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L’Autogrill di Fabro

Poche le macchine, segno che l’Italia si sta progressivamente demotorizzando (ne parleremo diffusamente), pochi i viaggiatori in mobilità privata, per lo più gruppi in autobus, divisi tra gite di gruppo, scolastiche e stranieri.

All'autogril di Fabro (ed ai successivi) incontriamo i turisti che hanno saltato Orvieto e facciamo qualche domanda...
All’autogril di Fabro (ed ai successivi) incontriamo i turisti che hanno saltato Orvieto e facciamo qualche domanda…

Quelli che si fermano qui al primo casello dopo Orvieto sono quelli che ci hanno saltato pur rimanendo sull’A1, quelli che non stanno già puntando all’interno dell’Umbria, quelli che però la fermata la fanno lo stesso.

Ci domandiamo perchè la fermata non la fanno ad Orvieto? Perchè costa uscire ad Orvieto, vale la pena di falo solo se si è molto motivati? Perchè lo scalo non è così accogliente e su in Rupe con l’autobus non si arriva senza speciali permessi? Perchè aspettare i tempi della funicolare è un incubo per maestri e professoresse? Perchè il pacchetto accoglienza della città non è adeguato?

In effetti non ce lo siamo solo domandato, abbiamo chiesto ed abbiamo sottoposto delle domande strutturate sia ai professionisti che ai turisti perchè è anche così che si analizzano i problemi, con dati di prima mano non solo con studi e statistiche, non solo con gli open data, con i big data, ed è così che potete fare la seconda domanda, quella che vi porta alle proposte di soluzione, libere, fornite direttamente da chi ne è investito. Infine è così che si costruiscono i programmi per dare soluzioni, guai se ci dovessimo limitare a far protesta. La raccolta e l’evoluzione delle risposte durerà tutto il periodo turistico e messa a disposizione di amministrazione ed operatori del settore, oltre ad essere pubblicata per la cittadinanza.

A presto,

Silvio Torre

Restate sintonizzati e continuate a seguirci sui Social e sui MeetUp:

Trasporti, mobilità viabilità: Zero Biglietto, Zero Rischi nelle aree urbane, Zero Traffico

12 punti per parlare di trasporti, mobilità e viabilità.

mobilityObbiettivo zero biglietto nel trasporto pubblico, zero rischi per pedoni, ciclisti, fuitori di mobilità privata, zero traffico. Obbiettivi alla portata e per nulla utopistici, ma raggiungibili con coraggio, dedizione ed azioni mirate con ben chiari effetti e conseguenze. Questi sono i punti di partenza del programma a 5 Stelle che discuteremo nei prossimi mesi e presenteremo. Un programma in fieri, in evoluzione, inserito in un contesto più ampio (vedi programma completo: http://orvieto5stelle.com/programma/) per un’amministazione vicina ai cittadini, partecipata, in grado di fare rete con le altre amministrazioni e far sentire il proprio peso in regione ed essere da esempio per altri territori. Continua a leggere Trasporti, mobilità viabilità: Zero Biglietto, Zero Rischi nelle aree urbane, Zero Traffico

Un buon inizio

La scandalosa situazione del weekend di Pasqua, da noi di Orvieto 5 Stelle denunciata ed alla quale abbiamo proposto al neoassessore Luciani una risposta tattica, da cogliere al volo ha avuto risposta.

Gianluca Luciani ha accettato la sfida e reagito nell’emergenza con la prontezza e determinazione che serviva, la temuta perdita turistica è stata tamponata e la pasqua ha visto Orvietani e visitatori molto soddisfatti.

L'assessore Luciani ha risposto alla nostra sfida con i fatti. La temuta perdita turistica per ora è tamponata. Complimenti, è un buon inizio.
I parcheggi prima e dopo: l’assessore Luciani ha risposto alla nostra sfida con i fatti.
La temuta perdita turistica per ora è tamponata. Complimenti, è un buon inizio.

