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I cittadini di Orvieto in Comune

C’È VOGLIA DI CONCRETEZZA VERA. IN COMUNE DEVONO ENTRARE PERSONE CHE CONOSCANO LE ESIGENZE DEI CITTADINI NORMALI E CAPACI DI IMPEGNARSI.

Il Palazzo del Comune espone le bandiere e lo stemma di Orvieto dal suo affaccio in piazza Municipio. In quella sede vengono prese quelle decisioni politiche che poi diventano atti formali che impegnano risorse economiche e capacità lavorative sia per quella che dovrebbe essere in ordinaria amministrazione come il mettere in sicurezza le scuole ed il tenere in maniera pulita e decorosa le nostre strade, sia quelle voci straordinarie che permettono ad un comune di prendere in mano il proprio destino investendo ad esempio delle energie alternative o nella acqua pubblica.

Si fa un gran parlare di competenza e di esperienza ma quello che è mancato appare essere proprio la normale esperienza di vita.

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Orvieto: sviluppo, estetica e bellezza

LA NOSTRA CITTÀ POTREBBE DAVVERO VIVERE E SVILUPPARSI SUL TURISMO DELLA “GRANDE BELLEZZA”?

Mentre città come Venezia o nel suo piccolo Civita di Bagnoregio istituiscono ticket d’ingresso e ragionano in termini di numero chiuso c’è chi ripete come un mantra che il nostro futuro è nella bellezza. È il caso ad esempio di quegli autori come il Casalini che proprio ad Orvieto ha presentato qualche tempo fa ” Rifondata sulla bellezza”.

Al tempo stesso altri individuano in alcune precise formule quello che l’estetica, cioè quella branca della filosofia che studia il concetto del bello nell’arte e nella natura , ciò che è bellezza è ciò che non lo è. Con tanti saluti al De gustibus e, scientificamente parlando, nessuna individuazione della situazione di contesto cioè dell’ambiente nel quale viene fruita quella stessa bellezza.

Nel passato la sezione aurea, c’è la formula matematica che da origine alla spirale che vedete nella foto qui sopra, era uno dei canali principali sui quali lavoravano gli architetti per costruire delle opere che sarebbero apparse magnifiche come lo sono tuttora, e quel bello va tutelato e rispettato. In molti sono convinti che esiste una qualche formula che permetterà di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo anche per quanto riguarda lo sviluppo di un territorio

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Controcorrente

MENTRE GLI ALTRI PENSANO AD ALLEANZE E NOMINE NOI, PUR POTENDO, CI CONCENTRIAMO SUI TEMI, SUL PREVENIRE E RISOLVERE I PROBLEMI.

Qualcuno dice che amiamo andare controcorrente , come i salmoni che risalgono i fiumi balzando oltre le cascate e correndo quindi il rischio di non riuscire.

A nostra volta pensiamo che gli altri per andare sul sicuro ed occuparsi troppo degli interessi dei pochi abbiano creato una tale disaffezione per la politica che i cittadini hanno smesso di controllarne l’operato con la grave conseguenze di rendere il paese sempre più difficile per i non privilegiati. Anche se la narrazione dei telegiornali dice diversamente Noi non pensiamo che tutti i sostenitori delle forze politiche siano collusi oppure diversamente intelligenti, Tuttavia osserviamo che certi temi Si sono cominciati a toccare solo quando con irruenza è arrivato il MoVimento 5 Stelle a scompaginare quella sorta di bipolarismo perfetto in cui i temi erano la antiberlusconismo ed il berlusconismo virgola in cui da un lato si promettevano legge anticorruzione e vicinanze agli ultimi e dall’altro Maggiore Libertà per le imprese e sostegno contro uno Stato che vessava. E pagato rosso è stato che convocava Libertà ha creato Equitalia e chi poteva fare le leggi contro la corruzione ed il reddito di cittadinanza invece ha desistito per poter, dicono i maligni, presentarlo alle elezioni successive.

