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Regolamentare le centrali geotermiche

Centrali sperimentali, leggi confuse, una regione impreparata.

Questo è il quadro intorno cui i comuni devono affrontare il fiorire di progetti geotermici più o meno invasivi sui loro territori.

In assenza di chiarezza normativa e nella discussione tra critici assoluti e studi finanziati dalle ditte che sembrano rasentare la propaganda televisiva i cittadini chiedono alla politica una presa di posizione a loro tutela e nel loro interesse.

In contemporanea alla mozione di opposizione ai progetti pilota a Castel Giorgio che Sel e M5S presentano assieme, in un quadro non inedito, arriva in regione la risposta sulla questione normativa richiesta dal M5S orvietano, sulla scorta dei progetti della ToscoGeo a Monterubiaglio, ottenuta attraverso i portavoce Carbonari e Liberati in regione.

risposta interrogazione toscogeoRoba da saltare sulla sedia.

Innanzitutto la Strategia Energetico Ambientale Regionale (SEAR) non risulta ancora approvata e questa avrebbe una sezione dedicata (la C3) a criteri generali di progettazione e criteri di inserimento degli impianti in zone di particolare interesse paesaggistico, oltre all’individuazione di nuove aree non idonee.

Situazioni apertamente dichiarate “conflittuali” tra stato e regione con la specifica tutta italiana che l’impianto di Castel Giorgio (un impianto pilota) non risulta di competenza regionale, tutti gli altri invece si e che il territorio italiano, per usufruire di queste risorse andrebbe “zonato” cosa che adesso non è.

Insomma una situazione in cui è reso difficile al cittadino raccapezzarsi e capire quale ente andrebbe interessato e quale invece è carente di competenza.

Il M5S, a tutti i livelli, da quello dei cittadini attivisti con i portavoce nei comuni come il nostro, via via a salire alla Regione, al Parlamento ed in Europa stanno lavorando per prevenire eccessi ed abusi che in questo far west avrebbero spazio, cercando di chiarire le regole ed evitare speculazioni nell’interesse primario di tutelare il territorio.

Castel Giorgio, Monterubieglio e Torre Alfina sono ad un tiro di schioppo da noi e gli stessi comitati di cittadini dovranno affrontare competenze, normazione e procedure statali nel primo caso, regionali dell’Umbria nel secondo e regionali del Lazio nell’ultimo caso. Una vera mission impossibile anche per ambientalisti ferrati e temprati alle insidie. Inoltre eventuali azioni legali dovranno essere fatte presso Tribunali diversi, con grande dispendio ed impegno, e nel frattempo si lascia mano libera ad imprese serie ed anche a quelle che serie non sono.

Compito della vera politica è anche ridurre e dirimere queste controversie. Il nostro impegno è anche lungo questa strada a tutela di tutti noi. Nessuna speculazione deve essere tollerata, nessuna prevaricazione dei potenti sui cittadini è scusabile, da parte nostra c’è grande impegno per la salvaguardia dell’ambiente e per una produzione energetica davvero pulita in un ambiente incontaminato, ed il marchio che ci contraddistingue: quello di prendere decisioni condivise con chi nei territori ci vive e li conosce.

Cinema. Una risorsa da valorizzare

Inizia in questi giorni la lavorazione del film “Il giorno dopo” grazie anche alla collaborazione ed alla logistica curata con la locale associazione Umbria FilMovie. Orvieto è ricca di location suggestive e particolarissime e con il suo circondario potrebbe ritagliarsi uno spazio di riferimento importante.

