14 GIUGNO – GIORNATA DEL DONATORE DI SANGUE. I Donatori di Sangue sono donatori di vita. Il 14 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, istituita nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in concomitanza con l’anniversario della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e coscopritore del fattore Rhesus.
Il Consiglio d’Europa da numerosi anni sostiene la Giornata mondiale del donatore di sangue, organizzata il 14 giugno di ogni anno per promuovere questa causa a livello mondiale.
Nel campo della trasfusione sanguigna, il Consiglio d’Europa difende tre principi fondamentali: il perseguimento dell’autosufficienza di sangue, la protezione della salute dei donatori e dei beneficiari e il divieto di commercializzazione delle sostanze di origine umana, sostenendo l’esigenza di donazioni volontarie e non retribuite.
Il Comitato europeo sulla trasfusione sanguigna (CD-P-TS) è l’organo incaricato di tali questioni e rappresenta 35 paesi europei e 9 Stati osservatori, nonché l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e la Commissione europea (Ue).
La Direzione europea per la qualità dei farmaci e cura della salute (DEQM) coordina l’insieme di queste attività a livello europeo. Pubblica in particolare a tal fine rapporti destinati a migliorare le pratiche, nonché indagini internazionali e raccomandazioni rivolte agli Stati membri, al fine di modificare e di fare evolvere le legislazioni nazionali.
Archivio mensile:giugno 2018
Orvieto, 14 giugno
Le truppe della V Armata americana, che risalivano la parte occidentale della regione, e quella della VIII Armata britannica, che avanzavano nella parte orientale, fra giugno e luglio di quell’anno riuscirono a scacciare l’esercito tedesco dall’intero territorio umbro. Ad Orvieto questo avvenne il 14 giugno 1944, non senza il sostegno della popolazione il cui impegno spesso viene ricordato.
Al netto delle posizioni politiche e di solito marciano su questo argomento è giusto che il 14 giugno venga riconosciuta è ricordata Orvieto Città Aperta ed è interessante ricordare come furono il senso dello jus belli degli ufficiali che si diedero battaglia sui fronti opposti e la struggente bellezza di Orvieto a salvare dai bombardamenti la parte storica della città. È una storia che, comunque la pensiate, vale la pena conoscere. Leggetela su Orvietonews.
Non siamo pedine
CONTROCORRENTE: NON NON FACCIAMO INCIUCI SOTTOBANCO –
Aspettiamo comunque smentite o conferme dell’inciucio dai diretti interessati citati per nome da Lombardozzi (cioè Riccetti, Olimpieri e Sacripanti) e nel frattempo, qui di seguito, il commento della portavoce del MoVimento 5 Stelle di Orvieto, l’avvocato Lucia Vergaglia
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«Con una curiosa quanto comprensibile tempistica, dal momento che in questi giorni sono distante da Orvieto, è divenuto di dominio pubblico un bizzarro teorema che compare tra le odierne notizie locali. Pare che si vada formando un esperimento di minestrone politico già visto, anzi molto consueto specialmente al livello locale, che potrebbe comprendere una moltitudine di forze, protagonisti ed esponenti della vita pubblica, politici di lungo corso e astri nascenti presi dalla società civile tra i quali rientrerebbe, a leggere il giornale, una sorta di Movimento 5stelle in versione addomesticata, riveduta e corretta.
Non avendo riscontri personali il mio commento non può che essere che su quanto letto sulla stampa da edicola.
Innanzitutto ritengo che si debba sempre avere rispetto per l’esercizio della democrazia in tutte le sue forme di espressione anche se, da quanto delineato, quello di Lombardozzi si definirebbe un fenomeno preconfezionato a puri fini elettorali con lo scopo di utilizzare simboli e segni distintivi per essere attrattivo di trasversali ed indifferenziati consensi, al netto dei contenuti, e consiglieri eletti per rispondere ad un elettorato e portare avanti un programma da utilizzare invece come pedine.
Ebbene, personalmente ritengo che questo modus operandi oltre ad essere anacronistico sia diametralmente opposto ed in antitesi rispetto alla identità ma soprattutto ai principi cardine che hanno da sempre caratterizzato il MoVimento 5 Stelle e la sua attuale affermazione come forza di governo. Queste le cose ad oggi e, se permettete, ci sono problemi più urgenti da affrontare ed opportunità importanti da cogliere piuttosto che lasciarci distrarre dal gioco della politica “degli scambi delle figurine”, come quelle che vendono in edicola e che i ragazzi a scuola scambiano per completare un proprio personale album. Io non ho quel tipo di esperienza, come ogni ragazza di quegli anni preferivo i vinili dei gruppi Pop.»
Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.
La giornata contro il lavoro minorile
📌⏱️Oggi è la Giornata mondiale🌍 contro il lavoro minorile🚫. Noi battiamo contro lo sfruttamento per l’affermarsi del diritto all’infanzia ed alla dignità.
📍L’articolo 32 della Carta dei diritti fondamentali📜 dell’UE🇪🇺️ vieta il lavoro minorile e fissa l’età minima per l’ammissione al lavoro all’età in cui viene assolto l’obbligo scolastico.
Lo stesso articolo garantisce inoltre il minore dallo sfruttamento economico e da ogni impiego che possa “minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, psichico, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione”‼️
Eppure di piccoli schiavi soprattutto nelle grandi città ne vediamo ancora.
Esperienza culturale e museale
Dal 27 al 31 Maggio, oltre 300 professionisti della cultura si sono incontrati nella capitale belga Bruxelles per confrontarsi sul ruolo dei musei all’interno della società contemporanea. L’occasione è la conferenza “Communicating the Museum” un appuntamento arrivato alla sua 20˚ edizione, che quest’anno si concentra sul tema della partecipazione culturale e dell’inclusione sociale. Unico partecipante italiano, il Museo Egizio di Torino. LA direttrice, Corinne Estrada, indica come passaggi chiave la visitor experience e audience development, in particolar modo attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione digitale, per questo tra il 2010 e 2015 se ne è discusso molto di social media e Rete. A partire dal 2015 abbiamo assistito a un ulteriore passaggio con la necessità di concentrarci maggiormente sul ruolo politico delle istituzioni culturali e su tutte quelle attività dedicate al social engagement, alla interazione e coinvolgimento delle nostre comunità di riferimento.
Questo è un dibattito da cui Orvieto, che è un sistema museale a cielo aperto e che ospita una quantità di risorse culturali e strutture museali che ne fanno un Unicum nel centro Italia, lontanissima e soprattutto priva di prospettive. Eppure con la nuova è superiore scolarizzazione degli individui e la disponibilità informativa in tempo reale è proprio sull’ esperienziale che bisogna puntare. Noi questo lo sappiamo bene mentre c’è una intera classe culturale che gioca ancora a crogiolarsi sugli Allori degli anni 80 e 90 tempi ormai molto lontani e distanti da ciò che è l’attesa dei fruitori o visitatori dei sistemi e delle città d’arte. Occorre quindi guardare avanti e prepararsi a rendere il maggior numero di visitatori dei nostri centri storici in fruitori del nostro lifestyle piuttosto che viaggiatori ospiti. Bisogna fare in modo che una esperienza ad Orvieto possa trasformarli in veri e propri Ambasciatori delle nostre migliori qualità ed unicità di modo da conteggiare a loro volta nuovi visitatori oltre che lasciar loro una promessa di nuove e migliori opportunità di vivere Orvieto ed il suo patrimonio museale, culturale e territoriale per farli tornare ancora ed ancora. Non sarà semplice, non sarà possibile in uno o due anni, ma necessità di una grande partecipazione perché bisogna superare delle resistenze ed una tendenza allo status quo che sono connaturate e tratti riconosciuti del nostro establishment ed anche di una parte della nostra popolazione. Ma il guadagno potrebbe essere, come a Civita di Bagnoregio, immenso e tale da giustificare impegni e cambiamenti di abitudini.
Noi su questo ci siamo.
La risposta ai dubbi di un attivista.
Quella che segue è la risposta che ha dato Lucia Vergaglia del MoVimento 5 Stelle a fronte di polemiche ed illazioni rilanciate sui social con un certo grado di rosicamento da parte di chi non è riuscito dove lei sta riuscendo.
È più che legittimo avere dubbi e fare domande per approfondire , ci mancherebbe altro che così non fosse! Temo, difatti che la mia comunicazione, sia pur massiccia per impegno e continua esterna ed interna, su una decisione ponderata e valutata in tutte le sue implicazioni nelle cause e soprattutto negli effetti sul panorama politico ed immediato sui cittadini orvietani, sia risutata poco efficace.
