La crisi morde e non sono sufficienti le difese tradizionali dell’Italia figlia del boom e delle “partecipate statali”, dei tempi in cui si poteva agire sulla politica monetaria per svalutazioni competitive, i dazi impedivano i dumping dei mercati ed i servizi pubblici erano semplicemente un diritto ad accesso universale.
Il nostro stato sociale è nato in tempi lontani privi del sovraccarico tariffario diretto ed indiretto sui beni pubblici come i parcheggi e sui servizi pubblici come sanità, scuola e raccolta e trattamento rifiuti che ha trasformato il rapporto tra cittadini ed enti.
Unanimità del Consiglio Comunale alla proposta targata MoVimento 5 Stelle per vietare la costruzione di inceneritori sul territorio orvietano. Tutte le forze politiche hanno riconosciuto la necessità di un atto formale, concreto, per tutelare il nostro ambiente e la nostra cittadinanza vietando i cosiddetti “termovalorizzatori” e proponendo una più moderna visione della gestione del ciclo rifiuti.
La città ha una voce sola su questo argomento con buona pace di chi, giocando su più tavoli, ha tentato di favorirne l’istallazione proprio qui da noi e soprattutto di quello (pseudo) ambientalismo che ha provato a colorare di verde le ciminiere ed i cupi fumi che sprigionano.
Il M5S Orvieto e l’associazione Orvieto Civica, punto di riferimento del Coordinamento Umbria verso Rifiuti Zero, con gli enti promotori dell’Osservatorio “Le Crete” organizzano un incontro confronto con l’esperta in trattamenti rifiuti alternativi ai termovalorizzatori dott.ssa Margherita Bologna.
Dopo gli strappi e le tensioni dovute alla “strana manovra” estiva tesa a favorire l’insediamento di un inceneritore sul territorio è arrivata l’ora di condividere tra tutti gli interessati ed i cittadini le informazioni relative alle alternative come il Thor (sviluppato dal CNR) ed il trattamento biologico meccanico tese al riciclo totale ed a quell’economia circolare, senza sprechi, teoricamente realizzabile in presenza di condivisione e volontà politica. Continua a leggere A “Le Crete” trattamenti rifiuti innovativi→
L’amianto è una brutta bestia che uccide anche dove l’ambiente è sano.
Un territorio per potersi considerare davvero sano ed integro deve essere anche libero da pericoli e veleni riconosciuti. L’Amianto è uno di questi che, in un lento avvelenamento dell’organismo, provoca molte malattie, in special modo le categorie tumorali. In regione e nell’orvietano, sono ancora troppi i siti censiti dove è presente l’elemento tossico e visualizzabili in forma aggregata sul sito di Arpa Umbria. Davvero troppi per non fare nulla.
Anche per quanto riguarda i privati cittadini erano previsti progetti, come quello regionale “Cittadini liberi dall’Amianto” la cui effettiva attuazione e concreta efficacia non è stata, a nostra memoria, resa visibile con una pubblicazione dei risultati ottenuti.
A questo punto si impone il riportare all’attenzione pubblica il problema, il riportarlo nell’agenda istituzionale con una formale interrogazione al Sindaco ed Assessore all’Ambiente Giuseppe Germani concernente la mappatura dei siti pubblici orvietani contaminati da Amianto, il numero di privati partecipanti al progetto “Cittadini liberi dall’Amianto” e per quali quantità d’inquinante ed infine le intenzioni dell’attuale Amministrazione in ordine alla soluzione del problema.
In forma aperta e di suggerimento il M5S Orvieto pone la questione al Sindaco capofila ed anche ai partecipanti di Aree Interne che hanno fatto del territorio uno degli assi portanti della ricerca di fondi chiedendo: «poter certificare un territorio come “libero da inquinanti come l’Amianto” non sarebbe anch’esso un’attrattiva d’investimento e demografica? Non sarebbe un volano per l’economia?». Su iniziative simili ci sarebbe certamente il nostro appoggio.
Inizia in questi giorni la lavorazione del film “Il giorno dopo” grazie anche alla collaborazione ed alla logistica curata con la locale associazione Umbria FilMovie. Orvieto è ricca di location suggestive e particolarissime e con il suo circondario potrebbe ritagliarsi uno spazio di riferimento importante.
