sono da elogiare, e con esse, tutti quegli sforzi che puntano a facilitare la vita delle persone. Fra questi tutte quelle misure che tendono a offrire una maggiore sicurezza, come per esempio riservare alle donne in gravidanza ed ai genitori con bimbi i parcheggi meglio illuminati o i posti auto in prossimità delle entrate e delle uscite pedonali nei parcheggi coperti e in quelli vicino alla fermata del bus.

Ad Orvieto, che negli spazi pubblici aveva quei due due stalli rosa voluti dall’ex assessore Luciani a piazza Olona e quelli all’ospedale, purtroppo non sembriamo, amministrativamente parlando, così sensibili e così attenti a queste necessità di chi, anche se solo temporaneamente, ha bisogni aumentati e diversi da quelli di un normale cittadino adulto per cui, in tal senso il MoVimento 5 Stelle cittadino ha depositato una mozione, cioè un atto d’impegno da discutere e far deliberare in Consiglio, per fare passi avanti concreti alla nostra comunità, con maggiore cura di chi vive quotidianamente l’esperienza e l’emozione della gravidanza e la genitorialità. Continua a leggere Parcheggi rosa

Giornata mondiale dell’acqua 2016

Acqua.

Fonte della vita. Tutti noi nasciamo dall’acqua. Come pioggia bagna i campi fecondi, come fiume scolpisce le geografie e segna le storie, come lago raccoglie genti intorno a se, come ghiaccio mitiga ai poli e sui monti i climi su tutto il pianeta, come mare segna confini alle nazioni. Nell’acqua ci giochi, ci nuoti, peschi, ti tuffi, immergi come per i primi mesi nel grembo. L’acqua la bevi, ci cucini, ti lavi e lavi gli oggetti. L’acqua muove mulini e pale dei generatori, diventa l’energia rinnovabile per antonomasia, e lo è da secoli. L’acqua è motore e spinta nelle industrie, senza di lei pochi processi industriali sarebbero possibili. L’acqua è madre, e noi figliastri che la privatizzano, vendono, sporcano sfruttano e rinchiudono e che poi, per penitenza, se la cavano con un giorno dedicato al suo nome, all’onomastico dell’acqua, ed a volte neanche con quello.

E’ il caso della città di Orvieto, che dopo aver dimenticato la giornata dei fiumi ben poco fa anche nella giornata mondiale dell’Acqua.

«In questi venti mesi di presenza nel Consiglio Comunale di Orvieto il M5S ha presentato interrogazioni e proposte sui più svariati argomenti legati all’Acqua: dal destino del titolo minerario Tione alla salvaguardia delle fontane e lavatoi monumentali, anche quelli più nascosti, dall’attenzione alle esigenze dei cittadini nei lavori di messa in sicurezza dei fiumi e persino dei torrenti, al cambio di cerimoniale di Consiglio e Commissioni abolendo l’acqua in bottiglia, ai canoni dell’idroelettrico.

Fino ad ora pochissime risposte, e vaghe. Persino la cosa più semplice, l’abolizione dell’acqua in bottiglia dai cerimoniali, maggioranza ed amministrazione non hanno inteso recepirla.

Lucia Vergaglia - ingresso Comune OrvietoNoi pensiamo si debba avere allo stesso tempo rispetto e gratitudine per l’acqua, e che la gestione di questa risorsa debba essere la più attenta, oculata, parsimoniosa ed umana possibile. Non crediamo che sia un’idea questa di francescana memoria, di un credo o di una parte politica, crediamo che intimamente lo pensino tutti i cittadini, di tutte le estrazioni ed orientamenti.  E anche per questo che non smettiamo di insistere e pressare gli Amministratori. E’ loro responsabilità ottemperare, è nostra responsabilità proporre soluzioni e valutare il loro operato. In questo caso la valutazione d’insufficienza è doverosa.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

La compagine a 5 Stelle che sta lavorando in questa nostra Orvieto aveva nel programma elettorale proposto alla cittadinanza tanto spazio dedicato proprio all’acqua. Ancora una volta occorre ricordarlo: noi siamo all’opposizione, compressi tra ex maggioranza e maggioranza attuale.

Se invece fossimo al governo della città avremmo sicuramente un pubblicato da subito un programma a tappe precise per raggiungere almeno parte di questi obbiettivi nell’arco di questi cinque anni in modo da potere essere giudicati non solo per le proposte ma, come nelle città amministrate dal Movimento, per la capacità di fare.

Qui un estratto di quelle che sarebbero state le linee di Governo della città del gruppo pentastellato.

Acqua bene di tutti: Pubblica – Zero Sprechi – Zero Rischi.

  1. Acqua pubblica! Subito le azioni di municipalizzazione! Azioni d’informazione e giornate nelle scuole sull’acqua;
  2. Quantità  pro-capite giornaliera minima a prezzo simbolico di 1 Euro; far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi;
  3. Incentivazione della realizzazione, nelle nuove costruzioni e nelle costruzioni esistenti, di vasche di accumulo di acqua piovana, per ridurre l’utilizzo di acqua potabile per lo scarico degli sciacquoni, e per l’irrigazione dei giardini;
  4. Incentivazione, dovunque sia possibile, della fitodepurazione;
  5. Rilevazione inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità  competenti;
  6. Promozione uso acqua potabile comunale a KmZero;
  7. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento;
  8. Promozione del riutilizzo dei contenitori per l’acqua (Bottiglie di vetro);
  9. Risparmio nelle fontane monumentali con il ciclo chiuso, nelle fontane ad acqua potabile obbligo degli interruttori flusso a pulsante;
  10. Riduzione della presenza d’inquinanti nell’acqua (As minore di 5 microgrammi), riduzione delle perdite negli acquedotti;
  11. Distribuzione dei riduttori di flusso alla cittadinanza;
  12. Analisi qualitativa dell’Acqua allegata alla bolletta;
  13. Accordo con il Consorzio di Bonifica per l’impiantistica di mini idroelettico a servizio pubblico anche intratubature;
  14. Difesa dell’acqua e difesa dall’acqua – superare l’emergenza e la difesa passiva: programmazione dell’invarianza idraulica del Paglia e del Chiani;
  15. Strategia di lungo periodo per le fonti preziose dell’acqua di Orvieto, come il Tione;

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Carcaione, lavori sotto la lente

Stanno partendo i cantieri per la messa in sicurezza e mitigazione del rischio idraulico  del fiume Paglia e, titola il sito del Comune, delle opere previste dallo strumento del “Contratto di Fiume”.

Abbiamo posto la questione della lacunosa comunicazione con popolazione e residenti in ordine a questi lavori in numerose azioni dentro e fuori al Consiglio Comunale, riscontrando formali aperture dopo i nostri numerosi interventi. La questione della comunicazione è fondamentale nel caso delle procedure negoziali come, appunto, i “Contratti di Fiume”, in mancanza di queste l’intero impianto delle attività è privo di requisiti fondamentali.

Nella giornata internazionale delle azioni per i fiumi si impone una seria presa di posizione da parte del M5S

Ora nel lotto 2 dei lavori che saranno sotto le responsabilità dei tecnici del Consorzio di Bonifica “Val di Chiana Romana e Val di Paglia” sono compresi anche alcuni interventi sul Carcaione, affluente del Chiani, che stanno destando attenzione nella popolazione locale, secondo noi non adeguatamente coinvolta ed informata.

In particolare l’ intervento sul Carcaione proprio nel tratto che passa nel centro abitato nell’area del giardino pubblico. Il fatto è semplice: l’area  presenta un avvallamento di circa cm.80 rispetto alla sponda, pertanto tra le azioni di messa in sicurezza è prevista una “riprofilatura della sezione verticale dell’alveo” e quindi degli argini. Questa altro non è che una “micro cassa di espansione”.

I tecnici e le buone pratiche però ci ricordano che, stando alla letteratura scientifica ed alle pubblicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la. Protezione e la Ricerca Ambientale ) relative alla “mitigazione del rischio fluviale” le casse di espansione, o superficie di laminazione, vanno fatte a ”monte” del luogo che dovrebbe essere protetto.

Ponte sul torrente CarcaioneA questo aggiungiamo che, rettificando l’alveo del torrente, si andrebbe a togliere l’attuale” ponte-passarella pedonale” che non presenta alcun problema di stabilità e al posto di questo sarà realizzato un ponte pedonale lungo circa m.30 il quale naturalmente avrà il suo notevole costo immediato ed un costo manutentivo. Continua a leggere Carcaione, lavori sotto la lente