Noi siamo intervenuti subito ed abbiamo dimostrato che si potevano coniugare la vicinanza ai cittadini più fragili e lasciati indietro proprio dalla cattiva politica ed al tempo stesso liberare le potenzialità del nostro paese proprio attraverso le sue imprese. Certo possiamo fare di più e meglio, ma in sei mesi ne abbiamo sfatati di luoghi comuni. E questo certamente è andare controcorrente.

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Qualcosa di sinistra

ESERCITIAMO IL DOVERE DI CRITICA A FRONTE DI UN PATRIMONIO CULTURALE DILAPIDATO COL QUALE SI PUÒ ESSERE D’ACCORDO O COMBATTERLO MA LA CUI MANCANZA HA IMPOVERITO TUTTI.

Come può accadere nel quotidiano agire, e nel commentare come vanno le cose, ci si scalda gli animi e ci si polarizza in gruppi contro altri gruppi. Quella del confronto tra i cittadini che si riconoscono del MoVimento 5 Stelle e quelli che si riconoscono invece nel Partito Democratico è da anni qualcosa che va oltre i temi. Si fa fatica anzi a tenere il dibattito semplicemente sulla contingenza cioè sull’argomento specifico senza che diventi il casus belli per rilanciarsi le solite accuse. Per esempio a noi capita di essere accusati di ignoranza e, vabbè, fascismo.

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Palazzo dei Sette centro espositivo.

LA NATURA DEL PALAZZO DEI SETTE È QUELLA DI CENTRO ESPOSITIVO PER ALLESTIMENTI TEMPORANEI, EVENTI E COROLLARIO DEL SISTEMA MUSEALE DEL TERRITORIO.

In molti ne propongono diverse destinazioni d’uso ad esempio come galleria commerciale con doppio ingresso a Piazza del Popolo e lungo il corso principale del centro storico, corso cavour, invece altri propongono di farlo diventare una specie di locale di intrattenimento collegato alla Libreria dei Sette, altri ancora hanno proposto la trasformazione in vero e proprio museo che rispetti i requisiti infrastrutturali previsti per i luoghi che ospitano in maniera permanente opere di valore. Si tratta di interventi sul piano del mantenimento del microclima, sulla sicurezza intrinseca dei beni ospitati e sull’accessibilità per un ordine di grandezza che supera il milione di euro.

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Consulta sviluppo. Conclusione fase di ascolto.

LA PRIMA FASE DI ATTACCO DELLA CONSULTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELL’ORVIETANO SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE. DOPO IL CONFRONTO CON IL CENTRO STUDI SI DOVRÀ TRASFORMARE IN ATTI OPERATIVI QUANTO DISCUSSO.

Abbiamo avviato un processo di confronto con le forze cittadine che propongono visioni ed interessi contrapposti in relazione allo sviluppo economico del territorio orvietano. Adesso concludiamo il ciclo con l’audizione ed il confronto con gli attori del bollettino della situazione economica e sociale dell’orvietano che fanno capo al centro studi città di Orvieto Csco. Con loro la valutazione agli attuali punti di forza e debolezza, alle aree critiche ed alle opportunità di sviluppo che è possibile perseguire alla luce della nuova condizione della Regione Umbria divenuta regione di transizione e del nuovo budget europeo che pone obiettivi diversi e mette a disposizione nuove risorse quali, a titolo di esempio, i 2,8 miliardi nel comparto cultura e creatività e per i quali occorre essere preparati per tempo per quanto, a differenza di altri comparti che possono influenzare lo sviluppo economico come ad esempio l’industria, sono immediatamente attivabili e non hanno bisogno di quelle infrastrutture fisiche per le quali occorre un tempo non breve e che devono seguire una programmazione molto più lunga e quindi sono meno adatte ad interventi in breve periodo e che, comunque, si avvantagerebbero comunque di un ambiente più creativo, quindi innovativo, e culturalmente più attrattivo.

Si da spazio comunque anche la programmazione di lungo periodo ed a possibili interventi su conseguenze immediate, ci saranno infatti anche le ultime attività di approfondimento di quest’anno, ad esempio incontreremo i responsabili dei taxi , e per le ultime iniziativa di verifica di questa tornata.

Qui di seguito la nostra portavoce ad Orvieto in Umbria Lucia Vergaglia.

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CULTURA, TURISMO E LAVORO

A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUL SITO TURISTICO DI ORVIETO NON DOVREMMO AVERE MAGGIORI ATTENZIONI PER TUTTO IL COMPARTO?

In #Italia circa la metà dei musei non dispone di un sito web, un account social, contenuti in lingua straniera o personale che parla inglese. Siamo la terza economia del continente, ma siamo anche tra i meno informatizzati d’Europa.

Secondo Oxford Economics, se sviluppassimo l’economia turistica investendo sui contenuti online e allineandoci con la media europea, il Pil crescerebbe di circa l’1% e la domanda turistica del 10%, un dato quantificabile in circa 250mila nuovi posti di lavoro.

Questo al netto delle considerazioni sullo nuovo bilancio europeo che porta i fondi per la cultura a 2,8 miliardi di euro.

Assieme al Csco Centro Studi città di Orvieto) prossimo incontro della consulta per lo sviluppo economico dell’orvietano approfondiremo anche questa tematica con un occhio volutamente di prospettiva che superi le prossime elezioni e che metta a fuoco le situazioni su cui puntare nei prossimi anni.

Istat – Istituto Nazionale Di Statistica: https://goo.gl/JtuzKJ

Oxford Economics: https://goo.gl/omv8JK

Il Sole 24 ORE: https://goo.gl/46xzM4

Corriere della Sera: https://goo.gl/gmS1xY

Il Fatto Quotidiano: https://goo.gl/69BPZX

Gli Stati Generali: https://goo.gl/dWvUfx

#LincMagazine: https://goo.gl/44mtDf

Questo è un “onesto” blog di parte

CHI SEGUE IL NOSTRO BLOG SA BENE CHE SIAMO SCHIERATI E NON ABBIAMO LA PRETESA DI FARE GIORNALISMO OD ESSERE “EQUIDISTANTI”. TUTTAVIA SEGUIAMO ALCUNE REGOLE.

Ad esempio cerchiamo sempre di contestualizzare gli argomenti anche distanti al territorio ed agli interessi locali. Però soprattutto abbiamo la caratteristica di voler provare, pur non essendo professionisti della comunicazione, a dare informazioni nel modo più corretto che conosciamo. Ad esempio pur dichiarando apertamente la nostra posizione comunque facciamo il possibile per rispettare il decalogo proposto dal premio Pulitzer Peter Kann che è relativo ad un giornalismo di qualità ma, a nostro avviso, si può applicare a qualsiasi tipo di articolo diffuso con qualsiasi tipo di mezzo.

Ufficio fondi europei

I COMUNI AMMINISTRATI DAL M5S HANNO SAPUTO FARE TESORO DEI FONDI EUROPEI. NOI AD ORVIETO NON VOGLIAMO ESSERE DA MENO E CON LUCIA VERGAGLIA CI SENTIAMO PRONTI.

Abbiamo approfondito la materia dei rapporti tra le amministrazioni e l’Unione Europea e di come questa possa concretizzarsi dell’ottenimento di quei sovvenzionamenti conosciuti come fondi europei diretti.

Ci siamo preparati incontrando in questi ultimi cinque anni i rappresentanti della Commissione e del comitato delle Regioni, i personale che si occupa delle valutazioni ed i più esperti tra europrogettisti specialisti dei diversi programmi promossi dall’Unione.

La nostra Lucia Vergaglia è la decana di questa iniziativa ed è l’unica, tra gli amministratori coinvolti in questo processo, che è stata presente su tutte le tematiche. Continua a leggere Ufficio fondi europei

Mozione Orvieto Resiliente ed Ecosolidale

ABBIAMO DEPOSITATO UNA MOZIONE PER MODIFICARE LE POLITICHE LOCALI IN TERMINI DI RESILIENZA E SOLIDARIETÀ TERRITORIALE COME RISPOSTA ALLE EMERGENZE CLIMATICHE.

Come e cosa fare con tutti gli alberi abbattuti dal vento di tempesta dalla forza dei fiumi?
La risposta è nella messa in pratica di azioni per la resilienza dei territori basate sulla ingegneria naturalistica. Con il legname autoctono e non, si compiono quelle necessarie ed auspicabili “opere di consolidamento e abbellimento” di parchi, giardini, sedi stradali, sentieristica e piccoli corsi d’acqua. Mentre sul territorio si discute di nuove centrali a biomasse occorre rispondere che la legna da smaltire non è da utilizzare come fonte di produzione di fuoco, ma piuttosto merita di conoscere un fine ben più alto.
Lo stesso vale per quelle piante che giaciono e crescono nei greti dei torrenti e fiumi che sono da ripulire ed anche per questo abbiamo deciso di depositare una mozione, cioè un atto di indirizzo politico, da discutere nel prossimo Consiglio Comunale.
Qui di seguito un estratto dal sito dell’Ispra sul tema della ingegneria naturalistica.


Ingegneria naturalistica

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Il termine di Ingegneria Naturalistica si riferisce all’insieme di quelle tecniche che, praticate per ridurre il rischio di erosione del terreno negli interventi di consolidamento, prevedono l’utilizzo di piante vive o parti di esse (semi, radici, talee), da sole o in combinazione con materiali naturali inerti (legno, pietrame o terreno), materiali artificiali biodegradabili (biostuoie, geojuta) o materiali artificiali non biodegradabili (reti zincate, geogriglie, georeti, geotessili).
In Italia di I.N.(Ingegneria Naturalistica) si cominciò a parlare intorno alla fine dell’800, quando cioè iniziarono a diffondersi in Europa le tecniche di gestione (manutenzione) forestale. Furono soprattutto i tempi brevi di realizzazione e la relativa economia con cui si lavorava (ad esempio l’uso di materiali naturali reperibili direttamente sul luogo di intervento) che ne garantirono il successo e la rapida diffusione anche in altri ambiti applicativi. Peraltro è importante evidenziare come ogni opera di I.N., proprio perché realizzata con materiali naturali, necessiti di controlli e manutenzione periodica (sfalcio della copertura erbosa, potatura delle piante arboree), nonché come tali operazioni comportino un automatico incremento dei costi.
Negli ultimi anni, in Italia, si è registrata una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente in generale ed in particolar modo della tutela del paesaggio, con un conseguente incremento nella diffusione delle tecniche di I.N.

Campo di applicazione
Le tecniche di I.N. vengono applicate in diverse tipologie di ambiente:

  • corsi d’acqua: consolidamento di sponde soggette ad erosione, rinaturalizzazione; costruzione di briglie e pennelli; creazione di rampe di risalita per l’ittiofauna;
  • zone umide: realizzazione di ambienti idonei alla sosta e alla riproduzione degli animali;
  • coste marine e lacustri: consolidamento dei litorali soggetti ad erosione e assestamento delle dune sabbiose;
  • versanti: consolidamento e inerbimento dei versanti;
  • infrastrutture viarie e ferroviarie: costruzione, inerbimento e rinverdimento di scarpate e svincoli; realizzazione di barriere antirumore;
  • cave: recupero ambientale di cave estrattive abbandonate;
  • discariche: inerbimento e rinverdimento dei rilevati.

Tecniche di intervento
Le tecniche di I.N. prevedono l’utilizzo di piante intere o parti di esse (semi, radici, talee) in combinazione con materiali naturali inerti (legno, pietrame o terreno) o, in alternativa, con materiali artificiali biodegradabili (biostuoie, geojuta) e non ( reti zincate, geogriglie, georeti, geotessili). Le piante utilizzate devono essere:

  • autoctone, originarie cioè dell’ambiente in cui devono essere inserite (ad esempio in montagna si dovrebbe evitare l’uso di specie marino-costiere);
  • compatibili con l’ambiente e non dannose alle altre specie naturalmente presenti, nel rispetto di tutto l’ecosistema;
  • pioniere, ossia capaci di colonizzare e resistere in ambienti non favorevoli e/o sterili;
  • con specifiche caratteristche biotecniche (resistenza a trazione delle radici, resistenza alla sommersione e all’inghiaiamento).

In relazione alle diverse condizioni ambientali di intervento (ad esempio, geomorfologiche) si possono utilizzare più tecniche di ingegneria naturalistica, anche con applicazione di tipo associata.

Normativa di riferimento
E’ fatto esplicito riferimento alle tecniche di I.N. nella Legge n.415 del 18 Novembre 1998 (Legge Merloni) e in leggi e circolari regionali.

Vantaggi e limiti
L’impiego delle tecniche di I.N. presenta numerosi vantaggi:

  • funzionali. Le piante svolgono un’elevata funzione antierosiva, riducono la forza battente delle piogge, con le radici trattengono le particelle di terreno impedendo un loro dilavamento e aumentano la resistenza al taglio dei terreni;
  • ecologici. Gli interventi di I.N. presentano una elevata compatibilità ambientale ed una discreta biodiversità, creano habitat paranaturali per la fauna (luoghi di alimentazione, riproduzione, rifugio) e consentono un ridotto impatto ambientale nella fase di cantiere (ad es. con l’utilizzo dei ‘ragni’, particolari mezzi per lo scavo, molto agili e di ridotte dimensioni, è possibile limitare al minimo le piste di accesso al cantiere);
  • economici. I costi di realizzazione sono concorrenziali rispetto alle analoghe opere di ingegneria classica ed i costi per il ripristino ambientale del cantiere sono ridotti.

Per un pieno successo degli interventi realizzati con tecniche di I.N. occorre effettuare un’analisi di diversi parametri e fattori condizionanti:

  • geomorfologici. Le tecniche di I.N. possono essere impiegate per la sistemazione di versanti con dissesti superficiali (scivolamenti corticali);
  • funzionali. L’efficacia delle tecniche di I.N. non è sempre immediata e vi è un aumento della stessa nel tempo grazie allo sviluppo delle piante. Per esempio, quando l’obiettivo è la riduzione immediata del rischio geologico-idraulico per centri abitati e infrastrutture lineari, occorre effettuare un’attenta valutazione delle scelte progettuali;
  • tecnici e costruttivi. Generalmente le opere di I.N. sono di ridotte dimensioni (ad esempio le palificate doppie, che nel consolidamento dei versanti svolgono una funzione assimilabile ai muri a gravità, possono raggiungere al massimo i 3 metri di altezza. Per quanto riguarda gli interventi in ambito fluviale, alcune tipologie di difese spondali, come ad esempio la copertura diffusa, presentano vari limiti di applicabilità legati alla pendenza dell’alveo, alla velocità delle acque e al trasporto solido;
  • climatici. L’elevata variabilità dei caratteri climatici (regime pluviometrico e termometrico) del territorio italiano condiziona le scelte delle specie vegetali da impiegarsi nell’I.N. (ad es. lo stress idrico estivo);
  • esecutivi. Il periodo di realizzazione delle opere di I.N. è limitato al periodo di riposo vegetativo delle specie vegetali utilizzate; talvolta vi possono essere delle difficoltà nel reperimento delle specie vegetali autoctone necessarie per l’intervento (ad es. miscugli non commerciali di specie erbacee per l’idrosemina).