Già nel lontanissimo 1898 nella nostra città fu scelta dall’inglese British Mutoscope & Biograph Company per un documentario sulla processione del Corpus Domini. Cinema muto, in bianco e nero. Per arrivare al colore ci vorranno lunghi anni col “Barabba” di Richard Fleischer, con Antony Quinn e Vittorio Gassmann e con “Io la conoscevo bene” con Stefania Sandrelli e Nino Manfredi. Nei nostri pressi, nella zona di Montecchio, a Melezzole, fu girato “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore del 1993, con Gerard Depardieu, Roman Polansky e Sergio Rubini. Gianni Amelio muoveva i primi passi nel mondo della regia e sceglieva le incantevoli chiese di Orvieto come scenografia per la RAI. con la produzione sperimentale “La città del Sole”. Più recentemente ad Orvieto sono stati girati “La casa Bruciata” di Massimo Sanno con Giulio Scarpati e Ornella Muti e la fiction televisiva “Il bello delle Donne”.
Ecco quello della presenza mediatica cinematografica e televisiva, a nostro avviso, può essere un elemento di valorizzazione importante del territorio per il quale anticipiamo la proposta di iniziative invitando le forze politiche di maggioranza ed ex maggioranza a proporne a loro volta. Si pensi ad esempio quanta influenza la fiction Don Matteo abbia nel comparto turistico di alcune cittadine della nostra regione o quanto abbia influenzato la scelta di viaggio dei nipponici un singolo film, Amarufi: Megami no hôshû, da (soli) 10 milioni di euro ambientato ad Amalfi, con Rocco Papaleo, praticamente sconosciuto qui in Italia.
In base a queste premesse invitiamo l’Amministrazione a cogliere l’occasione odierna per iniziare un percorso di dialogo e partecipato con le realtà locali che hanno visto allontanarsi e perdersi vestivale ed eventi che avrebbero potuto promuovere la nostra città come location cinematografica, in special modo il locale festival del fumetto, Orvieto Comics, ed il Fantasy Horror Award internazionale che pure aveva attratto tanti attori e registi.
Questi rapporti e relazioni vanno ricuciti, la presenza di Orvieto nel panorama cinematografico e delle fiction va assolutamente promossa e sostenuta. Non è solo un’affermazione culturale od una strategia di marketing territoriale, deve essere ul vero volano di sviluppo che questa nuova epoca di nuovi media può garantire a chi voglia coglierne l’opportunità.
A margine osserviamo che è sempre di oggi la polemica in base alla quale gli spazi utilizzati dal Umbria FilMovie e l’intera ex Caserma Piave risultino essere inagibili, e con loro risulterebbero esserlo anche quelli occupati per lungo tempo dalla protezione civile oppure lo spazio concesso per i pregiati costumi, metalli istoriati e tessuti della Lea Pacini, quelli del Corteo Storico per intenderci. La questione la pone Cittadinanza Attiva che si è vista negare l’utilizzo di spazi nell’ex Caserma per questioni di agibilità a fronte di un riconosciuto ed eccellente impegno sociale. Incredibile!
A lungo l’Assessore Andrea Vincenti ci ha rassicurati sul prossimo regolamento di utilizzo degli spazi dell’ex caserma, sia in sede di QSV che in altre occasioni pubbliche. E’ fondamentale che le attività che portano lustro alla nostra città e che andrebbero ulteriormente sostenute non vengano danneggiate, e che sia fatta chiarezza su questa vicenda dell’agibilità. In quegli stessi spazi infatti insistono i parcheggi dei cittadini e gli stalli di stazionamento degli autobus e non è pensabile che si faccia un’operazione del genere in aree inagibili.
Chiediamo pubblicamente una parola di chiarificazione all’Amministrazione ed, eventualmente, la ricognizione delle ordinanze passate che, soprattutto se conflittuali tra di loro, risulterebbero carenti dei requisiti di legge e cagionerebbero ingiusto nocumento alla cittadinanza.
Orvieto, via della Stazione od una via simile, solito incidente sciocco col mezzo pesante che perde olio o nafta e chi scende dietro la curva perde il controllo e va fuori strada, a volte se è un motociclista ci scappa il morto, qualche volta è un turista e qualche volta un orvietano. Sicurezza Stradale per le due ruote? Una sconosciuta, a fare il paio con gli stalli di sosta.
Il M5S Orvieto è molto attento alla tematica della mobilità e ben due anni fa veniva approvata dalla Commissione Trasporti della Camera una risoluzione del pentastellata (prima firma Michele Dell’Orco) che impegnava il Governo a rimuovere i GuardRail killer ed installare barriere ‘sicure’ anche per gli utenti della strada che utilizzano cicli, motocicli e scooters. La risoluzione era stata votata da tutte le forze politiche.