Già nel lontanissimo 1898 nella nostra città fu scelta dall’inglese British Mutoscope & Biograph Company per un documentario sulla processione del Corpus Domini. Cinema muto, in bianco e nero. Per arrivare al colore ci vorranno lunghi anni col “Barabba” di Richard Fleischer, con Antony Quinn e Vittorio Gassmann e con “Io la conoscevo bene” con Stefania Sandrelli e Nino Manfredi. Nei nostri pressi, nella zona di Montecchio, a Melezzole, fu girato “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore del 1993, con Gerard Depardieu, Roman Polansky e Sergio Rubini. Gianni Amelio muoveva i primi passi nel mondo della regia e sceglieva le incantevoli chiese di Orvieto come scenografia per la RAI. con la produzione sperimentale “La città del Sole”. Più recentemente ad Orvieto sono stati girati “La casa Bruciata” di Massimo Sanno con Giulio Scarpati e Ornella Muti e la fiction televisiva “Il bello delle Donne”.

io la conoscevo bene orvieto

Ecco quello della presenza mediatica cinematografica e televisiva, a nostro avviso, può essere un elemento di valorizzazione importante del territorio per il quale anticipiamo la proposta di iniziative invitando le forze politiche di maggioranza ed ex maggioranza a proporne a loro volta. Si pensi ad esempio quanta influenza la fiction Don Matteo abbia nel comparto turistico di alcune cittadine della nostra regione o quanto abbia influenzato la scelta di viaggio dei nipponici un singolo film, Amarufi: Megami no hôshû,  da (soli) 10 milioni di euro ambientato ad Amalfi, con Rocco Papaleo, praticamente sconosciuto qui in Italia.

In base a queste premesse invitiamo l’Amministrazione a cogliere l’occasione odierna per iniziare un percorso di dialogo e partecipato con le realtà locali che hanno visto allontanarsi e perdersi vestivale ed eventi che avrebbero potuto promuovere la nostra città come location cinematografica, in special modo il locale festival del fumetto, Orvieto Comics, ed il Fantasy Horror Award internazionale che pure aveva attratto tanti attori e registi.

Questi rapporti e relazioni vanno ricuciti, la presenza di Orvieto nel panorama cinematografico e delle fiction va  assolutamente promossa e sostenuta. Non è solo un’affermazione culturale od una strategia di marketing territoriale, deve essere ul vero volano di sviluppo che questa nuova epoca di nuovi media può garantire a chi voglia coglierne l’opportunità.

A margine osserviamo che è sempre di oggi la polemica in base alla quale gli spazi utilizzati dal Umbria FilMovie e l’intera ex Caserma Piave risultino essere inagibili, e con loro risulterebbero esserlo anche quelli occupati per lungo tempo dalla protezione civile oppure lo spazio concesso per i pregiati costumi, metalli istoriati e tessuti della Lea Pacini, quelli del Corteo Storico per intenderci. La questione la pone Cittadinanza Attiva che si è vista negare l’utilizzo di spazi nell’ex Caserma per questioni di agibilità a fronte di un riconosciuto ed eccellente impegno sociale. Incredibile!

A lungo l’Assessore Andrea Vincenti ci ha rassicurati sul prossimo regolamento di utilizzo degli spazi dell’ex caserma, sia in sede di QSV che in altre occasioni pubbliche. E’ fondamentale che le attività che portano lustro alla nostra città e che andrebbero ulteriormente sostenute non vengano danneggiate, e che sia fatta chiarezza su questa vicenda dell’agibilità. In quegli stessi spazi infatti insistono i parcheggi dei cittadini e gli stalli di stazionamento degli autobus e non è pensabile che si faccia un’operazione del genere in aree inagibili.

Chiediamo pubblicamente una parola di chiarificazione all’Amministrazione ed, eventualmente, la ricognizione delle ordinanze passate che, soprattutto se conflittuali tra di loro, risulterebbero carenti dei requisiti di legge e cagionerebbero ingiusto nocumento alla cittadinanza.

Stop GuardRail Killer

Orvieto, via della Stazione od una via simile, solito incidente sciocco col mezzo pesante che perde olio o nafta e chi scende dietro la curva perde il controllo e va fuori strada, a volte se è un motociclista ci scappa il morto, qualche volta è un turista e qualche volta un orvietano. Sicurezza Stradale per le due ruote? Una sconosciuta, a fare il paio con gli stalli di sosta.

