Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

E’ tanto il cibo che va perso senza essere consumato, colpa in larga parte di un sistema produttivo che perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima che arrivino in tavola.

In tal senso il Ministero dell’Ambiente dal 2014 ha promosso la giornata nazionale contro lo spreco alimentare il cui primo anniversario è appena trascorso senza che Giunta o maggioranza al Comune di Orvieto battessero ciglio.

Il M5S è da tempo sensibile all’argomento e ben prima di entrare in Consiglio Comunale, in piena era Concina, il Meetup Orvieto 5 Stelle aveva già depositato proposte da discutere in Amministrazione per il recupero di scarti ed avanzi, in special modo dei prodotti alimentari in scadenza.

La nostra proposta di Last Minute Market (Mercati dell’ultimo minuto) nasceva da esperienze e buone pratiche proposte studiate e raccolte in appositi disciplinari dall’Università di Bologna e dalle esperienze in tal senso portate avanti dai comuni più virtuosi.

Eppure è l’anno dell’Expò sul cibo, è l’anno della campagna contro lo spreco del Pane, è l’anno in cui lo spreco, stante la crisi è un vero e proprio colpo basso, uno schiaffo alla miseria ormai così tanto diffusa.

La nostra idea è li, a disposizione, ed è una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee creando un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva; oltre a ciò con la stessa metodica si può operare nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri ed i giornali destinati al macero.

Avevamo indicato anche i principali punti di riferimento “professionali” per impiantare sin dal 2013 un mercato dell’ultimo minuto locale ma ne la  Giunta Concina ha avuto l’iniziativa di prendere in considerazione queste ipotesi, ne la Giunta Germani ha avviato iniziative simili, neppure sappiamo se hanno dato una minima occhiata a quanto depositato presso il comune dal Meetup.

Peccato, ci saremmo aspettati una qualche iniziativa considerato lo stato di bisogno di tanti nostri concittadini ed il continuo inutile spreco figlio di una politica lassista impegnata solo a scomuniche e giochi di palazzo.

Gli altri comuni, facciamo l’esempio di Ferrara che riesce a recuperare i farmaci in scadenza da ben 11 farmacie comunali portando benessere e salute ai bisognori e riducendo l’impatto sul sistema sanitario nazionale, oppure di Jesi che opera il Last Minute Market addirittura insieme alla famosa trasmissione televisiva Masterchef, dimostrano quanto si possa essere grandi con poco.

Se volete noi ci siamo.

Tavolo di lavoro sul commercio.

Il problema della licenze di Orvieto Scalo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari.

L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, portando in audizione gli operatori e gli esperti, implementando le buone pratiche dei comuni più avanzati nei nostri regolamenti e provvedendo a periodiche messe a punto periodiche  in vista degli ulteriori progressi del delivery, della distribuzione e della mobilità. In tal senso il M5S intende coinvolgere nella sede sella II Commissione permanente il maggior numero di forze dotate di quel potere di indirizzo della politica cittadina a realizzare un “Tavolo di Lavoro sulle Regole del Commercio” dedicato a risolvere gli attuali problemi e prevenire quelli potenziali con l’obbiettivo di riportare il commercio ad essere un centrale punto di riferimento della vita e dello sviluppo della città

Qui di seguito il testo dell’iniziativa Continua a leggere Tavolo di lavoro sul commercio.

Opposizione e risultati di programma: Coworking & Microcredito

La maggioranza vuole governare e l’opposizione vuole vedere realizzato il proprio programma. Un risultato minore sarebbe quello di essere semplicemente ostacolo delle forze al governo della città.