E oggi?
A parte qualche singolo caso virtuoso, le nostre strade sono ancora piene di guardrail killer!
Tantissimi cittadini motociclisti ci stanno segnalando queste barriere ghigliottina che in caso di caduta e scivolamento posso essere letali. La più gettonata è proprio via della Stazione, seguita a stretto giro dalla strada di Canale, dall’UmbroCasentinese (che è appunto statale) ed i curvoni tra Colonnetta di Prodo ed Orvieto.
Il MoVimento orvietano richiede formalmente al Sindaco, nella sua veste di ufficiale di stato responsabile della salute, ed all’assessorato competente alla viabilità di intervenire se intendano intervenire per questa operazione di messa dando attuazione, tra l’altro, alla legge 120 del 2010 come già richiesto in precedente interrogazione del M5S Orvieto del 21/10/2014 sulla destinazione delle multe per un miglioramento sostanziale della #SicurezzaStradale.
La nostra personale idea è di utilizzare proprio parte dei proventi delle multe per queste manutenzioni migliorative in attesa degli apposito fondi ministeriali, resta da vedere se chi ha responsabilità in capo alla sicurezza stradale sia disposto a fare altrettanto. In aggiunta a ciò chiediamo al Sindaco quali iniziative intenda invece prendere per la sicurezza specifica dei ciclisti e per rendere le nostre strade #bikefriendly, più amichevoli per gli affezionati delle due ruote.
M5S Orvieto, Fiato sul Collo nel rispetto per l’ambiente, per le regole della strada e per la vita.
E’ il consiglio del Bilancio preventivo che occuperà gran parte della discussione con le sue articolazioni, votazioni per parti separate e la presentazione di quella programmazione pluriennale per la quale abbiamo già anticipato la nostra posizione estremamente critica ed estremamente pratica nell’individuare i limiti di visione e capacità realizzativa di questa attuale Giunta. Tuttavia c’è tanta altra carne a cuocere e c’è tanto M5S nelle iniziative, mozioni ed ordini del giorno. Anzi praticamente in ogni proposta, sia di maggioranza che d’opposizione il MoVimento è presente.
Siamo cofirmatari delle proposte sul reddito di dignità con Sel, e con la stessa Sinistra, Ecologia e Libertà presentiamo una mozione di contrarietà agli interventi di Geotermia speculativa di cui si è tanto parlato lunedì e martedì nelle pubbliche assise volute dai sindaci di Allerona e Castel Viscardo. La stessa posizione che sarà poi espressa il 30 da Andrea Liberati, portavoce capogruppo pentastellato in Regione Umbria, nella sede regionale ed anche in questa occasione con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia.
Con Forza Italia e Fratelli d’Italia ribadiamo il nostro impegno a tutela del territorio ed al rispetto formale e sostanziale del Codice dell’Ambiente in ordine a “Le Crete”, la discarica in via d’espansione, per la quale non sono state, a nostro avviso, rispettate le più elementari norme e regole. La Mozione Sacripanti, Tardani e Vergaglia richiama quanto più volte denunciato da cittadini ed associazioni sulla mancanza di trasparenza intorno ai progetti d’allargamento della discarica stessa e chiede al Consiglio orvietano di deliberare a favore del ripristino di uno stato (minimo) di legalità.
La mozione del solo Pd sull’Art Bonus giunge tuttavia sulla scorta di interrogazioni e denunce del M5S, e siamo lieti di essere nuovamente stati “inspiratori” di Taddei e soci, peccato solo che giunga fuori tempo massimo per quest’annualità scaduta a fine marzo scorso. Come spesso dobbiamo ricordare questa maggioranza è bravissima a perdere i fondi.
Infine c’è l’Ordine del Giorno “difensivo” in puro stile 5 Stelle. Non potendo incidere su un bilancio blindato dalla maggioranza e non avendo senso emendare un testo destinato ad essere stravolto da revisori e corte dei conti approntiamo una salvaguardia per i cittadini puntando sul “Baratto Amministrativo“, una nuova possibilità attivabile da quest’anno per coloro che sono impossibilitati a pagare le tasse rendendo possibile invece un servizio civile alternativo a copertura dell’imposizione fiscale. Una misura equa e moderna che chiediamo alla Giunta, in un tempo ristretto, di introdurre attraverso un regolamento d’accesso per questa possibilità altrimenti inapplicabile.