Che dire? Chapeau, tanto di cappello, complimenti davvero, naturalmente La aspettiamo sulle scelte strategiche, confortati però dalla sua lucidità e rapidità, puntando ad un’Orvieto viva, sana e prospera, dal centro storico alle zone produttive e residenziali più lontane.

Battesimo di fuoco per l’assessore Luciani

Caro assessore, benvenuto.

Si, benvenuto a bordo, tanti auguri di buon lavoro per quest’insediamento ai più inatteso, e da molti contestato.

lucianiSappiamo bene che Lei è sensibile ai problemi del centro storico di cui solo poche ore fa, noi di Orvieto5Stelle, abbiamo inteso fare una piccola disamina.

Lei è infatti un operatore del commercio attivo nel pieno della zona turistica della Rupe e quindi conosce bene i problemi e le difficoltà di negozi e laboratori artigianali.

Così, restiamo sorpresi a vedere gli uomini delle locali forze dell’ordine, solo stamane, sabato di Pasqua, allontanare e far tornare allo scalo le auto dei turisti desiderosi di visitare la nostra magnifica città, di sedersi a degustare i nostri piatti tradizionali e prodotti tipici in uno dei tanti locali troppo spesso vuoti in centro e magari di trattenersi per il weekend.

Il motivo?

Ex caserma, anzi ex parcheggio Piave...Il parcheggio sotterraneo pieno, così come quelli a piazza Marconi e Cahen, problema prevedibile e  sorto anche le visite agli Orvietani più anziani dai nostri conterranei che lavorano altrove e che son venuti in città per la santa Pasqua. Le auto costrette all’inversione giravano proprio sotto l’ex caserma, un’immenso parcheggio tenuto chiuso, pare, in un’assurdo gioco delle parti volte a favorire i parcheggi gestiti a pagamento. I turisti che prendono la strada per Todi o fuggono verso Città della Pieve od ancora altre mete a portata di navigatore satellitare. Un’occasione persa, l’ennesima, per la nostra città e per lo sviluppo. In termini pratici il costringere i visitatori a continuare i giri in auto alimenta solo inquinamento e rabbia contro la nostra cattiva volontà di aprirci agli altri, traspare addirittura una scarsa voglia di lavorare, e porta altrove il benessere di un sostenibile ed ecologico modo di far crescita: cultura e turismo.

Le chiediamo un’energico intervento, assessore Luciani:

  • in termini tattici, subito, l’apertura straordinaria dei parcheggi nell’ex caserma (scelga lei se liberamente od a tariffa giornaliera) ma faccia presto.
  • In termini strategici apra subito alle iniziative per rimuovere i paletti al turismo ed a favorire la permanenza per più giorni dei visitatori.

Turismo e cultura sono vita per il centro storico di Orvieto, con un pò di coraggio ed il giusto impegno si potrà invertire la deriva del declino e dell’abbandono.

Pasqua 2013: il centro storico soffre

Persino nelle giornate di festa chiunque passi per il centro storico, per la rupe di Orvieto, vedrà la sofferenza dei nostri concittadini, dei commercianti e degli artigiani.

C'era una volta un centro fiorente di commercio ed artigianiAncora di più è triste vedere gruppetti di titolari di negozi, fuori dalle proprie attività fermi a discutere tra loro, fumandosi una sigaretta, in momenti nei quali avrebbero dovuto essere oberati d’attività, è triste fermarsi al bar e disturbare la lettura del giornale del barista, seduto al tavolino, lontano dal banco, che col solo mercato dei concittadini sono poche le attività che si mantengono. Sarà ancor più triste quando tra poco, con una miopia tipica della burocrazia, gli enti preposti al controllo fiscale cominceranno a chieder conto di questa flessione dei consumi nel territorio… perchè  anche nella crisi noi siamo un’eccellenza, nelle altre città d’arte della regione la crisi si sente, ma non così visibilmente.

