L’amianto é un materiale edile molto economico e molto resistente agli sbalzi termici, all’usura, agi agenti chimici e alla trazione, che é stato largamente usato, dai pavimenti ai tetti, dai freni dei treni ai pannelli fonoassorbenti, e c’erano ottime ragioni: é un materiale naturale composto da silicati, fino agli anni 90, quando è diventato illegale. Ovviamente è presente in moltissimi edifici pubblici ed anche qui ad Orvieto.
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Orvieto: un ambiente a 5 stelle
Un territorio ancora incontaminato, ricco di eccellenze e tipicità, di prodotti e bellezze che ci invidiano da tutto il mondo e che da tutto il mondo vengono a visitare: questo è il territorio orvietano.
Purtroppo un territorio all’ombra di una discarica tra le più grandi della regione, una sorta di vulcano addormentato nel cui ventre si sono stratificati rifiuti speciali, quelli dell’emergenza campana e tanta spazzatura urbana che non si è voluto o potuto differenziare in presenza di una piano d’ambito che si è dimostrato fallimentare.
Oggi tante forze politiche e territoriali che hanno avuto le proprie responsabilità in questa situazione tentano di rifarsi una verginità e dettare un’agenda operativa ambigua e contraria alle esigenze di economicità e sostenibilità che i cittadini meritano.
Non vogliamo fare l’hit parade del peggiore tra l’assessore Cecchini, famosa per volere a tutti i costi l’espansione del secondo calanco, che da centro sinistra rimbrotta la vecchia amministrazione Concina di non essersi battuta contro il terzo calanco, anzi di aver deliberato in ATI4 l’avvio del procedimento nel 2011 con l’allora assessore Tardani e con l’astensione del successivo assessore, Margottini, quando se ne discusse l’impiantistica. Ci limitiamo a dire che una corretta programmazione avrebbe permesso oggi di avere già in discussione, sia nel Contratto di Fiume che per Aree Interne dei veri distretti del riciclo altro che allargamenti di discarica o le incursioni a Roma dell’ex sindaco per avere nientedimeno che un inceneritore.
Ma non ci limitiamo a dire solo che siamo diversi, da parte nostra come MoVimento 5 Stelle abbiamo da sempre fatto dell’Ambiente uno dei nostri punti di riferimento e qui nei territori orvietani abbiamo presentato sia in campagna elettorale che annualmente una proposta a 5 stelle sul ciclo dei rifiuti chiara, economica e condivisa sul solco di quanto nei nostri documenti fondanti come la “Carta di Firenze” del 2007 che sulla strategia #RifiutiZero.
L’anno scorso purtroppo non siamo riusciti, da forza di opposizione compressa tra ex maggioranza e maggioranza attuale, a portare la discussione sugli argomenti veri del ciclo dei rifiuti quando fummo ideatori ed unici firmatari in Consiglio Comunale dell’Osservatorio “Le Crete”, ora scissosi in quello originale, la cui carta fondante è accessibile e depositata in Comune,

e nel “gemello” (che usa lo stesso nome ma un logo diverso per via del copyright) costituitosi con l’aggregazione promotrice di una legge d’iniziativa popolare in cui non ci riconosciamo per i tanti comitati e fondi che pone a metà strada dalla partecipazione dei cittadini e le scelte strategiche della regione, che non è dichiaratamente contro gli inceneritori e le discariche e che, pertanto, non rientra nella nostra visione di un ambiente sano con un ciclo di rifiuti virtuoso. Abbiamo potuto fare informazione, scrivere una lettera aperta ai cittadini sin da settembre mettemmo in guardia contro le possibili crisi che puntualmente si sono verificati, individuare criticità nell’inquinamento dei territori addirittura fino a Fabro in cui il Sindaco, pur respingendo ogni accusa, intanto ha dovuto emettere ordinanza per impedire l’uso dell’acqua nei pozzi ed ancora non si è scavato in profondità, ed abbiamo assistito alla pioggia di interdittive antimafia in regione che rendono “Le Crete” ancora più appetibile.
