Archivi tag: comune

PUC2: superare la quiescenza del Comune

Nel 2009 Orvieto fu esclusa dall’accesso ai fondi regionali per la riqualificazione urbana, una partita del valore di alcuni milioni di euro che fece male alla nostra città. Allora ci fu lo sdegno dei politici e la sensazione di amaro in bocca, ma poi?

Poi un’altra illustre esclusa, Assisi, fece formale ricorso contro i criteri di valutazione che hanno portato la Commissione tecnica a stilare la graduatoria dei Comuni ammessi a finanziamento, che contro la composizione della stessa Commissione tecnica. Il Tar ha poi accolto il ricorso presentato dal Comune di Assisi annullando, nel marzo 2012, la deliberazione della Giunta regionale n. 1076/2009, evidenziando che ‘la procedura volta all’individuazione dei programmi urbani complessi 2 si sia svolta in assenza di idonei criteri di selezione. Orvieto cosa fece? Ricorso al Tar a sua volta, d’accordo, ma inutilmente visto che l’annullamento lo avrebbe ottenuto Assisi vendendone addirittura la conferma al Consiglio di Stato. Ma Orvieto in termini di atti amministrativi ed azioni legali volte a ricevere i finanziamenti od essere risarciti come parte lesa cosa si è realmente fatto?

Da qui un’interrogazione del Movimento 5 Stelle e la proposta di una commissione che punti a verificare se il Comune sia stato effettivamente danneggiato dai criteri di valutazione contro i quali si è espresso il Tar e se esistono le condizioni per richiedere un risarcimento degli eventuali danni subiti e subendi per i quali, a nostro avviso, la prescrizione dovrebbe infatti scadere nel marzo 2017 data entro la quale, se la Commissione sarà avviata ed approverà una richiesta risarcitoria, dovranno essere formalmente richiesti i dovuti risarcimenti, potenzialmente milionari.

Nel frattempo vogliamo ricordare che quei soldi del Puc 2 hanno finanziato di tutto e di più, incluso le recentissime “app” della cultura e  sanità spoletina. E cosa c’entrino con un “Piano Urbano Complesso” non riusciamo proprio a coglierlo.

Una riorganizzazione contraddittoria

L’organizzazione lavorativa della macchina comunale sicuramente influenza l’efficienza, a parità di personale, costi e motivazione, nel raggiungimento degli obbiettivi amministrativi che ci si pone. In alcuni casi addirittura ne influenza l’efficacia, o l’inefficacia.

Ovviamente questi obbiettivi vanno presentati, e con loro anche la misurabilità dei medesimi. Esistono degli standard e delle buone pratiche a cui riferirsi, dei “benchmark” a cui tendere o con cui confrontarsi come ad esempio altri comuni rappresentativi di come si potrebbe fare di più e meglio rispetto all’oggi.

Nel consueto linguaggio burocratichese l’assessore Gnagnarini ha annunciato il risultato del suo lavoro iniziato nel 2014 dicendo quali nomi hanno ora i vecchi uffici e sotto quale ala di responsabilità si spostano alcune funzioni. Quello che non dice è a quali obbiettivi in termini di risultato e di efficienza tende tutto ciò.

A noi cittadini presenta questa scheda sul sito web del Comune.

PIANTAORGANICAA parte i “refusi” come “Controllo di Getione” dobbiamo porci alcune questioni:

  1. Il nuovo ufficio di “Programmazione e Controllo di gestione” sembra essere una sorta di filtro tra Sindaco e settori dirigenziali, posto così rappresenta un ulteriore anello della catena di responsabilità. Domanda: Erano state riscontrati difetti strutturali di programmazione o mancato controllo di gestione nei singoli settori? In mancanza questa scelta rischia di rallentare il lavoro e trasformare in un “ufficio scuse plausibili” questo nuovo staff, atto solo a tutelare il responsabile politico del controllo di gestione, ovvero l’Assessore al Bilancio che è lo stesso fautore di questa riorganizzazione .
  2. La Giunta ha approvato questo nuovo organigramma ma ci saremmo aspettati che allora Vincenti, che ha delega di mobilità e politiche comunitarie rimettesse per amor di efficienza la seconda delega in favore della Martino che ha già Cultura e Custolino rimettesse a Gnagnarini che si occupa del finanziario la delega ai servizi informatici. Adesso gli assessori che devono dare gli indirizzi politici agli uffici non rispettano i principi organizzativi che essi stessi hanno approvato. Questa schizofrenia di fondo nella migliore delle ipotesi non aggiunge un grammo di efficienza al Comune, più probabilmente invece lede l’intera macchina comunale oltre ad essere incomprensibile.
  3. In questo organigramma chi si occupa del personale? Tra il nuovo decreto sull’efficienza della pubblica amministrazione e le responsabilità dei dirigenti forse andava esplicitato l’ufficio responsabile con la relativa posizione organizzativa.
  4. Curiosamente pare che, secondo questo organigramma, le posizioni relative alle “Politiche Comunitarie” ed i “Servizi informatici” non necessitino di Alta Professionalità (AP) ma siano delle semplici Posizioni Organizzative (PO).
  5. Ricordiamo che in questi anni i singoli uffici hanno ridotto il numero dei servizi erogati (si pensi all’URP che prima faceva anche l’ISEE e da punto Enel) a parità di personale. La nuova disposizione degli uffici ci sembra non tenga conto di un eventuale ripristino dei servizi ai cittadini.

«Quella che Gnagnarini ha presentato sembra una riforma tipicamente all’italiana, condita di ottimismo con i suoi riferimenti ad una modernità ed ad una efficienza che però non sono riscontrabili o misurabili,  che sicuramente tutela e mette al sicuro Sindaco ed Assessore proponente ben nascosti dal controllo delle minoranze dietro il nuovo ufficio ed in più lascia una confusione tra indirizzi politici assessorili e dirigenze che espone a veti incrociati e blocchi operativi, rendendo difficile individuare i responsabili. Un vero capolavoro di burocrazia. Ma questa è solo la presentazione, siamo sicuri che quando finalmente mostreranno tutte le carte ed il nuovo documento di programmazione ci sorprenderanno ancora. Speriamo in meglio, ma temiamo il peggio. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Consiglio Comunale del 18 gennaio 2016

Forse occorreva impegnare anche la mattinata per svolgere tutte le tematiche accumulatesi nel periodo festivo e da prima, con le discussioni sul bilancio. Inoltre le 17 interrogazioni comprendono anche questioni portate dai Consiglieri di maggioranza, legittimamente, nonostante in capo a molti di loro pendano deleghe, sulla cui legittimità invece abbiamo già avanzato molti dubbi, che gli permettono di agire all’interno della macchina comunale e quindi, in larga parte, permettano alle proprie forze politiche di essere informate di quanto invece chiedono durante il Consiglio sottraendo spazio al dibattito e, di fatto, limitando la possibilità di agire alla minoranza. Forse è anche ridondante una mozione del Pd su scelte di viabilità, per giunta sperimentale e su un tratto limitato di territorio, per le quali basterebbe un’ordinanza, un atto degli uffici, ed invece vi si impegna tutto il Consiglio. Così non va bene.

Questa illustrazione renderà forse comprensibile al cittadini perchè atti dell’opposizione ( come Piedibus, valorizzazione del pensiero e della cultura scientifica), che avrebbero dovuto essere discussi all’inizio anno scolastico arrivano al Consiglio purtroppo a fine gennaio.

Se questo deve essere davvero l’anno per la svolta della nostra città poniamo alla maggioranza, alla presidenza del Consiglio Comunale ed all’Amministrazione anche la questione di permettere una concreta possibilità d’espressione per le voci dei cittadini che non hanno votato Germani. Sarebbe davvero un bel segnale, un concreto esempio di rispetto per la parola “Democrazia” in anni in cui questo termine sembra perdere significato ed in cui le istituzioni sembrano sempre più distanti dalle persone.

Noi ci saremo, ci vediamo il 18 e raccomandiamo ai cittadini di partecipare; il Comune è ancora la casa di tutti gli orvietani.

Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Le mani delle multinazionali sui mercatini

Mercatini tradizionali, fiere come quella dell’Orologio, il mercato rionale: tradizioni locali che hanno tenuto duro anche negli anni peggiori della crisi. Una realtà che coinvolge decine di famiglie di ambulanti, tutti in legalità e con regolare licenza, che hanno investito nel loro lavoro e mandano avanti dignitosamente la famiglia. Anche loro, in fondo, sono piccolissime imprese italiane.

Ebbene, tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro Paese è a rischio. Unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante, e gli ambulanti italiani si ritroveranno tutti senza licenza. Le licenze saranno rimesse a gara nel 2017, e con le regole attuali potranno partecipare anche le multinazionali e le grandi imprese straniere.

«I mercatini saranno invasi dalle solite multinazionali con i soliti marchi tipici da centro commerciale, non aggiungendo nulla al servizio di prossimità per i cittadini, od ai prodotti tradizionali delle fiere, sostituendo gli ambulanti in regola, che vedranno vanificati i sacrifici di una vita e danneggiando i normali esercizi commerciali potendo portare prodotti e promozioni degli ipermercati financo nei centri storici.  A noi non sembra giusto che il governo italiano sia sempre pronto a vessare i propri cittadini per favorire i potenti di turno. Il M5S nazionale si è occupato anche di questo, e ha presentato una risoluzione parlamentare per escludere il commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein (come avviene negli altri Paesi UE), e per riservare il commercio al dettaglio su aree pubbliche a imprese individuali e società di persone. Il M5S orvietano ha chiesto con un’interrogazione quale sia la posizione dell’Amministrazione su questa vicenda e se intenda intervenire in via gerarchica chiedendo una moratoria per destinare le licenze ambulanti in via esclusiva alle ditte individuali ed alle società di persone. Le piccole imprese vanno tutelate, sia dalla concorrenza illegale che dai grandi potentati economici.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

bolkstein

Edifici pubblici e scuola non a norma

Cominciano le piogge e gli accessi per persone con disabilità che sono nei giardini delle scuole diventano un pantano. Le scale diventano scivolose e non hanno l’antisdrucciolo.

campagna contro le barriere architettoniche e culturaliOvviamente questo succede solo nelle scuola che non sono a norma. In un recente sopralluogo con la stampa presso le scuole primarie e medie del circondario l’assessore ha ammesso l’esistenza del problema liquidandolo, però, come secondario ed indicando appunto negli accessi di servizio come quelli dai giardini il possibile ingresso per i diversamente abili, o la possibile via di fuga in caso di problemi gravi da edifici che potrebbero diventare trappole. Continua a leggere Edifici pubblici e scuola non a norma

Riduzione del personale nelle banche orvietane

In questi giorni i cittadini che seguono le reti locali hanno potuto seguire le discussioni su Baratto Amministrativo e Reddito di Cittadinanza. Discussioni molto accese come è giusto che sia quando si parla di temi dall’impatto rilevante sul modo di vivere e lavorare di un’intera città, su come possano essere volano di sviluppo ed ammortizzatore nelle crisi.

La parte più accesa del confronto, quando è diventato chiaro che avrebbe prevalso il NIET della destra alla proposta sul reddito avanzata da Sel e MoVimento 5 Stelle è stata l’aspra reprimenda all’indirizzo di quei consiglieri che lavorano nel mondo bancario.

Dal M5S la posizione espressa da Lucia Vergaglia è stata netta.

Lucia Vergaglia (M5S)
Lucia Vergaglia (M5S)

«Oggi quella bancaria è una delle categorie lavorative del privato non ancora travolta dalla crisi, ma adesso sta per toccare anche a voi lo stesso destino del resto del mondo impiegatizio. Voi che avete avuto in questi anni un osservatorio privilegiato che poteva seguire i flussi di denaro destinato al lavoro delle imprese od i risparmi delle famiglie ed il valore sempre più scarno dell’investimento nel mattone votate contro o vi astenete dalle iniziative sul reddito. Non vi rendete conto che tra poco tocca anche a voi fare i conti con le riduzioni del personale, la ricerca del lavoro, il job act che è peggio della Fornero? Dovreste essere in prima linea.»

C’è stato chi ha risposto direttamente, chi ha fatto gesti scaramantici e lo stesso presidente del Consiglio Comunale Pettinacci ha dovuto richiamare all’ordine.

Ebbene sono passati appena dieci giorni, non dieci settimane, mesi o anni, dieci brevissimi giorni per darci ragione con la Rappresentanza Sindacale Aziendale FABI della Cassa di Risparmio di Orvieto che chiede un intervento PUBBLICO Continua a leggere Riduzione del personale nelle banche orvietane

Consiglio Comunale 22 ottobre 2015

Finalmente giovedì 22 dovrebbe aver luogo un Consiglio Comunale che lasci spazio alla politica d’indirizzo che viene anche da quella minoranza che ha proposte da fare ed idee da presentare. Ne siamo lieti e coglieremo l’occasione visto che c’è tanto M5S nelle iniziative, mozioni ed ordini del giorno. Persino in qualche proposta di maggioranza il MoVimento sarà presente. Continua a leggere Consiglio Comunale 22 ottobre 2015

Impegno M5S a difesa degli intercity regionali

Dure prese di posizione del M5S dell’orvietano e dei portavoce eletti in regione sulla questione della ventilata soppressione degli Intercity in Umbria. Finalmente qualcosa si muove.
Ad Orvieto c’è stata un’interrogazione a risposta immediata nell’ultimo Consiglio Comunale da parte della capogruppo Lucia Vergaglia (M5S): «Parlo sulla scorta della presa di posizione del presidente del Coordinamento Pendolari dell’Umbria che ha manifestato il rischio concreto della cancellazione di 80 IC che coinvolgerebbe anche il territorio umbro (tratte di Terni e Orvieto). Per il nostro territorio l’unica via direttissima è la Firenze/Orvieto/Roma. I nostri parlamentari hanno già manifestato su Perugia la necessità di investire sui treni ‘Freccia Bianca’. L’Amministrazione seguirà questa strada?».
In risposta il Sindaco, Giuseppe Germani ha confermato gli impegni: «nei primi giorni di agosto ho avuto un incontro con il Ministro Del Rio che in parte già conosceva il nostro progetto per i trasporti ferroviari, progetto che sta all’interno del piano e del contratto di servizio che lo Stato dovrà definire con Trenitalia. All’interno di esso c’è anche la questione della riduzione degli 80 IC. E’ lì che dobbiamo incidere.» A questo punto poi il Primo Cittadino di Orvieto ha rilanciato: «Farò un passaggio ulteriore con il Ministero De Rio. Su questo tema che ci vede tutti coinvolti, reputo opportuno sollecitare tutti i referenti politici in Parlamento, a tale riguardo propongo un evento pubblico a cui chiamare tutti i parlamentari dei vari schieramenti”.

Continua a leggere Impegno M5S a difesa degli intercity regionali

Nuovo sito del Comune? Bocciato

Dopo 12 anni la montagna ha partorito un topolino. Il nuovo sito del Comune (http://www.comune.orvieto.tr.it/) mostra già i suoi limiti. Abbiamo provato ad usarlo e le nostre considerazioni le abbiamo segnalate all’Amministrazione sin da subito così come le riportiamo anche pubblicamente.
Cominciamo col dire che ci sono i punti di riferimento che ogni buon architetto web dovrebbe avere a mente, e ci permettiamo di dare questo giudizio dopo mesi di monitoraggio ed attenzione a questo importantissimo strumento di contatto con i cittadini, forti dell’essere la prima forza politica ad avere esplicitamente nella propria ragion d’essere la stessa rete ed i concetti di connettività (che è una delle famose 5 stelle del MoVimento).  Questi i capisaldi delle nostre valutazioni.test sito comune orvieto primo giorno iphone

  • #MobileFirst: ovvero progettato per dispositivi mobili. Oggi questo manca del tutto e non va bene. Invitiamo i responsabili del Comune a fare le proprie prove con i propri smartphone od utilizzare servizi di testing come MobileTest per verificare di persona quanto vengano tagliati e resi illeggibili  contenuti.
  • #Accessibility: ovvero accessibile a chi usa terminali braille o lettori audio, in questo senso il sito funzionicchia, tuttavia non è efficace che parzialmente secondo i test effettuati.
  • #Usability dotato di un design che risponda alla potenzialità degli utenti di usarlo ed anche qui ci sono delle grosse pecche soprattutto nella mancanza degli standard per la gestione della stampa. La pagina stampata infatti ha caratteristiche diverse dall’immagine visualizzata e va “formattata” secondo canoni specifici o si rischia di sprecare carta, inchiostro e soprattutto il tempo.
  • #Seo ovvero search engine optimization (con tutte le sottocategorie collegate) ovvero la possibilità per i motori di ricerca e per le directory web di indicizzare sito e contenuti per parole chiave. La trattazione sarebbe molto tecnica ma siamo proprio lontani dal minimo sindacale.
  • #Internationalization il sito non ha una versione internazionale (in inglese semplificato) neanche per la parte relativa all’incoming turistico. Molto male.
  • #friendly ovvero quanto risponde alle necessità dell’utente? Qui forse qualche punticino il sito lo riesce a centrare. Non si individuano immediatamente le sezioni e le aree top, non è immediato l’utilizzo soprattutto con l’area segnalazioni che costringe a riempire numerosi campi e non permette la segnalazione via social network pure approvata dal Consiglio. Non sono presenti le aree per lo streaming pure approvate mesi fa dal Consiglio. Insomma c’è ancora tanto da fare

Non è che volessimo la fantascienza di applicativi web che guardino al futuro, con gli eventi georeferenziati e raggiungibili con le funzioni di “navigazione” ed orientamento più comuni, Social friendly e possano essere acceleratori dell’interazione con le istituzioni e con il loro personale invece che puramente sostitutivi. Volevamo un sito che nel 2015 fosse almeno compatibile con quanto di standard offra il mercato.

Abbiamo fatto dei test sommari ed alcuni più approfonditi. In generale è una bocciatura, non senza appello, ma una bocciatura. Siamo certi che dall’Amministrazione stessa avendo qualche chiave di lettura possano richiedere le opportune modifiche, ma intanto il sito, bisogna ammetterlo, così proprio non va.

test sito comune orvieto primo giorno

I risultati dei test infatti sono davvero scarsini. A questo si aggiungono le considerazioni tecnologiche quali quella di essere basato su software proprietario (Microsoft) e su server basati su Windows in contraddizione con il dettato consiliare (Mozione Talanti, Pd) recentemente approvato e delle stesse dichiarazioni di Germani che indicava nell’open source (Linux) la strada della connettività e del software comunale. Poi va considerato che nelle tante interrogazioni ci si è sempre riferiti ad uno sviluppo del sito alla società in-house Umbria Digitale (ex Webred) di cui siamo soci e per la quale avevamo già destinato risorse. Ecco questo sito risulta invece “ospitato” da una Srl commerciale.

Il sito dovrebbe essere l’esempio di efficienza, efficacia e trasparenza, il biglietto da visita dell’Amministrazione. E le pecche che ha il sito molti osservatori qualificati, ed anche secondo una parte crescente della cittadinanza, sembra averle l’Amministrazione stessa. Noi non ci accontentiamo e vorremmo invece un sito all’altezza di una città bellissima ed internazionale e non smetteremo di fare pressing anche su questo. Negli anni dell’agenda digitale e dei fondi europei di Horizon 2020 l’aspettativa è tutt’altra.

Germani non lo consideri un puro attacco politico, lo consideri piuttosto un elenco di problemi da affrontare e risolvere partendo dalle sue stesse parole di risposta alle nostre domande

«Lo sviluppo delle reti informatiche sul territorio sarà essenziale per accompagnare lo sviluppo economico e sociale che è al centro del nostro programma, come sarà essenziale legare all’informatica tutta una serie di servizi al cittadino che serviranno a migliorare le condizioni di vita della collettività. Per far questo utilizzeremo le numerose competenze delle aziende locali che dispongono di alta qualità innovativa e che sono in grado di fornire prodotti d’eccellenza. Già all’interno del Partito Democratico avevamo affrontato questo problema ed elaborato un progetto che avevamo chiamato Orvieto 2.0 per rendere più immediata l’idea della nostra azione. Comunque di open source e di smart cities si parla nel nostro programma e farà parte della nostra azione integrata tra Città antica e Città moderna.» Giuseppe Germani, giugno 2014

Ecco noi non dimentichiamo e con competenza e concretezza sosterremo le azioni positive e richiameremo in presenza di errori od omissioni, nel rispetto dei ruoli e delle parti. Che siamo un’opposizione attenta ed ostinata quanto costruttiva Germani lo ha capito, adesso è anche avvisato che per noi quella dei servizi online sia una voce fondamentale nel mondo moderno, soprattutto guardando al futuro sviluppo della città ed al livello di servizio dei sui cittadini.

Farsa Cahen

Non smette di stupire l’imperizia ed il pressapochismo dell’amministrazione, in questi giorni dedicati al Folk Festival, uno degli eventi di punta dell’estate orvietana, che si svolge alla Fortezza in piazza Cahen, la porta d’accesso del centro storico della città.

Da tempo il gruppo consiliare M5S e i cittadini avevano segnalato i tanti problemi causati dal nuovo confusionario, e per nulla condiviso, sistema parcheggio, dalla mancanza di cartellonistica, dalle troppe giornate di chiusura dell’info point e, non ultimo, il maxi schermo d’accoglienza sempre spento.

Insomma una figuraccia a cui l’Amministrazione ha provato a mettere una pezza. Adesso infatti il maxi schermo è finalmente acceso, anche se si limita a mandare immagini di Orvieto e di eventi passati e non ha nessuna reale funzione informativa o di promozione, però almeno assolve una sua nuova funzione, quella di elemento sul quale parcheggiare.

maxi schermo parcheggio

Infatti sono presenti strisce blu, quelle del parcheggio turistico, esattamente davanti allo schermo, poste in modo da nasconderlo alla vista proprio nella parte dove scorrono i sottotitoli ed i pochi testi esplicativi. Un lavoro candidabile al campionato nazionale di approssimazione, se ve ne fosse uno. Ormai Continua a leggere Farsa Cahen