Noi siamo fortunati, abbiamo l’uscita dell’autostrada, siamo pero stati davvero poco avveduti, abbiamo castigato i tour operator non solo con i 30 euro del parcheggio, quello ci starebbe, ma costringendoli a rimanere allo scalo, a pagare la funicolare, ad aspettare quell’oretta (ricordate le file dell’anno scorso?) sia per scende che per salire a piazza Cahen, un parcheggio… una delle piazze con maggiori potenzialità dell’Umbria, con la Fortezza, le porte storiche, le strutture dell’ex caserma, il Pozzo di San Patrizio. Invece ciò che subito all’uscita trova il turista è la strada che fiancheggia il parcheggio, magari con la guida che poi trascina i turisti per via Postierla (che non ha neanche i marciapiedi, oltre a sembrare tutto meno che centro storico, per gran parte della sua lunghezza). Nulla di soddisfacente, nulla all’altezza della promessa turistica. Continua a leggere Pasqua 2013: il centro storico soffre

Il candidato sindaco si elegge online (ed anche il programma)

Forse si voterà ben prima del prossimo anno, od almeno così si dice in giro.

silvio - la nazione 1 marzo 2013In ogni caso ci arriveremo pronti, i progetti ci sono eccome, così come un programma generale in continuo divenire che si arricchisce di giorno in giorno e che viene sviluppato dagli attivisti, originariamente per gruppi di lavoro, ma consolidata questa base si procede via internet in forma di Democrazia Digitale, quale nuovo metodo di partecipazione politica. Lo stesso candidato Sindaco ed i candidati consiglieri non sono ancora stati proposti in “rete”.

Si parte dalle famose 5 Stelle del MoVimento: Acqua Pubblica, Sviluppo Sostenibile, Trasporti e Mobilità alternativa, Connettività per tutti ed infine l’Ambiente che da nostro alleato può, se troppo sfruttato, dimostrare la propria brusca reazione come il caso dell’alluvione del 12 novembre ha voluto ricordaci, per fortuna senza far vittime.

buoni-propositi12Insieme, sin dal primo “aperitivo civico” qui in Rupe, abbiamo delineato in mente piani turistici, un’azione di recupero dell’ex caserma, un piano ciclabili formidabile, marchi locali, recupero del Crescendo ed azioni simili a quelle che Pizzarotti ha proposto a Parma per riportare nella gestione pubblica di qualità, pur mantenendo vive le collaborazioni con le associazioni, alcuni dei beni che si vorrebbe terziarizzare, e mi riferisco ad esempio ai palazzi storici. Se eletti partiremo sicuramente dal bilancio partecipato, che la cittadinanza possa scegliere con un clic responsabile se destinare dei fondi in più ad asili e scuola od all’ennesimo cambio di viabilità. E poi trasparenza degli atti dirigenziali, ridurre tutte le partecipate, recuperarne le competenze. Abbiamo mezzi e capacità, riduciamo questi sprechi e guardiamo oltre, per attrarre lavoro, turismo e sviluppo in piena sostenibilità. Continua a leggere Il candidato sindaco si elegge online (ed anche il programma)

Il sogno Italiano

Sarà così, è già così, nella terra dei santi, dei poeti e dei navigatori c’è un’eco nuova, un sottile filo che lega le emozioni e le ambizioni di moltissime persone. Qualcosa di nuovo ed al tempo stesso remotissimo, qualcosa di limpido e chiaro per chi ne è coinvolto, per chi ci crede, al tempo stesso qualcosa di sfuggente ed intangibile per il cinico e chi l’osteggia.

500E’ semplicemente il sogno, il sogno Italiano che torna ad affacciarsi prepotente quando le altre voci tacciono, quando la Tv è spenta, è il sogno, lo stesso di sempre con vita, tempo, gioia, speranza, solidarietà e familiarietà, per tutti, con tutti. E’ il sogno, il solito sogno in cui ci sono amici, la tavola, i sapori della tradizione, gli odori che ormai solo nei paesi, una chitarra, il suono dolce della risata di un bambino. E’ un sogno Italiano in cui non compare mai, mai, una persona, o magari più di una, che serve un’altra, in cui non compare il lusso ostentato, non c’è chi si presenta anteponendo un titolo davanti a un nome, in cui non c’è un ricco e un povero, è un sogno Italiano in cui si è semplicemente tutti insieme e si sta bene.