Come previsto negli accordi (poi disattesi dalla maggioranza e dalla Presidenza e per cui ci fu il nostro Aventino) ancora una volta NON abbiamo presentato interrogazioni a risposta in aula, questo per ottemperare alla richiesta espressa dal Presidente Pettinacci, e da noi lealmente accettata, con il fine dichiarato di far scorrere rapidamente la discussione fino alla presentazione del Bilancio. Avremmo potuto farne a meno visto il vano evolversi della predisposizione e conduzione dei lavori di Consiglio e Commissioni, ma abbiamo voluto dare una testimonianza di decoro istituzionale e rispetto degli impegni assunti, abbiamo ottenuto comunque le informazioni e le risposte attraverso altre forme di accesso agli atti e sindacato ispettivo e così facendo abbiamo, crediamo, rispettato cittadini ed istituzioni.
«Si tratta di un Consiglio Comunale a trazione integrale a 5 Stelle, e questo, nel giorno del bilancio di Gnagnarini marca definitivamente la differenza tra noi e chi la demagogia la pratica per davvero.» Lucia Vergaglia, portavoce e capogruppo M5S Orvieto
Innanzitutto il doveroso ringraziamento all’Assessore Martino che ha inteso recepire la nostra interrogazione sulle “Denominazioni Comunali (De.Co)” ed intraprendere un’azione di impulso politico oltre che rispondere.
Ancora una volta in questa consiliatura che l’intento ed il contributo all’amministrazione cittadina operato attraverso azioni di sindacato ispettivo (interrogazioni, interpellanze, accessi ad atti) non si limita al #FiatoSulCollo ma permette agli amministratori ed ai cittadini di fare luce e di avviare processi d’innovazione.
Cosa è successo? Nella ricognizione delle iniziative del passato che avrebbero potuto contribuire alla nostra presenza all’Expo ed al miglioramento dell’appeal turistico imprenditoriale del nostro territorio abbiamo voluto concentrarci sulla proposta Leoni, approvata in era Concina, delle De.Co. come occasione di sviluppo e di marketing territoriale. Abbiamo rilevato l’inefficacia del provvedimento e l’assenza dell’Osservatorio preposto ed abbiamo interrogato l’assessore competente.
Si ma cosa sono le De.Co.? Nel giugno 1999 il famosissimo enologo Luigi Veronelli lancia l’idea che i comuni possano valorizzare il proprio territorio attraverso le produzioni artigianali ed agricole, con le successive modifiche normative e costituzionali che hanno permesso ai comuni l’intervento nella materia agricola diventa possibile disciplinare le DE.CO., ovvero il marchio Comunale, che certifica la provenienza di un determinato prodotto (del comparto enogastronomico o artigianale) da un determinato territorio.
L’assessore Martino a questo punto non solo non ha lasciato cadere la cosa ma, anzi, si è attivata ed ha avviato le pratiche per la realizzazione e per la nomina della commissione. Speriamo che sia la volta buona e che Orvieto non si limiti alle belle parole ma metta in pratica le iniziative già approvate (e ce ne sono davvero molte).
Noi, doverosamente, continueremo a pungolare sullo sviluppo ed il ritorno alla prosperità della nostra città, anche con queste iniziative d’attenzione e sprono. Questi sono i limiti del fatto che non siamo stati i più votati ed abbiamo a disposizione i soli strumenti dell’opposizione con i quali non si governa, si può solo tentare di far proposta, indirizzare e, come questa volta, dare una scossa di vitalità alla macchina comunale.
Ma lo sapete che secondo diversi studi più del 10% di ciò che finisce in discarica è composto da pannolini e pannoloni?
Il gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, propone la riduzione a monte della produzione dei rifiuti attraverso l’adozione di buone pratiche e seguendo le normative e le direttive europee basate sulle più moderne e virtuose strategie note come principio delle 4R ovvero Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero, dove la Riduzione e la prevenzione dei rifiuti vanno considerate come prioritarie anche rispetto alla raccolta differenziata.
Ne abbiamo parlato a lungo in campagna elettorale e, non potendo attivare direttamente quanto nel nostro programma, siamo costretti a presentare ogni strategia un piccolo pezzo alla volta. Nel puzzle di #PiccoliPassi che comporrà tutta la nostra azione politica ed istituzionale oggi ci sono anche i pannolini lavabili. Ne abbiamo parlato con Serenella Bartolomei, di Ecologic Point, nostra candidata portavoce alla regione Umbria.