Fermo restando, però che essendo in buona salute non c’è bisogno di fare una seduta spiritica per contattarmi e chiedere conto del mio operato. E nell’incarico che svolgo, come nella vita, di tutto ciò che è riconducibile alla mia responsabilità sono ben lieta di risponderne in prima persona in tutte le occasioni.
E vedi V******* S****** comunque l’accusa di essere passata al Pd è inevitabile dal momento che ad Orvieto ne esistono 2 dichiarati scissi e che sono su posizioni opposte: uno che vuole far fuori e l’altro che sostiene l’amministrazione. Mentre la destra evapora e si mette d’accordo con le segreterie di altri schieramenti per andare alle elezioni data l’inconcludenza dell’attività messa in campo in questi anni di insulsa protesta priva di contenuti si è ridotta ad invocare la destituzione per Alto Tradimento del sindaco per una scelta invece di competenza regionale ed in particolare dell’assessore Cecchini. Adesso che la Lega è al Governo molti cambiano residenza per trovare un posto al sole e fare proteste di piazza dove ci sono più organizzatori che partecipanti!
Ma su un atto che priva una città importante come Orvieto di Sindaco, Giunta e Consiglio non si può avere la viltà di astenersi per sfuggire alle critiche, alle pressioni e ai ( vani ) tentativi di condizionarmi. Non è da me, ma soprattutto non è da 5 Stelle e se permetti, non quello in cui tutti crediamo.
Chapeau Lucia, avanti così
Teatro: Il tempo è galantuomo
– IL TEMPO E’ GALANTUOMO –
Oggi il direttore Strabioli del Teatro Mancinelli, uomo di sensibilità artistica e profondissima cultura, ha sollevato la questione della necessità di collaborare con il Teatro Stabile dell’Umbria. I più attenti ricorderanno che con grande umiltà proponemmo di valutare ed eventualmente seguire anche questa strada, ma per questo fummo letteralmente aggrediti dalle forze politiche di destra e sinistra, nel silenzio assordante del mondo della cultura orvietana. Era bastato chiedere di prenderci sei mesi per valutare questa possibilità per far scoppiare un putiferio. Ora la proposta del direttore Strabioli, che ricordiamolo lavora pro bono cioè senza retribuzione per rendere grande la proposta culturale del Mancinelli e della città, non significa esattamente entrare domani nello “Stabile” ma è un passo importante in una città che ha voluto praticare una autarchia culturale in uno dei campi che maggiormente vive di contatti e che lo stesso termine “Teatro Stabile” indica una organizzazione teatrale quale servizio pubblico (la diffusione dell’arte e della cultura sono uno degli obbiettivi degli enti locali e dello Stato). Quindi vogliamo ricordare le parole di alcuni illustri consiglieri comunali di maggioranza e di ex maggioranza estratte dal dibattito sulla questione da noi proposta di “valutare” un rapporto con l’ente culturale ed artistico regionale e che oggi, di fatto, vengono smentite dal direttore artistico del Mancinelli. Continua a leggere Teatro: Il tempo è galantuomo
Le sfide future del lavoro si affrontano oggi.
AFFRONTIAMO OGGI LE PROSSIME SFIDE DEL FUTURO.
Era lo scorso novembre ed a Palazzo dei sette Organizziamo un incontro sulle problematiche del lavoro prossimo venturoe sull’idea che avevamo noi per affrontare e superare la naturale crisi che l’innovazione avrebbe potuto portare sui territori. Si partiva dal progetto del MoVimento 5 Stelle animato dal professor Domenico de masi, e con la presenza di una delle relatrici la portavoce alla Camera dei Deputati Tiziana ciprini, da cui è scaturito il libro lavoro 2025. A questo avevamo affiancato una serie di iniziative locali che poi sono state trasformate in atti al consiglio comunale approvati all’unanimità Anche dalla destra e dalla sinistra che in questo momento è maggioranza ad orvieto. La questione è molto semplice e riguarda tutti: Come si può affrontare la perdita e la necessaria riqualificazione del Lavoro in presenza di un automazione talmente spinta da permettere che arrivino a sostituire le persone dei veri e propri robot.
Va detto che in molti avevano scosso la testa perché l’impatto di tecnologie e di robotica sembra in questa regione è ancora molto lontano. Questo Almeno fino ad oggi cioè a pochi mesi di distanza da quando cominciavamo ad ammonire gli amministratori e i lavoratori di quanto ci aspettavamo che potesse accadere rapidamente. Adesso il problema c’è è reale e tangibile anche nella nostra regione ed in questa provincia visto che a Terni, proprio alla Acciai Speciali che ne é la fabbrica simbolo, stanno arrivando i primi robot.

Ora che il problema è dato concreto c’è una possibilità che si cominci a ragionare su questo nuovo modello del rapporto tra lavoro innovazione formazione e reddito che Deve necessariamente essere declinato sui territori anche dalla politica locale. Infatti in quello stesso convegno, Lucia vergaglia consigliera comunale del MoVimento 5 stelle, pose una serie di punti di riferimento che sono divenuti parte dell’azione di governo della città anche se partiti dalla nostra opposizione. Si tratta di in dov’è che anche le macchine comunali come abbiamo cominciato a fare noi qui ad Orvieto.
Innanzitutto il comune deve prendere l’iniziativa a diventare sede di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e punto di riferimento della formazione e riqualificazione dei lavoratori cosa che adesso è possibile grazie ad alcune modifiche normative. Prima infatti era tutto demandato agli sportelli provinciali Ma la provincia è stata quasi del tutto spogliata di risorse e quindi almeno che non sei nel capoluogo ha molte difficoltà a rinnovare se stessa e ad incidere nella vita dei cittadini. Il comune è diverso è molto più vicino alla realtà del territorio e può disporre, tra servizio civile ed alternanza scuola lavoro, anche di risorse aggiuntive che se correttamente indirizzate, assieme al personale riqualificato del comune, possono reagire più rapidamente di quanto si è visto fare fino a ora. A questo raggiunta la necessaria innovazione degli Statuti cioè delle costituzioni su cui si basano i comuni stessi, le quali sono autonome per ogni singolo comune, e che devono indicare che la macchina amministrativa possa incidere e puntare alla migliore e massima occupazione del territorio dando così spazio alla politica ed alla funzione regolatoria dei comuni per rimuovere le eventuali barriere al lavoro ed avvicinare maggiormente alla cultura dell’occupazione stabile e di qualità sia L’impresa che i cittadini stessi. In realtà è un primo passo lo facemmo quando facemmo a approvare che il csco, cioè il centro studi città di orvieto, non si limitasse alle proposte universitarie soprattutto per gli stranieri Ma si comincia a essere impegnati nella formazione continua Ed in quella obbligatoria dei professionisti. Insomma le sfide ci sono ed in presenza di una più moderna organizzazione comunale anche qui nel piccolo del territorio possiamo fare la nostra parte perché non si venga colti di sorpresa con l’arrivo della robotica e dell’Agricoltura di precisione basata anche sui droni. Piuttosto vogliamo governare questo processo per diventare una area di riferimento e favorire Il ritorno dei tanti giovani che si sono Allontanati e perché no la residenzialità dei nuovi lavoratori.
E per farlo servono innovazioni non solo culturali o tecnologiche ma anche di funzionamento delle macchine amministrative e noi le abbiamo messe in campo da tempo pur essendo all’opposizione come minoranza compressa tra un ex maggioranza dei tempi di Toni Concina ed una maggioranza che invece ha portato elettoralmente al successo Giuseppe Germani. Ecco noi ci siamo dimostrati in grado di guardare oltre e mantenere la nostra prospettiva alternativa ad entrambi virgola senza gettare ciò che di buono hanno saputo fare e senza limitarci a fare una sterile politica del no. In realtà siamo quelli che stanno tracciando le linee del prossimo futuro e di una Orvieto in grado di cogliere le sfide che ci arrivano progresso punto
La discussione sulla sfiducia
E SE FIRMASSI LA MOZIONE DI SFIDUCIA E CI FOSSERO I VOTI?
COS’ALTRO POTREBBE ACCADERE?
Pur in assenza dei motivi quali infiltrazioni mafiose, piano urbanistico o bilancio, che ai sensi dell’art.141 del Tuel costringono enti esterni al Comune quali il Prefetto di Governo o il Ministro dell’Interno affinché pongano anticipatamente fine all’amministrazione, arriverebbe l’egregio e sconosciuto Commissario straordinario prefettizio, in pratica un dirigente esterno il quale plausibilmente potrebbe non conoscere le problematiche del territorio ( magari non lo ha mai visto da vicino) oppure la storia politica pregressa, né tanto meno potrebbe interessargli l’intricato, contraddittorio e fallace percorso di quest’amministrazione e soprattutto, cosa ben più grave, comprendere le esigenze di imprese e famiglie.
Inoltre, non trovando il Comune in stato di per – dissesto su quali profili di urgenza dovrebbe operare?
Di certo NON sarebbe tenuto tutelare la città reagendo contro lo strapotere della Regione, dell’assessore Cecchini in particolare in quanto diretta responsabile del placet all’allargamento della discarica in spregio al più volte espresso veto unanime del Consiglio Comunale.
NON sarebbe tenuto a fronteggiare in maniera risoluta e agguerrita l’arrivo di conferimenti provenienti da altre zone sia dall’Umbria che da fuori Regione sulla scorta di qualche emergenza rifiuti altrui.
NON sarebbe tenuto a principiare l’azione legale proponendo il ricorso presso il TAR contro Acea con la quale si richiederebbe quanto meno la sospensiva.
NON sarebbe tenuto a tentare di riaprire un dialogo con l’ingombrante “padrone di casa” Acea al fine di trovare margini di accordo sulla possibilità di realizzare un’impiantistica pulita sul territorio.
NON sarebbe tenuto a cercare e prendere iniziative e misure per incentivare politiche di sviluppo e lavoro.
NON sarebbe tenuto ad ascoltare gli operatori commerciali per sviluppare idee e progettualità sulla base delle loro istanze.
NON sarebbe tenuto a promuovere piani di marketing territoriale, predisporre un calendario degli eventi culturali, e pianificazioni a lungo termine nel settore turistico.
NON sarebbe tenuto ad improntare il proprio intervento temporaneo con nessuna nuova operazione volta a migliorare la qualità della vita come l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro come l’istruzione, la formazione, lo sport, le politiche sociali,
NON sarebbe tenuto a mantenere il riconosciuto ruolo di capofila di Orvieto nelle Aree Interne con una consequenziale ed assurda perdita di opportunità di sviluppo.
NON potrebbe proseguire incisivamente l’attività di indagine e coordinamento nel Contratto di Fiume e con la dovuta attenzione al problema dell’inquinamento da mercurio sollevato dal MoVimento 5 Stelle di Orvieto con risonanza nazionale dopo venti anni di indecente silenzio.
NON sarebbe tenuto a mantenere il modello di coordinamento dei 20 sindaci del circondario che perderebbe forza di azione e anche pressione politica, anzi senza Orvieto ne cesserebbe la sua ragion d’essere con un probabile effetto di chiusura alle opportunità di un agire coeso.
NON sarebbe tenuto, il commissario prefettizio, ovvero soggetto amministrativo esterno, a rispondere ai cittadini elettori in merito alla concreta realizzazione di un programma di governo e delle prospettive che hanno ottenuto la maggioranza democratica.
NON sarebbe tenuto ad agire in termini di prospettive, tanto è vero che di commissari che abbiano sostituito sindaci portando avanti una agenda strategica quasi non ce n’è traccia qui in Italia, e persino in termini funzionali l’assenza di assessori ridurrebbe i margini di approfondimento, recepimento ed operatività costringendo di fatto ad operare per scelte minimali.
NON avrebbe più un consiglio che veda rappresentate tutte (o quasi) le sensibilità cittadine a cui rendere conto in merito a scelte od omissioni
NON potrebbe disporre della quantità di commissioni ed incarichi delegati tipici della assise elettiva.
In cambio di tutte queste meraviglie ciò che di solito fa un Commissario è l’interesse economico contabile non dei cittadini, ma dell’Ente Comune comprimendo i fondi disponibili per ciò che non sia essenziale, mettendo i servizi a domanda individuale (mense scolastiche, scuolabus, accesso a misure di sostegno economico e socio- assistenziale per le fasce di cittadini più deboli ecc.ecc.) con le aliquote maggiorate e potendosi esimere da ogni confronto e discussione.
Però, chissà poi siamo fortunati e ci mandano un Don Matteo col sorriso rincuorante, una parola buona e saggia per tutti e, perché no, anche una benedizione.
E’ da insensati inconsapevoli permettersi un tale insulso ottimismo e per una mozione di tale e perdurante portata per la vita di una città è obbligatorio valutare e misurare i pro ed i contro di ogni scelta, e così ho fatto, nonostante i vani tentativi di condizionamento a arrivati da più parti.
Perché in una onesta ed oggettiva lettura della realtà dei fatti a fronte degli ingenti rischi per la vita della comunità di Orvieto e dei suoi singoli cittadini nell’immediato ci sarebbe qualche titolo a caratteri cubitali DESTRA, SINISTRA E CINQUE STELLE HANNO AFFONDATO IL SINDACO Giuseppe Germani.
In effetti le foto di gruppo a corredo degli articoli di cronaca politica sarebbero un pochino troppo affollate di protagonisti di questo colpo di stato piccino, piccino di cui prendersi l’epocale merito!
Eccoci si arriverebbe banalmente ad aprire anzitempo un’estenuate e lunghissima campagna elettorale della quale, giustamente, gli unici a beneficiarne sarebbero gli organi di stampa.
Ma il beneficio per gli orvietani ancora non è chiaro, però!
Eppure, ricordo che l’amministrazione di Toni Concina che si trovava in una situazione emergenziale ben diversa (altro che beghe di segreterie e dispettucci per interessi di partito, affermazioni personalistiche e ricerca di ribalta di vecchie glorie in attesa di trovare una nuova residenza politica) fece i salti mortali per evitare il baratro della sospensione dei poteri ordinari e straordinari giungendo stremata, ma purtroppo con essa i cittadini tutti, alla naturale scadenza di mandato.
Orbene, il MoVimento 5 Stelle di Orvieto in questi anni di politica consiliare non ha fatto né alleanze, né accordi o patti di non belligeranza con alcuno schieramento o singolo partito. E’ per questo che le nostre battaglie e le proposte sono stare sempre portate avanti in maniera autonoma, senza chiedere permesso a chicchessia e con le mani libere.
Si è scelto di incarnare con responsabilità e senza compromessi i principi fondati dell’M5S con una minoranza ragionata e costruttiva, mai assuefatta dal ruolo di ferocia che ci viene superficialmente attribuito
( e fuori da ogni modestia è questo un risultato conseguito che va rivendicato con fierezza ) senza la necessità di scadere nella consueta, inefficace e, a tratti patetica, lotta al nemico.
Un sindaco uscente va sfidato a viso aperto come avversario qualora se ne abbiano i contenuti, gli argomenti, e soprattutto il coraggio.
Giornata dell’ambiente 2018
GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE 2018.
Il 5 di giugno è la giornata mondiale dell’ambiente proclamata dalle Nazioni Unite degli anni 70 ed è anche un momento di riflessione sulle tante questioni ancora irrisolte che riguardano il territorio nel quale viviamo e più in generale il tipo di mondo che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli. La lotta alle plastiche e all’inquinamento, la corretta gestione dei rifiuti che parta dal recupero e dal riciclo, l’economia circolare cioè il nuovo design industriale ed i nuovi materiali in grado di essere riutilizzati, il risparmio a tutti i livelli energetico e nei consumi con una importante lotta allo spreco, la promozione di una nuova educazione ambientale e civica ed infine quello che inglesi chiamano lifecycle cioè il ragionamento di lungo periodo nelle scelte che facciamo dato che non possiamo più permetterci di fare errori che poi pagheranno le prossime amministrazioni o le prossime generazioni. Qui in un territorio relativamente piccolo e tutto sommato verde come Orvieto tale giornata andrebbe declinata dell’attenzione alla questione della discarica che non deve essere oggetto di lotta politica come invece purtroppo sta accadendo. E va declinata anche in funzione della rinascita di una coscienza riguardante le fonti d’acqua che devono tornare, stante anche la scelta indicata nel recente referendum, del tutto pubbliche e quindi di proprietà e responsabilità dei cittadini. Purtroppo però la qualità del dibattito politico è troppo limitata, focalizzate su piccole contingenze, e distrae da queste cose veramente importanti. Però qualche buona notizia c’è e nasce, ad esempio, dalle scuole che oggi abbiamo potuto visitare facendoci accompagnare dai piccoli delle elementari a visitare gli orti di resilienza del bel progetto “orto in condotta”.

Per ovvie ragioni non possiamo pubblicare foto dei minori ma erano, sappiatelo per certo, tantissimi e felicissimi. Ecco la giornata dell’ambiente è anche quel briciolo di speranza che ti possono dare le nuove generazioni per le quali sentiamo la responsabilità ed il dovere di mantenere le tante promesse che di giorno in giorno ripetiamo, quelle di un mondo migliore.
Con rinnovato impegno noi ci siamo e ci saremo. Sempre.
