CON LA DICHIARAZIONE DI GIUNTA INIZIA LA FASE DUE DEL PROGETTO PER PORTARE AD ORVIETO UN PRESTIGIOSO ENTE COMUNITARIO: IL TRIBUNALE UNIFICATO DEI BREVETTI.
Tutto nasce dalla proposta in chiave brexit della Movimento 5 Stelle Orvieto: proporre la ex caserma Piave come sede del prestigioso Tribunale unificato dei brevetti, previsto a Londra. Lucia Vergaglia in approvazione un ordine del giorno con tale obiettivo in consiglio comunale nell’ottobre del 2016 ottenendo la larghissima maggioranza e l’interessamento degli europarlamentari pentastellati.
I temi della politica cittadina non sono soltanto le buche nell’asfalto, il decoro urbano che manca oppure la protesta perché il sindaco ha fatto la scelta di una cravatta di un colore piuttosto che di un altro. I temi della politica cittadina dovrebbero partire dalla emergenziale situazione del gioco d’azzardo con i suoi 800 e passa euro giocati all’anno da ogni singolo abitante di Orvieto Inclusi i neonati. Dal dramma lavoro assolutamente ignorato a destra, con l’eccezione di qualche sporadica incursione nel mondo della piccola e media impresa, ed inutilmente propagandato a sinistra il campagna elettorale salvo poi assistere alla chiusura di aziende, anzi di interi comparti industriali, senza poi fattivamente intervenire e neanche predisporre le condizioni migliori di intervento perché, ad esempio, le aree interne e neppure il completamento della complanare puntano in direzione di una politica di insediamento produttivo che sarebbe notoriamente meglio servita , ma questo gli imprenditori lo sanno bene, dall’eventuale uscita autostradale Orvieto Nord. E le altre emergenze sociali? Un piano casa esiste? Continua a leggere I temi della politica cittadina→
POLITICHE PER LA FAMIGLIA E PARI OPPORTUNITÀ ASSENTI INGIUSTIFICATE ANCHE NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POPOLAZIONE.
La Giornata delle Nazioni Unite della popolazione mondiale ogni anno viene celebrata l’11 luglio per riaffermare il diritto umano di pianificare per una famiglia. Essa incoraggia attività , eventi e informazioni per contribuire a rendere questo diritto una realtà in tutto il mondo.
Come prima interrogazione all’atto dell’insediamento Movimento 5 Stelle Orvieto a posto la questione di una commissione pari opportunità all’interno del comune nel quale i cittadini avrebbero potuto trovare risposte, informazione e proposte che riguardano anche tutti questi aspetti familiari sui quali e attraverso i quali si contribuisce allo sviluppo della società civile nella quale tutti noi viviamo. È tutto invece diventa un luogo di scontro invece che di confronto tra le diverse sensibilità politiche presenti nelle istituzioni comunali e questo ha letteralmente impedito che avesse un senso positivo e fattivo. Che in qualche modo contribuisce al benessere della popolazione della quale oggi ricorre un importante momento di attenzione da parte delle Nazioni Unite che, tra l’altro, nel loro programma mettono a disposizione una quantità di Fondi e l’accesso a progetti che un territorio come quello di Orvieto (che ha un indice di vecchiaia oltre il 2,4 e cioè presenta oltre due anziani e mezzo per ogni under 14, ed i giovani che forma li vede praticamente tutti andar via) ha un inespresso, inascoltato e disperato bisogno.
Pari opportunità
Nel dettaglio la Giornata Mondiale della Popolazione mira ad aumentare la consapevolezza della gente su questioni demografiche diverse, quali l’importanza della pianificazione familiare, tra cui la parità di genere, la povertà , la salute materna e diritti umani. La giornata si celebra in tutto il mondo da gruppi d’affari, organizzazioni comunitarie e gli individui in molti modi.
Il 2018 segna infatti il 50° anniversario dellaConferenza internazionale sui diritti umanidel 1968: per la prima volta la pianificazione familiare è stata definita un diritto umano.
Il documento finale, noto come ilProclama di Teheran, stabilisce il diritto di uomini e donne di scegliere liberamente e in modo responsabile se, quando e quanto spesso avere figli. Decidere il proprio futuro in questo senso è un diritto umano fondamentale del quale dovrebbero poter avvalersi tutti gli individui.
La Conferenza ha adottato laRisoluzione XVIII, intitolata “Aspetti dei diritti umani nella pianificazione familiare”, che è strettamente legata al rispetto della dignità e del valore dell’essere umano e allo status della donna per quanto concerne l’accesso alla pianificazione familiare.
Il diritto umano alla pianificazione sostiene i seguenti principi:
Non-discriminazione: le informazioni e i servizi riguardanti la pianificazione familiare non possono essere limitati su basi discriminatorie.
Disponibilità e accessibilità: i paesi devono accertarsi che i servizi di pianificazione familiare siano accessibili a tutti.
Accettabilità: informazioni e servizi di contraccezione devo essere forniti nel rispetto degli standard medici e culturali.
Buona qualità: le informazioni relative alla pianificazione familiare devono essere comunicate chiaramente ed essere scientificamente accurate.
Scelta informata: ogni persona deve essere messa in condizione di compiere le proprie scelte riproduttive in piena autonomia e senza coercizioni.
Privacy e confidenzialità: il diritto alla privacy deve essere garantito per tutti coloro che richiedono informazioni e servizi riguardanti la pianificazione familiare.
Partecipazione: i paesi hanno l’obbligo di assicurare la partecipazione attiva e informata degli individui nelle decisioni che li riguardano, incluse le questioni sanitarie.
Responsabilità: i sistemi medici, educativi, i leader e i decisori politici devono essere responsabili verso le persone che servono, nello sforzo di realizzare il diritto umano alla pianificazione familiare.
Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (United Nations Population Fund,UNFPA) supporta molti aspetti della pianificazione familiare volontaria: l’accesso alla contraccezione, la formazione di personale specialistico sanitario che possa consigliare adeguatamente le coppie e la promozione dell’educazione sessuale nelle scuole.
La pianificazione familiare riveste un ruolo fondamentale nell’eliminazione della povertà e nel promuovere lo sviluppo. In primo luogo, essa contribuisce all’emancipazione della donna.. Nel momento in cui le donne sono però messe nella condizione di scegliere in modo autonomo se e quando avere figli, hanno maggiori possibilità di completare gli studi e di conseguenza aspettative di sostentamento più alte. Attraverso una pianificazione consapevole e informata si possono dunque accrescere la sicurezza economica e il benessere delle famiglie.
Secondo il rapporto diffuso nel 2018 dal Forum Parlamentare Europeo sulla Popolazione e lo Sviluppo (European Parlamentary Forum on Population and Development, EPF), in Europa il 43% delle gravidanze non è pianificato. Ciò mostra come, a fronte di un adeguato accesso alla contraccezione, la pianificazione familiare resta ancora prerogativa di una fascia ristretta di donne. Ed al tempo stesso in Italia accade anche l’opposto in cui piuttosto si rinuncia a famiglia e figli con un trend sempre più preoccupante. Occorre quindi declinare sul territorio quelle che sono le iniziative e le politiche rilevanti nate su scala internazionale. Purtroppo al di là di tante belle parole e di proclami spesso ideologici non possiamo non registrare l’assenza di ogni tipo di iniziativa e di totale lassismo di chi avrebbe la responsabilità di agire mentre invece preferisce navigare a vista e ripetere ciò che fino ad oggi non ha funzionato demandando ad uffici o appaltando ad enti esterni in uno stanco ripetersi di cose già viste.
《Noi non avremmo lasciato inascoltato un tale appello. E come diciamo nel Movimento 5 Stelle “nessuno deve rimanere indietro”, tantomeno le famiglie.》 Lucia Vergaglia, capogruppo M5S
CI CHIEDONO NOTIZIE DELLE SCINTILLE IN AULA DELLA SETTIMANA SCORSA. ECCO COSA NE PENSIAMO.
No, non era solo il caldo, non era solo la tensione di un momento nel quale qualcuno sentiva di poter fare la differenza rompendo il comune e facendo arrivare il commissario anche in mancanza di scandali, inchieste, sparizione di denaro ho quegli accordi con la malavita organizzata richiedono un tale tipo di intervento straordinario.
No, Secondo noi c’era qualcosa di più, c’è stata una prova di quelle che anticiperanno la prossima campagna elettorale fatte di uno stillicidio di punzecchiature e false informazioni. Le fake news sono già cominciate, chi segue le vicende politiche qui ad Orvieto lo sa bene, così come quelle provocazioni per ottenere una risposta innervosita.
Noi però facciamo qualcosa di straordinario e di assolutamente inatteso come dire la verità.
la verità è davvero rivoluzionaria e nessuno può evitare di prenderla in considerazione.
La verità è davvero rivoluzionaria e mette in luce tutte le differenze tra chi vuole davvero un cambiamento in meglio per la qualità della vita di tutti i cittadini e per la tutela del territorio nel quale hanno costantemente colato cemento, allargato ogni volta la discarica e creato carrozzoni che non solo non hanno portato sviluppo e lavoro ma sono rimasti come debiti sul groppone degli orvietani.
E tutto questo per puro sfizio di esercizio del potere. Ed a questa impostazione noi abbiamo opposto il mandato elettorale che aveva uno scopo e dei punti ben precisi tra i quali Continua a leggere Scintille in aula→
UNA CITTÀ A MISURA DEI BAMBINI? COMINCIAMO DALLE ISTITUZIONI CULTURALI.
Il nostro sistema museale è adatto ai più piccoli? È stato immaginato perché sia compreso da chi non conosce la lingua italiana o addirittura non sa leggere? Almeno in parte?
L’apprendimento veloce, l’interattività, la possibilità di fare laboratori e incontri di gruppo con guida ed esperti fanno parte della bagaglio operativo, del kit di funzionamento, dei moderni sistemi museali che non sono più pensati per poter vedere qualcosa di bello non altrimenti disponibile come succedeva nell’800 come le stampe a colori le riproduzioni mancavano ma invece dovrebbero servire dal punto di vista divulgativo per immettersi attraverso proprio il nostro sistema museale in una esperienza se non puoi ripetere attraverso uno smartphone oppure un tablet, dal punto di vista educativo per far venire voglia di conoscere ed approfondire determinate materie e determinate opere ed autori, infine dal punto di vista culturale dovrebbe permettere attraverso linguaggi internazionali o linguaggi ponte l’approfondimento (oppure attraverso sostegni tecnologici che possono essere “evocati” attraverso codici QR o l’utilizzo di lavagne interattive, chioschi o totem digitali) appunto per i cultori della materia facendo attenzione a non seminarli a caso ma legandoli ad un percorso ed un progetto facendo Continua a leggere Istituzioni culturali a misura di bambini→
IN QUESTA EPOCA DI CRISI E CONTINUE RICHIESTE DI SACRIFICI AI CITTADINI NOI RICORDIAMO IL PRESIDENTE PERTINI…
Nel 1978, l’8 luglio, veniva eletto uno dei presidenti più amati e rispettati della storia repubblicana: Sandro Pertini.
Oggi come Meetup vogliamo ricordare senza commentare le parole che il Presidente, più volte ricordato dal M5S e da Lucia Vergaglia, in relazione a questo lungo periodo in cui non solo l’Italia ma anche ad esempio alla Grecia vengono chiesti in nome di un bene superiore sacrifici spesso insostenibili.
“È inoppugnabile il fatto che, ogniqualvolta c’è un sacrificio, c’è anche qualcuno pronto a raccogliere le offerte sacrificali. Dove c’è schiavitù, c’è qualcuno che sta venendo servito. Colui che vi parla di sacrificio, parla di schiavi e padroni, e intende essere lui il padrone.“
PRIMI PASSI AVANTI PER RIPORTARE IL TRIBUNALE AD ORVIETO. La facciamo semplice perché tanto la notizia è già sui giornali: il contratto di governo ha aperto qualche spiraglio per tornare alla precedente geografia giudiziaria e quindi per riaprire il nostro tribunale. La cosa potrebbe avvenire seguendo diverse strade e certamente non c’è la bacchetta magica. Quindi abbiamo appoggiato e sostenuto di persona la partecipazione del Comune e dei delegati della ex avvocatura orvietana a partecipare ed essere parte del comitato per la giustizia di prossimità che si è costituito presso il Consiglio Nazionale Forense.
Al netto di ogni tecnicismo questo è un passo importante perché si muovano assieme tutti e 31 i circondari soppressi e si riesca a dare una risposta sistemica e non emergenziale, e che come tale possa durare nel tempo.
Comitato Giustizia di prossimità presso il Consiglio Nazionale Forense
Noi non ci vogliamo limitare a questo, e non vogliamo demandare la questione al solo ministro. Procederemo quindi secondo una road map che coinvolga anche il Parlamento che ha le sue responsabilità nel processo legislativo e nel reperimento delle risorse finanziarie e di personale.
Quindi la nostra adesione convinta alle ragioni del comitato, e la nostra disponibilità all’impegno politico , oltre alla testimonianza di essere dalla parte del Comune indipendentemente dal colore dell’amministrazione e senza partigianeria, sarà solo una parte delle nostre iniziative.
IL COMITATO #ECORVIETANO RICORDA A TUTTI NOI LA NECESSITÀ DI PREVENZIONE ATTIVA E DI UN VERO PIANO INCENDI PARTECIPATO
Ne abbiamo spesso parlato anche in consiglio comunale, senza avere mai risposte soddisfacenti, però con la bella stagione si ripresenta il problema dei possibili incendi. Come comune avremmo potuto fare molta informazione locale, educazione ambientale e partecipare promuovere una strategia di Sentieri tagliafuoco da poter poi trasformare in percorsi, ad esempio, MTB e trekking cioè mountain bike e passeggiata. E su questo avrebbe anche aperto il capitolo dei sentieri tracciati che però sono in larga parte accessibile alle auto.
Un piano incendi dovrebbe nascere in maniera partecipata cioè con l’intervento dal basso di chi il territorio lo vive oppure di chi nel territorio. Va bene armonizzano con la logistica dei mezzi di soccorso e delle prossimità delle basi di Protezione Civile ma si deve partire dalle esigenze e non dalle scelte più comode all’amministrazione che deve contemplare anche altri tipi di esigenze perlopiù burocratiche e di spending review che in mancanza di alternative finisce troppo spesso ad accorpamenti ed ad allontanamenti dalle zone considerate periferiche.
Un piano incendi che nasca dal basso può essere anche uno strumento di tutela dell’ambiente e di rispetto del territorio oltre che un dispositivo di sicurezza utile a tutti i cittadini.
Ok, intendiamoci per il comune di Orvieto qualche documento legale del Piano incendi esiste, se non altro come parte di quello regionale. Per paradosso però probabilmente indica nella catena di responsabilità una serie di cose che vanno poi nettamente ignorate visto che l’attuale funzione di Protezione Civile non è più comunale e basta ma è una funzione associata tra più comuni e così se venisse utilizzato asetticamente quel documento, oppure venisse utilizzato in una strategia legale difensiva in caso di in contenzioso post intervento , ci potrebbero essere almeno alcuni rischi. E comunque non è nato dal basso e non è stato partecipato da tutta la comunità con i possibili strumenti diffusi che ci sono adesso.
Il comitato Ecorvietano ribadisce la necessità di questo importante salto di qualità e la portavoce del MoVimento 5 Stelle porterà la questione negli enti preposti, tutti.
VIVIAMO IMMERSI NE LA GRANDE BELLEZZA MA TROPPO SPESSO LO DIMENTICHIAMO OPPURE È LEI CHE CI FA DIMENTICARE IL RESTO.
Orvieto nella sua parte storica non lascia indifferenti, è una città di cui ci si innamora e che comunque lascia il segno su chi c’è passato. Può sembrare irraggiungibile quelle volte che emerge come una nave con il proprio profilo che spunta dalle nubi o con il suo Skyline in controluce all’alba. Così diversa dalle grandi metropoli e non solo per per la differente vivibilità, e neppure per la sensazione di camminare sui secoli di storia ma piuttosto per il fatto che in questo luogo sembra perdersi l’appartenenza ad un tempo, una epoca oppure a una nazione.
Orvieto
Chi vive però tutti i giorni immerso in questa magnificenza rischia di darla per scontata o, peggio, di pensare che tale esclusiva ed unica qualità sia per qualche motivo di propria proprietà pertanto possa essere usata per distinguersi. Invece è vero il contrario che dalle grande bellezza non ci appartiene ma piuttosto siamo noi ad appartenere a lei, ad essere abitanti ed orgogliosamente custodi tanta magnificenza. È una questione di prospettive e di rispetto , di consapevolezza e di tradizione. Chi amministra deve tenere ben presente questa condizione ed essere consapevole che , anche se i limiti di governo di Orvieto comprendono altri 300 km quadrati, aree artigianali ed industriali anche innovative, centri di produzione di eccellenze qualitativamente riconosciute in tutto il mondo, impianti di viabilità imponenti come l’alta velocità e l’autostrada, oltre a ben altri tredici centri storici e decine di punti di riferimento monumentali, naturalistici, culturali e persino al centro geografico esatto dell’Italia, tutto comunque ruota e dovrebbe sempre ruotare intorno alla Grande Bellezza della rupe, al centro antico della città ed alla sua sede di governo.
È un caposaldo. Un punto di riferimento da avere sempre presente anche se si vogliono portare avanti delle politiche che partono dal basso e dalle aree più decentrate. È l’asticella alta che dal passato coloro che hanno reso grandi queste Terre hanno voluto lasciare come livello da raggiungere non per le grandi opere, o per l’inarrivabile arte, ma per la cura e l’attenzione che mettevano in ogni singolo particolare e che le azioni e le scelte fossero fatte per durare a lungo nel tempo senza pesare alle tasche dei cittadini.
Insomma è per farla breve questa grande bellezza è il contrario della mediocrità che traspare, purtroppo, nel comportamento e nelle scelte di troppi politici. E questa mancanza di cura e di rispetto purtroppo la sta subendo la città a tutti i livelli. Tra pochi mesi cominceremo ad avanzare le proposte per la città che verrà ah, e se volete dire la vostra contattateci o raggiungeteci durante gli incontri.
NEL TERRITORIO LA BANCA SALVADANAIO FUNZIONA, LA PROPOSTA DI TITOLI ED OBBLIGAZIONI INVECE NON PIÙ.
Nessuno vuole più il Bond delle banche locali
Fummo i primi a denunciare i problemi che poi sono diventati i critici della Cassa di Risparmio e della Fondazione c r o di Orvieto. Subito dopo le nostre interrogazioni nacquero i comitati dei risparmiatori ed una importante attenzione politica e pubblica sull’operato e sulle prospettive bancarie locali soprattutto in vista con la fusione della banca con la Popolare di Bari.
Non ci sorprende quindi il clima di sfiducia che si è creato intorno agli strumenti finanziari che sono stati messi ormai molte volte sotto la lente d’ingrandimento. Occupandoci di territorio avevamo avuto il sentore della entrata in crisi di un sistema ma onestamente non pensavamo a numeri così importanti, da vera e propria crisi, che dovrebbero far allarmare imprenditori e amministratori locali.
Vogliamo ricordarlo che la raccolta in termini di quote obbligazionarie fatta proprio per la Popolare di Bari da parte di Cassa di Risparmio di Orvieto rappresenta multiplo del nostro bilancio cittadino? Vogliamo ricordarlo i soldi investiti in quelle quote si sono rivelati illiquidi e non immediatamente recuperabili neanche accettando non il mancato guadagno in termini di interesse, ma addirittura rinunciando a parte del valore?
C’era ovviamente da aspettarsi una tale perdita opportunità per il mercato di credito e Finanza oltre che un possibile problema adesso per l’accesso al credito da parte di chi volesse investire in attività produttive ed imprenditoriali.
Personalmente come consigliere comunale e come avvocato trovo più che opportuno che un sistema bancario territoriale possa affermarsi soprattutto nella tutela del risparmio piuttosto che con l’offerta finanziaria e men che meno a sportello fatta ad una utenza che non è professionalmente investitrice. Il territorio ha bisogno di una barca di riferimento, che sappia stare sul mercato, ma che non si sbilanci sul terreno che proprio di altri tipi di istituzioni finanziarie, soprattutto se gode di una forte reputazione affidabilità ed ha una delle più senior di quella dei propri partner pugliesi, Non dimentichiamo che il territorio orvietano ha un indice di vecchiaia di 2,4 cioè di oltre 2 over 65 per ogni Under 14 è che i depositi bancari, i conti correnti, sono molto utilizzati anche dalle categorie cittadine più avanti con gli anni. Va quindi sostenuta la vocazione a fare da centro di raccolta del risparmio e punto di riferimento dell’economia reale di ogni banca del territorio. Diversa e più attenta valutazione invece per l’attività da banca d’affari che in una epoca di mercati internazionali e globalizzata con prodotti finanziari derivati e strutturati probabilmente richiede professionalità specifiche che nelle banche dei territori è molto più difficile poter raccogliere o addirittura valutare all’atto della presentazione e del colloquio degli eventuali professionisti che si vogliono inserire in organico. Deciderà il governo se tale divisione debba essere nettamente portata avanti ma, per ora, è lo stesso mercato ad avere punito l’attuale impianto. Come amministrazione come politici locali, al netto di qualche iniziativa sul microcredito come quella portata avanti negli anni scorsi con successo dal Movimento 5 Stelle , non possiamo purtroppo sostituirci al sistema bancario a me non inventarci qualcosa di completamente nuovo. In alcuni comuni si stanno tentando monete complementari o addirittura sistemi di blockchain tipo Bitcoin per sostenere l’economia locale. In genere queste iniziative funzionano o in comuni molto grandi ho in territori comprendenti più comuni. Se volete approfondire questi argomenti contattateci sulle pagine social di Orvieto 5 stelle oppure scrivete ad info chiocciola Orvieto 5 stelle. Com.
42.72025512.113046
Movimento 5 Stelle, promotrice Napoli città per la Costituzione, politica e territorio.
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse