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Nuova linfa al CSCO

Il Centro Studi della Città di Orvieto è da tempo in difficoltà economica e gestionale.

cscoNon staremo qui, oggi, a ripercorrere le alterne vicende che hanno portato questa struttura, una Fondazione di Partecipazione voluta dal nostro Comune, alla situazione attuale. Ci interessa, come sempre, intanto cercare di mettere in sicurezza il bene, i lavoratori e l’indotto e per farlo, da forza di minoranza quale siamo, proponiamo, argomentandole, soluzioni e descriviamo sommariamente i mezzi per raggiungerle; non siamo noi che possiamo dire ai dirigenti del Comune e delle partecipate come operare, ne possiamo stabilire la direzione operativa che è della giunta. Noi facciamo la proposta politica ed in questo caso la includiamo in un atto d’indirizzo raccomandandone la presa in carico da parte dell’Amministrazione, se avremo il beneplacito della maggior parte dei consiglieri.

«Le fondazioni che hanno successo, che cioè producono un buon servizio alla collettività nel rispetto delle intenzioni dei fondatori, debbono potersi valere di almeno due fattori: una fonte autonoma e stabile di reddito (generalmente, ma non esclusivamente, di fonte patrimoniale); l’esistenza di un consenso di fondo sostanziale sugli obiettivi istituzionali e sulle modalità di perseguirli all’interno degli organi di governo e controllo. In mancanza di queste due caratterizzazioni le fondazioni rischiano di vivere una vita grama e di produrre assai più problemi di quanti non riescano a risolverne» (Fonte: monitoraggio del settore in Italia da parte del Centro di documentazione sulle fondazioni della Fondazione Agnelli).

Sulla base di queste considerazioni abbiamo proposto al Consiglio un Ordine del Giorno atto a raccomandare l’aggiunta formale di un nuovo dipartimento nell’alveo formativo del CSCO da dedicare alla formazione continua obbligatoria degli ordini professionali. Gli ordini infatti sono tenuti alla formazione dei propri associati sulle novità normative e dello stato dell’arte. Per fare un esempio l’Avvocatura orvietana, più di cento iscritti, a breve dovrà adeguarsi ai livelli di formazione ed alle metodiche previste dall’avvocatura ternana con cui si sta per fondere. Portare queste ore di formazione obbligatoria e continua, come quelle degli altri ordini professionali, all’interno del CSCO permetterà di mantenere la centralità professionale sul territorio con le relative positive ricadute e rappresenterà parte di quella fonte stabile ed autonoma di reddito per il Centro rivalutandone le potenzialità e ravvivando le iniziative di Orvieto Città degli Studi da tempo trascurate.

Qui di seguito l’Ordine del Giorno Continua a leggere Nuova linfa al CSCO

Pedonalizzazioni e proteste

Quasi tutti i gruppi politici orvietani presenti in Consiglio Comunale hanno deciso di giocare a carte scoperte, anche, soffiando sul fuoco di una protesta locale incentrata sulla pedonalizzazione di  Piazza del Popolo.

I commercianti locali hanno vivamente protestato contro queste iniziative, hanno persino ceduto alla tentazione di farsi strumento delle destre per mettere a rischio l’approvazione del Bilancio nello scorso Consiglio Comunale. Noi capiamo la rabbia per la crisi e la necessità di farsi sentire. Aspettiamo un loro contributo anche perché intanto i cartelli affittasi nei fondi commerciali non sono diminuiti, ma sono aumentati, questo dovrebbe far capire che così sicuramente non va bene. Ma si sa, quando c’è crisi ogni cambiamento viene visto con sfiducia, le posizioni si irrigidiscono e, spesso, arriva anche qualche capobastone che cerca facile visibilità politica.

E’ stata una nostra scelta quella invece di opporci al blocco del Consiglio Comunale richiesto dalle destre. Cedendo in quella sede, è bene chiarirlo, avremmo corso il rischio oggi di avere il Commissario, di veder tornare Equitalia, e di dimenticarci ogni investimento sul turismo per anni ed avere le tariffe e le imposte ancora più care. Forse qualche ricco signore che sostiene la protesta da dietro le quinte ci avrebbe avuto qualche vantaggio per la svendita di questo o quel bene pubblico, ma i commercianti che ci avrebbero guadagnato? Nulla. Ah, si. Una certa minoranza avrebbe gongolato.

E’ opportuno però chiarire la nostra posizione su questa vicenda.

11-06-2007-ID_admin_palazzzo-capitano-del-popolNoi non abbiamo scritto nel programma che vogliamo pedonalizzare Piazza del Popolo. Le soluzioni spot, le pedonalizzazioni a macchia di leopardo e gli esperimenti non ci interessano. Certo Piazza del Popolo ridotta a parcheggio, con una resa minima (meno di 4 euro al giorno per posizione) ci fa pensare che ci sono cento usi migliori che siano al tempo stesso volano d’attrazione valorizzazione e sviluppo.

Nel nostro programma trovate, tra le altre cose questa voce:

Turismo Congressuale (Orvieto città congressuale a piedi). Data la complessità della struttura urbanistica di Orvieto e la posizione geografica del proprio palazzo congressi, vogliamo promuovere Orvieto come “la prima città congressuale tutta a piedi”. Una volta arrivati in città, tutto avviene entro poche centinaia di metri quadrati (convegno, hotel, ristorazione, eventi, ecc). Sviluppo del comparto turismo congressuale nazionale ed internazionale, con relativa incentivazione di eventi e convegni organizzati presso il Palazzo del Capitano del Popolo. Strutturazione di strategie ricettive coordinate fra gli hotel cittadini, per ospitare gruppi congressuali numerosi per tutto l’anno.

Risulta difficile raggiungere obbiettivi del genere mentre i visitatori descrivono l’antico Palazzo del Podestà, il Palazzo del Capitano del Popolo, come un Castello sommerso dalle auto sulla piattaforma TripAdvisor.

orvieto su trip advisorNoi vogliamo una città in grado di garantire un flusso turistico che non debba zigzagare tra le auto, destagionalizzato e che sia portato a circolare in tutte le aree tradizionalmente commerciali. L’illuminazione urbana, la programmazione degli eventi, le strategie di finanziamento europeo come, ad esempio, quella dei centri commerciali naturali che riportano centralità alle botteghe ed agli artigiani, la tempistica della raccolta rifiuti, la lotta alle serrate selvagge come quella natalizia, e le azioni per favorire la vita nelle piazze (Piazza Cahen, Piazza del Popolo, San Giovenale, Piazza della Repubblica e Piazza del Duomo) avranno certamente il nostro sostegno. Una pedonalizzazione di Piazza del Popolo, invece, che comprenda una programmazione di eventi, una pianificazione per i mercati e per le fiere all’aperto, e soprattutto, un serio utilizzo del Palazzo del Capitano del Popolo come centro congressi noi la vogliamo con decisione.

Non ci interessa una pedonalizzazione senza ritorni, ma utilizzare al meglio quello che c’è. In tal senso il M5S ha chiesto, e già ottenuto, mezzi pubblici gratuiti durante le festività. Ora lavoreremo sulla mobilità alternativa e sugli incentivi alla riduzione del numero di auto. La cittadina di Lucca può essere un primo esempio di buone pratiche da cui mutuare iniziative.

Quindi sosterremo le azioni concrete a favore del turismo e del commercio, sosterremo la mobilità pubblica locale e soprattutto, ci opporremo ad ogni strumentalizzazione volta a far commissariare il Comune.

QSV 2014: Chi l’ha visto?

Non c’è nulla da aggiungere,

chi-lha-visto-logoIeri al QSV noi c’eravamo, noi ad Orvieto ci siamo sempre, siamo sempre disponibili e sulla sede c’è anche il numero di telefono in bella vista. I tanti che hanno fatto polemica con noi invece no, non c’erano. L’appuntamento è già stato disatteso e non da noi.

No problem, noi seguiremo il programma elettorale e restiamo a disposizione delle esigenze nuove che si manifesteranno.

Suggeriamo a tutti i cittadini di continuare a seguire le iniziative propositive del Comune e, per quanto ci riguarda, del M5S. Non esiste, sia ben chiaro, che qualche capobastone od ex governante si permetta di mettere le parole in bocca a chi giustamente protesta per la crisi,  accusando proprio noi di non esserci stati.

La differenza tra noi e loro è proprio questa: noi non entreremo mai nei negozi, nelle coop, nei sindacati o nelle categorie professionali e d’impresa per aizzare e veicolare scontento e rabbia. Noi chiediamo partecipazione, interesse della vita cittadina.

Tutto qui.

PS
Per l’andamento delle festività natalizie tireremo la somma a metà gennaio, numeri alla mano e procederemo subito, con chi avrà partecipato, a sviluppare le proposte per l’inverno 2015, a cominciare da quelle natalizie immaginando sia uno scenario con che uno senza Umbria Jazz Winter… non si sa mai.

 

Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Prima di tutto una smentita.

Affermare e proclamare che la designazione del membro della minoranza sia espressione di una scelta partecipate e  condivisa da parte di tutti è una menzogna.

Di fatti solo parte della minoranza, ovviamente la granitica coalizione di centro destra, ha “incoronato” Andrea Sacripanti.

MaggioranzadellaMinoranza

L’ esponente locale del partito Fratelli d’Italia, la cui forza politica se non fosse stata accolta alla corte conciniana non avrebbe rappresentanza in Comune, si è visto gratificato dalla ex maggioranza consiliare orvietana con la nomina all’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Come al solito quando si tratta di affari, soldi e nomine, invece di discuterne in trasparenza nella sede della Commissione è stato, in maniera secca quanto inconcludente, comunicato all’assemblea senza alcuna motivazione. Sono i soliti modi di scambio della vecchia politica da #casta.

Il M5S nè è stato informato assieme al resto della Commissione a cose già decise. Era già successo sia con la comunicata, con mala grazia, decisione di affidare la vice presidenza del Consiglio Comunale a Forza Italia nella persona di Roberto Meffi ad appena 5 minuti prima dalla seduta di esordio della consiliatura sia  successivamente con le nomine per la Commissione di Garanzia avevano scelto di agire così, ancora una volta selezionando Sacripanti, con il risultato che la prima riunione di commissione c’è stata dopo tre mesi, inconcludente e se non fosse stato per l’intervento del MoVimento non avrebbe neanche affrontato alcune palesi violazioni dello Statuto del Comune. In tutti questi casi il M5S ha votato favorevolmente, non certo per soggezione psicologica, ma per affermare un fronte di coesa minoranza. Siamo stati fraintesi, non eravamo quiescenti, ma semplicemente operativi

Nell’animato confronto avvenuto nella seduta consiliare di ieri, al momento della votazione sui nominativi, la consigliera Lucia Vergaglia nello stigmatizzare il metodo finora attuato, non ha ricevuto alcuna ammissione di responsabilità e dunque nessuna smentita di come finora si sono svolte queste consultazioni interne, ma si è rafforzata la posizione politica del peso elettorale di quella parte della minoranza chiaramente sbilanciata a favore del carrozzone elettorale. Certo se finora si è trattato di una deliberata modalità di esclusione del M5S è un fatto grave, ma qualora si trattasse di semplice trascuratezza o addirittura dimenticanza sarebbe gravissimo. Il tema delle nomine quando un capogruppo è costituito da un solo rappresentante è  delicato e  la parte numericamente decisionale rischia di far passare come una sorta di concessione ciò che è un preciso diritto-dovere: la opportunità e la necessità istituzionale di sentire tutti i componenti al fine di poter portare avanti una discussione leale. Quello che a tuut’oggi succede è quantomeno una cafonata politica. Loro non sono tenuti al ravvedimento operoso e dunque neppure sono obbligati ad avere uno stile di  giusta decenza, ma il M5S non può e  non sarà essere succube di questa condotta espressione di strapotere.

Se non si denuncia si sarà complici  dell’arroganza dei politici da salotto.

«Sarebbe bello poter affermare che naturalmente non c’è nella di personale in questa valutazione, ma purtoppo non è così. Allorquando  tutta la maggioranza indicò il M5S quale forza di garanzia della minoranza alla Vice Presidenza della II Commissione le accuse furono molto precise: si trattava di una sorta di ricompensa della sinistra verso l’inaspettato voto a favore della Presidenza del Consiglio affidata ad Angelo Pettinacci e il via libera alle linee programmatiche dell’amministrazione. Mi chiedo se sarà questo un peccato originale che verrà fatto scontare M5S fino alla fine della consiliatura? Si continuerà deridendo e sminuendo il M5S ogni qual volta verrà votata, così come dichiarato in ogni sede, favorevolmente una proposta valida e confacente al nostro percorso politico travisando la libertà di azione come accordo di  allineamento all’azione politica della sinistra? Ovviamente quando sono state appoggiate le poche  iniziative del centro destra era tutto dovuto, vero?

Nel corso della trasmissione televisiva di Antonello Romano di fine Luglio l’accusa fu ancora più esplicita scevra di alcuna possibililità di dubbio: la procedura di nomina alla Vice Presidenza era anomala ed irregolare, sottilmente scandalizzati dalla mancata concertazione da parte della maggioranza, quindi addirittura dalla parte avversaria che aveva piena legittimazione nel decisione.Veemente fu la loro indignazione: avrebbero dovuto essere consultati in merito, sarebbe dovuta passare al vaglio del loro inoppugnabile giudizio LA  SCELTA DEL NOME DELLA VERGAGLIA CUI FORSE, CHISSÀ, PROBABILMENTE, ERA ANCHE POSSIBILE CHE  IL CENTRO DESTRA AVREBBE POTUTO AFFIDARE QUESTO RUOLO DI GARANZIA. Queste grosso modo le parole testuale ( sul Web c’è la registrazione della trasmissione di Antonello Romano “Che tempo fa, che clima c’è in città”). Oh ma, grazie munifico signore sono commossa da cotanta considerazione e dall’onore così generosamente concessomi!»

Noi abbiamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza ormai tante volte, abbiamo provato a costruire tante iniziative su lavoro, sviluppo, commercio, mobilità, viabilità, politica energetica, costi del comune, ambiente, pulizia e decoro urbano, servizio pubblico, scuola… caratterizzato da un pragmatico e leale comportamento di chiara comunicazione e fattiva collaborazione come componente paritario della Commissione delle Pari Opportunità la cui necessaria attivazione era stato argomento propositivo del M5S fin dall’insediamento del Consiglio e dell’Osservatorio sulle Dipendenze tutto inutile, impossibile fino ad ora trovare una mozione a firma congiunta M5S+ex maggioranza. Proprio niente.

Anche stavolta la ridicolaggine di un accordicchio avvenuto, per loro affermazione, davanti una tavola imbandita.

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La cosa più divertente è che si è trattato di un accordicchio inutile, insulso quanto le accuse di essere a caccia di nomine sfuggite proprio a Sacripanti, come nella più classica delle battute tra bove ed asino. Noi avremmo espresso la risposta comune pianificata e condivisa tra tutti gli altri portavoce M5S in tutta la regione (quella qui sotto) lasciando il campo libero a Sacripanti o chi per lui.

Evidentemente però la tentazione è più forte di loro, non possono davvero resistere e si devono comportare da casta, stantia e provinciale, ma pur sempre casta.

Qui di seguito la posizione condivisa dei portavoce comunali #M5S in regione. Continua a leggere Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Non rendiamo vana la partecipazione…

Ieri c’era Consiglio Comunale (si votava l’assestamento del Bilancio),

Di solito in queste sedute la partecipazione è minima, sono pochissimi i cittadini a far sentire il loro #FiatoSulCollo a consiglieri ed Amministrazione. Questa volta no, c’erano tanti commercianti del Centro Storico che chiedevano a gran voce di ritirare il progetto di pedonalizzazione di Piazza del Popolo. Non entriamo nel merito della proposta e delle motivazioni dei commercianti ma due osservazioni le dobbiamo fare.

fiato sul collo commerciantiE’ un bene che la cittadinanza partecipi alle sedute del Consiglio, è davvero un male che la cittadinanza si faccia strumentalizzare a fini politici.

A questo proposito è importante la questione del “bilancio”, se non lo approviamo secondo i crismi corretti questa giunta va a casa ma arriva il commissario (massimo di tasse per tutti, svendita sottocosto dei beni a chiunque abbia un minimo di liquidità, zero serizi a domanda individuale, tariffe verso l’alto, multe sulla differenziata, multe costanti e regolari nei parcheggi, azzeramento di ogni acquisto od incarico sul posto ma piuttosto verso i grandi gruppi romani sempre pronti a questo tipo d’interventi). Poi sulle macerie le nuove elezioni nelle quali si presenteranno anche alcuni dei promotori dell’iniziativa locale. Anche per questo una certa parte della destra ha sponsorizzato (in vari incontri e riunioni preventive) l’iniziativa leggittima dei commercianti, sia ben chiaro.

Noi intanto avevamo invitato le categorie della “Serrata di Natale” a partecipare al QSV, ed il Sindaco ha addirittura invitato con un “Ultima Chiamata” gli interessati ad un incontro in Comune. A giudicare da questo video invece i commercianti sono stati esplicitamente invitati ad incontrarsi dopo, cioè a saltare gli incontri utili.

E’ un paese libero e fate come vi pare ma dovete domandarvi se chi ci guadagna in questo muro contro muro sono i commercianti e la città o solo i politici di minoranza. Pensateci su.

Parte la Commissione Pari Opportunità

Prevista dallo Statuto cittadino di Orvieto, la Commissione Pari Opportunità, riesce finalmente a partire.

vittoria-pari-opportunitàSin dall’insediamento dell’Amministrazione Germani il M5S ha fatto pressing per l’attivazione di questo strumento democratico, da anni fermo con le 4 frecce, in attesa di una scossa nei temi dei diritti e delle priorità sociali.

La Commissione è paritaria tra maggioranza ed opposizione ed è composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ed è il luogo deputato al confronto, a differenza dell’Assessorato alle Pari Opportunità che è l’organismo operativo finale. Come tutte le commissioni avrà poteri specifici e capacità d’iniziativa, farà attività d’ascolto e di decodifica delle esigenze, e riporterà al Consiglio ed agli organi di Giunta i risultati utili e le necessità d’intervento.

Dal 2000, in Europa, vige “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato” (Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 23).

Per rendere vero questo principio sono stati messi a disposizione tanti strumenti democratici, anche al livello comunale, che però stentano ancora ad attivarsi, proprio come è successo qui ad Orvieto. Questi organismi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna – uomo)e come tali vanno necessariamente attivati ed utilizzati. Tuttavia le Pari Opportunità non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, puntano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, razza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità.

In tal senso il M5S proporrà un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.

vittoria-pari-opportunità1L’occasione di questo primo incontro partirà sicurmente dallo stigmatizzare le recenti parole del leader turco Erdogan: «Con­si­de­rare uomo e donna sullo stesso piano è con­tro natura, i due generi sono diversi per indole e costi­tu­zione fisica: le donne devono fare le madri» ricordando che l’effetto di politiche e culture “limitative” dei diritti è facilmente quantificabile; infatti la Turchia, nel Glo­bal gen­der gap report 2013, è 120ma su 136 nazioni, con tassi di vio­lenza dome­stica dieci volte supe­riori a quelli di altri paesi europei.

Da qui si parte.

QSV Natale: La parola agli orvietani

Negli scorsi giorni ci siamo posti il problema della palese “concertazione” delle chiusure natalizie della ristorazione e dell’accoglienza orvietana; a fronte della situazione, che crea danni incalcolabili nell’era dei social network ad una città turistica abbiamo prontamente espresso una posizione molto critica ed accennato una strategia possibile: quella di investire proprio nel periodo natalizio le risorse dell’imposta di soggiorno, in modo da rendere appetibile la città nelle feste e dare un buon motivo agli operatori per restare aperti ed investire nella promozione di Orvieto anche per Natale. E questo anche alla luce che adagiarsi su Umbria Jazz Winter, e sulle convenzioni per gli ospiti che arrivano in quel periodo, se da un lato garantisce sicurezza dall’altro espone città ed operatori al rischio di perdere l’intera stagione invernale nel caso, sempre vivo, di un trasferimento di sede della manifestazione musicale in altra città. In tal senso abbiamo indicato come strategica la questione delle festività natalizie per diversificare l’offerta, ridurre il rischio ed avviare nuovi mercati.

polemicaApriti cielo! Subito è fioccata la polemica sul web e con telefonate e contatti. Si è andati dalle presuntuose accuse di non conoscere la realtà orvietana a quelle di non saperne nulla non facendo parte delle categorie interessate, mentre intanto nessuno ha smentito il fatto che a Natale i professionisti dell’accoglienza e della risporazione sono d’accordo per rimanere chiusi. Purtroppo basterebbe dire che altrove, nelle città turistiche e d’arte, il Natale è valorizzato e gli albergatori ed i ristoratori non si sognano di fare serrate ma è talmente ovvio. Non bisogna essere “cintura nera di ristorazione” o “premio Nobel di gestione alberghiera” per capire quanto si possano arrabbiare i turisti che trovano chiuso, quanto oggi la loro delusione non resti fine a se stessa ma possa trovare sfogo sulle guide online, su tripadvisor. Ricordiamo tutti che quest’estate, soltanto per un singolo cartello scritto male, fotografato e diffuso sui social network, il Sindaco Germani è stato costretto ad andare a scusarsi su Rai 1 con tutti i proprietari di cani d’Italia.

Non sfuggiamo però alla necessità di chiarimenti e di una soluzione positiva al problema: a questo punto ci non resta che invitare pubblicamente, associazioni e rappresentative dei ristoratori e degli albergatori alla sala Consiliare del Comune di Orvieto, venerdì 28 novembre 2014 alle ore 21,00, per contribuire assieme al Quadro Strategico di Valorizzazione per le festività natalizie, a partire dalla raccolta rifiuti alle attività di promozione.
Se avete idee e proposte noi ci siamo, e Vi sosterremo, in mancanza capiremo che resta a noi la responsabilità di tracciare la strada e state certi che non resteremo con le mani in mano. Vi aspettiamo.

Regionali 2014

Ha vinto l’assenteismo, ha vinto la delega, ha vinto la resa e la sfiducia. Nel passato successe già, e noi troviamo oggi nei gorverni locali e nazionali l’affermarsi delle stesse formule che portarono i liberi Comuni divenire delle Signorie alla cui base vi furnono proprio le fazioni umiliate e sconfitte, che volendo porre tutti in condizioni di eguaglianza alla propria classe spinsero al conferimento di cariche podestarili ai capi delle famiglie preminenti, con poteri eccezionali . È così che la vita democratica finisce, semplicemente, con l’imporsi un singolo anche oltre le caste… quando c’era LUI.

La RESA natalizia.

In quasi tutte le città d’arte e centri storici d’Italia e d’Europa il natale è atteso con trepidazione.

piazza santa croce - mercatino di natale -firenzePer mesi in vista della stagione turistica natalizia, la stagione della tredicesima, una delle poche che ancora funziona in tutta la nazione, si pianificano le iniziative, la viabilità e le aperture straordinarie per le festività invernali. Le amministrazioni organizzano aree di mercato KmZero e mercatini di natale. Regolano viabilità e mobilità in modo da favorire il godersi dei centri e la fruizione dei beni culturali locali. Rendono ancora più favorevole il contesto turistico e commerciale permettendo biglietti combinati, mettendo a disposizione personale, centri informazioni e, più recentemente, portali web ed infosocial. Promuovono il territorio attraverso premi ed azioni mediatiche, invitano personalità di richiamo, sponsorizzano le proprie personalità locali nei luoghi dove il loro appeal possa portare attenzione anche sulla città.

Creano in poche parole quell’ecosistema turitico-commerciale che porti sviluppo e lavoro quando manca e permetta ai tanti cittadini di godersi la propria città durante le ferie.

La natura religiosa della festa non viene messa in discussione e le iniziative della Chiesa sostenute e valorizzate, ed anche per questo favorite e spinte in ogni modo le iniziative “secolari”, come commercio e turismo, e soprattutto le iniziative culturali. Tutti i politici che abbiamo avuto fino ad ora hanno descritto le potenzialità di Orvieto nelle festività snocciolando i paragoni con Salisburgo, Praga ed i centri più noti e vivaci del Trentino… con quali risultati? ZERO!

Anche questo Natale Orvieto chiude per ferie.

Praticamente tutti gli alberghi in centro e larga parte della ristorazione va in vacanza, forse a Salisburgo, a Praga od in Trentino. Orvieto intento resta chiusa per ferie, qui il turista non è benvenuto. La città si è arresa, la resa natalizia è soprattutto di quegli attori del mercato che dovrebbero stare tra loro in regime di concorrenza, non di cartello, e che sono soliti lamentarsi con le amministrazioni anche quando sono in crescita.

Not Welcome Doormat, with Clip Path. See also 'Welcome' DoormatViene da chiedersi se quei commercianti, quelli con i “fondi” in posizioni di rendita come via del Duomo, che non vogliono la pedonalizzazione del centro storico, a partire da Piazza del Popolo, lo sanno come fanno i loro colleghi in altri centri storici e città d’arte. Viene da chiedersi a chi conviene una città che langue e muore dappertutto tranne in certi posti. Viene da chiedersi chi possa permettersi i famosi “studi legali romani” degli amici di Renzi. Viene da chiedersi con che faccia gli operatori che fanno cartello vengono a protestare in Comune.

Intanto i fatti sono che Orvieto a Natale resta chiusa per ferie, e non per mancanza di domanda, ma per assenza totale di offerta professionale nella latitanza operativa dei tanti pontificatori del passato.

Orvieto non può più permettersi “cartelli commerciali al ribasso”, o posizioni di rendita che danneggiano tutti, e vorremmo tanto che le associazioni di settore, se esistono per davvero, si facciano sentire non solo quando si tratta di fare lobbysmo in Comune o bussare cassa ma anche, e soprattutto, a colmare queste incredibili, inaccettabili lacune.

A questo punto ci vediamo costretti a proporre un regime d’utilizzo degli avanzi della Tassa di Soggiorno proprio per il periodo in cui commercio e turismo soffrono di più, ovvero sin d’ora per il Natale prossimo. Vediamo se riusciamo ad invertire quest’assurda, stupida ed autolesionistica tendenza o se dobbiamo passare a parlare di “albergo diffuso” ed “accoglienza familiare” da sponsorizzare sulle piattaforme social in mancanza di operatori professionali del settore che siano in grado di mantenere un livello minimo di servizio causando, al tempo stesso, un notevole danno d’immagine alla vocazione turistica della nostra città.

Una città turistica, nelle ferie, deve restare aperta e fruibile.

Osservatorio permanente sulle dipendenze

Soddisfazione per l’inclusione all’unanimità della portavoce M5S Lucia Vergaglia all’Osservatorio Permanente sulle Dipendenze.

L’Osservatorio è una delle politiche comunali di area vasta e copre l’intera Zona Sociale 12 della Regione Umbria, ovvero l’area dell’Ufficio della Cittadinanza che ha come capofila il Comune di Orvieto.

Assieme agli altri consiglieri orvietani, Martina Mescolini, Tiziano Rosati, Claudio Di Bartolomeo e Roberta Tardani ed i partecipanti dei comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Monte Gabbione, Monteleone di Orvieto, Parrano e Porano, da quest’anno, affronterà le attività dell’Osservatorio che non si limiteranno più alle sole tossicodipendenze ma, anche, ai nuovi e gravissimi risvolti sociali delle new addictions, le dipendenze comportamentali.

vittoria-osservatorio-dipenL’impronta che noialtri proveremo dare all’Osservatorio parte dall’attualissimo lavoro di Francisco Alonso-Fernandez del 1999 sulle dipendenze sociali, o legali, e quelle antisociali e punta ad agire sui tre livelli di osservazione, risposta e proposta. Continua a leggere Osservatorio permanente sulle dipendenze