Il M5S di Orvieto si è distinto per una quantità di proposte e per una presenza su temi sentiti ed importanti tale da poter essere scambiato per una forza maggioritaria. Non è così. L’azione politica c’è ed i risultati arrivano anche perché si tenta in molti modi di levare spazio ed argomenti ai pentastellati, molto sentiti dai cittadini, ed ormai percepiti come soluzione reale e praticabile. A noi va benissimo perchè vedere promosso e realizzato il programma elettorale e le idee del MoVimento è decisamente il nostro obbiettivo, ed ovviamente chiunque presenti proposte concordi a quelle da noi lanciate avrà il nostro appoggio ed il nostro plauso.

consiglio comunale orvieto

Il prossimo Consiglio Comunale del 6 febbraio non farà eccezione ed offrirà proposte a cinque stelle da parte, ad esempio, del Pd e di Forza Italia. A dicembre, mentre parlavamo dei Buoni Propositi per il 2015, indicavamo questo come l’anno per puntare sul Coworking nella nostra città con queste parole:

«…per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro…»

Al solito tante cose le proponiamo e non vogliamo trasformarle subito in mozioni per due motivi:

  1. In primis se una nostra mozione piace alla maggioranza le trasforma in delibere di giunta PRIMA della discussione. Ad esempio il 6 febbraio è calendarizzata la nostra mozione “Parcheggia e giri gratis” presentata ad ottobre e relativa a parcheggi ed autobus gratis nel periodo natalizio. Iniziative effettivamente prese dal Comune di Orvieto con delibere di Giunta ed ordinanze sindacale mentre per un motivo o per l’altro si spostava al calendarizzazione della nostra iniziativa. No problem, l’importante è che si sia fatto.
  2. Ci siamo ripromessi di non rischiare di ingolfare il consiglio superando i tre atti di indirizzo per adunanza. Superare questa quantità, considerato che abbiamo un solo consigliere e siamo la più piccola delle forze in campo, ci espone al rischio di venire ulteriormente limitati. Se avessimo avuto voti per portare almeno un secondo consigliere si poteva fare molto di più.

Anche la minoranza di destra, tradizionalmente liberista e capitalista e, pertanto, piuttosto lontana dagli argomenti “economici” e “sociali”  trattati dal M5S, propone al prossimo consiglio iniziative compatibili col nostro spirito. E’ il caso della mozione Tardani sul Microcredito, vero cavallo di battaglia dei nostri portavoce, ed anche in questo caso leggiamo una certa evoluzione che senza la nostra presenza probabilmente, a nostro avviso, non ci sarebbe stata.

In conclusione non possiamo che prendere atto di quanto la nostra presenza abbia spostato l’asse delle discussioni che gli stessi attori di maggioranza e minoranza hanno avuto fino al 2014, per quanto a ruoli alterni. Il seme del MoVimento ha già attecchito, figuratevi se eravamo maggioranza.

Le licenze in ostaggio

La questione delle cosiddette licenze commerciali per i supermarket di Orvieto Scalo configura una eccessiva concentrazione nelle mani della sola Coop, un monopolio di fatto.

La questione nasce da lontano ed ha un punto di svolta quando, nel 2006, Orvieto Scalo doveva divenire  “un quartiere da abitare” e l’allora sindaco Mocio «…in ottemperanza ad una legge regionale, propose al Consiglio Comunale, in particolare alla III^ Commissione Permanente, l’iscrizione all’ordine del giorno, del punto relativo all’individuazione urbanistica di un’area per la realizzazione di una struttura di tipo AG1.» definendo lo Scalo luogo «….strategico per l’intero territorio comunale e per la sua collocazione, un quartiere che soffre del suo sviluppo originario intorno alle grandi arterie di viabilità su gomma e su ferro; un quartiere attraversato da grandi infrastrutture come la 205, alla strada Bagnorese, alla 71 Umbro-Casentinese, da due ferrovie, dall’Autostrada. Su Orvieto Scalo, l’Amministrazione Comunale con una serie di piani è più volte intervenuta nel tempo, fino agli interventi estremamente qualificanti del PUC.».

In pratica la realizzazione del centro commerciale, per quanto già fosse previsto da tempo, nasce su questi fondamenti. Peccato che nel frattempo non ci si era messi a lavorare seriamente anche sulla regolamentazione commerciale per le aziende di questo livello che, ad oggi, mostra serie lacune quali l’impossibilità della revoca delle autorizzazioni nonostante la prolungata ingiustificata chiusura, come nel caso di piazza del Commercio. Oltre a ciò la concentrazione nelle mani di un singolo operatore commerciale non è in alcun modo disincentivata.

Chiariamo però che il Comune non ha più voce in capitolo sulla questione squisitamente commerciale, ma la sua autorità per i negozi di medie e grandi dimensioni, resta per quanto concerne i necessari parcheggi e gli standard urbanistici ed all’Amministrazione cittadina che spettano questi compiti di regolamentazione, e non possono certo essere demandati a terzi.
salumiereAllo Scalo oggi insistono gli spazi ex Coop attualmente chiusi (e di quando in quando strumentalmente riaperti per poche ore proprio per prevenire eventuali scadenze delle autorizzazioni), Superconti che è stato recentemente e legittimamente acquisito dalla Coop e, dulcis in fundo, il centro commerciale “La Porta di Orvieto” che è sempre della Coop. Un monopolio che non favorisce il generale andamento del commercio, il sano sviluppo della città e lascia delle aree tristi e svuotate preda di svalutazione ed abbandono. Un monopolio che, a nostro avviso, ha portato lo Scalo al degrado tipico delle periferie urbane cittadine.

Tutto ciò in barba agli auspici che volevano lo Scalo “un quartiere da abitare“, non da occupare.

Il M5S ascolterà le esigenze degli operatori e dei residenti e chiederà modifiche al regolamento per le autorizzazioni alle medie e grandi superfici di vendita per adeguarlo alla necessità che queste siano attive e funzionanti, e non siano invece causa di svalutazione ed impoverimento di un intero quartiere proprio nel rispetto di chi aveva creduto alle iniziative per vivere lo Scalo.

«Secondo noi il commercio deve essere volano di occupazione e prosperità e le autorizzazioni amministrative non devono essere posizioni di privilegio e rendita esclusiva. O c’è vantaggio per tutti o si devono cambiare le regole del gioco, in meglio.» (Lucia Vergaglia)

Restate sintonizzati, stay tuned:

 

Arginare la speculazione, non il fiume.

Bisogna ripartire dai fondamentali: l’ambiente è una realtà dinamica.

Negli ultimi anni abbiamo avuto decine di alluvioni, alternate a siccità prolungate fino alla micidiale esondazione del Paglia nel 2012 che non ha fatto vittime solo per la fortuna nell’orario e nella prontezza di spirito di coloro che sono stati direttamente coinvolti.

Non ci ha salvato un sistema d’allarme, un piano di protezione civile condiviso e per le esercitazioni dei cittadini. Niente di tutto questo. In ordine sparso si sono salvati tutti, in ordine sparso i giorni seguenti gli angeli del fango, in gran parte studenti minorenni, hanno ripulito e riordinato strutture che potevano essere pericolanti in condizioni di sicurezza non asseverate da nessuna autorità e sempre in ordine sparso sono partiti una serie di provvedimenti tampone e di incontri con le realtà alluvionate frutto certamente di buona volontà ma prive di una catena chiara di responsabilità.

Sono passati anni, si è cercato di mettere ordine nella vicenda, c’è un gran parlare di coinvolgimento delle associazioni, della società civile e degli studiosi. Di fare sistema, di Contratto di Fiume sul modello Lombardo, di gestione del bacino idrografico del Paglia come sistema, come insieme, e alla fine cosa abbiamo?

Gli stracci che volano nel partito di maggioranza, i rimpalli di responsabilità con i partiti d’opposizione, un autentico topolino il progetto degli argini presentato dalla montagna, dalla conferenza dei servizi, e le associazioni più o meno ambientaliste a vario modo coinvolte nella vicenda con le accuse di essere parte del problema. Ecco cosa abbiamo.

Il M5S orvietano non può che bocciare una politica degli argini e del tentare improbe “risagomature” del fiume. Questo a maggior titolo considerando che l’area di espansione del Paglia è ridotta e costretta anche dalla complanare e di conseguenza altezza e velocità di un evento di ritorno non saranno compatibili con il modello 2012 ma saranno decisamente più catastrofiche.

cropped-alluvione.jpgInvece si va per fare argini. Spesa dettata dall’esigenza di proteggere aree rese edificabili ed occupate da immobili e capannoni costruiti con idee e metodi degli anni dei condoni edilizi, in piena area alluvionale o sul rilevato fluviale stesso. Adesso a loro va anche il premio di svariati milioni di euro di fondi pubblici, di tutti, soprattutto di chi ha costruito in maniera virtuosa e senza intenti speculativi, per creare “protezioni” a ciò che doveva essere altrove. Continua a leggere Arginare la speculazione, non il fiume.

Legge elettorale regionale.

Il M5S non potrà direttamente partecipare alla stesura della nuova legge elettorale regionale.

Questa legge se la stanno decidendo in casa i partiti di maggioranza nel Consiglio Regionale, con buona pace dell’eletto nel nostro territorio, On. Fausto Galanello che ne fa organicamente parte. I nostri portavoce in Parlamento, Ciprini, Gallinella e Lucidi, avevano espresso l’auspicio che la nuova legge potesse essere improntata al pluralismo ed alla massima apertura alle voci dei territori, invece stiamo assistendo all’aggregarsi dei politici intorno ad una specie di italicum in salsa umbra, una sorta di listone unico, con ampio premio in stile sindaco delle città, senza collegi locali.

Nel nostro Comune, praticamente escluso dai giochi per la Regione, si sono aperte discussioni in merito alla rappresentatività territoriale ed il nostro gruppo consiliare sarà chiamato ad appoggiare o respingere la mozione Sacripanti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che punta alla seguente risoluzione:

“il Consiglio comunale di Orvieto sostiene la proposta di legge elettorale denominata “Progetto dei Territori” ed impegna il Sindaco e la Giunta di Orvieto ad intraprendere, di concerto con il Comitato promotore dell’iniziativa legislativa, tutte le azioni necessarie affinché il Consiglio regionale desista dall’approvare leggi elettorali fortemente penalizzanti per i territori marginali e periferici, che rischierebbero di non vedersi più rappresentati in Regione, ed approvi questa ipotesi di legge elettorale, la cui attuazione garantirebbe la piena rappresentanza di tutte le realtà territoriali.”

Nel frattempo il M5S ha comunque dato il via a consultazioni aperte, su base provinciale e con quote di genere, per la selezione dei cittadini tra i quali scegliere il portavoce candidato Presidente della nostra Regione. Migliaia di voti certificati hanno individuato decine di potenziali portavoce che nei prossimi giorni saranno sottoposti ad un forte ed acceso confronto con i territori con la metodica utilizzata per le selezioni dei commissari europei o nelle elezioni americane, le cosiddette “graticole”, a cui seguirà l’ultima elezione via web mediante il meccanismo di primarie aperto, onesto ed ormai consolidato. Chi emergerà da queste consultazioni sarà il nostro capolista e portavoce e rappresenterà l’ espressione di sintesi di tutti i territori e non il solito nome “prodigioso” calato dall’alto delle segreterie.

graticolePer questi motivi non siamo preoccupati del tipo di sistema elettorale che verrà scelto per le elezioni regionali del prossimo maggio: siamo già partiti dalla selezione online, cosa che avremmo fatto comunque, ragion per cui non ci sentiremo mai svantaggiati dalla legge in discussione. In particolare, dato che noi M5S operiamo in anticipo le selezioni dei portavoce sui territori non ci impelaghiamo in clausole di salvaguardia territoriale, ma su queste siamo disposti a discutere, le nostre basi ci sono su collegi sia uninominali, con divieto di candidatura in più collegi, che proporzionali che in forma mista:

  • Singolo Collegio: abbiamo già operato la selezione generale e l’ordine sintetizzando i risultati delle regionalie.
  • Due Collegi: come quelli delle province su cui abbiamo basato le regionalie; questo per noi è uno schema già consolidato.
  • Quattro Collegi: sullo schema ATO/ATI è per noi affrontabile ancora una volta utilizzando il patrimonio inespresso delle tante liste civiche certificate, presso le quali potremo attingere i candidati secondo lo schema già usato da Veneto 5 Stelle.
  • Dieci collegi (della proposta “Progetto dei Territori” di cui dovremo discutere in Comune): neanche questa ci spaventa, ed anche in questo caso riusciamo a coprire tutto il territorio con candidati già certificati e gli iscritti di molti meetup: venti consiglieri, con le quote di genere, non rappresenteranno comunque, a nostro avviso, tutte le anime del territorio se non operano come veri portavoce. Questa garanzia la dà solo il M5S!

In ogni caso comprendiamo bene le esigenze di vicinanza e prossimità della scelta dei rappresentanti alla Regione e non ci tireremo fuori dalla responsabilità di dare una risposta ai tanti cittadini, anche e soprattutto quelli di altro schieramento politico, che verrebbero defraudati della possibilità di mandare in regione una “voce” del proprio territorio.

Per questo al Consiglio Comunale di Orvieto noi sosterremo la proposta Sacripanti per “Progetto dei Territori” e la emenderemo chiedendo che venga messo agli atti un principio, fondante per il M5S, per la selezione dei candidati e cioè che vi sia una fedina penale immacolata quale requisito indispensabile per la partecipazione alla competizione elettorale.

 Featured Image -- 3418Stay tuned, restate sintonizzati:

I nostri auguri al Presidente Pettinacci

Dobbiamo ammettere di aver trovato un ottimo interlocutore in Angelo Pettinacci, Presidente del Consiglio Comunale di Orvieto. Quando ne abbiamo approvato l’elezione col nostro voto, l’ultimo utile e necessario, non ne avevamo certezza e non potevamo averla, ma avevamo preso informazioni e studiato le alternative e, per ora, possiamo davvero dirci soddisfatti.

Persona responsabile Pettinacci, che ha agito con grande disponibilità e spirito di servizio per rendere efficace il ruolo del Consiglio Comunalequanto limpida e trasparente la dinamica democratica dei rapporti tra i tanti gruppi presenti.

consiglio comunale orvietoPer lui e per tutti noi auspichiamo che abbia un più concreto supporto dalla Giunta, ancora sorpresa dalla spinta energica che le componenti più giovani dei partiti di maggioranza, ed il M5S, portano avanti con tante iniziative e proposte che stanno incidendo realmente sulla città. Mentre i “nomi” dei partiti più importanti sono impelagati nel gioco delle parti intorno alle solite questioni (pedonalizzazione di Piazza del Popolo, parcheggi in rupe, la posizione di qualche cassonetto) ora c’è un Consiglio Comunale, nella sua parte nuova, che non si limita a mettere il “visto” sulle iniziative dell’amministrazione ma fa concretamente sentire il colpo di reni che serve alla città.

Così piuttosto è la Giunta che viaggia a due velocità, troppo lenta nel rispondere alle interrogazioni dirette, ed è sempre l’Amministrazione ad impegnare il Consiglio nelle tante questioni urgenti che si sono susseguite, costringendo il rinvio degli atti di indirizzo politico nel frattempo acquisendone i contenuti ed anticipandone la messa in pratica come, ad esempio, nel piano di viabilità natalizia ricalcato ampiamente dagli Ordini del Giorno a firma Vergaglia che, incredibilmente, da ottobre erano stati rinviati a dopo Natale. Del resto è andata così anche per le tariffe autobus e sapevamo che poteva succedere, e ci va anche bene perchè, dopotutto, l’importante è il risultato.

Quindi un ringraziamento al Presidente Pettinacci e la richiesta alla Giunta ed all’Amministrazione di sostenerne l’impegno e l’efficace azione, cominciando dal portare avanti, nel nuovo regolamento, la possibilità delle interrogazioni a risposta in Commissione che snellirebbero notevolmente il tempo impiegato nel Consiglio a rispondere a questioni più o meno importanti permettendo anche, nell’immediatezza della risposta, lo sviluppo di risoluzioni adeguate nella commissione stessa. Avremo così un guadagno di tempo notevole per le questioni urgenti e ci porremo all’avanguardia in regione come esempio da seguire.

Infine un augurio al Presidente ed al Consiglio tutto, di un anno realmente costruttivo, in cui realizzare quei cambiamenti da sempre osteggiati e tenuti in ostaggio da pochi, riottosi, cittadini in specifiche posizioni di rendita.

 

 

Shock #Regionalie #Orvieto

Avatar di StaffSilvio Torre

Male, è andata malissimo.

Voti non convalidati a decine, praticamente tutti quelli che non hanno speso l’intero pacchetto di cinque preferenze non hanno ricevuto la mail di convalida del voto. E poi ancora il solito gruppo degli “Ex” alla carica in cordata che invece non perde un colpo per impallinarci.

Morale? Orvieto ed il suo territorio non avrà portavoce locali nei tavoli regionali.

Unica consolazione lo spessore di quegli attivisti che sono in prima linea e che si batteranno per la presidenza. Gente in gamba ed in grado di relazionarsi e sentire le esigenze dei cittadini, dei veri portavoce.

Ma qui ad Orvieto c’è davvero tanto da fare, ci si è appoggiati troppo sulla delega, sul tanto c’è Silvio in sede o ai banchetti, a chiamare tutti, e Lucia in Consiglio che è troppo forte, fanno loro.

Il M5S non è delega, è azione in prima persona, è partecipazione.

Gente…

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Je Suis…

#JeSuis, #IoSono

Je Suis Charlie Hebdo e raccontavo storie di un mondo malato, storpio in ogni ambito della sua cultura. Sfotto e denigro nella lingua che dal secolo dei lumi, dalla rivoluzione di Francia, fustiga le fedi ed umilia le tradizioni religiose. Je Suis Charlie Hebdo e dalla Parigi delle banlieue in fiamme alzo la mia voce contro politici e potenti ed a mia volta porto la voce a chi le caste hanno messo all’indice. Je Suis Charlie Hebdo e fustigo me stesso ed i miei autori e fumettari perché anche noi non siamo al di sopra degli altri. Je Suis Charlie Hebdo e non puoi capire facilmente perché devo essere così crudo e forte nelle immagini e nei testi se sei di un’altra cultura inferiore alla mia. Je Suis Charlie Hebdo e nel mio ventre sono morti dodici uomini liberi di rendermi ciò che sono. Je Suis Charlie Hebdo ed ora nel mio nome chi ha schiacciato la libertà in paesi inferiori al mio si erge a difendere chi in me ha creduto ed è caduto. Je Suis Charlie Hebdo e dovreste ringraziarmi per le tante scuse che vi darò domani di fare ciò su cui sputavo ieri.

Je Suis Charlie Hebdo aussì…

charlie hedbo italie merde

Negli stessi eventi dell’eccidio alla redazione del Charlie Hebdo è caduto anche il poliziotto Ahmed Merabet, di fede mussulmana, posto a difesa dei fustigatori di credenti come lui. Nello stesso giorno migliaia, non decine, migliaia di morti in tutto il pianeta per conflitti e guerre mascherate da lotte religiose. Quando, prima di consegnarsi alla polizia senza maschere e senza fuggire, il cristianissimo Anders Breivik massacrò 77 suoi concittadini per questioni etiche e morali contrapposte al multiculturalismo di quella società nordeuropea, la risposta che ha voluto dare la Norvegia è stata esemplare:più democrazia, più pluralismo e più tolleranza.  Oggi nel nostro paese ed in altre democrazie occidentali sentiamo invece inviti a guerre ed alzate di muri degne dei peggiori fondamentalismi.

PS
Sul nostro sito campeggia una citazione sin dalla prima edizione ed a quella restiamo fedeli:

Non condivido neanche una parola di quello che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa continuare a dirlo. (Voltaire)

Questioni orvietane per l’#Umbria5Stelle

Si avvicinano a grandi passi le elezioni regionali del 2015 anche qui in Umbria e, dal territorio orvietano, nel rispetto dei programmi regionali che saranno sviluppati in maniera orizzontale e paritaria tra i territori, poniamo alcune questioni (#DomandeInMoVimento) ai futuri candidati del MoVimento che si avventurano verso le Regionalie a 5 Stelle.

Punto-di-domandaCome sempre separeremo le questioni nelle macrocategorie delle 5 Stelle (Sviluppo, Trasporti, Ambiente, Acqua e Connettività), ma saremo specifici alle esigenze e propensioni locali. Continua a leggere Questioni orvietane per l’#Umbria5Stelle

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Presidente XII Commissione Affari Sociali. "In Parlamento portavoce degli Italiani"

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