Il Pil di Kennedy

Ne è passato di tempo ma ancora non recepito questa straordinaria sintesi che fa il rappresentante di un paese che ha per proprio faro proprio il mercato, in quel luogo, gli USA, questo discorso però non è per nulla rivoluzionario.

Strano a dirsi ma in Italia questo si che è un discorso rivoluzionario eppure dovrebbe essere l’abc della corretta politica, dell’interesse comune, una delle prime lezioni di educazione civica o storia contemporanea.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

robert-kennedyNon possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)

Il 5 Stelle incontra i lavoratori pendolari

Giovedì mattina, 31 gennaio, freddo pungente. Parcheggio gratuito sotto la stazione, si gratuito ma ancora per poco dicono, via che c’è l’ultimo treno, da venerdì per chiusi si va solo col bus, servizio sperimentale dicono, dicono sempre così. Forse c’è il tempo di un caffè e fare quattro chiacchiere con quelli della politica.

stazioneFacce assurde, non andranno mai in Tv, vestiti normali, c’è chi fuma, c’è la ragazzina che stringe con le mani sottili il bicchiere di una bevanda calda, mani sottili, ma ha una stretta forte, c’è sempre quello col volantino. E’ il MoVimento 5 Stelle, quelli di Grillo, quelli che non vanno ai TalkShow, che non prendono soldi dai partiti, dalle sezioni e non si incassano i rimborsi elettorali.

Intorno non ci sono poster con i faccioni, con quei volti seri, preoccupati, da manifesto. Manca l’atleta medaglia d’oro, non c’è il magistrato ex antimafia, non c’è il personaggio della tele.

Tuttavia loro ci sono, e pensare che c’è chi crede che siano solo su internet, loro ci sono, quelli dell’odiato guru, quelli dell’antipolitica, quelli delle piazze stracolme, quelli che poi dopo due mandati se ne vanno a casa, quelli che non ne faranno un mestiere, quelli che sembra che ci credono, ci credono davvero.

L’incertezza fa fuggire anche i Librai

E’ l’incertezza che rende difficile l’operare produttivo qui ad Orvieto, non è solo la durezza della crisi con cui dobbiamo fare i conti, ne la tragedia di un evento climatico che, come popolazione, abbiamo dimostrato ampiamente di sapere affrontare con forza e con capacità, ben più degli enti preposti e dei professionisti venuti da lontano.

sliNon è la fatica, ne la paura nell’affrontare i rischi il nostro problema. Il declino è anche, forse sopratutto, figlio dell’incertezza. Le forze sane, come l’Associazione Librai Italiani e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che qui ad Orvieto con il locale Centro Studi, avevano dato vita all’inizativa della Scuola Italiana Librai, riconosciuta eccellenza internazionale che ha formato i direttori di librerie prestigiose e collaborato con quesi tutte le realtà editoriali del paese, ebbene anche loro hanno, nell’incertezza del destino che l’amministrazione vorrà dare allo stesso Centro Studi, hanno infine gettato la spugna. Adesso la Scuola Librai va a Roma, ed a noi restano gli incerti cocci di quel che resta del Centro , ed i conti da pagare.

Le istituzioni culturali sono come le fabbriche, se smettono di produrre, cultura e prestigio nel nostro caso, come pagheranno gli stipendi? Come impedire che si trasformino nell’ennesima scatola vuota, nell’ennesimo palazzo abbandonato? Come fermare questa deriva in cui oltre l’Ex Ospedale, l’Ex Caserma, L’Ex Istituto ed a breve l’Ex Tribunale sta per aggiungersi anche un Ex Centro Studi?

E’ dura costruire realtà che si ritaglino un ruolo d’eccellenza, e ci vogliono anni, perderle invece è solo un attimo.

Mobilità in disarmo

Siamo diventati un paese strano davvero.

ferrovia abbandonataNell’anno in cui il bilanco tra auto rottamate e nuove immatricolazioni segna il record negativo di sempre, tanto da far coniare neologismi come “demotorizzazione”, invece di cogliere quest’occasione storica per affrontare il tema della mobilità alternativa, la miglior idea che abbiamo è quella di ridurre le corse ferroviarie e gli autobus. Si è cominciato con i treni dei pendolari dagli orari sempre più assurdi, alla scellerata proposta poi di tariffare il parcheggio della stazione ancora, per ora, gratuito.

Con gli strumenti informatici abbiamo tentato, prima di Natale, di farci consigliare la mobilità pubblica migliore per raggiungere Città di Castello da Orvieto ed abbiamo ricevuto l’apprezzabile risultato di 22 ore per lo spostamento, chiedendo in stazione come fare ad ipotizzare un giro turistico della regione in treno, una cosa normale in altri paesi, abbiamo ricevuto risposte sconcertanti e consigli del tipo: c’è chi affitta una Vespa per fare il giro dell’Umbria, perchè non lo fate anche Voi? (fuori intanto grandinava).

Poi, finalmente, arriviamo ai giorni nostri, sarà migliorata la situazione?

Ovviamente no, anzi, persino la Orvieto-Chiusi ferroviaria va ad esser sostituita dall’autobus di Umbria Mobilità che intanto, solo ieri, manifestava e minacciava i fermi delle corse.

La mobilità privata è divenuta insostenibile, quella pubblica (privatizzata?) non riesce a mantenere i livelli minimi essenziali per permettere il lavoro. Imprenditori, lavoratori e famiglie sono ostaggio di questa tenaglia assurda che nei nostri territori impatta anche sul turismo. I comuni lungo le vie del ferro dovranno agire assieme e far sentire la propria voce.

Torno Subito

Staremo via per qualche giorno, nessun problema tecnico o di salute, semplicemente ce ne andiamo in giro per il meritato riposo. Torniamo presto, ciao gente e non fatevi infinocchiare dalla Tv.

tornosubito

Par Condicio 2013

Riceviamo e, con apprezzamento, pubblichiamo integralmente:

par-condicioORVIETO

Con l’indizione dei comizi per lo svolgimento delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi e fino alla chiusura delle operazioni di voto, anche l’Agenzia di informazione istituzionale quotidiana “Orvieto Notizie” adempie alle disposizioni in materia di comunicazione istituzionale, stabilite dall’art. 9 della legge 28/2000 che vietano a tutte le Pubbliche Amministrazioni di svolgere attività di comunicazione istituzionale, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.”

In pratica l’agenzia di stampa della locale amministrazione non entrerà a gamba tesa nell’affaire elettorale. Appreziamo l’impegno certi che non ci si vorrà sottrarre, celati da codesta foglia di fico, al corretto comunicare con la cittadinanza in relazione agli argomenti cogenti ed urgenti relativi all’amministrazione ed al territorio.

 

Il rimpiattino dell’alluvione continua…

Continua, continua ancora.

alluvioneAncora rimpalli di responsabilità, tentate affermazioni personali, accuse reciproche in un rimpiattino che continua ancora. E’ incredibile. Le dichiarazioni di Trappolino, le sue accuse sulle promesse non mantenute di Monti, i milioni in legge di stabilità, destinati agli alluvionati ma, ricorda proprio a Trappolino Piergiorgio Pizzi, sui quali non son ancora giunti ragguagli, la richiesta del nostro Sindaco di velocizzare la pratica della richiesta di stato di calamità, per 7 milioni, che tuttavia solo il 3 gennaio è stata trasmessa agli uffici competenti, il capogruppo pidielle Nevi ne fa una questione di campagna elettorale e tira in ballo la sotterranea alleanza tra lo stesso Monti e Bersani che induce la nostra presidenza regionale a tacere su questi problemi locali, a seguir poi la scontata e piccata risposta della Marini…

Signori, basta. Fatti non parole. L’alluvione c’è stato ad inizio novembre, siamo alla fine di gennaio e qui c’è solo il rimpiattino che continua.

Incontri con la cittadinanza

Orvieto e dintorni.

il nostro programmaAncora proseguono gli incontri informali con la cittadinanza per presentare i punti dell’Agenda Grillo, il programma elettorale del MoVimento a 5 Stelle, gli approfondimenti delle esigenze territoriali.

Però con l’avvio ufficiale della campagna elettorale ci dovremo rifare ai tempi contingentati dei singoli comuni ed ai relativi spazi.

Tuttavia potrete incontrare anche alcuni dei candidati per il Parlamento Nazionale, dei cittadini come Voi che andranno a Roma, con le idee chiare per portare le Vostre istanze ed esigenze e che, attraverso internet, prenderanno l’impegno di portare le proposte di legge che giungeranno dalla gente ed accettate da almeno il 20% della base degli iscritti al MoVimento.

Insomma un’autentica novità dove per davvero i nuovi eletti saranno portavoce di chi vive giorno per giorno la durezza della nostra realtà nazionale e locale.

Rimanete in contatto per le novità ed il nuovo calendario.

Avatar di Massimo MaggiVisioni in Movimento

confLa distruzione del benessere

(di massimo maggi)

Cos’è lo stato di benessere? In poche parole lo stato di benessere consiste nella azione del governo di un paese che garantisca a tutti i suoi cittadini un ragionevole ed umano livello di ingresso, alimentazione, salute e educazione. E’ la conferma del diritto che consente a tutte le persone di non essere escluse dalla società; il Reddito di Cittadinanza deve consentire a tutti un accesso al servizio pubblico ed ai diritti fondamentali ed inalienabili.

Non si tratta di assistenzialismo, ma del riconoscimento del diritto di un livello sociale normale (salute, educazione, famiglia, etc,). Molto ed altro, in tutto o in parte, nella sostanza o nella forma, i paesi dell’Europa Occidentale stanno discutendo in questi giorni come smantellale lo Stato di Benessere.

Il Lavoro precario, la privatizzazione della cosa pubblica e lo smantellamento della sicurezza sociale. Le argomentazioni politiche ed economiche che vengono portate…

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