Quest’anno i nodi dell’enorme costo Tari, della messa in commercio della materia prima recuperata, dell’evitare incursioni dei capitali d’origine malavitosa e della salvaguardia dell’ambiente puntando alla chiusura ed alla gestione post mortem della discarica saranno sicuramente causa di acceso confronto.
Consiglio Comunale del 18 gennaio 2016
Forse occorreva impegnare anche la mattinata per svolgere tutte le tematiche accumulatesi nel periodo festivo e da prima, con le discussioni sul bilancio. Inoltre le 17 interrogazioni comprendono anche questioni portate dai Consiglieri di maggioranza, legittimamente, nonostante in capo a molti di loro pendano deleghe, sulla cui legittimità invece abbiamo già avanzato molti dubbi, che gli permettono di agire all’interno della macchina comunale e quindi, in larga parte, permettano alle proprie forze politiche di essere informate di quanto invece chiedono durante il Consiglio sottraendo spazio al dibattito e, di fatto, limitando la possibilità di agire alla minoranza. Forse è anche ridondante una mozione del Pd su scelte di viabilità, per giunta sperimentale e su un tratto limitato di territorio, per le quali basterebbe un’ordinanza, un atto degli uffici, ed invece vi si impegna tutto il Consiglio. Così non va bene.
Questa illustrazione renderà forse comprensibile al cittadini perchè atti dell’opposizione ( come Piedibus, valorizzazione del pensiero e della cultura scientifica), che avrebbero dovuto essere discussi all’inizio anno scolastico arrivano al Consiglio purtroppo a fine gennaio.
Se questo deve essere davvero l’anno per la svolta della nostra città poniamo alla maggioranza, alla presidenza del Consiglio Comunale ed all’Amministrazione anche la questione di permettere una concreta possibilità d’espressione per le voci dei cittadini che non hanno votato Germani. Sarebbe davvero un bel segnale, un concreto esempio di rispetto per la parola “Democrazia” in anni in cui questo termine sembra perdere significato ed in cui le istituzioni sembrano sempre più distanti dalle persone.
Noi ci saremo, ci vediamo il 18 e raccomandiamo ai cittadini di partecipare; il Comune è ancora la casa di tutti gli orvietani.
Lucia Vergaglia, M5S Orvieto
Ceneri radioattive a Fabro attenzionate dall’EU grazie al M5S
L’ormai trentennale questione delle ceneri interrate a Fabro, a fronte di numerose proteste della popolazione, annunci della politica ed inchieste giornalistiche non aveva ancora generato azioni istituzionali vere e reali. Al MoVimento 5 Stelle, ormai presente sui territori e nelle istituzioni, sono bastate quattro settimane per inquadrare giuridicamente la problematica ed incardinare un procedimento europeo volto a stabilire la catena di responsabilità della sua soluzione. Nonostante la questione fosse nota e fosse stata usata come cavallo di battaglia elettorale insieme alle parole legalità ed ambiente dai tanti volti noti del passato recente od ancora nelle istituzioni alle parole non era mai seguito alcun atto. Vuote parole, non inefficacia delle istituzioni ma, piuttosto, dei politicanti, se voluta o semplicemente risultato di scarsa volontà o competenza è un giudizio che lasciamo a coloro che prima accusavano noi cosiddetti “grillini” di dilettantismo ed inesperienza nell’attivare efficacemente i poteri istituzionali. Ancora una volta siamo noi a dimostrare il vero potere della politica fatta e non semplicemente annunciata, a ribadire quanta forza possano avere i cittadini che entrano nelle istituzioni. Adesso in questa vicenda d’inquinamento, scelte folli e radioattività, siamo chiamati a far chiarezza dopo trentanni di esposizione a rischi e danni per la popolazione e l’ambiente, noi che preferiremmo lavorare per prevenire i problemi e ridurre i rischi.
«Sembra che certe parti del circondario di Fabro, in questi lunghi anni, abbiano fatto misurare una presenza radioattiva superiore a quella che a Tokio si è registrata solo per qualche giorno dopo i disastri nucleari di Fukushima ed incredibilmente nessuno fino ad ora aveva fatto nulla, invece a noi sono bastati pochi giorni per attivare nientedimeno che la Commissione Europea.
Davvero pazzesco, ingiustificabile, intollerabile.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto
Qui di seguito la posizione del Commissario K. Vella a nome della Commissione Europea. Continua a leggere Ceneri radioattive a Fabro attenzionate dall’EU grazie al M5S
Vignaroli ad Orvieto
Ieri eravamo a Montecitorio ed abbiamo potuto organizzare le condizioni per cui Stefano Vignaroli, da sempre attivista contro il malaffare legato al mondo dei rifiuti ed ora portavoce del M5S e vicepresidente della Commissione Bicamerale sul ciclo illecito dei rifiuti (Ecomafie), sarà presto qui ad Orvieto ed alla discarica di “Le Crete”.
Mettiamo i #RifiutiZero nell’Auri
Nel pieno degli scandali rifiuti e della pressione mafiosa evidenziata dalle tante interdittive in regione e nella vicina Viterbo e nell’incapacità di una risposta strategica da parte della regione Umbria tutta presa a tentare di forzare la mano sulla discarica di “Le Crete” c’è una piccola rivoluzione in atto con la scomparsa dei 4 ATI ed il subentro della nuova autorità AURI che si occuperà di rifiuti ed acqua.
Noi nel respingere ogni ipotesi di allargamento della discarica vogliamo anche dare una risposta politica seria e concreta, sostenibile nel tempo, quindi cogliamo un’occasione per proporre ufficialmente l’inclusione della “Riduzione a monte della produzione dei rifiuti” conformemente al raggiungimento e mantenimento degli obiettivi fissati dal D.Lgs n.152/06 in vista della valutazione della bozza di statuto della nascente Autorità AURI stiamo procedendo alla richiesta d’inserimento nel capo statutario “Finalità” della nascente autorità AURI l’essere altresì “strumento di promozione territoriale della riduzione nella produzione dei rifiuti”. Tale richiesta ha lo scopo primario d’introdurre un vincolo etico, conforme agli orientamenti di legge ed europei, alle scelte di politica operativa della nascente autorità soprattutto in tempi come questi dove intorno tali realtà si coagulano interessi speculativi e, purtroppo, della malavita organizzata. In tale senso diciamo che vogliamo cominciare a portare la strategia #RifiutiZero negli enti più rappresentativi e direttamente impegnati, cosa che in regione non sembrano capaci od interessati a farlo.
«Un piccolo grande Comune come Orvieto, pur all’ombra di una discarica tra le più imponenti della regione, se ha volontà può fare la differenza, può innescare un processo virtuoso per la riduzione a monte della produzione di rifiuti e ci si chiede: se non lo facciamo noi che abbiamo “Le Crete” chi lo farà?
Questo impegno ha spaventato gli assessori regionali che addirittura cercano di ricorrere alla commissione VIA ed governo centrale contro i pronunciamenti avvenuti, volendo impedire agli orvietani della possibilità di decidere del proprio territorio.
Una posizione autoritaria da respingere e stigmatizzare. A questo punto rilanciamo ancora sull’AURI proponendo di intervenire anche sui vincoli anticorruzione con l’adesione alla “Carta di Avviso Pubblico” che è un’impegnativa formale estremamente stringente per l’ente e per gli amministratori e questo, con licenza parlando, è anche una risposta di politica vera. Ed a quegli assessori regionali che sembrano puntare a leggi speciali, chiedendo l’intervento del governo centrale e delle commissioni per espropriare il Consiglio Comunale di Orvieto e gli orvietani da sempre contrari all’espansione della discarica, per la gestione d’una emergenza che, diciamolo una volta e per tutte, è anche responsabilità del fallimento della loro stessa amministrazione, dell’incapacità evidenziata dalle infiltrazioni malavitose di esercitare i controlli per prevenire le problematiche che la magistratura sta sollevando, e soprattutto del non avere un piano B che non preveda cdr, incenerimento e discariche. Questo nel 2015, da un ammnistrazione regionale in continuità con la precedente, davvero non è accettabile.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Orvieto
Orvieto deve aprirsi alla cultura
Tema e teatro Mancinelli, un binomio indissolubile che ha regalato alcuni acuti e tanti costi alla città.
Nonostante il magnifico edificio teatrale e la grande predisposizione degli artisti ad esibirsi sul palco cittadino c’è un gap importante tra il costo dell’apparato gestionale, la controllata comunale TEMA, che ha incamerato nel tempo tantissimi debiti ed ancora rappresenta un tassello importante alla voce costi del bilancio cittadino, e l’apertura culturale della città che passa, ad oggi, per altre vie e con il mancato sviluppo di vere compagnie e scuole locali di altro profilo la cui rappresentatività fosse motivo e giustificazione di tali esborsi.
Nossignori, si osserva puramente una gestione dell’esistente ed a tale situazione il M5S deve tirare le somme, non limitandosi a ricordare semplicemente quanto costi la partecipata comunale, ma inquadrandola nella mancanza di una programmazione dell’assessorato alla Cultura, competente per materia, drammaticamente latitante mentre della TEMA restano evidenti i troppi impegni esterni alle attività culturali come la Green Card per le colonnine di ricarica per le auto elettriche, che forse non sarebbero nel cuore dell’attività di gestione del Mancinelli.
«La soluzione ai problemi dei costi, e per una maggiore apertura culturale, non è per nulla complicata e l’abbiamo racchiusa in una mozione depositata il 14 dicembre per aderire alla Compagnia Stabile dell’Umbria, esattamente come hanno fatto altre decine di teatri prestigiosi come il Morlacchi di Perugia, che prevede sei mesi per organizzare la fuoriuscita della partecipata comunale dalla gestione del teatro e la contemporanea adesione al meno dispendioso circuito del Teatro Stabile dell’Umbria, ricco della capacità produttiva di decine di teatri, con annesse scuole e compagnie, la cui massa critica e capacità di negoziazione è ben superiore a quella che viviamo attualmente.
Ci sarebbe inoltre spazio di manovra per utilizzare a nostra volta il circuito per rilanciare produzioni e proposte orvietane attraverso lo stesso Teatro Stabile dell’Umbria ed anche questo, nell’ipotesi di voler esprimere i tanti talenti ed i contenuti del nostro territorio, è un elemento interessante da non sottovalutare soprattutto in ottica futura.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto
Qui di seguito il testo della mozione: Continua a leggere Orvieto deve aprirsi alla cultura
Orvieto Accessibile
Nella giornata internazionale dedicata alle persone diversamente abili il M5S pone la questione della città interamente accessibile con un’interpellanza formale e vincolante.
L’obbiettivo è quello di riportare l’attenzione e la programmazione economica, anche in vista dei tavoli tecnici sui finanziamenti “Aree Interne” e sul “Contratto di Fiume” in maniera da non dimenticare i cittadini che soffrono di difficoltà maggiori e per i quali Gesti semplici e normali, come attraversare il Ponte dell’Adunata con la nuova rotatoria e l’accesso della Complanare, sono difficilissimi o quasi impossibili in mancanza, ad esempio, di semafori acustici per i non vedenti e con la mancanza di spazi dedicati sotto al ponte della direttissima che costringerebbero le carrozzine a proseguire nella stessa sede stradale delle auto.
C’è l’occasione di mettere in moto un meccanismo virtuoso per avere una città priva di barriere ed il M5S porta avanti il pressing all’Amministrazione. In termini pratici punteremo al miglioramento delle condizioni per una Orvieto Accessibile partendo col verificare se sono stati attualizzati alla nuova geografia cittadina i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli ambienti pubblici (P.E.B.A.) e negli spazi aperti (Piani di Accessibilità Urbana P.A.U.) che sono strumenti obbligatori, pena un commissariamento ad hoc, ed in particolare “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” n. 104/1992, indica proprio in P.E.B.A. e P.A.U. gli strumenti guida per elevare le condizioni di fruibilità dell’intero organismo urbano: della rete dei percorsi e degli spazi e degli edifici pubblici che su di essi si aprono ed è da qui che bisogna partire.
«Germani ha l’occasione di vivere un protagonismo nuovo sostenendo i nostri cittadini più fragili e dedicando almeno una parte della propria sindacatura al servizio di chi non deve essere lasciato ai margini delle strade o delle fermate degli autobus in attesa in attesa di quello che ha la pedana per le carrozzine funzionante. Da parte nostra usiamo lo strumento dell’interpellanza e non una semplice interrogazione, in quanto è un atto ben più vincolante che permette di ottenere o esplicitare la posizione della Giunta e conoscere la politica comunale su questioni rilevanti e di interesse generale. Quella della pari mobilità, infatti, è una questione fondante per una città che punti ad una ribalta internazionale come Orvieto, ed è una questione che il MoVimento 5 Stelle sta tenendo sotto i riflettori con apposite iniziative e sulla base della risposta ci sarà quindi modo per noi dell’opposizione di incardinare iniziative costruttive dando un serio e concreto contributo ed azioni di verifica successive perchè queste occasioni non vadano sprecate.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto, Commissione Pari Opportunità
Le mani delle multinazionali sui mercatini
Mercatini tradizionali, fiere come quella dell’Orologio, il mercato rionale: tradizioni locali che hanno tenuto duro anche negli anni peggiori della crisi. Una realtà che coinvolge decine di famiglie di ambulanti, tutti in legalità e con regolare licenza, che hanno investito nel loro lavoro e mandano avanti dignitosamente la famiglia. Anche loro, in fondo, sono piccolissime imprese italiane.
Ebbene, tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro Paese è a rischio. Unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante, e gli ambulanti italiani si ritroveranno tutti senza licenza. Le licenze saranno rimesse a gara nel 2017, e con le regole attuali potranno partecipare anche le multinazionali e le grandi imprese straniere.
«I mercatini saranno invasi dalle solite multinazionali con i soliti marchi tipici da centro commerciale, non aggiungendo nulla al servizio di prossimità per i cittadini, od ai prodotti tradizionali delle fiere, sostituendo gli ambulanti in regola, che vedranno vanificati i sacrifici di una vita e danneggiando i normali esercizi commerciali potendo portare prodotti e promozioni degli ipermercati financo nei centri storici. A noi non sembra giusto che il governo italiano sia sempre pronto a vessare i propri cittadini per favorire i potenti di turno. Il M5S nazionale si è occupato anche di questo, e ha presentato una risoluzione parlamentare per escludere il commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein (come avviene negli altri Paesi UE), e per riservare il commercio al dettaglio su aree pubbliche a imprese individuali e società di persone. Il M5S orvietano ha chiesto con un’interrogazione quale sia la posizione dell’Amministrazione su questa vicenda e se intenda intervenire in via gerarchica chiedendo una moratoria per destinare le licenze ambulanti in via esclusiva alle ditte individuali ed alle società di persone. Le piccole imprese vanno tutelate, sia dalla concorrenza illegale che dai grandi potentati economici.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.
Edifici pubblici e scuola non a norma
Cominciano le piogge e gli accessi per persone con disabilità che sono nei giardini delle scuole diventano un pantano. Le scale diventano scivolose e non hanno l’antisdrucciolo.
Ovviamente questo succede solo nelle scuola che non sono a norma. In un recente sopralluogo con la stampa presso le scuole primarie e medie del circondario l’assessore ha ammesso l’esistenza del problema liquidandolo, però, come secondario ed indicando appunto negli accessi di servizio come quelli dai giardini il possibile ingresso per i diversamente abili, o la possibile via di fuga in caso di problemi gravi da edifici che potrebbero diventare trappole. Continua a leggere Edifici pubblici e scuola non a norma

