Archivi categoria: MoVimento 5 Stelle Orvieto

Profili d’illegittimità nella riforma Gnagnarini?

In questi giorni si conclude la minirivoluzione dell’organizzazione comunale voluta dall’Amministrazione.

Il M5S ha definito in precedenza quest’innovazione quale politicamente contraddittoria, si assegnano infatti a dirigenti responsabilità di uffici e posizioni organizzative tali da ricalcare solo parzialmente lo schema delle deleghe assessorili, lasciando quindi i dirigenti a non avere un singolo assessore di riferimento per l’indirizzo di governo. A questo si aggiunge una struttura, uno staff, che si occupa di programmazione, coordinamento e comunicazione esterna frapposto tra la parte politica (Sindaco e Giunta) ed i dirigenti di seconda fascia responsabili delle specifiche aree strategiche del Comune. Insomma sembra la classica funzione di direzione generale possibile solo nei comuni più grandi, quelli con centomila abitanti o più.

Già per questo abbiamo voluto valutare sul piano della legittimità l’attività promossa dalla Giunta e presentata dall’Assessore Gnagnarini. Continua a leggere Profili d’illegittimità nella riforma Gnagnarini?

Ambiente: gestire il problema Processionaria

Già avvistata con i primi bozzoli che si sono schiusi in largo anticipo la processionaria, il pericoloso insetto che si muove in gruppo come in una processione un bruco dietro l’altro.

processionariaInsetto lepidottero che nella sua vita larvale, prima di fare il nido e diventare falena, è dotato di peli urticanti sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento, questi volano e si attaccano facilmente ai tessuti come pelle e mucose, provocando una reazione urticante con rilascio d’istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi Continua a leggere Ambiente: gestire il problema Processionaria

Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale

Sono molte settimane che infuria una polemica sui social network e sulla stampa locale nella valutazione se Orvieto si sia impoverita oppure no. A confronto ci sono le carte che parlano d’incremento turistico in favore della città, d’altro canto è esperienza comune trovare sempre meno negozi aperti e meno gente per le strade. Entrambe le cose sono verificabili. Come M5S ci siamo sempre posti il problema dell’aumentare l’appeal del borgo antico come attrattore turistico e come “centro commerciale naturale” non per una lotta ideologica contro i centri commerciali e super aperti allo Scalo, Ciconia, Sferracavallo ed all’Arcone, ma seguendo a semplice considerazione che i soldi spesi nei negozi e negli esercizi di vicinato ricadono nel territorio invece che nei furgoni portavalore diretti lontano.

A nostro avviso centro storico di Orvieto è uno dei volani economici della cittadina, punto di riferimento di quello che la la normativa e l’uso comune generalmente con la locuzione di Centro Commerciale Naturale, punto di approdo del turismo che è una delle industrie delle occasioni lavorative che ancora tengono nel territorio.

Ma il progressivo svuotamento dai negozi, soprattutto tradizionali, e dei tanti locali lasciati sfitti per lunghi periodi le cui vetrine buie e troppo spesso impolverate contribuiscono a quel senso di vuoto e aumentano la tendenza desertificazione, indebolendone l’attrattività come luogo di socializzazione, ritrovo e svago, rendendo meno gradevole l’esperienza del vivere il cuore cittadino e riducendovi la propensione alla spesa locale. Peggio ancora le troppe vetrine sporche e non oscurate in maniera decorosa, luogo di affissione selvaggia per manifesti, volantini, fogli di giornale ed anche per comunicazioni private, inoltre gli ingressi commerciali in stato di semiabbandono dove tra i serramenti metallici forati e le porte interne si manifestano ricettacoli di sporcizia e rifiuti vari, che causando oltre a gravi problemi di igiene pubblica un forte degrado estetico. Continua a leggere Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale

Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

In occasione dell’importante scoperta scientifica che conferma la Relatività di Einstein, ci rivolgiamo ai cittadini dei territori orvietani, a chi vi lavora ed agli amministratori pubblici,

Leggiamo praticamente ogni esponente di spicco della comunità parlare di “puntare sull’innovazione” eppure a giudicare l’operato delle forze politiche e dei singoli nell’innovazione non si investe, non se ne sostiene la base culturale che è fatta in larghissima parte di studi tecnici e scientifici, non se ne alimenta la condivisione.

Eppure le eccellenze non mancano come non mancano le occasioni e, tolta l’apposizione della targa stradale dedicata all’innovazione nei pressi di un campus privato che alimenta un programma di studio attraverso strumenti informatici, nulla si muove. Continua a leggere Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

PUC2: superare la quiescenza del Comune

Nel 2009 Orvieto fu esclusa dall’accesso ai fondi regionali per la riqualificazione urbana, una partita del valore di alcuni milioni di euro che fece male alla nostra città. Allora ci fu lo sdegno dei politici e la sensazione di amaro in bocca, ma poi?

Poi un’altra illustre esclusa, Assisi, fece formale ricorso contro i criteri di valutazione che hanno portato la Commissione tecnica a stilare la graduatoria dei Comuni ammessi a finanziamento, che contro la composizione della stessa Commissione tecnica. Il Tar ha poi accolto il ricorso presentato dal Comune di Assisi annullando, nel marzo 2012, la deliberazione della Giunta regionale n. 1076/2009, evidenziando che ‘la procedura volta all’individuazione dei programmi urbani complessi 2 si sia svolta in assenza di idonei criteri di selezione. Orvieto cosa fece? Ricorso al Tar a sua volta, d’accordo, ma inutilmente visto che l’annullamento lo avrebbe ottenuto Assisi vendendone addirittura la conferma al Consiglio di Stato. Ma Orvieto in termini di atti amministrativi ed azioni legali volte a ricevere i finanziamenti od essere risarciti come parte lesa cosa si è realmente fatto?

Da qui un’interrogazione del Movimento 5 Stelle e la proposta di una commissione che punti a verificare se il Comune sia stato effettivamente danneggiato dai criteri di valutazione contro i quali si è espresso il Tar e se esistono le condizioni per richiedere un risarcimento degli eventuali danni subiti e subendi per i quali, a nostro avviso, la prescrizione dovrebbe infatti scadere nel marzo 2017 data entro la quale, se la Commissione sarà avviata ed approverà una richiesta risarcitoria, dovranno essere formalmente richiesti i dovuti risarcimenti, potenzialmente milionari.

Nel frattempo vogliamo ricordare che quei soldi del Puc 2 hanno finanziato di tutto e di più, incluso le recentissime “app” della cultura e  sanità spoletina. E cosa c’entrino con un “Piano Urbano Complesso” non riusciamo proprio a coglierlo.

Una riorganizzazione contraddittoria

L’organizzazione lavorativa della macchina comunale sicuramente influenza l’efficienza, a parità di personale, costi e motivazione, nel raggiungimento degli obbiettivi amministrativi che ci si pone. In alcuni casi addirittura ne influenza l’efficacia, o l’inefficacia.

Ovviamente questi obbiettivi vanno presentati, e con loro anche la misurabilità dei medesimi. Esistono degli standard e delle buone pratiche a cui riferirsi, dei “benchmark” a cui tendere o con cui confrontarsi come ad esempio altri comuni rappresentativi di come si potrebbe fare di più e meglio rispetto all’oggi.

Nel consueto linguaggio burocratichese l’assessore Gnagnarini ha annunciato il risultato del suo lavoro iniziato nel 2014 dicendo quali nomi hanno ora i vecchi uffici e sotto quale ala di responsabilità si spostano alcune funzioni. Quello che non dice è a quali obbiettivi in termini di risultato e di efficienza tende tutto ciò.

A noi cittadini presenta questa scheda sul sito web del Comune.

PIANTAORGANICAA parte i “refusi” come “Controllo di Getione” dobbiamo porci alcune questioni:

  1. Il nuovo ufficio di “Programmazione e Controllo di gestione” sembra essere una sorta di filtro tra Sindaco e settori dirigenziali, posto così rappresenta un ulteriore anello della catena di responsabilità. Domanda: Erano state riscontrati difetti strutturali di programmazione o mancato controllo di gestione nei singoli settori? In mancanza questa scelta rischia di rallentare il lavoro e trasformare in un “ufficio scuse plausibili” questo nuovo staff, atto solo a tutelare il responsabile politico del controllo di gestione, ovvero l’Assessore al Bilancio che è lo stesso fautore di questa riorganizzazione .
  2. La Giunta ha approvato questo nuovo organigramma ma ci saremmo aspettati che allora Vincenti, che ha delega di mobilità e politiche comunitarie rimettesse per amor di efficienza la seconda delega in favore della Martino che ha già Cultura e Custolino rimettesse a Gnagnarini che si occupa del finanziario la delega ai servizi informatici. Adesso gli assessori che devono dare gli indirizzi politici agli uffici non rispettano i principi organizzativi che essi stessi hanno approvato. Questa schizofrenia di fondo nella migliore delle ipotesi non aggiunge un grammo di efficienza al Comune, più probabilmente invece lede l’intera macchina comunale oltre ad essere incomprensibile.
  3. In questo organigramma chi si occupa del personale? Tra il nuovo decreto sull’efficienza della pubblica amministrazione e le responsabilità dei dirigenti forse andava esplicitato l’ufficio responsabile con la relativa posizione organizzativa.
  4. Curiosamente pare che, secondo questo organigramma, le posizioni relative alle “Politiche Comunitarie” ed i “Servizi informatici” non necessitino di Alta Professionalità (AP) ma siano delle semplici Posizioni Organizzative (PO).
  5. Ricordiamo che in questi anni i singoli uffici hanno ridotto il numero dei servizi erogati (si pensi all’URP che prima faceva anche l’ISEE e da punto Enel) a parità di personale. La nuova disposizione degli uffici ci sembra non tenga conto di un eventuale ripristino dei servizi ai cittadini.

«Quella che Gnagnarini ha presentato sembra una riforma tipicamente all’italiana, condita di ottimismo con i suoi riferimenti ad una modernità ed ad una efficienza che però non sono riscontrabili o misurabili,  che sicuramente tutela e mette al sicuro Sindaco ed Assessore proponente ben nascosti dal controllo delle minoranze dietro il nuovo ufficio ed in più lascia una confusione tra indirizzi politici assessorili e dirigenze che espone a veti incrociati e blocchi operativi, rendendo difficile individuare i responsabili. Un vero capolavoro di burocrazia. Ma questa è solo la presentazione, siamo sicuri che quando finalmente mostreranno tutte le carte ed il nuovo documento di programmazione ci sorprenderanno ancora. Speriamo in meglio, ma temiamo il peggio. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Amianto: i soldi per le bonifiche ci sono

L’amianto é un materiale edile molto  economico e molto resistente agli sbalzi termici, all’usura, agi agenti chimici e alla trazione, che é stato largamente usato, dai pavimenti ai tetti, dai freni dei treni ai pannelli fonoassorbenti, e c’erano ottime ragioni: é un materiale naturale composto da silicati, fino agli anni 90, quando è diventato illegale.  Ovviamente è presente in moltissimi edifici pubblici ed anche qui ad Orvieto.amianto edifici pubblici in umbria Continua a leggere Amianto: i soldi per le bonifiche ci sono

Orvieto: un ambiente a 5 stelle

Un territorio ancora incontaminato, ricco di eccellenze e tipicità, di prodotti e bellezze che ci invidiano da tutto il mondo e che da tutto il mondo vengono a visitare: questo è il territorio orvietano.

Purtroppo un territorio all’ombra di una discarica tra le più grandi della regione, una sorta di vulcano addormentato nel cui ventre si sono stratificati rifiuti speciali, quelli dell’emergenza campana e tanta spazzatura urbana che non si è voluto o potuto differenziare in presenza di una piano d’ambito che si è dimostrato fallimentare.

Oggi tante forze politiche e territoriali che hanno avuto le proprie responsabilità in questa situazione tentano di rifarsi una verginità e dettare un’agenda operativa ambigua e contraria alle esigenze di economicità e sostenibilità che i cittadini meritano.

Non vogliamo fare l’hit parade del peggiore tra l’assessore Cecchini, famosa per volere a tutti i costi l’espansione del secondo calanco, che da centro sinistra rimbrotta la vecchia amministrazione  Concina di non essersi battuta contro il terzo calanco, anzi di aver deliberato in ATI4 l’avvio del procedimento nel 2011 con l’allora assessore Tardani e con l’astensione del successivo assessore, Margottini, quando se ne discusse l’impiantistica. Ci limitiamo a dire che una corretta programmazione avrebbe permesso oggi di avere già in discussione, sia nel Contratto di Fiume che per Aree Interne dei veri distretti del riciclo altro che allargamenti di discarica o le incursioni a Roma dell’ex sindaco per avere nientedimeno che un inceneritore.