La diffusione dei pannolini lavabili, secondo il nostro punto di vista, su larga scala consentirebbe importanti risparmi di materie prime, ma a livello comunale o di area vasta, in particolare alla zona sociale 12 a cui appartiene Orvieto, risparmierebbe l’introduzione in discarica di tonnellate di rifiuti, con minori costi da parte dei cittadini sui costi di conferimento.
Occorre ricordare che pannolini “usa e getta”, già nelle fasi di produzione, consumano ingenti risorse e inquinano l’ambiente (consumo di cellulosa, acqua ed energia, sbiancanti chimici, materie plastiche, ecc..); secondo la letteratura tecnica per produrre pannolini per un solo bambino (che ne utilizza circa 6000 nei primi tre anni di vita) si richiede una quantità di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi e che la loro degradazione, che avviene in non meno di 500 anni, rilascia nell’ambiente svariate sostanze chimiche nocive, tra cui il poliacrilato di sodio, stagno tributile (TBT), diossina, xylene, ethylbenzene, e isopropylene.
Viceversa i pannolini “lavabili e riutilizzabili” rappresentano una scelta rispettosa dell’ambiente e, secondo molti, anche della salute degli stessi bambini; i benefici sono infatti molteplici poiché evitano l’esposizione ed il contatto con le suddette sostanze non naturali, migliorano la traspirazione delle zone genitali, migliorano notevolmente la percezione delle funzioni fisiologiche e contribuiscono, per le loro dimensioni maggiori, al mantenimento della posizione ottimale per il corretto sviluppo dell’articolazione delle anche.
Per questi motivi già molti comuni italiani hanno scelto di incentivare la diffusione dei pannolini lavabili con vari approcci: si va dalle campagne di informazione e sensibilizzazione ai sostegni diretti alle famiglie, attraverso la distribuzione di kit prova omaggio, rimborsi sugli acquisti dei pannolini lavabili, l’introduzione nei nidi comunali, convenzioni con le farmacie, esenzione totale o parziale delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti.
Tutte forme di incentivi che, in questo particolare periodo storico, costituirebbero un sicuro sostegno socio-economico alle famiglie che potrebbero così risparmiare importanti somme, se consideriamo che per un bambino si spendono in media circa 1650 euro per i pannolini nei primi 2/3 anni di vita, contro i 3/400 euro circa (dipende dai modelli e dalle marche) di quelli lavabili, senza contare che si possono eventualmente riutilizzare per altri figli, raddoppiando i risparmi.
Per fare il quadro completo, non limitandoci all’orticello di casa, non possiamo ignorare che il bilancio “ecologico ed economico” tra le due tipologie di pannolini, anche tralasciando l’aspetto legato ai rifiuti, risulta nettamente a favore di quelli lavabili. In particolare se consideriamo i consumi idrici ed energetici dovuti al lavaggio dei pannolini in lavatrice non risultano superiori a quelli del ciclo vitale-produttivo dei pannolini usa e getta; se poi consideriamo l’utilizzo di lavatrici ad alte prestazioni energetiche, a pieno carico e a temperature medie, consente di spostare nettamente il bilancio idrico ed energetico a favore dei pannolini lavabili.
Il M5S Orvieto esporrà questa proposta al Consiglio Comunale, siamo certi col sostegno trasversale sia della maggioranza attuale che dell’ex maggioranza, per prevedere nel bilancio preventivo risorse per avviare e sostenere progetti di promozione ed incentivazione per l’utilizzo dei pannolini lavabili, nelle forme che si riterranno più idonee, insieme alla necessaria informazione sui vantaggi per i bambini, per le famiglie e per l’ambiente.
La politica non è solo grandi balzi ma soprattutto piccoli passi.
Il 9 maggio il M5S organizza una marcia di 19 chilometri, da Perugia ad Assisi, aperta a tutti, per il reddito di cittadinanza:
il minimo indispensabile per permettere a chiunque abbia perso il lavoro o non l’abbia mai avuto di vivere una vita dignitosa fatta di diritti e non di elemosine. Il M5S ha individuato i tagli necessari e gli sprechi per raggiungere la copertura, di circa 17 miliardi, necessaria perché sia possibile vivere in un paese civile in cui tutti i cittadini hanno gli stessi diritti.
Parteciperanno alla marcia tutti i portavoce M5S, Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, le associazioni e tutti quelli che vogliono un paese civile.
Partenza: ore 12.00 dai Giardini del Frontone, Borgo XX Giugno, Perugia
Arrivo: intorno ore 18.00 su Viale Patrono d’Italia Basilica Santa Maria degli Angeli, Assisi
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse