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Spazio all’indirizzo politico

In relazione al Consiglio Comunale del 28 settembre 2012

«Un Consiglio Comunale non può semplicemente essere l’occasione di ratifica dell’operato di Sindaco e Giunta, ne limitarsi ad essere vetrina delle risposte alle doverose interrogazioni delle parti di minoranza, ancor meno l’occasione di fare i bellocci nel rispondere ad un question time della propria maggioranza, in pratica veri e propri assist da schema preparato a tavolino per segnare a porta vuota i gol-propaganda dell’Amministrazione.

Così non va bene, così è quanto di più lontano dalla politica e dallo spirito democratico che deve il caposaldo di qualsiasi attività istituzionale, questa è per definizione la manifestazione concreta dei significato di “ANTIPOLITICA”.

Non deve mai più accadere che le mozioni si protraggano per oltre tre mesi, fuori da ogni criterio di efficacia e tempestività, in contraddittorietà col dettato di leggi e dello stesso regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, prima di essere calendarizzate e discusse, salvo poi, come è appena successo, di nuovo, essere ancora rinviate.

Adunanze per fare assestamenti che potevano essere prevenuti, comunicazioni di parte che diventano pure arringhe politiche, ratifiche di dispositivi già decisi in Giunta o Commissione e poi non resta tempo e spazio all’impulso politico, alla proposta da parte di chi non è in Giunta e non ha altra sede per avanzare i doverosi atti di indirizzo e di sindacato ispettivo. Un vero smacco alla democrazia. Una autentica pantomima a danno della pluralità di opinione. Una pericolosa deriva che abbiamo il dovere di denunciare pubblicamente e tentare di far rientrare nei canoni della corretta dialettica tra le parti.

Ancora una volta si reinviano le discussioni su “Reddito di Cittadinanza”, “Stop Inceneritori” e “Baratto Amministrativo”. Tematiche importanti ed urgenti che andranno inevitabilmente a sovrapporsi con quanto di nuovo verremmo portare in discussione.

Anche per quanto concerne lo spazio dedicato ad interpellanze ed interrogazioni fino ad ora con senso civico e spirito costruttivo il MoVimento 5 Stelle ha accolto e dato seguito alla richiesta giunta dalla presidenza di limitarsi nel depositare un numero ragionevole di questioni da affrontare in Aula. A tale disponibilità ci saremmo aspettati la stessa osservanza, leale e collaborativa, da parte delle altre forze politiche. Invece il nostro rispetto degli spazi democratici semplicemente non ha eguali.

A tale denuncia, ribadita già in Consiglio alla richiesta, per raggiunti limiti di orario, di rinviare persino la trattazione del Geotermico, che va in scadenza il giorno 30 di settembre, la nostra fermissima risposta è stata: “La prossima volta è adesso!”

Ci si siamo avvicinati alle istituzioni con grandissima umiltà credendo di aver tanto da imparare, ma alla luce dei fatti e dei comportamenti, crediamo davvero di poter chiedere da pari, e non da alunni, il rispetto dell’alta istituzione cui apparteniamo che che si dia spazio anche alle proposte e voce all’indirizzo politico di chi è, come noi, all’opposizione. Senza alzare la voce, senza battere pugni o far saltare tavoli, ma con fermezza noi esigiamo che ci venga lasciato lo spazio e vengano discusse de nostre argomentazioni.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S Orvieto

Lettera aperta alla Cgil

E’ solo un anno che il M5S è nelle stanze del Comune di Orvieto ed in questo periodo la volontà di confronto e la capacità di provare a dare diverse chiavi di lettura e di soluzione ai problemi si è potuta misurare sia nei numerosi atti consiliari che nelle tante iniziative portate anche all’attenzione dei palazzi romani.

Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni
Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni

Di tutto ci si può accusare meno che di mancanza di sensibilità o di inerzia pertanto è, a nostro avviso, normale che nel leggere le analisi e le proposte della Cgil e della Camera del Lavoro di Orvieto, che rievocano in larghissima parte il nostro operato di quest’ultimo anno, reputiamo opportuno fare alcune considerazioni e redigerle in una lettera aperta indirizzata al Sindacato nella persona di Anna Rita Manuali, responsabile orvietana dal 15 dicembre scorso.

«Gentile dott.ssa Manuali,

Riscontro la secca e triste analisi dello stato del nostro tessuto commerciale, produttivo ed industriale ed in generale del tessuto socioeconomico orvietano, che il Suo ufficio ha voluto portare all’attenzione pubblica. La mappa della crisi, pur nella necessaria stringatezza comunicazionale, affronta molti temi dei quali il gruppo consiliare M5S orvietano si è speso in numerose occasioni. Interprete di una visione politica ed istituzionale non sempre condivisa dal resto del Consiglio Comunale, tra l’ex maggioranza di centro destra e l’attuale maggioranza di centro sinistra, la nostra compagine non ha desistito dal presentare e proporre approcci alla risoluzione dei problemi e di salvaguardia della capacità di sviluppo del territorio, penso alle crisi Electrosys e Tione, all’impegno per la progettazione europea che tanto può contribuire alla sostenibile crescita dell’occupazione, alla tutela delle tipicità intorno alle quali ruotano tantissimi addetti, allo sviluppo turistico, alla rimozione di ostacoli al commercio.

Per quanto concerne il tessile abbiamo addirittura ipotizzato lo sviluppo di un cluster del wearable, coniugando le naturali tendenze della locale industria informatica e le famose 400 maestranze che operavano tra Grinta, MManifattura e le tante ditte locali, cogliendo l’opportunità di far valere la peculiare caratteristica del distretto produttivo di Fontanelle di Bardano che è al centro esatto d’Italia in una proposta di Centro del Made in Italy, purtroppo malamente bocciata.

Il nostro impegno, anche al livello più alto, affianca la possibilità di riavvio del circuito delle piccole e medie imprese attraverso lo strumento del “Microcredito“, chimera presso le banche locali nonostante le nostre pressioni nei confronti delle istituzioni creditizie cui anche Lei ha inteso rivolgersi.

Non Le possiamo nascondere la sorpresa nel riconoscere molto di quanto da noi proposto in questi ultimi mesi nelle ricette che Lei suggerisce. Non Le possiamo nascondere che forse, dico forse, un Suo interessamento per approfondire quanto stavamo provando a proporre avrebbe potuto chiarire i tanti dubbi verso il M5S, da sempre costretto ad affrontare quella denigrazione fatta da un lato accuse di antipolitica e dall’altro di nomignoli “grillini”. Non Le possiamo nascondere la possibilità che un minimo cenno di sostegno da parte dell’istituzione sindacale, che dal 15 dicembre scorso Lei rappresenta, avrebbe potuto stimolare verso politica locale, tutta, ad un maggiore impegno nel confronto.

Doverosamente mi rivolgo alla Sua persona ma è alla comunità degli iscritti ed all’istituzione sindacale che chiedo in futuro meno cautela verso le proposte a cinque stelle, una maggiore apertura quando vi è convergenza su singoli aspetti da approfondire e da affrontare, pur mantenendo rispettivi ruoli e funzioni. Noi continueremo questa via di trasparente attività di analisi, valutazione e proposta nella consapevolezza che il tempo scorre e i numeri delle prestazioni dei cosiddetti “Ammortizzatori Sociali” sono tali che la proposta pentastellata di “Reddito di Cittadinanza” sembra più attuale che mai. Noi crediamo fermamente che la rotta debba essere cambiata e lavoriamo per questo-, per ogni approfondimento costruttivo o critico, Suo e dell’istituzione sindacale, restiamo a disposizione così come è per la cittadinanza tutta.

Gentile dottoressa Manuali anche noi vogliamo che “buon lavoro” resti un saluto e non diventi un auspicio per il futuro, pertanto, in conclusione, voglia cogliere un sincero augurio di buon lavoro ed il ringraziamento per le osservazioni che ha voluto condividere con tutti noi cittadini.»

Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Geotermia, inceneritori, discarica, costo dei rifiuti, indiscrezioni sulle cooperative che si occupano della pulizia, inquinamento del Paglia, dissesto idrogeologico… sono troppe le vicende di cui parlare, le “provocazioni” a cui rispondere e le informazioni da dare in trasparenza ai cittadini di Orvieto e del suo circondario per parlare solo delle singole questioni. Lucia Vergaglia sintetizza in una lettera aperta la posizione del M5S ed invita gli orvietani di qualunque orientamento politico e estrazione culturale e sociale ad informarsi, approfondire e fare sentire il proprio fiato sul collo ai propri rappresentanti politici ed istituzionali per verificare quanto il MoVimento afferma con forza: il tema dei rifiuti è quanto di più democratico esista!

Fiato Sul Collo Lettera aperta ambiente Continua a leggere Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Orvieto sempre più povera

La durezza dei dati infrange definitivamente gli alibi della Giunta Germani.

Le linee programmate del Sindaco, presentate nell’ormai lontano giugno 2014, erano esplicite “Bisogna aumentare la ricchezza interna”, tutto questo ereditando un Comune in predissesto ma, anche grazie al rientro di quasi un milione di Euro dalla Campania, con i saldi attivi e le premesse per investire in fondi europei, progettualità e crescita con possibili ricadute in redditi e lavoro sul territorio.

Non è andata così, lo sappiamo, ed intanto sui giornali e negli cartelloni esposti fuori le edicole campeggia il triste primato orvietano dato dal confronto delle imposte sui redditi medi dei contribuenti orvietani negli ultimi anni: -6,3 %. Questo è il dato di PARTENZA, quale sarà la cifra dell’epoca Germani?

Ad oggi Orvieto non si salva nonostante l’essere meta internazionale di turismo da ben prima dell’attuale amministrazione, con tantissime foto postate online ma, evidentemente, pochissima spesa che diventa reddito. Non diventa reddito la tariffa agli autobus, non diventa reddito il biglietto al Pozzo di San Patrizio, non diventa reddito il parcheggio o la multa, insomma ben poco del turbinare di stranieri ed italiani in visita alla rupe ed ai dintorni riesce a divenire parte integrante dell’economia reale.

trend-negativo-del-mercatoInsomma nonostante Orvieto sia tuttora uno dei punti di riferimento per i tanti visitatori internazionali ha i valori di perdita monetaria delle aree della crisi industriale ternana che però non hanno il nostro turismo. Non bisogna essere bocconiani per dedurre quanto in realtà qui vada anche peggio che altrove e che la ricetta Germani, le sue linee di governo, ed i tanto strombazzati “Aree Interne” e “Contratto di Fiume” non abbiano per ora portato nulla di miracoloso. Eppure le avvisaglie c’erano tutte e la crisi era ben nota; dall’opposizione ci abbiamo provato a dare respiro e prospettive alla città proponendo ricette alternative nella gestione della crisi Electrosys per la quale avevamo chiesto che i lavoratori, il vero Know How aziendale entrassero nell’impresa ma figurarsi se quest’impostazione a sinistra poteva piacere, oppure quando proponevamo il Centro del Made in Italy ridando fiato ai lavoratori ex Sphera ed ex MManifatture e Continua a leggere Orvieto sempre più povera

Partire subito con le denominazioni locali

Le Denominazioni Comunali sono ancora ferme con le 4 frecce.

Abbiamo depositato una richiesta per il contigentamento dei tempi e l’urgenza dell’avvio, ancora bloccato, del registro speciale delle nostre tipicità in vista dei prossimi incontri di Commissione sulla tutela dei nostri prodotti tipici e tradizionali.
Le tante iniziative, apprezzabilissime, come quelle del “Marchio d’Area” presentato alla Festa del Raccolto, spesso molto enfatizzate dalla stessa istituzione che ha tenuto le nostre “denominazioni comunali” ferme al palo dal 2012, infatti hanno un senso e possono funzionare solo se ogni anello della catena è forte; come potremmo contribuire alle comun tipicità se intanto non sappiamo nemmeno valorizzare le nostre?
Noi non ci accontentiamo delle rassicurazioni come quella forniteci a giugno dall’Assessore Martino, subito disattesa, e porteremo in commissione la questione il giorno 3 settembre, alle 17.30 in sala delle 4 virtù nel palazzo comunale; oltre a questo chiederemo in giornata di avviare il registro facendo istanza per i primi prodotti ed istanza di formazione della commissione De.Co. per la quale proporremo di valutare tra i professionisti della ristorazione nomi adeguati e tra quelli che indicheremo ci sono personalità decisamente decisamente lontane dal M5S, ma sulla cui capacità ed esperienza, sulla cui qualità, crediamo, non ci saranno discussioni.

L’importante è sgombrare il campo dall’impaludamento e dai veti contrapposti che, fino ad ora, hanno ingessato ogni iniziativa di promozione e valorizzazione delle tipicità e per questo ripartiremo anche dalle risultanze degli studi e dei seminari del prof. Tommaso Lucchetti del decennio scorso e dalle proposte che la nostra rinomata ristorazione mette in campo come tradizione ed originalità orvietana.

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«Proprio a coloro che fanno produzione locale, si occupano di tipicità o di ristorazione chiediamo di essere partecipi in questi incontri e di inviare al Comune di Orvieto, Via Garibaldi, 8 – 05018 – Orvieto (Tr) , I Commissione Consiliare – Osservatorio De.Co. le proprie idee e proposte, anche le proprie candidature quali valutatori, in attesa che il Comune proceda all’individuazione dell’apposita Commissione. Abbiamo già perso l’occasione di presentare le tipicità all’Expò insieme alla regione, invece abbiamo presentato il “pizzo italiano”, a questo punto ci diamo questi mesi invernali per fare ordine e creare le condizioni base per un sano sviluppo della promozione territoriale, con caposaldi forti e condivisi, con alle spalle la tradizione di una città antica e ricca di storia.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Consiglio Comunale del 30 luglio 2015

E’ il consiglio del Bilancio preventivo che occuperà gran parte della discussione con le sue articolazioni, votazioni per parti separate e la presentazione di quella programmazione pluriennale per la quale abbiamo già anticipato la nostra posizione estremamente critica ed estremamente pratica nell’individuare i limiti di visione e capacità realizzativa di questa attuale Giunta. Tuttavia c’è tanta altra carne a cuocere e c’è tanto M5S nelle iniziative, mozioni ed ordini del giorno. Anzi praticamente in ogni proposta, sia di maggioranza che d’opposizione il MoVimento è presente.

Consigliera Vergaglia (M5S)

Siamo cofirmatari delle proposte sul reddito di dignità con Sel, e con la stessa Sinistra, Ecologia e Libertà presentiamo una mozione di contrarietà agli interventi di Geotermia speculativa di cui si è tanto parlato lunedì e martedì nelle pubbliche assise volute dai sindaci di Allerona e Castel Viscardo. La stessa posizione che sarà poi espressa il 30 da Andrea Liberati, portavoce capogruppo pentastellato in Regione Umbria, nella sede regionale ed anche in questa occasione con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia.

Con Forza Italia e Fratelli d’Italia ribadiamo il nostro impegno a tutela del territorio ed al rispetto formale e sostanziale del Codice dell’Ambiente in ordine a “Le Crete”, la discarica in via d’espansione, per la quale non sono state, a nostro avviso, rispettate le più elementari norme e regole. La Mozione Sacripanti, Tardani e Vergaglia richiama quanto più volte denunciato da cittadini ed associazioni sulla mancanza di trasparenza intorno ai progetti d’allargamento della discarica stessa e chiede al Consiglio orvietano di deliberare a favore del ripristino di uno stato (minimo) di legalità.

La mozione del solo Pd sull’Art Bonus giunge tuttavia sulla scorta di interrogazioni e denunce del M5S, e siamo lieti di essere nuovamente stati “inspiratori” di Taddei e soci, peccato solo che giunga fuori tempo massimo per quest’annualità scaduta a fine marzo scorso. Come spesso dobbiamo ricordare questa maggioranza è bravissima a perdere i fondi.

Infine c’è l’Ordine del Giorno “difensivo” in puro stile 5 Stelle. Non potendo incidere su un bilancio blindato dalla maggioranza e non avendo senso emendare un testo destinato ad essere stravolto da revisori e corte dei conti approntiamo una salvaguardia per i cittadini puntando sul “Baratto Amministrativo“, una nuova possibilità attivabile da quest’anno per coloro che sono impossibilitati a pagare le tasse rendendo possibile invece un servizio civile alternativo a copertura dell’imposizione fiscale. Una misura equa e moderna che chiediamo alla Giunta, in un tempo ristretto, di introdurre attraverso un regolamento d’accesso per questa possibilità altrimenti inapplicabile.

Come previsto negli accordi (poi disattesi dalla maggioranza e dalla Presidenza e per cui ci fu il nostro Aventino) ancora una volta NON abbiamo presentato interrogazioni a risposta in aula, questo per ottemperare alla richiesta espressa dal Presidente Pettinacci, e da noi lealmente accettata, con il fine dichiarato di far scorrere rapidamente la discussione fino alla presentazione del Bilancio. Avremmo potuto farne a meno visto il vano evolversi della predisposizione e conduzione dei lavori di Consiglio e Commissioni,  ma abbiamo voluto dare una testimonianza di decoro istituzionale e rispetto degli impegni assunti, abbiamo ottenuto comunque le informazioni e le risposte attraverso altre forme di accesso agli atti e sindacato ispettivo e così facendo abbiamo, crediamo, rispettato cittadini ed istituzioni.

«Si tratta di un Consiglio Comunale a trazione integrale a 5 Stelle, e questo, nel giorno del bilancio di Gnagnarini marca definitivamente la differenza tra noi e chi la demagogia la pratica per davvero.» Lucia Vergaglia, portavoce e capogruppo M5S Orvieto

Bilancio “Zero Titoli”

Un documento programmatico pluriennale ed un bilancio come quello orvietano che è stato presentato, messo per iscritto, diffuso alla stampa e che andrà in discussione il 30 luglio ad una prima lettura sembra una minestra riscaldata e fa venire voglia di rispondere punto per punto smontandolo nelle sue articolazioni di dettaglio, spiegando che l’apparente taglio fiscale è finanziato spostando i soldi da partite poi, parrebbe, dimenticate e non trascritte, come quelle del lungo elenco dell’ex assessore pizzo che sicuramente da destra presenteranno nella più classica delle opposizioni, quella sui numeri.

Ad una seconda più approfondita lettura però viene tutt’altra voglia, cioè quella di chiamare il bilancio per quello che è: una presa in giro. E così ci siamo ritrovati, con il senso di distacco che ti viene dalla fatica di trovare un senso logico e razionale dove l’aderenza alle normative è utilizzata solo nell’italico modo di strumentalizzarle, dove si fanno palesi errori ed omissioni, stranamente sempre a favore dell’Amministrazione, con l’esperienza del politico navigato a cui è noto che andranno poi corretti dopo il richiamo degli enti preposti alla revisione nella finestra utile del prossimo settembre (od in sede consuntiva), dove il “tirare avanti” sostituisce del tutto la visione strategica e la capacità di controllo e di gestione di lungo periodo.

«Come facciamo a porre una critica seria ad un bilancio ed un documento di relazione programmatica essenzialmente costruiti per essere ridiscussi già tra due mesi, come facciamo a focalizzarci sulle cifre messe a caso per attrarre l’attenzione della categoria che, quegli sgravi tanto pubblicizzati, non li vedrà ne oggi ne mai con questi signori nella stanza dei bottoni. Quale contributo possiamo dare in sede consiliare emendando quello che è un documento già destituito di fondamento?»

Per spirito di servizio raccogliamo alcune semplici osservazioni e considerazioni che non sono il Bignami che Gnagnarini individua (parole sue) come testo di riferimento, ma una lista di basi per l’azione di sindacato ispettivo che seguirà la, purtroppo, scontata approvazione con i voti della maggioranza di questo sciagurato bilancio. Non ci sottraiamo alla discussione consiliare nella quale presenteremo anche altre osservazioni su argomenti che non intendiamo anticipare, che mostrano i limiti anche di competenza tecnica di quest’Amministrazione e per i quali chiederemo risposte immediate all’assessore competente. Non emenderemo questo testo minato da troppe lacune per essere salvato ma, presa in giro per presa in giro, vogliamo anche focalizzarci sulla pietra dello scandalo: l’assoluta assenza di un’agenda europea e di una visione mentre lo stato tagliava i trasferimenti che ormai non è più da denuncia. E’ solo da ridere.

 zerotitoli europeiInfatti non c’è nulla nel bilancio e nella programmazione, anche se nei comunicati stampa del Comune appare la voce Fondi Strutturali, tra l’altro desueta ed erronea terminando con la programmazione 2013 ed ormai sostituiti dal Fondo di Coesione che nella nuova programmazione nel periodo 2014-2020 è accessibile Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, le cui cifre sono anche state presentate in maniera ingannevole (circa 8 milioni per l’accesso a Fondi “ex Strutturali”, della vecchia programmazione, accessibili attraverso il maquiage del dispositivo Aree Interne andranno suddivisi con gli altri comuni che sono 20 e spalmati su più anni. Meglio che niente, ma nulla di risolutivo). In ogni caso non farebbe comunque parte della progettazione comunale e presentarla nei comunicati stampa del bilancio equivale a gettare in confusione i cittadini attribuendosi meriti inesistenti.

In ordine alla programmazione pluriennale, che è il futuro della città, ci limiteremo in Consiglio a mostrare gli incipit dei capitoli di programmazione che, tutti, partono con la dichiarazione “Zero Progetti” ,che secondo noi dovrebbe fare saltare sulla sedia qualunque cittadino, ma più di tutti chi ha creduto alle tante promesse elettorali di cambiamento e sviluppo.

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«Il bilancio e la relazione pluriennale dicono solo una cosa: Zero Fondi Europei per mancata progettazione.
Il Sindaco fa il giro delle sette chiese tra ditte ed associazioni che hanno fatto almeno un Erasmus per non restare col cerino accesso in mano ed avere qualche minima pezza d’appoggio. L’Assessore Gnagnarini in II Commissione lo scorso 27 luglio ha già addossato implicitamente la responsabilità all’Assessore Vincenti dato che ha lui la delega europea e non è della sua stessa parte politica.
Insomma il problema c’è, ci costa soldi, tempo, perdita di servizi ed opportunità, e non ci interessa se sia dovuto ad incuria, lassismo, incapacità gestionale, mancanza di visione e strategia, pura ignoranza oppure se ci sia chi ci marcia a non far funzionare a dovere la città nel tentativo di accedere a qualche bene a prezzo di saldo od ad essere chiamato con i crismi dell’emergenza scavalcando trasparenza e buone pratiche. Ci sarà tempo per approfondire le responsabilità dei singoli di nomina politica od istituzionale, e lo faremo, ma adesso semplicemente chiederemo:
“Siamo evidentemente senza risultati nonostante i tanti stimoli e gridi d’allarme.
Egregio Sindaco Giuseppe Germani, Lei non pensa che a questo punto si debba almeno fare qualche innesto in squadra, qualche sostituzione, per cambiare marcia o la cittadinanza orvietana deve accontentarsi di quel che c’è?”

E poi bocceremo il bilancio.»

Lucia Vergaglia
portavoce e capogruppo Movimento 5 Stelle

Uno scandalo il parcheggio-discarica del centro storico di Orvieto

Dopo una campagna elettorale nella quale l’ex caserma Piave veniva presentata dall’allora candidato Germani come un fiore all’occhiello da valorizzare, ed intorno alla quale vi sono le speranze dei cittadini e tantissimi progetti di rilancio inascoltati, l’amministrazione l’ha trasformata in un parcheggio “discarica”.

Vi si spostano, deportano e scaricano le strisce bianche dei residenti, che non potranno più parcheggiare a Piazza Cahen, si attivano alcuni posti “disco”, essenzialmente a servizio di chi va negli uffici comunali adiacenti ad esempio a pagare le multe, e cento posti a pagamento pagabili, udite, tramite smartphone tanto per ignorare del tutto le proposte del Qsv di usare un sistema che “riconosca” i residenti e gli abitanti delle zone limitrofe come la tessera sanitaria per i lettori magnetici che già abbiamo,  e portare avanti un idea esclusiva dell’amministrazione per la quale già avevano chiesto, ahinoi, i preventivi.

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«Ricordiamo bene che la piazza d’armi dell’ex caserma era il parcheggio degli orvietani, un parcheggio gratuito, reso indisponibile per “piazzare” gli abbonamenti ai parcheggi sotterranei di via Roma in quegli anni che ad Orvieto non si era ancora partiti con la differenziata che c’è oggi, con i camion piccoli che girano il centro storico e che portano la spazzatura raccolta ai camion grandi in attesa sia nella stessa piazza d’armi, come fossero delle discariche mobili a cielo aperto, sia all’ingresso dell’ex caserma in via della stazione dove il lato entrando a destra è da tempo un coacervo di olezzi. Uno schifo che i turisti in visita conosceranno come primo ed ultimo profumo della città» Così commenta Lucia Vergaglia, capogruppo del M5S, alla lettura del dispositivo appena pubblicato «E’ uno scandalo poi che in barba alla tanto vantata partecipazione del Qsv, in cui nessuno si è mai sognato di proporre niente di simile, vengano presentate in un tavolo tecnico ristretto, a cui non siamo stati invitati soluzioni così invasive e per nulla condivise. E’ uno scandalo che ai pochi politici dell’opposizione invitati sia stata presentata questa delibera della giunta già esecutiva sin dal giorno 10 luglio, altro che Qsv, altro che partecipazione. E’ uno scandalo l’arroganza con cui si stravolgono le regole ed il rispetto istituzionale ed è scandaloso che le decisioni di giunta esecutive vengano pubblicate a giochi fatti due settimane dopo. E la chiamano trasparenza amministrativa? Io la chiamo paura del confronto. Quanto ai concittadini trattati come sacchetti e sballottati per mezza città, giustamente ammorbati ed infuriati per l’ennesimo colpo di mano estivo, non posso che esortare alla calma ed a richiedere ai propri rappresentanti della maggioranza di rispettare, senza interpretazioni strumentali e fantasiose, le esigenze esposte nei momenti di partecipazione come il Qsv. Noi del Movimento 5 stelle dall’opposizione prenderemo misure ed iniziative per limitare i danni, ma chi ha dato forbici e stoffa a questa maggioranza si renda conto dei danni che stanno facendo e se ne ricordi sempre.»

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Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

All’esterno della rupe cittadina nella parte che volge al calar del sole una chiesa dalla lunghissima storia sovrasta quel cimitero monumentale di Orvieto pensato dal Vespignani nel risorgimento e circondato dalla murata che negli anni ottanta progettò il giovane Massimiliano Fuksas. E’ San Lorenzo in vineis, San Lorenzo delle vigne, già presente e testimone degli eventi del miracolo eucaristico e degli anni delle guerre come chiesa delle monache del convento di clarisse, che divenne forte di una guarnigione con Giovanni di Vico poi di nuovo monastero francescano, in rovina e danneggiata dal tempo a dalle guerre a più riprese ricostruita nella forma attuale dopo che il Vescovo Francesco Monaldeschi a metà quattrocento trasferì lontano le monache e poi restaurata con gli ori di Monaldo Monaldeschi oltre duecento anni dopo, subì tanti interventi fino ad arrivare a noi molto diversa dalla raffigurazione pittorica in cui il vescovo di Orvieto di ritorno da Bolsena consegnava a Papa Urbano IV il Sacro Corporale al ponte del rio Chiaro.

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Oggi San Lorenzo in vineis versa in stato di grave abbandono nonostante l’opera di sensibilizzazione che tanti cittadini, e tanti ospiti illustri d’altri paesi, hanno a più riprese tentato di fare vedendola divenuta un deposito, un’attrezzeria, privata dei suoi affreschi e delle tele, della pala d’altare e del crocifisso. Si tratta di un monumento, e come tale è soggetto a vincolo di tutela da parte dei beni culturali ed è stata sottoposta a lavori di consolidamento statico e funzionale. Nel 2004 furon0 approvati lavori di completamento finalizzato all’uso del convento: al piano terra erano previste opere di finitura del chiostro e al primo piano servizi igienici nonché le pavimentazioni e il rifacimento degli infissi conformi alla tipologia originaria e le opere di finitura e concordate con la Soprintendenza. Era il 2004 e la Giunta Comunale approvò il progetto esecutivo per il completamento dei lavori di questa manutenzione straordinaria del complesso per un importo complessivo di € 100.000,00. L’intervento, che avrebbe dovuto Continua a leggere Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

In questi giorni si è molto parlato del Contratto di fiume del Paglia, anche in relazione ad una recente polemica ed ad un incontro negli ottimi spazi della Biblioteca comunale. Per cattiva informazione, purtroppo da parte dell’Amministrazione, si è lasciato intendere, in seguito all’osservazione del M5S che mancasse una progettualità europea, che invece questo contratto fosse parte della programmazione comunitaria fatta dai nostri assessorati ed addirittura che si dovesse ringraziare una qualche segreteria politica per aver avuto quest’occasione d’accedere ai fondi europei.

Una corbelleria bella e buona. A questo punto è necessario fare chiarezza su cosa sono questi contratti di fiume e su come il M5S Orvieto ha impostato la propria azione locale nei confronti di questi strumenti.

Innanzitutto sfatiamo una erronea percezione: I “Contratti di Fiume” non sono europrogettazione ma piuttosto un accordo tra enti per un processo di programmazione negoziata per la valorizzazione del sistema fluviale e la riqualificazione territoriale, paesaggistica, dei territori ad essi connessi, attraverso un’azione coordinata. In pratica è un accordo tra enti e portatori d’interesse che opera nell’area vasta del fiume, che va oltre i confini dei comuni, ed a volte di regioni e provincie, la cui attività venga infine ratificata dagli enti partecipanti e diventi definitiva.

Un Contratto di fiume elabora le linee di sviluppo di un territorio fluviale ed include le proposte, anche politiche, dei territori, gli interessi di associazioni ed imprese e, talvolta, le esigenze dei comitati cittadini. Di per se non porta uno straccio di Euro ed il contratto non viene registrato in appositi uffici europei, non esiste un albo dei contratti di fiume e non ci sono automatismi che ne prevedano finanziamenti. Sarebbe demagogia far intendere il contrario.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Volendo approfondire la questione noi del M5S sappiamo bene che in alcune regioni, come il Veneto ad esempio, esistono bandi appositi per i contratti di fiume che esclusivamente insistono in quella regione, specifichiamo però che i destinatari sono quei tanti Enti pubblici aventi competenze in materia di risorse idriche e tutela delle acque quali, per esempio Provincie, Comuni, Consorzi di Bonifica, AATO, AIPO, Autorità di Bacino, ecc… che vengono sostenuti nello sforzo di assumere il contratto di fiume come strumento di gestione integrata per ridurre i centri decisionali. Da noi è così? E’ questo il nostro caso? A noi non pare proprio.

L’Assessore regionale Rometti, ad Orvieto all’atto della presentazione del Contratto del Paglia, diceva testualmente: Continua a leggere Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S