Il M5S Orvieto è molto attento alla tematica della mobilità e ben due anni fa veniva approvata dalla Commissione Trasporti della Camera una risoluzione del pentastellata (prima firma Michele Dell’Orco) che impegnava il Governo a rimuovere i GuardRail killer ed installare barriere ‘sicure’ anche per gli utenti della strada che utilizzano cicli, motocicli e scooters. La risoluzione era stata votata da tutte le forze politiche.

E oggi?
A parte qualche singolo caso virtuoso, le nostre strade sono ancora piene di guardrail killer!
Tantissimi cittadini motociclisti ci stanno segnalando queste barriere ghigliottina che in caso di caduta e scivolamento posso essere letali. La più gettonata è proprio via della Stazione, seguita a stretto giro dalla strada di Canale, dall’UmbroCasentinese (che è appunto statale) ed i curvoni tra Colonnetta di Prodo ed Orvieto.

Il MoVimento orvietano richiede formalmente al Sindaco, nella sua veste di ufficiale di stato responsabile della salute, ed all’assessorato competente alla viabilità di intervenire se intendano intervenire per questa operazione di messa dando attuazione, tra l’altro, alla legge 120 del 2010 come già richiesto in precedente interrogazione del M5S Orvieto del 21/10/2014 sulla destinazione delle multe per un miglioramento sostanziale della #SicurezzaStradale.

Splash guardrail killerLa nostra personale idea è di utilizzare proprio parte dei proventi delle multe per queste manutenzioni migliorative in attesa degli apposito fondi ministeriali, resta da vedere se chi ha responsabilità in capo alla sicurezza stradale sia disposto a fare altrettanto. In aggiunta a ciò chiediamo al Sindaco quali iniziative intenda invece prendere per la sicurezza specifica dei ciclisti e per rendere le nostre strade #bikefriendly, più amichevoli per gli affezionati delle due ruote.

M5S Orvieto, Fiato sul Collo nel rispetto per l’ambiente, per le regole della strada e per la vita.

A scuola con troppe barriere

Oggi finalmente scuole aperte,

Arrivano da soli od accompagnati, i grembiuli i più piccini, gli zainetti nuovi, qualche traccia residua di abbronzatura i più grandi. Sorrisi, pacche sulle spalle, che bello rivedersi, ciao sei nuova? Gran confusione le auto, il bus giallo che fa manovra, lo scampanio di una bicicletta nonostante le gocce di pioggia, il vociare, le risate, un bambino che chiama la mamma. Infine suona la campanella e i piccoli via di corsa sulle scale degli ingressi. Gioia dipinta sui volti, genitori commossi, e calca all’ingresso.

Tutto bene è il primo giorno di scuola, tutto bene o quasi. Quasi perchè ancora troppe delle nostre scuole hanno scale ed altre barriere, all’ingresso ed all’interno. Quei piccoli limiti che per chiunque altro non significano nulla, ma per chi ha bisogno d’aiuto significano un ingiusto limite, un muro che da soli è invalicabile. Insegnanti, personale, genitori e comunità sono sempre vicini, sostengono ed incoraggiano ma il problema c’è, gli edifici pubblici, le scuole in particolare, della nostra città sono in larga parte ostativi e non adeguati alle esigenze di chi non può proprio salirle le scale, od ha altri tipi di limitazioni fisiche o sensoriali e deve lottare molto più degli altri per ottenere gli stessi uguali risultati, per raggiungere con successo le stesse opportunità.

«Il M5S Orvieto basa i programmi comunali sulla Carta di Firenze che prevede esplicitamente un piano di mobilità per le persone diversamente abili e fa un vanto del proprio slogan”Nessuno deve rimanere indietro” che si esprime anche e soprattutto nel diritto di libero accesso allo studio quando si parla di scuola. Abbiamo voluto che ripartisse la Commissione Pari Opportunità e che considerasse argomento di diritto, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, il permettere liberamente l’accesso alla vita cittadini, quindi anche alla scuola, di qualsiasi individuo indipendentemente dalla propria disabilità.