E’ un sogno a colori, con vestiti di ogni genere e non dettati dalla moda, è un sogno agreste, ma a volte si svolge in città, fabbriche e strade, chi lo sogna va a piedi e in bicicletta, a volte in camper o in moto, raramente in auto, è una vecchia cinquecento o giù di li, e la cosa va bene a tutti, qui nessuno fa a gara a chi ha il Suv più difficile da parcheggiare o che consuma di più.

C’è chi parla sottovoce, chi canta, chi legge, chi studia, chi condivide le proprie idee nei modi più strani che l’arte e la tecnica mettono a disposizione, c’è chi fa o scambia sapienza e conoscenza, chi è immerso nella scenza, c’è chi vorrebbe ma proprio non può ma è contento lo stesso di esserci, di essere in famiglia, tra facce amiche e mani tese per tirarti su.

C’è chi ama, chi dorme, chi ascolta, chi è distratto dal volare d’un colibrì, c’è chi è appena tornato dal lavoro, da un servizio civico e porta qualosa per gli altri od un sorriso, c’è chi sa quanto è stata dura essere qui e finalmente si rilassa in volto, accarezzato dal vento pulito dell’aria Italiana. C’è un sogno anche perchè ci fu una volta chi una volta ha creduto in un sogno.

Il Pil di Kennedy

Ne è passato di tempo ma ancora non recepito questa straordinaria sintesi che fa il rappresentante di un paese che ha per proprio faro proprio il mercato, in quel luogo, gli USA, questo discorso però non è per nulla rivoluzionario.

Strano a dirsi ma in Italia questo si che è un discorso rivoluzionario eppure dovrebbe essere l’abc della corretta politica, dell’interesse comune, una delle prime lezioni di educazione civica o storia contemporanea.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

robert-kennedyNon possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)

Par Condicio 2013

Riceviamo e, con apprezzamento, pubblichiamo integralmente:

par-condicioORVIETO

Con l’indizione dei comizi per lo svolgimento delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi e fino alla chiusura delle operazioni di voto, anche l’Agenzia di informazione istituzionale quotidiana “Orvieto Notizie” adempie alle disposizioni in materia di comunicazione istituzionale, stabilite dall’art. 9 della legge 28/2000 che vietano a tutte le Pubbliche Amministrazioni di svolgere attività di comunicazione istituzionale, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.”

In pratica l’agenzia di stampa della locale amministrazione non entrerà a gamba tesa nell’affaire elettorale. Appreziamo l’impegno certi che non ci si vorrà sottrarre, celati da codesta foglia di fico, al corretto comunicare con la cittadinanza in relazione agli argomenti cogenti ed urgenti relativi all’amministrazione ed al territorio.

 

Il rimpiattino dell’alluvione continua…

Continua, continua ancora.

alluvioneAncora rimpalli di responsabilità, tentate affermazioni personali, accuse reciproche in un rimpiattino che continua ancora. E’ incredibile. Le dichiarazioni di Trappolino, le sue accuse sulle promesse non mantenute di Monti, i milioni in legge di stabilità, destinati agli alluvionati ma, ricorda proprio a Trappolino Piergiorgio Pizzi, sui quali non son ancora giunti ragguagli, la richiesta del nostro Sindaco di velocizzare la pratica della richiesta di stato di calamità, per 7 milioni, che tuttavia solo il 3 gennaio è stata trasmessa agli uffici competenti, il capogruppo pidielle Nevi ne fa una questione di campagna elettorale e tira in ballo la sotterranea alleanza tra lo stesso Monti e Bersani che induce la nostra presidenza regionale a tacere su questi problemi locali, a seguir poi la scontata e piccata risposta della Marini…

Signori, basta. Fatti non parole. L’alluvione c’è stato ad inizio novembre, siamo alla fine di gennaio e qui c’è solo il rimpiattino che continua.