Ma non ci limitiamo a dire solo che siamo diversi, da parte nostra come MoVimento 5 Stelle abbiamo da sempre fatto dell’Ambiente uno dei nostri punti di riferimento e qui nei territori orvietani abbiamo presentato sia in campagna elettorale che annualmente una proposta a 5 stelle sul ciclo dei rifiuti chiara, economica e condivisa sul solco di quanto nei nostri documenti fondanti come la “Carta di Firenze” del 2007 che sulla strategia #RifiutiZero.

strategia rifiuti zero orvietoL’anno scorso purtroppo non siamo riusciti, da forza di opposizione compressa tra ex maggioranza e maggioranza attuale, a portare la discussione sugli argomenti veri del ciclo dei rifiuti quando fummo ideatori ed unici firmatari in Consiglio Comunale dell’Osservatorio “Le Crete”, ora scissosi in quello originale, la cui carta fondante è accessibile e depositata in Comune,

Osservatorio Le Crete-logo

e nel “gemello” (che usa lo stesso nome ma un logo diverso per via del copyright) costituitosi con l’aggregazione promotrice di una legge d’iniziativa popolare in cui non ci riconosciamo per i tanti comitati e fondi che pone a metà strada dalla partecipazione dei cittadini e le scelte strategiche della regione, che non è dichiaratamente contro gli inceneritori e le discariche e che, pertanto, non rientra nella nostra visione di un ambiente sano con un ciclo di rifiuti virtuoso. Abbiamo potuto fare informazione, scrivere una lettera aperta ai cittadini sin da settembre mettemmo in guardia contro le possibili crisi che puntualmente si sono verificati, individuare criticità nell’inquinamento dei territori addirittura fino a Fabro in cui il Sindaco, pur respingendo ogni accusa, intanto ha dovuto emettere ordinanza per impedire l’uso dell’acqua nei pozzi ed ancora non si è scavato in profondità, ed abbiamo assistito alla pioggia di interdittive antimafia in regione che rendono “Le Crete” ancora più appetibile.

Quest’anno i nodi dell’enorme costo Tari, della messa in commercio della materia prima recuperata, dell’evitare incursioni dei capitali d’origine malavitosa e della salvaguardia dell’ambiente puntando alla chiusura ed alla gestione post mortem della discarica saranno sicuramente causa di acceso confronto.

Consiglio Comunale del 18 gennaio 2016

Forse occorreva impegnare anche la mattinata per svolgere tutte le tematiche accumulatesi nel periodo festivo e da prima, con le discussioni sul bilancio. Inoltre le 17 interrogazioni comprendono anche questioni portate dai Consiglieri di maggioranza, legittimamente, nonostante in capo a molti di loro pendano deleghe, sulla cui legittimità invece abbiamo già avanzato molti dubbi, che gli permettono di agire all’interno della macchina comunale e quindi, in larga parte, permettano alle proprie forze politiche di essere informate di quanto invece chiedono durante il Consiglio sottraendo spazio al dibattito e, di fatto, limitando la possibilità di agire alla minoranza. Forse è anche ridondante una mozione del Pd su scelte di viabilità, per giunta sperimentale e su un tratto limitato di territorio, per le quali basterebbe un’ordinanza, un atto degli uffici, ed invece vi si impegna tutto il Consiglio. Così non va bene.

Questa illustrazione renderà forse comprensibile al cittadini perchè atti dell’opposizione ( come Piedibus, valorizzazione del pensiero e della cultura scientifica), che avrebbero dovuto essere discussi all’inizio anno scolastico arrivano al Consiglio purtroppo a fine gennaio.

Se questo deve essere davvero l’anno per la svolta della nostra città poniamo alla maggioranza, alla presidenza del Consiglio Comunale ed all’Amministrazione anche la questione di permettere una concreta possibilità d’espressione per le voci dei cittadini che non hanno votato Germani. Sarebbe davvero un bel segnale, un concreto esempio di rispetto per la parola “Democrazia” in anni in cui questo termine sembra perdere significato ed in cui le istituzioni sembrano sempre più distanti dalle persone.

Noi ci saremo, ci vediamo il 18 e raccomandiamo ai cittadini di partecipare; il Comune è ancora la casa di tutti gli orvietani.

Lucia Vergaglia, M5S Orvieto