Pertanto porteremo in ordine del giorno della Commissione Pari Opportunità proposte ed iniziative cominciando dalla richiesta all’Assessore competente di contribuire allo sviluppo di un piano di mobilità per gli individui che soffrono di disabilità e deliberare la ricerca di fondi e progettualità per affrontare la situazione delle barriere architettoniche negli edifici scolastici. Questo è il minimo che una città civile debba fare da subito per non discriminare i propri cittadini più in difficoltà.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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«La questione dei cittadini svantaggiati è scomparsa o quasi dall’agenda politica occupata da tante altre priorità, oggi che ricominciano le scuole bisogna fare forse come i più piccini che si preparano al futuro e cominciano a ragionare in “prospettiva”, andando oltre la contingenza dell’oggi. E’ compito della politica proporre discussioni che non siano semplicemente focalizzate su eventi temporanei o limitati nel tempo, ma dare una visione della città futura desiderata, con meno barriere e limitazioni e più vicina alle esigenze di tutti i cittadini. Compito dell’Amministrazione è il governo della situazione attuale e l’organizzazione del lavoro in piani pluriennali di massimo 3 anni, all’Amministrazione non si chiede più di questo. Chiediamo quindi a chi governa la città intanto di mitigare i problemi ove possibile, ma alla politica ed alla partecipazione cittadina chiediamo di contribuire a progettare l’Orvieto degli anni a venire sin da subito. Noi la nostra parte la faremo.«»

Ordine del Giorno: No Inceneritori

Inceneritori,

Prendiamo la questione ambiente molto seriamente qui al M5S e cogliamo l’occasione del rinvio al giorno 24 della conferenza stato regioni sullo Sblocca Italia per dare modo alla nostra amministrazione di dire un secco no agli inceneritori, termovalorizzatori o termodistruttori anche qui ad Orvieto. Avremmo voluto presentare questo atto di indirizzo politico assieme ai tanti che si erano avvicinati alla questione discarica ma in queste ore abbiamo visto che l’endorsement allo SbloccaItalia di Renzi è piuttosto trasversale. Adesso la questione andrà ai voti e sarà discussa, noi anticipiamo ogni impegno e disponibilità ad indurire ulteriormente il testo che presentiamo.

«Dal nostro punto di vista la pratica dell’incenerimento è medievale, è una resa agli interessi di pochi, non è sostenibile e mette in pericolo la salute dei cittadini. Noi quindi porremo la questione in Consiglio Comunale nella pia speranza che un ambiente sano, un ciclo dei rifiuti moderno ed un’aria sgombra da fumi e residui pericolosi come i particolati siano punti di riferimento non solo del M5S ma di tantissimi cittadini e che questi si facciano sentire dai propri rappresentanti in Comune. Davvero non vorremmo un domani vedere una cartolina con la rupe sospesa tra i fumi invece che sulla nebbia come accade nelle mattine d’inverno e quindi ci rimbocchiamo le maniche con atti concreti e non solo con il fiato sul collo. L’Ambiente è la nostra prima stella e noi siamo, e saremo sempre, leali al nostro mandato ed ai cittadini.» Lucia Vergaglia (M5S Orvieto)

orvieto_futura_inceneritore

E senza voler estremizzare la situazione il problema dei fumi (smoke) combinati nella valle del Paglia con la nebbia (fog) è una delle nostre maggiori preoccupazioni stante la tendenza di questa combinazione (smoke+fog= smog) ad acuire e moltiplicare effetti che anche minuscole concentrazioni sulla carta non dovrebbero dare. Noi in ogni caso ci batteremo senza nasconderci dietro frasi in politichese perché questo inceneritore semplicemente non si deve fare.

Qui di seguito il testo dell’Ordine del Giorno.


Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
Loro sedi

OdG “No Inceneritori”

Premesso

  • CHE la pratica dell’incenerimento, detta anche termovalorizzazione o termodistruzione, dei rifiuti è sempre meno incentivata a livello europeo vista la scarsa rilevanza economica e gli enormi pericoli per la salute pubblica che tale pratica comporta;

  • CHE paesi come l’Olanda e la Germania tengono spenti molti dei propri inceneritori a causa della riduzione della “materia prima” disponibile e pertanto accettano di buon grado i rifiuti provenienti dal nostro paese

  • CHE l’unione europea prevede il conferimento in inceneritore solo ed esclusivamente come ultima possibilità preceduta dall’indicazione circa la necessità di incentivazione di politiche quali: riduzione alla fonte, riuso dei materiali, riciclo dei materiali, potenziamento della raccolta differenziata

  • CHE la stessa ‘unione europea, in particolare nel 7° programma ambiente del 2013 prevede il divieto assoluto entro il 2020 di conferimento in discarica di riciclabili e compostabili rendendo quindi ancor meno vantaggioso in termini economici la costruzione di un inceneritore in previsione di un drastica riduzione dei quantitativi di rifiuti conferibili ad incenerimento;

Preso atto

  • CHE è capofila di molte iniziative della comunità territoriale e degli enti amministrativi del circondario e che è il punto di riferimento per le azioni virtuose nel comprensorio;

  • CHE sul Comune già insiste una discarica e relativi impianti industriali per il trattamento rifiuti e tanto è sufficiente a giustificare un aggio per disagio ambientale riconosciuto;

Osservato

  • CHE che la raccolta differenziata unitamente ad altre iniziative possibili per una gestione più virtuosa dei rifiuti consentirebbe un drastica riduzione del quantitativo dei rifiuti che il territorio conferirebbe in discarica con conseguente allungamento della vita operativa delle soluzioni attuale e la possibilità d’integrazione delle soluzioni alternative relative al ciclo dei rifiuti;

  • CHE alla luce di quanto sopra la costruzione di un inceneritore non si renderebbe necessaria per sopperire alle esigenze della popolazione ma per sopperire magari ad emergenze di altri territori e città a tutto svantaggio della salute dei residenti

Impegna

il consiglio comunale, il sindaco e la giunta a non prevedere la costruzione di impianti di incenerimento per il trattamento dei rifiuti solidi urbani ed a mettere in atto, nell’ambito delle proprie competenze, ogni azione volta ad impedire la costruzione di impianti di incenerimento nel territorio del Comune, a promuovere, avviare ed incentivare iniziative volte al trattamento virtuoso dei rifiuti quali, ad esempio, la gestione di raccolta e conferimento a centri di compostaggio del rifiuto umido.

Impegna altresì ad inviare copia presente OdG ai comuni contigui di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Montecchio, Porano e San Venanzo, alla Provincia di Terni ed alla Regione Umbria.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Geotermia, inceneritori, discarica, costo dei rifiuti, indiscrezioni sulle cooperative che si occupano della pulizia, inquinamento del Paglia, dissesto idrogeologico… sono troppe le vicende di cui parlare, le “provocazioni” a cui rispondere e le informazioni da dare in trasparenza ai cittadini di Orvieto e del suo circondario per parlare solo delle singole questioni. Lucia Vergaglia sintetizza in una lettera aperta la posizione del M5S ed invita gli orvietani di qualunque orientamento politico e estrazione culturale e sociale ad informarsi, approfondire e fare sentire il proprio fiato sul collo ai propri rappresentanti politici ed istituzionali per verificare quanto il MoVimento afferma con forza: il tema dei rifiuti è quanto di più democratico esista!

Fiato Sul Collo Lettera aperta ambiente Continua a leggere Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Sostituzione in corsa per la proposta DeCo

Chef Stopponi si ritira dalle candidature per Commissione DeCo. La creatività e capacità di innovazione riconosciuta a Stopponi avrebbe potuto dare un notevole contributo nel distinguere immediatamente il tradizionale dalla moderna interpretazione.
Peccato. Sulle motivazioni a noi lo chef ha comunicato motivi personali mentre sulla stampa locale leggiamo tutt’altro e viene chiamata in causa Lucia Vergaglia ed il suo lavoro per avviare finalmente una iniziativa di tipicità ferma da anni come origine della decisione. Non vogliamo commentare ma per trasparenza precisiamo che abbiamo chiamato Stopponi tra i primi e che la Commissione si deve ancora formare, non c’è attualmente alcuna nomina e le nostre sono e restano proposte. Sempre per amor di trasparenza ribadiamo che a nostro avviso la Commissione dovrebbe occuparsi delle denominazioni comunali come tappa di un percorso che porta al riconoscimento dei giacimenti gastronomici, autentiche miniere del nostro territorio nei suoi numerosi campanili da Torre Alfina a Corbara, da Sugano a Benano, ognuno con la propria tipicità e peculiarità.

luca puzzuoliIl nostro impegno resta quindi immutato ed impregiudicato, da subito sostituiamo il nome di chi lascia con quello di Luca Puzzuoli, ex direttore del Palazzo del Gusto ed ambasciatore della nostra cucina e delle nostre tipicità in Italia ed all’Estero, che ha voluto recepire il nostro invito per la verità  già anticipatogli da tempo.

«Con Puzzuoli si completa la rosa per cui abbiamo chi come Leoni della cucina orvietana, di tipicità e tradizioni ne promuove saggi e pubblicazioni, chi come Montanucci la cucina locale con produzioni locali la prepara da tutta una vita di lavoro e proviene da una famiglia che ha sempre vissuto di cucina, chi come Puzzuoli ha promosso la nostra cucina e tipicità in Italia ed all’estero e chi come Gallinella si occupa di promozione e tutela della nostra filiera agroalimentare ad altissimo livello in ambito nazionale ed internazionale. Come punto di partenza a noi non sembra male e non ci pare ci siano duplicazioni. Auguriamo buon lavoro a chi si impegna a dedicare tempo ed energie per far crescere la nostra città ed auspichiamo che il Sindaco, Giuseppe Germani, possa finalmente sciogliere le riserve, decidere se considerare queste nostre proposte e le tante altre che, immaginiamo, stanno giungendo sul suo tavolo per dare finalmente il via al processo di definizione delle Denominazioni Comunali.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto – Osservatorio DeCo

Una commissione DeCo di alto profilo

Il 3 settembre c’è l’attesa riunione dell’Osservatorio sulle Denominazioni Comunali, l’argomento sarà l’avvio del processo di selezione delle denominazioni e soprattutto la formazione della Commissione, cosa che non è ancora avvenuta e per la quale il M5S ha chiesto ampia partecipazione. Sono giunte numerose risposte di altissimo profilo che sono state inviate al Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, che avrà la responsabilità, l’onore e soprattutto l’onore delle nomine e di dare il via a questa iniziativa che, ricordiamolo, avrà costi praticamente nulli.

le-denominazioni-comunaliIn questi giorni la stessa capogruppo Lucia Vergaglia ha raccolto l’adesione diretta del promotore delle DeCo nella scorsa consiliatura e noto saggista orvietano PierLuigi Leoni non certo ascrivibile al M5S, a lui si aggiungono due noti ristoratori con Andrea Montanucci (La Buca di Bacco) e Mauro Stopponi (I 7 Consoli) che rappresentano sicuramente l’esperienza e la conoscenza di materie prime e tradizioni culinarie, infine è il deputato 5stelle Filippo Gallinella che risponde all’appello lanciato dal suo Movimento e si candida a membro della commissione di valutazione delle “Denominazioni comunali” del Comune di Orvieto, che dovrà occuparsi del riconoscimento e dell’istituzione del registro delle tipicità. Una lettera di Gallinella è già stata spedita in Municipio.

“La mia candidatura – dichiara il portavoce pentastellato – da un lato, vuole contribuire a sbloccare l’individuazione dei membri della commissione valutazione, ferma al 2012, dall’altro si pone in continuità con il lavoro parlamentare sin qui svolto all’interno della Commissione agricoltura e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione. Due anni dedicati al tema delle tipicità e del made in Italy, alla tutela dei prodotti agroalimentari e al contrasto alle frodi, che metto a servizio del Comune di Orvieto”.

A proposito di Gallinella ricordiamo gli atti parlamentare presentati dal deputato 5stelle da inizio legislatura ad oggi. Dalla proposta per l’etichettatura dei prodotti agroalimentari a quella dell’olio extravergine, dalla valorizzazione della filiera corta alla risoluzione sul latte in polvere Continua a leggere Una commissione DeCo di alto profilo

Scarsa manutenzione e Rischio vipere

Orvieto, anno 2015,

In questa caldissima estate da tutto il territorio orvietano arrivano proteste e segnalazioni relative alla scarsa manutenzione ed all’erba alta. Interrogazioni specifiche di tutte le parti politiche chiedono come sia possibile l’abbandono di parchi, bordi stradali, aree verdi. Tantissime le petizioni dei cittadini e gli interventi delle associazioni riportati dalla stampa locale.

Troppi per non dover trarre la conclusione che l’intero comparto manutentivo si sia un po’ adagiato.

A nostro avviso la questione proprio in questi giorni ci espone a rischi che sarebbe meglio evitare; l’erba alta e la scarsa manutenzione da un lato favoriscono e non impediscono la presenza dei rettili velenosi, le vipere, dall’altro nascondono alla vista il pericoloso animale creando implicitamente una insidia per i cittadini, in particolare i minori che stanno rientrando dalle vacanze e non riprenderanno la scuola per altre settimane e comunque non a pieno regime fino a fine mese di settembre.

Nel 2015 il veleno di vipera si combatte sotto controllo medico e negli ospedali attrezzati. Qui ci sorge un grave dubbio dopo il caso, pazzesco, della bambina di 18 mesi morsa due settimane fa nel ternano e palleggiata tra ambulanza e reparti dell’ospedale prima di rendersi conto che il siero antiofidico, il cosiddetto siero antivipera, non si trovava in tutta la regione (regione dove manca del tutto una terapia intensiva pediatrica, ricordiamolo) e che a giustificazione di ciò c’era la potenziale allergenicità del siero stesso. A questo punto la piccola ha dovuto resistere fino al centro antiveleni del Bambin Gesù a Roma dove le è stato somministrato il siero e la piccola si è ripresa, senza segni di allergia.

pericolo vipereChiediamo quindi oggi come il Sindaco, quale ufficiale di Governo responsabile della salute pubblica, abbia intenzione di affrontare la situazione attuale. Se si voglia ripristinare lo stato di manutenzione ordinaria delle aree versi, strade (e relativi bordi) e parchi, se il personale è stato sottoposto ad accertamenti allergenici specifici, e se vi siano adesso dosi dell’antitossina nelle nostre disponibilità. Limitiamo a questo la nostra interrogazione a causa dei limiti dello strumento ma ci chiediamo se il siero antivipera ad uso veterinario sia disponibile, i cani da tartufo, ad esempio, sono a volte vittime di questi incidenti.

«Oggi, fuori di allarmismo, parliamo di vipere e cerchiamo di capire come sia possibile evitare problemi alla popolazione. Mutuando la legge in materia di rischi sul lavoro potremmo dire di evitare se è possibile, prevenire, proteggersi e proteggere e prepararsi a mitigare i danni. Evitare le aree verdi può essere una soluzione, certo, ma  a parte la limitazione alla libertà pare che l’assenza del contatto con la natura contribuisca allo sviluppo di mali quali l’asma, che miete molte più vittime delle vipere, in un sistema complesso come quello della gestione di una città non è certo questa la soluzione. Prevenire lo è. La manutenzione delle aree verdi, fatta da personale che non sia esposto a rischi ulteriori in caso di morsi, è certamente le prima linea di prevenzione. Poi seguono la protezione dal pericolo dei singoli individui attraverso strumenti (abiti e calzature) e comportamenti adeguati all’ambiente, di questo ne è investita la scuola ed il comune stesso, che operano informando, formando ed educando direttamente, delegando od assieme ad altri enti. Infine, ed anche questo investe la dimensione di un Comune esteso come il nostro, punto di riferimento del territorio, c’è la mitigazione del danno ovvero la capacità di affrontare con risorse mediche e servizi d’intervento eventuali avvelenamenti. Un caso come quello di Monteforte ha trovato a impreparata l’intera comunità regionale, oggi ci chiediamo se sia stato di lezione e come vogliamo comportarci qui nell’orvietano oltre il ridicolo e vano rifugiarsi nella superstizione facendo gli scongiuri e chiamando “gufo” chi pone i problemi. Il nostro, in Comune come nelle tante sedi istituzionali, è un lavoro serio, facciamolo bene.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Segue il testo dell’interrogazione: Continua a leggere Scarsa manutenzione e Rischio vipere

Partire subito con le denominazioni locali

Le Denominazioni Comunali sono ancora ferme con le 4 frecce.

Abbiamo depositato una richiesta per il contigentamento dei tempi e l’urgenza dell’avvio, ancora bloccato, del registro speciale delle nostre tipicità in vista dei prossimi incontri di Commissione sulla tutela dei nostri prodotti tipici e tradizionali.
Le tante iniziative, apprezzabilissime, come quelle del “Marchio d’Area” presentato alla Festa del Raccolto, spesso molto enfatizzate dalla stessa istituzione che ha tenuto le nostre “denominazioni comunali” ferme al palo dal 2012, infatti hanno un senso e possono funzionare solo se ogni anello della catena è forte; come potremmo contribuire alle comun tipicità se intanto non sappiamo nemmeno valorizzare le nostre?
Noi non ci accontentiamo delle rassicurazioni come quella forniteci a giugno dall’Assessore Martino, subito disattesa, e porteremo in commissione la questione il giorno 3 settembre, alle 17.30 in sala delle 4 virtù nel palazzo comunale; oltre a questo chiederemo in giornata di avviare il registro facendo istanza per i primi prodotti ed istanza di formazione della commissione De.Co. per la quale proporremo di valutare tra i professionisti della ristorazione nomi adeguati e tra quelli che indicheremo ci sono personalità decisamente decisamente lontane dal M5S, ma sulla cui capacità ed esperienza, sulla cui qualità, crediamo, non ci saranno discussioni.

L’importante è sgombrare il campo dall’impaludamento e dai veti contrapposti che, fino ad ora, hanno ingessato ogni iniziativa di promozione e valorizzazione delle tipicità e per questo ripartiremo anche dalle risultanze degli studi e dei seminari del prof. Tommaso Lucchetti del decennio scorso e dalle proposte che la nostra rinomata ristorazione mette in campo come tradizione ed originalità orvietana.

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«Proprio a coloro che fanno produzione locale, si occupano di tipicità o di ristorazione chiediamo di essere partecipi in questi incontri e di inviare al Comune di Orvieto, Via Garibaldi, 8 – 05018 – Orvieto (Tr) , I Commissione Consiliare – Osservatorio De.Co. le proprie idee e proposte, anche le proprie candidature quali valutatori, in attesa che il Comune proceda all’individuazione dell’apposita Commissione. Abbiamo già perso l’occasione di presentare le tipicità all’Expò insieme alla regione, invece abbiamo presentato il “pizzo italiano”, a questo punto ci diamo questi mesi invernali per fare ordine e creare le condizioni base per un sano sviluppo della promozione territoriale, con caposaldi forti e condivisi, con alle spalle la tradizione di una città antica e ricca di storia.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto